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Giugno
"Il carattere ritmico dell'opera esprime
l'Armonia del Pensiero Divino di cui questi insegnamenti sono le note
che si rivelano all'anima immersa nel silenzio."
Murshid Karimbakhsh
GAYAN
7. Ragas

530. Non oso pensare di alzare lo sguardo
per rimirare la Tua gloriosa visione; siedo tranquillo presso il lago
del mio cuore guardando in esso riflessa la Tua immagine.
531. Tu mi doni il Tuo amore e conquisti il mio cuore
con il fascino della Tua bellezza.
Quando a Te mi avvicino, mio Amato, Tu mi dici «Non mi toccare».
532. A Te mi aggrappo con la fede di un bambino portando
nel cuore la Tua bellissima immagine.
Ho cercato rifugio nel Tuo seno, Amato, e sono salvo, sentendo le Tue
braccia intorno a me.
533. Come potrò ringraziarti, mio Re, per i Tuo
munifici doni?
Ogni dono che Tu mi fai, mio generoso Signore, è inestimabile.
Al tuo soffio gentile una lingua di fiamma si è alzata dalla
scintilla che è nel mio cuore.
Tu odi il mio più debole sussurro; Tu mi hai insegnato la Tua
lingua e a leggere il carattere scritto dalla Tua penna.
534. Io ti chiamo «mio Re» quando sono consapevole
del mio essere simile ad una soffio d'aria; ma quando, mio Amato, sono
consapevole di Te, io chiamo Te me.
535. Come potrò ringraziarti per la Tua misericordia
e la Tua compassione, o Re della mia anima?
C'è qualcosa che Tu non abbia fatto per me quando camminavo da
solo nel deserto, nel buio della notte?
Tu venisti con la Tua torcia accesa e illuminasti il mio cammino.
Raggelato dal freddo della durezza del cuore del mondo, ho cercato rifugio
in Te e Tu mi hai consolato con il Tuo infinito amore.
Ho bussato alla Tua porta, finalmente, quando da nessuna parte al mondo
mi veniva una risposta, e senza indugio rispondesti al richiamo del
mio cuore infranto.
536. Ho cercato, senza poterti trovare; dall'alto del
minareto Ti ho chiamato ad alta voce; al sorgere ed al tramontare del
sole ho suonato la campana del tempio; invano mi sono immerso nelle
acque del Gange; deluso me ne sono tornato dalla Kaaba; Ti ho cercato
sulla terra, Ti ho cercato nel cielo, mio Amato, ma alla fine Ti ho
trovato nascosto come una perla nella conchiglia del mio cuore.
537. Volentieri morirei di mille morti se morendo potessi
arrivare alla Tua nobile presenza.
Se la Tua mano amata offrisse una coppa di veleno, quel veleno preferirei
alla tazza di nettare.
Stimo di più la polvere sotto ai Tuoi piedi, o mio Prezioso Bene,
che non tutti i tesori della terra.
Se il mio capo potesse toccare la terra della Tua dimora, orgogliosamente
rifiuterei la corona di Khusrau*.Volentieri rinuncerei
a tutti i piaceri che la terra mi può offrire, se soltanto potessi
trattenere la Tua pena nel mio sensibile cuore.
*Khusrau, grande poeta indiano.
538. Un solo momento della vita vissuto con Te vale
più di una lunga vita vissuta senza di Te.
539. Scordo le pene di tutta la vita quando Tu posi
il Tuo sguardo su di me.
Il Tempo non è per me; un barlume della Tua gloriosa visione
mi rende eterno.

Al fine di garantire la massima aderenza di quest'
opera al significato originale dell'autore, la traduzione, dal testo
in lingua inglese, è stata curata direttamente dal rappresentante, per
l'Italia ed il Ticino, del Movimento Sufi Internazionale.

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