ARMONIA

da Murhida Dahnya Bozzini-van Gelder

 

 

C'è una storia di un guaritore saggio.

Una donna andò da lui e gli chiese: "Mi può dire cosa devo fare? Ho un periodo difficile con mio marito. Ogni giorno a casa c'è una lite". Egli disse - E' facilissimo" "Sarei così grata". ella rispose. "Ti darò queste pastiglie, queste caramelle. Tienile in bocca quando tuo marito viene a casa e tutto andrà bene. Sono caramelle magnetizzate".

E la donna ogni giorno notò che non c'erano più liti.

Dopo dieci giorni. quando le caramelle finirono, ella ritornò dal guaritore e disse: "Darei ogni cosa se lei mi potesse dare ancora un po' di queste caramelle. Sono meravigliose".

Ed il maestro disse. "Amica mia, hai mangiato le caramelle per dieci giorni e devi ora capire che tuo marito, dopo avere lavorato duramente tutta la giornata, quando viene a casa è nervoso ed esausto. Naturalmente non e in sintonia: e tu parlando, peggioravi la situazione. Facendo silenzio tu non gli hai dato alcun motivo per litigare, e la tua casa è diventata più armoniosa. Questo dovrebbe insegnarti una lezione, che il silenzio è la chiave dell armonia" .

Questa e propria una storia divertente, però, quale sagezza è nascosta dentro. Se potessimo sempre ricordare questa storia, non succederebbe più di litigare. Ma perchè dimentichiamo cosi facilemente cose che sembrano simplici ma sono in fondi cosi importanti! Pensiamo sempre che gli altri, la situazione, le condìzìonì esteriori devono cambiare, ma non è così.

Ciò che dobbiamo cercare e la pace interiore, l'armonia con noi stessi. Vi sono due aspetti dell'armonia individuale: l'armonia tra il corpo e l'anima e l'armonia fra gli individui. L'anima si rallegra per le comodità provate dall'esteriore, tuttavia l'uomo viene talmente assorbito da questo che il vero benessere dell'anima viene trascurato. Cio fa sì che l'uomo rimanga insoddisfatto attraverso tutti i conforti momentanei di cui potrebbe gioire, ma dato che non lo capisce attribuisce la causa dell'insoddisfazione a dei desideri inappagati della vita. Lo sfogo di tutte le passioni terrene dà una soddisfazione momentanea, creando però la tendenza di voler averne sempre di più. In questa lotta l'appagammento dell'anima viene trascurato dall'uomo che si impegna costantemente nella ricerca dei piaceri e comodità terrene, privando così l'anima della sua vera beatitudine.

La soddisfazione dell anima è molto più importante di quella del corpo, perché è più durevole. Quindi il pensiero, la parola e l'azioni potrebbero venire adatti in modo tale che l`armonia possa essere instaurata per prima nel proprio essere per mezzo della sintonia fra il corpo e l'anima. Riguardo l'armonia fra gli individui si può dire che tutti i disaccordi tra coppie, amici, soci di affari o uomini politici, derivano dalla mancanza di pazienza. Se avessimo pazienza, se fossimo appagati, potremmo imparare molto meglio.

Chi è appagato impara a rassegnarsi. Questa rassegnazione però non deve essere scambiata per fatalismo. Se noi possiamo riconoscersi come la goccia che fa parte dell'oceano, perché combattere l'oceano? La goccia fa parte dell'oceano. Se non si rassegna, che profitto ne trarrà la goccia? Perché credere di essere soli nel `giusto' e che nessuno che pensa diversamente, può essere giusto anche? Dovremmo ricordarci che gli altri non vedono come noi. Ciò che è giusto per uno, a un altro può anche apparire non giusto. è giusto soltanto per una data persona in un dato momento! L'essere limitato non può pretendere di percepire l'illimitato. Non possiamo quindi considerare la nostra volontà come la Volontà universale, a meno che la nostra volontà non sia in armonia con la Volontà di Dio. Il nostro successo o fallimento, tutto dipende dall'armonia o dalla disarmonia della nostra volontà individuale con il Volere Divino.

In India si narra la storia di come una volta tutti gli abitanti di un villaggio, che era stato vittima della siccità, andarono al tempio del loro Dio, pregando di far piovere abbondantemente nell'annata. Dall'invisibile una voce rispose: "Qualunque cosa Noi si faccia è per migliorare i Nostri fini; e voi, o uomini, non avete il diritto di interferire nella Nostra attività". Ma, ugualmente, la gente implorava pietà e proseguì ad implorare con insistenza. E venne la risposta: "La vostra preghiera, il vostro digiuno e i vostri sacrifici Ci inducono a concedervi per quest'anno tanta pioggia quanta ne desiderate". E la gente tornò a casa piena di gioia. In autunno la gente lavorò i campi con vigore e, dopo aver ben preparato la terra e seminato, pregò per la pioggia. E quando la gente ritenne che avesse piovuto a sufficienza, nuovamente pregò e la pioggia finì. In questo modo si ebbe un raccolto ideale di cereali e gli abitanti di quella regione ne furono contenti. Mai prima di quell'anno si produssero tanti cereali. Però, dopo il raccolto, tutti quelli che mangiarono i cereali morirono e quindi molti furono le vittime. Gli altri, perplessi, cercarono di nuovo Dio, inchinandosi profondamente davanti al tempio, gemendo: "Perché ci hai mostrato tanta collera, dopo averci mostrato tanta misericordia?", e Dio disse: "Non è stato la Nostra ira, ma la vostra follia a voler interferire nella Nostra opera; a volte Noi mandiamo la siccità, altre volte delle inondazioni, cosi che una parte dei vostri raccolti possa essere distrutta, ma Noi abbiamo le Nostre ragioni per agire così, poiché in queste modo tutto ciò che è velenoso e indesiderabile nei vostri raccolti possa venire distrutto, lasciando solo ciò che è benefico per la salvaguardia delle vostre vite".

Gli abitanti del villaggio si prostrarono in umile preghiera dicendo: "Mai più ci intrometteremo nelle facendo dell'universo; Tu sei il Creatore e Tu sei il Controllore, noi siamo i tuoi figli ingenui e solo Tu sai ciò che è meglio per noi". Il Creatore sa come controllare il Suo mondo, cosa generare e cosa distruggere. Proprio come si può leggere nelle scritture Ebraica: `La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima'.

Si crede di poter sviluppare la forza di volontà con la lotta, ma non è così, poiché lottando non si fanno grandi progressi; si progredisce infinitamente di più lottando con se stessi. Il nostro più grande nemico è in noi. Le nostre debolezze, la nostra ignoranza ci tengono lontani della verità del nostro essere, da tutte le virtù nascoste in noi e da tutta la perfezione nascosta nella nostra anima.

Il primo io che realizziamo è un falso io. Se l'anima non rinascerà, non vedrà il regno dei cieli. Se non si combatte contro il falso io, il vero io non può essere realizzato. Quindi è necessaria la sopportazione, la pazienza indispensabile.

Se potessimo combattere con noi stessi e nello stesso tempo riuscire a far piacere agli altri! I saggi sono in armonia tanto con le persone pie che con le malvagie, tanto con l'uomo giusto che con quello sciocco, tanto col ricco che col povero. Noi proviamo amicizia per alcuni, non per altri; ci intendiamo bene con certuni, con altri siamo sempre in disaccordo. Con altri ancora ci sentiamo in pace e felici.

I leoni non poterono fare male a Daniele, poiché la sua volontà era in armonia con la volontà universale. I leoni rappresentano gli elementi distruttivi della mente umana, le guerre, le delusioni, le rivalità, le gelosie, le invidie, le passioni e così via, in diversi orribili travestimenti. il nostro ego è il leone dei leoni, e se lo dominiamo, anche i leoni esterni - i diversi ego intorno a noi - sono dominati. E ovunque andate, chiunque incontrate, saggi o stolti, buoni o cattivi, sarete in pace con tutti.

Un grande aiuto per arrivare a ciò è di trovare `la nota chiave'. Come Murshid dice nel "Misticismo del suono": - la nota chiave è sempre in armonia con ogni nota perché ha in se stessa tutte le note della scala musicale. Nello stesso modo il Sufi armonizza con tutti, buoni o cattivi, saggi o stolti, diventando come la nota chiave. Tutte le razze, nazioni, classi o persone sono come una melodia basata su di un accordo in cui la nota chiave, l'interesse comune, mantiene tante personalità in un vincolo di armonia.

Un esempio possiamo leggere nelle scritture dell'Islam: "Certo, quelli che dicono `il Signore nostro è Dio' poi agiscono rettamente, nessun timore sarà sopra di loro, nè essi dovranno rattristarsi". Con lo studio della vita il Sufi impara e mette in pratica la natura della sua armonia. Egli instaura l'armonia con se stesso, con gli altri, con l'universo e con l'Infinito. Egli si identifica con gli altri e vede, per così dire, se stesso in ogni altro essere. Non dà peso al biasimo nè alla lode considerando che essi vengono da se stesso. Se un gran peso cadesse sul piede di una persona questa non rimproverebbe certo la mano per averlo fatto cadere, rendendosi conto che sia la mano che il piede di una persona sono se stessa.

Nello stesso modo il Sufi è tollerante quando viene ferito da un'altra persona, considerando che il male è stato causato solo da lui.

Egli trascura i difetti degli altri e sopprime qualsiasi fatto che potrebbe creare disarmonia. La sua lotta costante è con il `Nafs', radice di tutte le disarmonie, il vero nemico dell'uomo. Schiacciando questo l'uomo raggiunge la maestria su di sé e ciò produce per lui la maestria sull'intero universo, perché la barriera tra l'io e l'Onnipotente è stata distrutta. Nel Vadan si legge:

Chiunque io veda, vedo Te nella sua anima;

Qualunque cosa mi venga data, io la ricevo da Te;

A chiunque io doni, io faccio umilmente un `offerta a Te;

Chiunque venga a me, sei Tu che vieni;

Chiunque io visiti, a Te la mia visita è dedicata.

 

 

 

 

 

 

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