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AMORE, ARMONIA E BELLEZZA
(Da
"In Un Roseto D’Oriente", Hazrat Inayat Khan)
Come incantano
il cuore di chi ascolta le parole “amore, armonia e bellezza”! Ci si potrebbe
chiedere che cosa c’é in queste parole da esercitare un simile potere naturale
sull’anima umana.
Quale
é allora la sorgente della bellezza? Dio é bello perché ha creato la bellezza. Se
non vi fosse la bellezza in Dio, non ve ne sarebbe neppure nelle sue manifestazioni.
Se non vi fosse bellezza
nel pensiero del poeta, egli non potrebbe scrivere versi bellissimi; se non
vi fosse bellezza nel pensiero dell’artista, non avrebbe potuto dipingere
il quadro. Non si può vedere la bellezza nel cuore del pittore, ma solo nel
quadro che ha dipinto. Non é solo il quadro che é bello, é bello sopratutto il cuore del pittore: Perciò siamo in grado
di vedere la bellezza non solo nella manifestazione, ma anche prima che si
manifesti: e prima di manifestarsi esisteva già nell’amore! In altre parole,
possiamo vedere che la bellezza era nascosta nell’amore; la bellezza é nascosta
nell’amore e la bellezza che l’amore ha davanti a sé da amare é la propria
bellezza. Quindi, nella misura in cui é bella la bellezza,
é bello anche l’amore; anzi ancora di più, poiché il Creatore é più bello
di tutte le cose che ha creato.
Tutte le cose che noi facciamo, sono opera delle nostre mani. Noi ne siamo i creatori. Siamo
molto più delle nostre mani. Così é con l’amore. L’amore
é più grande della bellezza, perché l’amore é il creatore della bellezza da
lui amata nella sua vita.
Senza alcun dubbio, amando, l’amore viene
limitato, limitato come bellezza: ma questo é proprio lo scopo dell’amore.
Se non ci fosse la bellezza, l’Amore non avrebbe
potuto realizzare la gioia latente della propria natura. La gioia della sua
esistenza si sarebbe spenta.
Appena riusciamo a pensare in questo modo, ci
accorgiamo che colui che ama é più grande, incomparabilmente
più grande dell’oggetto che ama.
Il vero amore, la vera bellezza sono in colui che ama. L’oggetto che egli ama é molto più piccolo,
anche se, per il momento, colui che ama non é consapevole
della differenza. “ Tu sei l’oggetto davanti al quale mi inchino. Tu sei l’oggetto al quale penso giorno e notte
e di fronte al quale sono indifeso. Tu sei l’oggetto che ammiro e “adoro”
così pensa colui che ama. Eppure egli non capisce
l’immensità del suo amore, anzi, per essere più precisi, l’amore é più grande
di colui che ama.
Quando le persona incominciano
ad imparare la lezione dell’amore, esse tendono a spaventarsi per le difficoltà,
le pene e i dispiaceri a cui dovranno far fronte proprio a causa dell’amore.
E quando confrontano la propria condizione con quella
dell’essere amato, pensano che l’essere amato sia in una condizione molto
migliore della loro. “Colui che ha preso i miei pensieri,
che mi fa soffrire, che ha preso il mio cuore, é molto più felice di me. Facendo
un raffronto tra se stessi e l’essere amato, pensano che egli sia molto più
felice. E continuano a pensare: “Se io fossi l’essere
amato, sarebbe molto meglio”. Ogni anima ha questo pensiero, ma – una volta
che riesce a superarlo – comincia a conoscere l’amore. L’anima che non riesce
a sfuggire a questo pensiero, non riesce a realizzare la pienezza dell’amore.
C’é un’altro aspetto dell’amore che si deve evitare, l’egoismo. Colui che ama veramente dice: “Darò ogni cosa, sopporterò ogni cosa, tutte le torture, tutti i tormenti che devono essere affrontati nella vita. Mi piegherò umilmente davanti a tutto ciò che mi accadrà. Darò tutto ciò che posseggo. Sopporterò tutto ciò che mi capiterà, crederò a tutto, spererò in tutto e mi rassegnerò a tutto”. Ma l’altro spetto dell’amore dice:” Sei matto? Hai perso la ragione? Tu sei sciocco. Perché questo lamento? Guarda quanto é felice l’essere amato. Sii felice quanto lui, e mettiti nella sua stessa posizione esaltante invece di questa posizione di umiltà e degradazione. Penetra in questa grandezza e non nella distruzione!. però, c’é la mano di Dio, mentre nella sicurezza c’é la mano di Satana. Tutte le cose egoistiche sono insegnate da quella potenza e da quella conoscenza che é nemica del genere umano. Satana é un nemico perché svia l’uomo dallo scopo della sua vita. Egli tenta di fare in modo che colui che ama prenda il posto dell’amato dicendo: “La tua posizione é migliore della mia, ora vorrei essere come te”. E forse aspetterà tutta la vita per raggiungere questa agognata posizione – attesa che però non sarà mai soddisfatta perché l’amato non cederà mai alla ricchezza quando la fortuna é dalla sua parte.
La vita di un uomo cambierà completamente dopo
essere stata fusa dal fuoco dell’amore. Il fuoco dell’amore lo esalterà a
tal punto che il suo potere influenzerà animali e uccelli; sia i saggi che
gli stolti saranno attirati da lui allo stesso modo. Una
volta purificato, “ bruciato dal fuoco” dell’amore egli diventerà l’attrazione
di ogni anima, di ogni essere, sia invisibile che visibile. E’ solo l’incitamento
di Satana che lo trattiene da ciò.
Maestro é colui che
soffre. Molte volte riflettiamo sul fatto che Gesù Cristo lavò i piedi ai
suoi discepoli. Quanto bellezza in questo gesto,
in questa umiltà! Sarà mai possibile trovare questa simile bellezza in un
uomo orgoglioso? Può un uomo orgoglioso conquistare il cuore del mondo per
secoli, secoli e secoli? L’uomo orgoglioso é guidato da Satana, é egoista,
interessato, freddo; la sua presenza agghiaccia chiunque, poiché ilo suo contatto
é simile al ghiaccio e non dà conforto.
Invece, quanto diventa indulgente colui che é passato attraverso tutte le sofferenze! C’era forse
qualcosa d’altro nella vita di Cristo se non perdono e tolleranza? Egli dice:”
perdonate sempre, perdonate sempre, tollerate sempre”. E
questo perché nel cuore del maestro l’amore era così grande da attrarre tutti.
L’amore era l’unica filosofia che i suoi pescatori potevano comprendere e
se l’amore fosse stato anteposto alla filosofia e
alla religione, come sarebbero divenuti devoti i fedeli! Gli animali e gli
uccelli sarebbero stati attratti dal potere del cuore umano infiammato di
amore. Così com’é, l’uomo fa fuggire l’amore al primo accenno del suo
apparire e l’amore non vuole più tornargli accanto.
Quante volte oggi la parola
“amore” non indica altro che un semplice divertimento, un piacere, un passatempo,
una cosa degradante. L’amore é molto più elevato. Non é una cosa che si possa dare ad una persona o della quale
si possa dire: “Lo posso coltivare”. Non lo si può
apprendere, non lo si può studiare su un libro; c’é solo una cosa da fare:
alimentarlo nel proprio cuore. Non si può vivere senza cuore e il cuore non
può vivere senza amore. Una persona, per quanto possa sembrare
fredda e senza amore, per quanto possa sembrare malvagia e crudele, nonostante
tutto ha in sé l’amore, ma nascosto da una spessa parete. L’amore non
ha mezzo per venire fuori; viene tenuto continuamente
dentro a questo guscio ed é inquieto e agitato. Ecco perché l’uomo diventa
freddo e infelice, sempre desiderando non si sa che cosa, perché non capisce
l’unica vera inclinazione. Il potere dell’amore é rimasto
imprigionato in un grosso guscio, un guscio di freddezza, la parte congelata
dell’amore, e questo guscio non permette l’uscita del flusso dell’amore, del
potere divino che cerca di emergere attraverso il cuore. Se un uomo
non lascia fluire questo amore, diventa un peso per
gli altri, la sua presenza diventa sgradevole per coloro che lo circondano,
la sua influenza diventa un peso per se stesso. E’ proprio questo che spesso
ha reso alcune persone sgradevoli. Ed é per questo motivo
che alcuni possono anche impazzire. Non sapendo cosa vogliono nella
vita, rimproverano sempre gli altri di non averli amati e compresi
o di non essere stati gentili con loro. Queste persone non si rendono conto
che la ragione di tutto ciò é dentro di loro, che é nel loro cuore il potere
di aprire e sciogliere il cuore di un altro. E’ proprio il nostro potere che
può portare un’altro ai nostri piedi.
Chiunque imparerà questa verità, smetterà di
rimproverare agli altri di essere freddi, scortesi
e poco comprensivi nei suoi confronti. Capirà che la causa é in lui. Cercando
la comprensione e la disponibilità di un altro egli chiude il proprio cuore
e gli impedisce di esprimersi. Il potere dell’amore desidera sempre venir
fuori e imprimersi sull’ambiente circostante, eppure é come se le porte fossero
sempre state chiuse per impedire a Dio di uscire e di realizzare lo scopo
della Sua creazione.
Quanto sono belle le
parole del Profeta Maometto quando dice che: “Il cuore dell’uomo é il tabernacolo
di Dio”. Com’é vero! Si deve cercare Dio in una moschea, in un tempio, in
una chiesa o in un luogo dove si cantano inni o si prega? E’ possibile trovarLo
dove non c’é amore? Non si deve cercarLo nei luoghi di culto costruiti dall’uomo. Questi sono
solamente scuole e parchi-gioco per bambini. I bambini amano trastullarsi
con dei giocattoli, ma ciò facendo si preparano a qualche altra cosa. Quando si riuscirà a conoscere la vera bellezza di Dio, si
capirà che essa dimora in un sol luogo: nel cuore dell’uomo! Dio è amore e
si trova nel cuore dell’uomo!
Colui che comprende questo,
può perfino adorare Dio nell’uomo perché, seguendo questa filosofia, sarà
sempre cosciente che sotto ogni aspetto e in ogni momento egli può oltraggiare
o ferire i sentimenti di Dio; spezzando il cuore dell’uomo, rischia di infrangere
il tabernacolo di Dio.
Si potrebbe pensare che i filosofi, i mistici
e i saggi, tanto prossimi e in intimità con Dio, possano prendersi ogni libertà
con il mondo. Sono invece i più teneri e i più sensibili degli uomini. Sono
pronti a condividere i dispiaceri di chiunque, a partecipare al dolore di
chiunque, a spartire la disperazione e lo scoramento di tutti. Sono pronti
a consolare ogni persona con le loro parole, ad aiutarla con la loro assistenza,
a dare la loro comprensione a chi ne ha bisogno. Non indietreggiano davanti
a nessun sacrificio sia di tempo che di denaro, di piacere o di comodità.
Come Gesù Cristo insegna: “Se uno desidera essere accompagnato per un miglio,
accompagnalo per dieci”.
Cosa ci insegna tutto
questo? E’ una lezione di comprensione dei nostri simili, che ci insegna a partecipare alle loro difficoltà o alla loro disperazione.
Poiché questa gioia della vita, in chiunque realmente
la provi, diventa talmente grande da colmare cuore e anima. Non importa se
questi ha meno agiatezza o una posizione inferiore a quella di molti altri
in questo mondo, perché la luce della sua gentilezza, della sua comprensione,
del suo crescente amore, la virtù che scaturisce dal suo cuore tutto colma
l’anima sua di luce. Non vi é nulla,
a questo punto, che gli manchi nella vita, poiché egli ne é diventato il re!
Una tale persona diventa un guaritore, un vero
guaritore. Egli guarisce con uno sguardo, con una parola gentile, con il tocco
della sua mano, confortando per mezzo della sua stessa natura. Che guarigione é questa! Senza pretese, non
appariscente: la vera cura é quando un uomo é partecipe del dolore altrui
e porge una mano soccorritrice. Egli é in possesso del vino vero. Colui che può lanciare dai suoi occhi uno sguardo che provi
quanto sia ansioso di dare aiuto e comprensione, che potere di guarigione
ha! Non é come prendere un uccellino sotto ali protettrici. Tra i diversi
modi con i quali molti cercano di curare il prossimo non c’é processi di guarigione
più bello!
Ci si può domandare quale sia allora l’oggetto
dell’amore in questa vita. C’é forse un oggetto particolare che può essere
raccomandato all’amore dell’uomo? E’ meglio amare i propri genitori o i propri
amici; amare un solo essere o soltanto l’amato dell’altro sesso? Si dovrebbe
amare qualcosa di astratto, qualche Spirito, qualche
ideale, qualche Nome o qualcosa che é aldilà della natura umana? Oppure si dovrebbe amare qualcosa che idealizziamo, come il
Dio che adoriamo? Molti dicono che non vi é altro amore proficuo, se non l’amore
di Dio, il resto é senza valore. Qualcuno dice: “ Non posso amare nessuno
dell’altro sesso”. Perché? “Perché
sono già stato deluso una volta”. Un’altro può dire
“Non amerò mai un essere umano, preferisco amare il mio cane o il mio gatto.
Questi non mi deludono, mentre l’uomo già una volta mi ha deluso”. Un altro
dice: “ Amo il mio denaro, perché quando sono nel bisogno é l’unico amico
che mi viene in soccorso. Il deposito che ho in banca, fa per me più di quanto
possono fare gli altri. Perché allora non dovrei amare i
miei soldi?”. Un’altra persona potrà dire: “Se Dio é tutto, se é a
Lui che ho dovuto tutto l’amore, perché allora non amare la sedia,
il tavolo, un libro o il lavoro che fa una persona – un’opera d’arte, un brano
musicale, una scultura – non é forse lo stesso?”. Tutte queste domande però
scaturiscono da cuori che sono stati una volta delusi
o infranti- Queste persone hanno subìto un crollo e si sono chiuse in se stesse
e una volta che le porte del cuore si sono chiuse non c’é più luce che possa
illuminare il sentiero. Ecco perché é tanto bella una canzoncina inglese:
“ La luce di tutta una vita muore, quando é finito l’amore”. Non
c’é più luce quando l’amore é finito. Quando l’amore é finito il cuore é chiuso.
Spesso si incontrano
persone che si lamentano perché l’amore da parte dell’amato non le ha soddisfatte
e ha causato loro disperazione e angoscia. Cosa impara
da questo un Sufi, il saggio? Impara che trionfano coloro
che amano. Coloro che, pur avendo amato, non hanno continuato ad amare,
sono i vinti. La ragione per cui sono tornati indietro,
prima di compiere il loro destino, era che dipendevano dall’oggetto dell’amore
e che questo oggetto li aveva delusi. Il Sufi é conscio di questa
immensa voragine sul suo sentiero. Ogni volta che l’innamorato che
é stato attratto dalla bellezza cessa di amare, significa
che egli dipende dalla bellezza. Egli amava la bellezza e poteva continuare
ad amare soltanto fino a quando la bellezza fosse rimasta
il suo ideale. Chi ama si eleva nuovamente quando, esaminandosi, dice: “Creerò
un ideale che permetterà alla mia vita di essere
autosufficiente. L’ideale sarà il mio movente, ma in realtà io innalzerò il
mio amore. Ogniqualvolta l’amore é stato infranto é avvenuto solo perché l’ideale
non si era dimostrato all’altezza delle aspettative
di colui che amava. Eviterò quindi di accecare i miei occhi con la vita esteriore,
ma costruirò nel mio cuore il sentiero su cui procedere. Quell’idea sarà sufficiente
e compenserà le mancanze dell’amato”. Colui che ama
in questo modo é il vero innamorato perché anche l’amore ha la sua bellezza
ed egli produce dal suo amore la bellezza che magari manca alla persona amata
e di cui egli non nota più la carenza.
Da questo momento l’essere amato diventa il
suo stesso amore, perché egli ha plasmato nel suo pensiero, nelle sue immaginazioni
e può quindi sempre contribuire alla bellezza della manifestazione.
E’ in questo modo che é stato celebrato il canto
dell’amore e della bellezza nel corso dei vari periodi della
storia. Sa’di in Persia, Dante in Italia e tutti
i grandi che hanno amato e attratto il cuore dell’uomo, tutti hanno lasciato
delle parole che, ancora oggi, penetrano nei nostri cuori per la grandezza
dei loro ideali. Essi stessi hanno creato gli ideali nel loro cuore. Per loro
non può sussistere il problema dell’amato, che non si dimostra degno dell’amore.
Colui che ama diventa il creatore dell’amore. Ma non é forse stato Dio a creare l’amore? Non avete forse
ereditato questa bellezza da Dio? Non potete forse pure voi creare l’amore?
Quello che potete creare dipende da voi.
C’é un’altro aspetto:
l’ideale dell’amore creato dall’uomo dipende dalla sua evoluzione. Se é materialista, egli apprezzerà la bellezza materiale di
una persona o di un oggetto. Non può fare diversamente, non é colpa sua. Egli
ha diritto di ammirare ciò che direttamente lo attrae, C’é chi preferirà la
bellezza della mente, della virtù, della personalità, delle buone maniere,
di certe gentilezze che lo attraggono; egli apprezzerà una bella personalità,
una presenza piacevole. Altri apprezzeranno forse un’anima poiché troveranno
in essa i loro ideali di ispirazione, di intuizione,
Per questa ragione non si può considerare un
oggetto particolare come l’unico degno d’amore, perché la bellezza é conforme
solamente all’evoluzione di una persona. Colui che
ha un grado di evoluzione inferiore, non può amare oggetti superiori. Ma una
persona di evoluzione superiore può amare sia l’inferiore
che il superiore. Colui che ha una volta amato, non
può più odiare. Colui che odia é colui che non sa
apprezzare, l’odio si trova nei gradi inferiori dell’evoluzione, e non in
quelli più alti. Quanto più l’evoluzione procede
tanto meno prosperano l’odio e il pregiudizio. Nei regni
più alti non vi é veleno, poiché lo scopo é più nobile, il livello più elevato,
l’orizzonte più ampio. Quanto più elevato é il proprio ideale, tanto
più in alto si giunge, ed é innalzando, passo passo ,
il livello della bellezza che ci si eleva sempre più su, fino all’ Alto dei
Cieli.
E’ sempre progredendo e restando sul sentiero
dell’amore che, anche dal livello più basso, l’anima può raggiungere il cielo
più alto. L’uomo può sempre elevare il suo ideale all’altezza in cui egli
é in grado di amare il Dio senza Forma, il Dio senza nome, che é al
di sopra della bontà e della
virtù e che non può essere limitato alla virtù, poiché Egli é oltre la bontà.
Ci sono saggi che si commuovono fino alle lacrime,
pronunciando a se stessi una sola parola della Verità Essenziale, della Verità
Astratta. Cosa può provocare questo effetto? C’é
forse un dolore nascosto? Forse viene detto qualcosa
da risvegliare la compassione? No, il loro ideale é così
elevato che essi vedono la Bellezza Ideale nella Verità. La Verità
dell’Essere diviene per loro splendida. Dio diviene per loro l’essere amato,
e quando viene detta una parola di Verità, nell’udirla,
essi si commuovono fino alle lacrime. Per questi saggi ogni
cosa é una manifestazione reale della bellezza di DIO. Se essi ascoltano della musica, in questa musica sentono Dio,
in questa musica vedono Dio. Se si soffermano davanti a
un quadro, nella bellezza di questo vedono il loro Amato. Se si trovano tra
la folla, con tutti i suoi volti (sia sporchi che puliti) per loro l’ntera scena é una
sola Armonia, una visione del Sublime, di cui possono scorgere tutta la Bellezza.
Sia che si tratti di un deserto, del mare, del cielo o della
terra. qualsiasi cosa sia davanti ai loro
occhi é una visione di bellezza che si offre a loro. Ed
é in questo modo che tutta la Manifestazione diventa per loro un’immanenza
della BELLEZZA DI DIO.