BIOGRAFIA:
Pir-o-Murshid Hazrat Inayat Khan:
Giovinezza

 

 

Sebbene fosse solo un giovane ragazzo, Inayat era sempre ansioso di fare tutto il lavoro che poteva quando era del tipo che gli piaceva. Andava dai differenti insegnanti della scuola di musica e diceva: "Posso spiegare alla tua classe la lezione di musica che ho imparato ieri?" L'insegnante era contentissimo di dare ad Inayat un po' di lavoro da fare, e di andarsene all'aria aperta, lontano dal caldo che sentiva sedendo in classe. Andava poi da un altro insegnante e diceva: "Posso finire l'insegnamento della canzone che hai iniziato nella tua classe?" Al terzo diceva: "Posso insegnare alla tua classe una canzone che sento piacerà molto?" In questo modo faceva quasi tutto il lavoro degli insegnanti della scuola, i quali erano ben lieti di lasciarglielo fare. In lui non vi era alcuna supponenza, Inayat faceva tutto spinto dal suo entusiasmo di servire e di essere utile.

Una volta Inayat venne invitato a fare un programma musicale alla riunione degli studenti della Scuola Superiore di Baroda; cogliendo quell'occasione come una buona opportunità di dire alla gente ciò che pensava della condizione di allora della musica Indiana, spontaneamente si offrì di parlare sull'argomento. Davanti ai professori ed agli studenti parlò onestamente spiegando l'importanza dell'educazione musicale. Quelli che lo ascoltarono in quell'occasione, lo invitarono a parlare nel tempio di Narsiji. Inayat accettò l'invito più che volentieri e parlò loro e, oltre alla conferenza, eseguì diversi tipi di musica, illustrando gli aspetti scientifici e religiosi dell'argomento. Quando, il giorno dopo il testo della conferenza fu pubblicato sul giornale di Baroda, i suoi parenti lo seppero e ciò fu uno shock ed una sorpresa per loro.

Inayat sentiva acutamente il problema della mancanza di educazione femminile, specialmente tra i Musulmani. Vi era esitazione tra i Musulmani, specialmente in quel tempo, ad insegnare la musica alle ragazze, perché consideravano la gaiezza come una cosa proibita non solo per la donna, ma anche per gli uomini. Per dare alle ragazze una buona educazione musicale, Inayat scrisse un testo di musica, il Balasangitmaka, in Hindustani e tentò di sottoporlo ai capi della comunità Musulmana, sebbene fosse troppo giovane perché la sua voce potesse essere ascoltata dalle autorità scolastiche.

Il primo vero colpo che Inayat ricevette nella sua prima giovinezza fu la morte di suo nonno Maula Bakhsh, sotto il cui scudo Inayat era cresciuto come una piccola pianta al riparo di un grande albero. Un nonno così grande come Maula Bakhsh, così gentile, con una personalità magica, l'unico al mondo che avesse veramente capito il ragazzo, che era gentilissimo con lui in tutto ciò che faceva. Inoltre egli era per Inayat un ideale da ammirare, un compagno ed un amico ed al tempo stesso il suo insegnante. Ad Inayat sembrò che il cielo e la terra fossero scosse, ma nello stesso tempo questa grande pena della separazione, aprì maggiormente, per così dire, il suo cuore al problema della nascita e della morte. Tutti notarono un cambiamento in Inayat. La gente cominciò a vedere in un giovane l'espressione dell'uomo maturo. I suoi genitori notavano questo cambiamento in lui con non poca preoccupazione e tentarono di introdurre dei cambiamenti nel suo ambiente per distogliere la mente del ragazzo dal rimuginare su quella perdita. La provvidenza cambiò l'ambiente di Inayat. S.A. il Maharaja Bhim Shamsher del Nepal aveva convocato un'assemblea di tutti i musicisti eminenti del territorio, e l'invito aveva raggiunto tutte la scuole di musica famose, che erano conosciute come "Khandan" (famiglie). Dalla scuola di Maula Bakhsh venne proposta la partecipazione di Rahmat Khan, padre di Inayat, il quale su insistente richiesta di Inayat di accompagnarlo, gli concesse di farlo. Sebbene fosse per Inayat la prima volta che si allontanava dalle tenere cure della madre e dagli agi della sua casa, tuttavia la gioia di fare questo lungo viaggio da Baroda al Nepal era grande.

Lungo il viaggio ebbe l'opportunità di fermarsi a Gwalior, dove suo padre lo portò sulla tomba di Tansen, per rendere omaggio al cantante più celebrato dell'India. Secondo l'usanza del luogo, Inayat prese le foglie dell'albero che riparava la tomba di Tansen come un tabarruk, un sacramento. A Gwailor, che era una città rinomata per i suoi grandi musicisti, Inayat ebbe l'opportunità di ascoltare il successore dell'eminente cantante Hadu, Hasu Khan nonché Tanras Khan e fu molto impressionato ed aiutato dalla magistrale esecuzione di canzoni Khayal da parte dei cantanti locali.

Quando il viaggio venne interrotto a Benares, lo stato dello spirito di Inayat divenne inspiegabile. Egli si sentì esaltato e provò una sensazione come se il suo spirito avesse ricevuto un'iniziazione; e sentì che la sua visita in quel luogo aveva uno scopo che era noto solo alla sua anima. Camminò lentamente per le strade di Benares, camminò lungo le riva del Gange, intorno ai sacri templi degli Hindu con un atteggiamento di devozione profondamente sentito. Questa visita per Inayat non fu un'interruzione del viaggio, per il suo cuore il primo grande pellegrinaggio della sua vita.

 

"Fà che io possa crescere tranquillo nel Tuo giardino come una pianta muta,
così che un giorno i miei fiori e i miei frutti possano cantare la leggenda del mio silenzioso passato."

Hazrat Inayat Khan

 

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