"La Divina Sinfonia"
è un raccolta di aforismi, massime, poesie e preghiere
che costituiscono una ricca fonte di ispirazione per tutti quanti che,
pur avendo tendenza alla spiritualità, dispongono di tempo troppo limitato
per poter leggere lunghe dissertazioni. La fonte è il "Gayan"
e il "Vadan" di Hazrat Inayat Khan. Egli disse:
"Ho trovato che in ogni parola vi è un valore musicale,
che vi è melodia in ogni pensiero, un'armonia in ogni sentimento. Suonai
la Vina fino a quando il mio cuore si trasformò in questo strumento;
ho offerto allora questo strumento al Musico Divino: l'Unico Musico
che esiste. Le persone che mi ascoltano mi attribuiscono il merito di
questa melodia: in realtà, non è dovuto a me, ma al Musico che suona
il suo fedele strumento..."
Shaikha
Dahnya Bozzini-van Gelder
La parola "Gayan"
significa "Canto".
La definizione delle opere con le relative classificazioni
riportate qui di seguito sono tratte da espressioni musicali e liriche
in lingua persiana e in Indi, alle quali l'Autore diede un'interpretazione
speciale:
ALAPA = Dio che parla all'uomo. Una parola divina
in forma di consiglio
ALANKARA = L'espressione fantastica di un'idea
BOULA = Una parola ardente
CHALA = Una parola illuminata
GAMAKA = I sentimenti di un cuore di poeta, accordati su varie
note
GAYATRI = Preghiere
RAGA = L'anima umana che si rivolge al Dio amato
SURA = La parola di Dio attraverso l'anima ardente
"Il carattere ritmico dell'opera esprime
l'Armonia del Pensiero Divino di cui questi insegnamenti sono le note
che si rivelano all'anima immersa nel silenzio."
Murshid Karimbakhsh
GAYAN
2. Alankaras
18. Indifferenza! Mio amico intimissimo,
mi spiace di dovermi sempre opporre a te.
19. Mia modestia! Tu sei il velo che
copre la mia vanità.
20. Mia umiltà! Tu sei la vera essenza
della mia vanità.
21. Vanità! Sia il santo che il peccatore
bevono alla stessa tua coppa.
22. Vanità! Tu sei la fontana di vino
sulla terra, alla quale si accosta per berne il Re dei Cieli.
23. Pavone! Non è la tua vanità che ti
fa danzare?
24. Miei piedi nudi! Camminate leggeri
sul sentiero della vita, per timore che le spine che si trovano sulla
vostra strada abbiano a protestare quando vengono da voi calpestate.
25. Mio ideale! A volte immagino che
noi giochiamo a fare l'altalena; quando io mi sollevo, tu finisci sotto
i miei piedi; e quando scendo in basso, tu ti sollevi al di sopra del
mio capo.
26. Fiducia in me stesso! Tu mi rendi
al tempo stesso povero e ricco.
27. Mio amato ideale! Quando io andavo
cercandoti sulla terra, non ridevi tu forse in cielo?
28. Mio sensibile cuore! Quanto spesso
vorrei che tu fossi fatto di pietra.
Al fine di garantire la massima aderenza di quest'
opera al significato originale dell'autore, la traduzione, dal testo
in lingua inglese, è stata curata direttamente dal rappresentante, per
l'Italia ed il Ticino, del Movimento Sufi Internazionale.