Gli Aforismi del Mese

 

 

Introduzione      Terminologia

 

Dicembre 2006

 

 

 

 

 

 

Introduzione...

 

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"La Divina Sinfonia" è un raccolta di aforismi, massime, poesie e preghiere che costituiscono una ricca fonte di ispirazione per tutti quanti che, pur avendo tendenza alla spiritualità, dispongono di tempo troppo limitato per poter leggere lunghe dissertazioni. La fonte è il "Gayan" e il "Vadan" di Hazrat Inayat Khan. Egli disse:

"Ho trovato che in ogni parola vi è un valore musicale, che vi è melodia in ogni pensiero, un'armonia in ogni sentimento. Suonai la Vina fino a quando il mio cuore si trasformò in questo strumento; ho offerto allora questo strumento al Musico Divino: l'Unico Musico che esiste. Le persone che mi ascoltano mi attribuiscono il merito di questa melodia: in realtà, non è dovuto a me, ma al Musico che suona il suo fedele strumento..."

                                                                                                                         Shaikha Dahnya Bozzini-van Gelder

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La parola "Gayan" significa "Canto".

 

La definizione delle opere con le relative classificazioni riportate qui di seguito sono tratte da espressioni musicali e liriche in lingua persiana e in Indi, alle quali l'Autore diede un'interpretazione speciale:

ALAPA = Dio che parla all'uomo. Una parola divina in forma di consiglio

ALANKARA = L'espressione fantastica di un'idea

BOULA = Una parola ardente

CHALA = Una parola illuminata

GAMAKA = I sentimenti di un cuore di poeta, accordati su varie note

GAYATRI = Preghiere

RAGA = L'anima umana che si rivolge al Dio amato

SURA = La parola di Dio attraverso l'anima ardente

TALA = L'espressione ritmica di un'idea

TANA = L'anima a colloquio con la natura.

 

 

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Dicembre

 

"Il carattere ritmico dell'opera esprime l'Armonia del Pensiero Divino di cui questi insegnamenti sono le note che si rivelano all'anima immersa nel silenzio." 
   
                                                                             Murshid Karimbakhsh

 

 

 

Parte Seconda-Vadan

 

 

2. Alankaras

 

 

 

 

 

 

673. Nessuna rivendicazione, per quanto grande, può eguagliare la tua, o mio misterioso essere; eppure può darsi che tu non risulteresti degno della minima promessa da te fatta.

 

 

 

 

 

 

674. Svela il tuo volto, o mio Diletto, affinché io possa contemplare la Tua gloriosa visione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

675. Fa, o Signore, che il mio cuore si espanda fino all'immensità del cielo, affinché l'intero universo possa riflettersi nella mia anima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

676. Ovunque Tu poserai il Tuo sguardo, mio Diletto, ivi sorgerà un nuovo sole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

677. Solleva la mia anima, o dolce brezza, e portala alla dimora del mio Diletto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

678. Che il mio cuore rifletta la Tua luce, o Signore, come il sole si riflette sull'acqua tranquilla.

 

 

 

 

 

 

679. Allorché m'appare la Tua gloriosa visione, io mi sento portato all'estasi, mio Diletto: le onde si sollevano nel mio cuore ed il mio cuore si trasforma in un mare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

680. O bocciolo di rosa, il tuo sbocciare mi richiama l'immagine del mio Diletto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

681. Il tuo apparire, mio Diletto, attraverso la tempesta desta in me le passioni più profonde.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al fine di garantire la massima aderenza di quest' opera al significato originale dell'autore, la traduzione, dal testo in lingua inglese, è stata curata direttamente dal rappresentante, per l'Italia ed il Ticino, del Movimento Sufi Internazionale.

 

                         

 

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