Gli Aforismi del Mese

 

 

Introduzione      Terminologia

 

Gennaio 2001

 

 

 

 

 

 

Introduzione...

 

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"La Divina Sinfonia" è un raccolta di aforismi, massime, poesie e preghiere che costituiscono una ricca fonte di ispirazione per tutti quanti che, pur avendo tendenza alla spiritualità, dispongono di tempo troppo limitato per poter leggere lunghe dissertazioni. La fonte è il "Gayan" e il "Vadan" di Hazrat Inayat Khan. Egli disse:

"Ho trovato che in ogni parola vi è un valore musicale, che vi è melodia in ogni pensiero, un'armonia in ogni sentimento. Suonai la Vina fino a quando il mio cuore si trasformò in questo strumento; ho offerto allora questo strumento al Musico Divino: l'Unico Musico che esiste. Le persone che mi ascoltano mi attribuiscono il merito di questa melodia: in realtà, non è dovuto a me, ma al Musico che suona il suo fedele strumento..."

                                                                                                                         Shaikha Dahnya Bozzini-van Gelder

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La parola "Gayan" significa "Canto".

 

La definizione delle opere con le relative classificazioni riportate qui di seguito sono tratte da espressioni musicali e liriche in lingua persiana e in Indi, alle quali l'Autore diede un'interpretazione speciale:

ALAPA = Dio che parla all'uomo. Una parola divina in forma di consiglio

ALANKARA = L'espressione fantastica di un'idea

BOULA = Una parola ardente

CHALA = Una parola illuminata

GAMAKA = I sentimenti di un cuore di poeta, accordati su varie note

GAYATRI = Preghiere

RAGA = L'anima umana che si rivolge al Dio amato

SURA = La parola di Dio attraverso l'anima ardente

TALA = L'espressione ritmica di un'idea

TANA = L'anima a colloquio con la natura.

 

 

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Gennaio

 

"Il carattere ritmico dell'opera esprime l'Armonia del Pensiero Divino di cui questi insegnamenti sono le note che si rivelano all'anima immersa nel silenzio." 
   
                                                                             Murshid Karimbakhsh

 

 

 

GAYAN

 

 

2. Alankaras

 

 

 

 

 

 

18. Indifferenza! Mio amico intimissimo, mi spiace di dovermi sempre opporre a te.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19. Mia modestia! Tu sei il velo che copre la mia vanità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20. Mia umiltà! Tu sei la vera essenza della mia vanità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

21. Vanità! Sia il santo che il peccatore bevono alla stessa tua coppa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

22. Vanità! Tu sei la fontana di vino sulla terra, alla quale si accosta per berne il Re dei Cieli.

 

 

 

 

 

 

 

 

23. Pavone! Non è la tua vanità che ti fa danzare?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

24. Miei piedi nudi! Camminate leggeri sul sentiero della vita, per timore che le spine che si trovano sulla vostra strada abbiano a protestare quando vengono da voi calpestate.

 

 

 

 

 

 

 

 

25. Mio ideale! A volte immagino che noi giochiamo a fare l'altalena; quando io mi sollevo, tu finisci sotto i miei piedi; e quando scendo in basso, tu ti sollevi al di sopra del mio capo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

26. Fiducia in me stesso! Tu mi rendi al tempo stesso povero e ricco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27. Mio amato ideale! Quando io andavo cercandoti sulla terra, non ridevi tu forse in cielo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

28. Mio sensibile cuore! Quanto spesso vorrei che tu fossi fatto di pietra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al fine di garantire la massima aderenza di quest' opera al significato originale dell'autore, la traduzione, dal testo in lingua inglese, è stata curata direttamente dal rappresentante, per l'Italia ed il Ticino, del Movimento Sufi Internazionale.

 

                         

 

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