Gli Aforismi del Mese

 

 

Introduzione      Terminologia

 

Aprile 2007

 

 

 

 

 

 

Introduzione...

 

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"La Divina Sinfonia" è un raccolta di aforismi, massime, poesie e preghiere che costituiscono una ricca fonte di ispirazione per tutti quanti che, pur avendo tendenza alla spiritualità, dispongono di tempo troppo limitato per poter leggere lunghe dissertazioni. La fonte è il "Gayan" e il "Vadan" di Hazrat Inayat Khan. Egli disse:

"Ho trovato che in ogni parola vi è un valore musicale, che vi è melodia in ogni pensiero, un'armonia in ogni sentimento. Suonai la Vina fino a quando il mio cuore si trasformò in questo strumento; ho offerto allora questo strumento al Musico Divino: l'Unico Musico che esiste. Le persone che mi ascoltano mi attribuiscono il merito di questa melodia: in realtà, non è dovuto a me, ma al Musico che suona il suo fedele strumento..."

                                                                                                                         Shaikha Dahnya Bozzini-van Gelder

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La parola "Gayan" significa "Canto".

 

La definizione delle opere con le relative classificazioni riportate qui di seguito sono tratte da espressioni musicali e liriche in lingua persiana e in Indi, alle quali l'Autore diede un'interpretazione speciale:

ALAPA = Dio che parla all'uomo. Una parola divina in forma di consiglio

ALANKARA = L'espressione fantastica di un'idea

BOULA = Una parola ardente

CHALA = Una parola illuminata

GAMAKA = I sentimenti di un cuore di poeta, accordati su varie note

GAYATRI = Preghiere

RAGA = L'anima umana che si rivolge al Dio amato

SURA = La parola di Dio attraverso l'anima ardente

TALA = L'espressione ritmica di un'idea

TANA = L'anima a colloquio con la natura.

 

 

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Aprile

 

"Il carattere ritmico dell'opera esprime l'Armonia del Pensiero Divino di cui questi insegnamenti sono le note che si rivelano all'anima immersa nel silenzio." 
   
                                                                             Murshid Karimbakhsh

 

 

 

Parte Seconda - Vadan

 

 

 

 

2.Alankaras

 

693. Sono stato all'inferno e vi ho visto il fuoco violento dell'amore; e sono entrato in cielo illuminato dalla luce dell'amore.

 

 

 

 

 

 

 

694. Per amore ho pianto e ho fatto piangere tutti con me.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

695. Per amore ho alzato i miei lamenti ed ho trafitto il cuore degli uomini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

696. Ed allorché il mio sguardo ardente si posò sulle rocce, esse eruttarono come vulcani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

697. Il mondo intero fu sommerso nel diluvio provocato da una mia sola lacrima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

698. Al mio profondo sospiro la terra tremò, e allorché gridai il nome amato, scossi il trono di Dio nei Cieli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

699. Chinai il mio capo in umiltà, e in ginocchio implorai l'amore:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

700. "Svelami ti prego, Amore, il tuo segreto".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

701. Fui preso dolcemente per le braccia e sollevato aldisopra della terra, mentre mi venivano sussurrate queste parole:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

702. "Mio Diletto tu stesso sei l'amore, sei l'amante, e tu stesso sei l'essere amato che adorasti".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Al fine di garantire la massima aderenza di quest' opera al significato originale dell'autore, la traduzione, dal testo in lingua inglese, è stata curata direttamente dal rappresentante, per l'Italia ed il Ticino, del Movimento Sufi Internazionale.

 

              

 

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