Gli Aforismi del Mese

 

 

Introduzione      Terminologia

 

Gennaio 2006

 

 

 

 

 

 

Introduzione...

 

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"La Divina Sinfonia" è un raccolta di aforismi, massime, poesie e preghiere che costituiscono una ricca fonte di ispirazione per tutti quanti che, pur avendo tendenza alla spiritualità, dispongono di tempo troppo limitato per poter leggere lunghe dissertazioni. La fonte è il "Gayan" e il "Vadan" di Hazrat Inayat Khan. Egli disse:

"Ho trovato che in ogni parola vi è un valore musicale, che vi è melodia in ogni pensiero, un'armonia in ogni sentimento. Suonai la Vina fino a quando il mio cuore si trasformò in questo strumento; ho offerto allora questo strumento al Musico Divino: l'Unico Musico che esiste. Le persone che mi ascoltano mi attribuiscono il merito di questa melodia: in realtà, non è dovuto a me, ma al Musico che suona il suo fedele strumento..."

                                                                                                                         Shaikha Dahnya Bozzini-van Gelder

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La parola "Gayan" significa "Canto".

 

La definizione delle opere con le relative classificazioni riportate qui di seguito sono tratte da espressioni musicali e liriche in lingua persiana e in Indi, alle quali l'Autore diede un'interpretazione speciale:

ALAPA = Dio che parla all'uomo. Una parola divina in forma di consiglio

ALANKARA = L'espressione fantastica di un'idea

BOULA = Una parola ardente

CHALA = Una parola illuminata

GAMAKA = I sentimenti di un cuore di poeta, accordati su varie note

GAYATRI = Preghiere

RAGA = L'anima umana che si rivolge al Dio amato

SURA = La parola di Dio attraverso l'anima ardente

TALA = L'espressione ritmica di un'idea

TANA = L'anima a colloquio con la natura.

 

 

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Gennaio

 

"Il carattere ritmico dell'opera esprime l'Armonia del Pensiero Divino di cui questi insegnamenti sono le note che si rivelano all'anima immersa nel silenzio." 
   
                                                                             Murshid Karimbakhsh

 

 

 

GAYAN

 

 

9. Talas

 

 

 

 

 

 

596. Coraggioso è colui che arditamente fa esperienza di ogni cosa; codardo è colui che teme di fare un passo in una nuova direzione; sciocco è colui che nuota nelle correnti della fantasia e del piacere; saggio è colui che fa esperienza di ogni cosa, e tuttavia rimane sul sentiero che lo porterà alla sua destinazione.


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597. La situazione del carceriere è peggiore di quella del prigioniero; mentre del prigioniero in cattività è il corpo, del carceriere è in prigione la mente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

598. La vita è un commercio onesto in cui tutto si aggiusta a tempo debito.
Per tutto ciò che ti prendi da lei, prima o poi devi pagare un prezzo.
Per delle cose puoi pagare in anticipo, per altre dovresti pagare alla consegna, per altre ancora in seguito, quando verrà presentata la fattura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

599. Padrone è colui che ha la padronanza di se stesso; maestro è colui che insegna a se stesso; governante è colui che governa se stesso, e sovrano è colui che domina se stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

600. Chi ha timore del vizio è soggetto al vizio; chi fa assuefazione al vizio ne è lo schiavo; chi prende conoscenza del vizio ne diviene l'allievo; chi impara una lezione dal vizio, ne passa attraverso, e si eleva al disopra di esso, è padrone e conquistatore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

601. Il sempliciotto mangia più di quanto possa assimilare, solleva un peso superiore a quanto possa portare, taglia il ramo dell'albero sul quale egli stesso sta seduto e sparge spine sul suo proprio sentiero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

602. Colui che dice: «Non posso tollerare» dimostra la sua pochezza; colui che dice: «Non posso sopportare» dimostra la sua debolezza; colui che dice: «Non posso associarmi» dimostra la sua limitazione; colui che dice: «Non posso perdonare» dimostra la sua imperfezione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

603. Colui che è venuto meno a se stesso, è venuto meno a tutti; colui che ha conquistato se stesso, ha conquistato tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

604. Felice è colui che fa del bene agli altri, e misero è colui che dagli altri si aspetta del bene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

605. L'amore che progredisce è come l'acqua dolce dei fiume che scorre, ma l'amore che non fa progressi è come l'acqua salata del mare.

 

 

 

 

Al fine di garantire la massima aderenza di quest' opera al significato originale dell'autore, la traduzione, dal testo in lingua inglese, è stata curata direttamente dal rappresentante, per l'Italia ed il Ticino, del Movimento Sufi Internazionale.

 

                         

 

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