COSTRUZIONE DI CARATTERE E L’ARTE DELLA PERSONALITA’
(Conferenza di Murshida Dahnya, incontro Cotella 2003)
Cominciamo con un aforisma di Pir O Murshid Hazrat Inayat Khan:
La natura è
innata, il carattere è costruito e la personalità è sviluppata.
Con questo aforisma tutto è già detto, però cerchiamo di approfondire un po’.
La natura è innata: è facile capire che abbiamo una natura da essere umano, non da animale, o da pianta, o da minerale. Il carattere invece è costruito e questo non è così facile da capire. Come esempio uso spesso il seguente simbolo: con la nascita arriviamo con un blueprint, una cianografia, come fa il pittore quando vuole creare un quadro. Si può vedere se diventerà un essere femminile o maschile, un bianco o una persona di colore, un italiano o un olandese etc. Ma anche cosa ha portato con sè dagli antenati, ad esempio l’ essere incline alla musica, oppure alla scienza, o all’agricoltura, essere sveglio o addormentato e tante altre cose. Ma anche quando si dice: diventerà, non vuol dire che diventerà tutte queste cose. Per far questo dobbiamo costruire il carattere: infatti non basta essere di natura musicale per diventare musicista, perché questo richiede tantissimo lavoro. Se vogliamo Vivere, cercando di raggiungere lo scopo per cui siamo qui, dobbiamo costruire il nostro carattere, rendere più salda la forza di Volontà, cercare di diventare padroni di noi stessi.
Nella vita di coloro che cercano la Verità, cioè che vogliono camminare su una strada spirituale, la costruzione del carattere è il primo passo.
Si può essere un uomo e questa è una cosa. Ma c’è un’altra cosa che è più importante ed è essere un ‘essere umano’, una persona, completando quell’individualità nella quale è nascosto lo scopo per cui l’uomo è venuto sulla terra.
Gli angeli sono stati creati per cantare la lode di Dio, i geni per immaginare, sognare e meditare, ma l’uomo è stato creato per mostrare nel suo carattere di essere un ‘umano’.
Che cosa rende
l’uomo più grande di un animale? Possedere
la ricchezza, leggere tanti libri, studiare
tanto? Tutto questo rende l’uomo più grande come ‘essere umano’? No, l’uomo
è più grande se da individuo diventa persona. La differenza fra individualità
e personalità non viene spesso distinta: l’ individualità si porta con sé
alla nascita, ognuno nasce come entità separata, ma la personalità è qualcosa
da sviluppare, non è venuta con noi, è qualcosa da raggiungere qui sulla terra.
Questa è l’arte di sviluppare la personalità! L’arte della personalità
non è una qualità, è la ragione per cui l’uomo fu creato e porta l’uomo verso
lo scopo in cui si trova la sua intera
soddisfazione. Ma tramite quest’arte l’uomo non soddisfa solo se stesso, ma
dà piacere a Dio! Come Inayat Khan dice: “Quest’opera teatrale sulla terra
è prodotta per il piacere di quel Re dell’Universo chiamato dagli Indù Indra,
davanti a cui i Gandharvas cantarono e gli Upsaras danzarono. L’interpretazione
di questa storia è che ogni anima è destinata a danzare alla corte di Indra.
L’arte della personalità è, in realtà, imparare a danzare perfettamente alla
corte di Indra. Ma colui che dice: “Ma come posso danzare? Non so come posso
danzare”, sconfigge il suo scopo. Perché
nessuna anima è creata per rimanere in disparte ed essere spettatrice, ogni
anima è creata per danzare nella corte di Indra. L’anima che rifiuta ciò mostra
certamente la sua ignoranza della grande meta perché l’intera opera teatrale
è prodotta sul palcoscenico della terra”.
Che relazione c’è tra arte e personalità? La personalità è arte in sé, è l’arte più grande!
Murshid racconta che un giorno una signora gli raccontò: “I miei genitori mi hanno cresciuta proprio come una pianta cresce nella foresta”. Quando Murshid rispose: “E’ un grande peccato”, lei ne fu sorpresa. Che cos’è l’ educazione, che cos’è la cultura, che cos’è l’ auto-sviluppo? Tutte queste cose sono arte, sono il modo per l’individualità di culminare in personalità.
Nei tempi antichi l’educazione religiosa e la cultura umana spesso avevano come tema centrale la cultura umana della personalità. Oggigiorno l’educazione si occupa di matematica, geografia, storia e tante altre cose (terrene), ma non c’è più traccia di un’ educazione nell’arte della personalità, che ha invece un’ importanza enorme, non solo nel percorso spirituale, ma anche nella vita terrena, nel lavoro, negli affari, in tutta la vita quotidiana. Se incontriamo una persona che è gentile, ben educata, affascinante, vediamo che la vita per lei è molto più facile, leggera, piena di successo. Mentre una persona priva di arte della personalità, anche se ha tante qualità, ricchezza e capacità,riconoscimenti, avrà una vita molto più difficile, pochi amici, o addirittura neanche uno, sarà sgradevole e in realtà le mancherà tanto nella vita.
In tempi antichi la gerarchia era per lo più basata sul livello raggiunto nell’ arte della personalità o sui grandi personaggi, che erano esempi da seguire. Nella nostra ‘civilizzazione’ questa arte non viene più considerata, si vogliono uguaglianza e parità! Questo vuol dire che ognuno deve essere al livello più basso, quello che tutti possono raggiungere!
Quando si sente la parola uguaglianza suona bene, sembra una cosa bella, un’idea filosofica, religiosa. Ma quando vediamo la vita come una sinfonia, una musica che esprime la bellezza del creato, vediamo che ogni persona è una nota. E come sarebbe possibile sentire e suonare musica se tutte le note fossero uguali? Non ci sarebbe nessuna sinfonia! Dobbiamo concepire l’uguaglianza come un elevarsi ad un livello migliore, al diapason più alto. Ognuno può sollevarsi al diapason più alto se lo desidera; ma in genere l’uomo prende la strada della minore resistenza, della pigrizia, del sonno, e così cade al livello della persona media, comune.
Qualcuno può chiedere: “Ma se abbiamo una personalità, perché dobbiamo svilupparla?” E’ come per un diamante che sembra un sassolino e solo quando è tagliato viene fuori la luce che ha dentro. La luce è già dentro, ma deve essere risvegliata, per questo deve essere tagliato; non può mostrare la sua brillantezza senza essere tagliato. Ed è la stessa cosa per la personalità.
L’arte della personalità ha diversi aspetti.
Il primo è il movimento, l’azione. Spesso, prima che una persona dica una parola, può già aver causato, con un gesto, un’avversione. Un semplice movimento può mostrare debolezza, stupidità, testardaggine, orgoglio, e tutte queste cose si possono vedere nel modo di camminare, di sedersi, di alzarsi. Se l’insegnamento su come muoversi non fa parte dell’educazione, non si può capire che per esempio quando i movimenti di una persona non sono dritti danno un’impressione del suo spirito e così può svilupparsi una personalità sbagliata.
Un altro aspetto è il parlare. Più noi cominciamo a capire questo aspetto, meglio sappiamo che per ogni parola c’è il momento giusto e il posto giusto. Ogni cosa che diciamo al momento e al posto giusto è bene, diventa sbagliata quando è detto al momento e al posto sbagliato. Generalmente non si pensa a ciò. Spesso alla gente non importa quando parla, cosa dice, dove sta parlando, non controlla il suo linguaggio, ma continua a parlare, deve raccontare. Una persona loquace non sa mantenere un segreto. Tali persone non ricevono molto affetto, anzi causano spesso antipatia negli altri.
L’arte della personalità non è così difficile da imparare: richiede di imparare a riflettere, e ad essere pieni di riguardo. Coloro che parlano molto, spesso dicono poco, mentre coloro che parlano poco dicono tanto, dipende dal modo in cui le cose sono dette. La parola ha un tremendo potere, nella Bibbia è detto: “Prima fu il Verbo, la parola, e la parola era Dio”. Se controlliamo le nostre parole, se sappiamo come usare una parola, conosciamo la chimica della vita. Si può martellare una roccia per romperla, ma c’è anche il modo dell’acqua. Se l’acqua incontra una roccia, non la martella, ma va intorno o sopra di lei così le onde continuano il loro movimento. E così è con le parole.
Un altro aspetto dell’arte della personalità è la simpatia e il modo di pensare giusto. Quando si pensa in modo giusto, naturalmente tutto ciò che si dice diventa giusto, perché la radice di ogni parola e di ogni azione è nella mente! Quindi pensando in modo giusto si fa in modo che si parli e agisca in modo giusto. Ma ciò che succede generalmente è che questo non viene quasi mai considerato nella nostra relazione con gli altri e se c’è qualcosa di sbagliato, lo si trova sempre negli altri. Ed è meraviglioso vedere che colui che sbaglia di più, è colui che vede più sbagli negli altri.
Inoltre, le nostre esperienze ci rendono talmente pessimisti che se qualcuno dice: “Ho visto una persona molto buona, gentile e bella”, cominciamo ad avere dubbi. Inconsciamente il primo pensiero è: “ Può essere vero? No, non esiste qualcosa di così bello al mondo”. Ma se qualcuno dice: “Ho visto una persona molto malvagia”, tutti sono interessati, perché la gente ci crede . Questo ci spiega perché spesso abbiamo esperienze brutte, perchè difficilmente possiamo credere che ci possa essere qualcosa di buono. Quindi, quando cominciamo a comprendere tutto ciò, vediamo che anche il pensare è un’arte. Più si rendono attivi i nostri pensieri, le nostre immaginazioni, più si è capaci di esprimerli in forma artistica. Perciò rendere sempre più belli i nostri pensieri è la più grande fonte di sviluppo artistico. Se capiamo questo arriviamo alla conclusione che tra tutte le opere d’arte esteriori cioè poesia, musica, pittura o scultura, la più grande è l’arte della personalità; ma questa è un’arte che non può essere perfezionata senza sviluppare lo spirito di simpatia. Nella vita questa è la cosa principale, la più importante. Più profonda è la nostra simpatia, più grande diventerà il nostro potere e la nostra ispirazione per perfezionare la nostra arte.
Il quarto aspetto nell’arte della personalità è il sentimento. Oggigiorno la civilizzazione moderna pensa che è equilibrato e pratico pensare col cervello, ragionare su tutto. Ma il sentire col cuore viene visto come una cosa che non ha praticità, senza buon senso. Quindi se si vive nel proprio cervello si è considerati normali, mentre se il proprio cuore è sviluppato si è chiamati fanatici o non dotati di praticità. Come possiamo sostenere questo se crediamo che Dio è amore!? Dov’è la bellezza in questo? L’arte della personalità è nel sentimento profondo, il sentimento profondo che dirige ogni pensiero, parola e azione. L’arte della personalità è una magia. I pescatori che vivevano con Gesù Cristo non erano capaci di comprendere la grandezza del Maestro, tuttavia erano totalmente affascinati dalla presenza del Maestro, profondamente impressionati dalla personalità del Maestro. E che cosa causava quell’impressione? Non era la novità del Messaggio, era l’esempio davanti ai loro occhi!
Allora, come possiamo imparare a sviluppare l’arte della personalità? Nello stesso modo in cui si impara l’arte della pittura e del disegno. Prima si impara fare una linea diritta, poi una linea orizzontale, un cerchio, una curva. Nello stesso modo, imparando l’arte della personalità, si impara come dire una cosa e come non dirla, come evitare di dire una cosa e come dirla senza dirla. Poi si impara l’arte della luce e dell’ombra. Quest’arte di luce e ombra consiste nel nascondere una certa cosa durante una conversazione e nel portare l’attenzione su qualcos’altro . Poi c’è l’arte di colorare. Esiste una grande varietà di colori. Ogni sentimento, ogni pensiero, ogni idea ha il suo colore particolare, e quando una persona sa quanti colori ci sono e cerca di usarli in tutto ciò che dice e fa nella vita, allora questo diventa un’ arte, l’arte della personalità.
Ci sono quattro gradi nello sviluppo dell’arte della personalità:
1. quando una persona diventa premurosa, cominciando ad osservare i propri pensieri, a vedere le proprie azioni.
2. quando non solo osserva i propri pensieri e vede le proprie azioni, ma è capace di controllarli.
3. quando da questa persona sgorga un fiume di simpatia, quando il suo atteggiamento è espansivo in modo naturale, quando la sua personalità attrae e diventa una benedizione.
4. quando l’artista non deve più fare uno sforzo per realizzare l’arte della personalità. In questo grado l’artista diventa arte stessa in qualsiasi cosa lui faccia – tutto diventa un disegno meraviglioso.
Nessun’ altra arte può essere paragonata all’arte della personalità. Il carattere non è innato nell’uomo ma è costruito dopo la sua venuta nel mondo. Persino quando una persona può chiamarsi un essere umano, deve ancora conoscere quell’arte più grande che si può giustamente chiamare una vera religione. Perché c’è un altro grado da ottenere lottando ed è la personalità di Dio. Dal momento in cui si è alla ricerca della personalità di Dio, si vede che questa è diversa dalla personalità umana; poiché con la personalità dell’uomo, si può solo ottenere il punto di vista umano, mentre con la personalità di Dio l’uomo deve prendere il punto di visto di Dio.
L’arte della personalità è come l’arte della musica: ha bisogno di allenamento dell’udito e della voce. A chi conosce la musica della vita, l’arte della personalità accade in modo naturale; e quando ad una persona manca quest’arte della personalità, non solo è non-artistica ma anche non-musicale. Quando l’uomo guarda ad ogni anima come ad una nota musicale e impara a riconoscere quale nota ogni anima è, diesis o bemolle, alta o bassa, e di quale diapason fa parte, allora egli diventa colui che conosce le anime, e conosce come affrontare ogni persona. Nelle sue azioni, nelle sue parole, egli mostra quest’ arte; si armonizza con il ritmo dell’atmosfera, con il tono della persona che incontra, con il tema del momento. Diventare raffinato vuol dire diventare musicale; è l’anima musicale che è artistica nella sua personalità. Una parola detta in toni diversi cambia il suo significato. Una parola detta al momento giusto e trattenuta quando non dovrebbe essere espressa, completa la musica della vita.
La costante inclinazione a produrre bellezza aiuta a sviluppare l’arte dentro la personalità. E’ divertente osservare come l’uomo sia incline ad imparare la raffinatezza esteriore, e come tante anime sono invece lentissime a sviluppare quell’arte interiormente. Si deve ricordare che le buone maniere esteriori non significano nulla, se non sono prodotte dall’impulso interiore verso la bellezza. Dio è l’essenza della bellezza; è il Suo amore per la bellezza che Lo ha portato ad esprimere la Sua bellezza nella manifestazione, che è il Suo desiderio raggiunto nel mondo oggettivo.
E’ divertente notare come, talvolta, le buone maniere annoiano qualcuno che è orgoglioso delle sue brutte maniere. Egli le definisce superficiali, perché il suo orgoglio è ferito nel vedere qualcosa che lui non possiede. Colui la cui mano non può raggiungere il frutto dice, quando fallisce, che l’ uva è aspra. E per alcuni è troppo semplice diventare raffinati, proprio come a tanti non piace la buona musica e si sentono soddisfatti con la musica popolare.
Come non è un merito diventare non-musicale, così non è saggio essere contrari alla raffinatezza. Si deve solamente cercare di sviluppare bellezza, avere fiducia nel fatto che la bellezza è nella profondità della propria anima, e la sua espressione, in qualsiasi forma, è il segno dello svelarsi dell’anima.
Con tutto questo abbiamo visto che la cosa principale nell’arte della personalità è un atteggiamento amichevole, espresso in pensieri, parole e azioni di simpatia. Ci sono infinite opportunità di mostrare questo atteggiamento, e per quanto la personalità sia sviluppata in questa direzione, non è mai troppo!
L’atteggiamento amichevole si manifesta nella spontaneità e nella tendenza a dare, a donare quello che è caro al proprio cuore. La vita nel mondo ha innumerevoli obblighi, verso amici e nemici, verso conoscenti ed estranei. Non si può mai fare troppo per essere consci dei propri obblighi nella vita e nel fare ogni cosa possibile per svolgerli. Fare più del dovuto è forse oltre il potere di ogni uomo, ma nello svolgere tutto ciò che si deve fare si raggiunge lo scopo della propria vita.
Finiamo con i seguenti aforismi di Inayat Khan:
“ L’uomo può avere un rango e una posizione
e mille qualità, può possedere ogni
bene della terra, ma se gli manca l’arte della personalità è veramente povero.
E’ in quell’arte che l’uomo dimostra la nobiltà che appartiene al regno di
Dio.”
E:
“Nel creare la personalità, Dio completa la Sua arte divina”.