EDUCAZIONE DEI FIGLI  (Parte 2)

Murshida Ratan  - (continuazione)

Esiste un’antica legge data all'umanità, che col tempo ha perso la sua forza e che dovremmo considerare di nuovo e cercare di rivivere in una comprensione nuova. Questa legge dice: "Onorerai tuo padre e tua madre". In termini Sufi possiamo interpretare queste parole in modo da poter essere d'accordo. Diciamo: "Cerca di amare tuo padre e tua madre in modo incondizionato"; anche se non sono i genitori migliori, anche se hanno commesso tanti errori, hanno tuttavia amato sempre te, il loro bambino, e ora amano il neonato, il nipote. Questo è già sufficiente per amarli in un modo incondizionato. L'amore incondizionato non è ostacolato dalle limitazioni umane delle altre persone. E' l'amore naturale, ispirato dall'amore divino, che purifica il nostre cuore e la nostra mente dalle vecchie impressioni di tristezza, odio o disperazione per il comportamento ingiusto che fino ad ora avrebbe potuto infastidirci.

Queste impressioni si possono superare pensando con amore in modo giusto e con la realizzazione che l'anima di ogni individuo è divina e completamente pura, e che quasi nessuno si comporta secondo questa purità, a causa del fatto che tutte queste impressioni sulla mente infastidiscono l'ego. L'amore incondizionato cura tutto questo. Dato che elimina le impressioni indesiderate, crea così uno spazio nel cuore per onorare un'altra persona e per essere consapevole del divino in questa persona.

La contemplazione può essere di grande aiuto, per esempio ripetendo: "Non odio nessuno, non ho rancore per nessuno, tollero tutti, perdono tutti, amo Dio e tutta la sua creazione". Questa contemplazione aiuta a purificare la mente e il cuore e a lasciar scorrere l'amore liberamente, perdonando e in modo creativo.

Durante la gravidanza si è coinvolti nella creazione divina. Fai quindi in modo che il fiume d'amore, che viene naturalmente attraverso di te, raggiunga il fiume d'amore dei tuoi genitori per il loro nipote. Il tuo bambino avrà bisogno di entrambi.

Dopo aver purificato se stessi amando i loro genitori in modo incondizionato, i futuri genitori hanno preparato i loro cuori per l'amore che devono al loro bambino. Occorre un sacrificio naturale, capire che cosa è in realtà un bambino e comportarsi di conseguenza. Molti genitori sviluppano questa tendenza durante la gravidanza e al momento del fenomeno della nascita. La loro buona volontà è grandissima, tutto ciò di cui hanno bisogno è la residenza incoraggiata dalla conoscenza.

L'anima di un infante, che è come un raggio della coscienza omnipervasiva di Dio, viene sulla terra come una mente che è formata da impressioni delle sfere più elevate, dai mondi angelici e da quelli dei jinn, attraverso i quali l'anima viaggia lungo il suo percorso provenendo da Dio, e arriva sul piano terrestre. Ma questa mente non è ciò che noi chiamiamo la mente, è ancora vaga, è qualcosa come una lastra fotografica che non è mai stata esposta alle impressioni del mondo fisico che sono molto dense al confronto di quello dei mondi più elevati; ma quella lastra fotografica ha già impressioni che provengono appunto dai mondi degli angeli e dei jinn. Ma sempre allo stato negativo, in senso fotografico, e così quando il bambino è nato, le impressioni di questo mondo, che sono molto dense, possono ricoprire quella lastra fotografica. E possono ricoprirla completamente e perfino mettere radici nell'anima, quindi cancellarla da tutte le impressioni che aveva ricevuto in precedenza.

Ed è questo che Inayat Khan dice , che nessun attività di natura grezza dovrebbe intervenire dopo la nascita e nessuna impressione indesiderabile dovrebbe essere data al bambino, perché la transizione dal cielo alla terra dovrebbe avvenire molto gradualmente, e quindi qualsiasi manipolazione in ospedale al momento della nascita e subito dopo andrebbe ridotta al minimo possibile perché esse spaventano il bimbo; perché il neonato evidentemente non si è ancora costruito un meccanismo di difesa, ed assorbe tutto completamente in modo aperto.

Quindi solo sentimenti d'amore, d'armonia e di bellezza e di grande gentilezza dovrebbero circondare il bambino. E questo è molto importante perché le primissime impressioni della sua vita sulla terra rimangono solide e concrete. Nulla le può cancellare perché l'infanzia è il periodo nel quale l'anima diventa positiva. Per cui è meglio che sia una persona ad educare il bimbo, preferibilmente la madre, ma oggigiorno i padri aiutano e questo è uno sviluppo molto positivo se lo confrontiamo con il passato. Così adesso è più che  mai necessario che i cuori dei genitori siano molto uniti, amorevoli e teneri ed anche in grado di perdonare, perché è da questo amore che procede l'amicizia che dovrebbe instaurarsi con il bimbo.

E' anche molto importante che il potere mentale del bambino, che è la sua forza di volontà, non venga ridotto e tuttavia il bambino deve essere controllato. L'educazione inizia subito dopo la nascita.

Nel primo anno ci deve essere disciplina, disciplina con gentilezza, mitigata. Per esempio, un giocattolo desiderabile andrebbe dato più volte, ripetutamente, e quando cade ridateglielo con pazienza; il giocattolo dovrebbe essere interessante e armonioso, avere un significato, in modo che il concentrarsi su di esso sia gradevole. Non dategli molti giocattoli in una volta perché questo non fa altro che confondere la sua mente. Non dategli degli animali, - anche se tutti vengono e regalano questi animali di peluche così soffici; è sempre la prima cosa che si tende a dare, ma non è bene perché da impressioni del mondo animale. Il mondo animale è bellissimo, ma il bambino è un essere umano e dovrebbe sviluppare questo per primo, la coscienza di essere umano, questa andrebbe sviluppata in primo luogo e poi l'amore per gli animali può venire dopo. A volte gli adulti hanno ancora degli orsacchiotti in macchina e magari sulla scrivania, sul letto, un po' dappertutto, invece di immagini per esempio degli angeli. Un essere umano è un angelo adulto, ed è bene che si ricordi del cielo da dove è venuto.

 

L'equilibrio è necessario

Un ritmo eccitato, quando il bimbo piange, deve essere riportato alla normalità tramite il canto gentile - la voce della madre o del padre dà conforto , battere piano le mani oppure produrre ritmicamente un sono che piaccia al bimbo. Non lasciatelo piangere troppo a lungo, non lasciatelo solo. Spesso le madri dicono: " Il mio bimbo si addormenta piangendo", che secondo me non è il modo giusto di far cessare il pianto. Significa solitudine e disperazione. Si addormenta pieno di disperazione. La presenza calmante della madre sembra a me più positiva, più amorevole. Piangere un po' è normale perché il bambino è un esiliato del cielo e dovrebbe essere in grado di esprimere questo sentimento. E' naturale che pianga a causa della densità di questo piano terreno in paragone al cielo.

Si potrebbe chiedere: ma allora, perché l'anima viene qui? Perché la sua passione è quella di manifestare se stessa. E' un inviato di Dio e Dio le ha dato questo desiderio. Allo stesso tempo, venendo sulla terra, perde il paradiso e ciò provoca un grande dolore. E' questa il motivo per cui un bambino piange. Piangere troppo fa male ai nervi, perciò la madre è calmante.

La morale deve essere sviluppata

In un infante che viene allattato dalla madre, vengono formate le qualità del cuore. Amore e amicizia si formano con l'allattamento al seno ed con il contatto fisico con la madre. Con il bambino in braccio ritornano i sentimenti angelici dimenticati per tanto tempo, ed ella li risveglia nell'infante in cui sono latenti. La teoria antica dell' allattamento per otto mesi era meravigliosa, non soltanto dal punto di vista del migliore nutrimento ma anche da quello psicologico. Durante questo periodo si crea la generosità: partecipare, gioire, sentirsi intorno le braccia, tutto questo dà sicurezza, quel sentimento di unicità da cui si crea la generosità. Questa unicità è un sentimento buono, è un sentimento di ricchezza, l'infante possiede tutto, tutto appartiene a lui…e a Dio, con Cui è ancora connesso. Da questa unicità si sviluppa facilmente la generosità, ma dal momento in cui arriva la coscienza della dualità (due bambini insieme) si genera l'essere possessivi. Quindi per insegnare la generosità si deve sostenere l'idea dell'unicità, per esempio l'unicità in relazione al padre, alla madre, alla sorellina ed al fratellino. Senza però forzarla, lasciando che dietro ci sia l'amore: l'amore viene creato tramite l'unicità (mio fratellino ed io apparteniamo l'uno all'altro). Nei momenti di rivalità l'unicità si è scambiato il posto con la dualità e la generosità se ne va via.

Invece di pensare che il bambino sia cattivo, dagli ancora più amore così che i suoi sentimenti di rivalità possano annegarci dentro. Amore genera amore, ed è facile dare degli esempi d'amore: quando dai un biscotto o una banana fa sì che l'infante te ne dia un pezzettino. Dimostra apprezzamento, è un gioco d'amore. L'infante lo ripeterà con il suo fratellino o sorellina e la rivalità di qualche momento prima verrà annegata nell'amore, nuovamente nell'unicità.

Il rilassamento dovrebbe essere insegnato

In un ambiente tranquillo, in una posizione comoda, fagli dolcemente delle carezze sul corpo per dare riposo al sistema nervoso.

La regolarità in tutte le attività è rilassante. Più fini e più stabili sono i sentimenti della madre, meglio è per lo sviluppo di una rilassata gentilezza.

E' meglio non mettere un infante in un nido, per prima cosa perché la madre non c'è, ma è ancora più importante per il fatto che il contatto con tanti bambini lo annoia. Tornerò ancora su questo punto.

L'infante può rilassarsi mettendosi le dita in bocca e questo dà autosufficienza, potere. Un oggetto di gomma o plastica è indesiderabile perché è meccanico e rende il bambino dipendente da qualcosa di esteriore. Le dita o i pollici sono di sua proprietà e lo rendono indipendente. Il rilassamento dovrebbe essere trovato tramite i suoi stessi mezzi. La madre può stimolare tutto questo e l'idea più profonda è: "Bada a te stesso con i tuoi stessi mezzi".

Tutti i diversi stadi, come mettere i denti, sedersi, mettersi in piedi, muoversi strisciando, camminare, parlare, corrispondono ai diversi sviluppi.

Mettere i denti vuol dire lo sviluppo della mente. C'è una corrispondenza fra il mettere dei denti e pensare: i denti prendono intenzionalmente piccoli pezzi di cibo e li masticano e pensare significa prendere intenzionalmente piccoli pezzi di pensieri e metterli al posto giusto. Allora la mente è veramente sulla terra.

Prima della nascita, mentre l'anima era ancora in cielo - nel mondo dei jinn - la facoltà di ricevere impressioni non aveva ancora creato una mente definita con una facoltà di pensare chiaramente. Questa facoltà di ricevere impressioni si potrebbe paragonare alla morbidezza di un oggetto di argilla prima che venga cotto nel forno. Dopo la nascita l'infante è ancora in contatto con il mondo dei jinn e con il cielo degli angeli, prima che la mente si sviluppi. Questo va bene. Quindi non preoccuparti se i denti vengono tardi: il tuo bambino è ancora in contatto con il cielo e la mente potrebbe svilupparsi ancora più profondamente!

Muoversi strisciando significa iniziare la vita terrestre come un piccolo animale.

Mettersi in piedi vuol dire sviluppare potere, coraggio, sopportazione, pazienza, perseveranza, diventare un essere umano.

Parlare. La mente viene ora connessa sia con l'anima che con il corpo. La coordinazione tra il sentimento, il pensare e l'esprimersi in parole tramite la coordinazione del respiro, la bocca e le labbra, il tono e il ritmo, è un grande traguardo. Lascia quindi venire le parole in modo naturale, non insegnarle ma lascia che il bambino le scopra. Egli ha bisogno del tuo amorevole apprezzamento.

Ora vorrei dire qualcosa sulle influenze nella vita di un infante. Prima della nascita l'anima riceve delle influenze dalla sua origine divina, dalle sfere angeliche e dei jinn. Alla nascita ci sono delle influenze planetarie e durante la vita sulla terra tante altre impressioni del mondo esteriore influenzano il cuore, la mente e il corpo, ed è così che si forma il destino. Ma l'essere umano ha ricevuto dalla sua origine divina un dono prezioso: la libera volontà. Tramite lo sviluppo della libera volontà in collegamento con la volontà divina l'uomo può diventare il maestro del suo destino, se soltanto prendesse in mano la sua vita e facesse le scelte giuste nella vita in armonia con lo Spirito Guida. Questo Spirito Guida, chiamaLo Dio, intuizione, ispirazione, insegna all'uomo a raccogliere sulla terra ciò che ha valore nel cielo: questo é il segreto della vita. Questo raccolto significa: le qualità del cuore d'amore, d'armonia e di bellezza, le qualità spirituali di sopportazione, grandezza, bontà e perdono.

E' necessario che i genitori abbiano riguardo per questa verità. Per esempio: per tutto il primo anno l'infante si trova ancora nella sfera angelica; non permettere che venga disturbato mentre é in questa condizione, essa é molto preziosa.

Nel secondo anno molto spesso qualcosa nel carattere del bambino vuole venire fuori ed egli piange molto. Può succedere che il bambino si comporti in un modo che ai genitori non piace. E' necessaria molta pazienza e rilassamento interiore da parte dei genitori - Nessuna tensione! I nervi di un infante non devono tendersi per delle grida di divieto. Con il ripetere delle espressioni d'amore e con la pazienza si vince sempre e con molto calore  corporeo l'infante viene consolato.

Nel terzo anno arriva l'inclinazione a distruggere delle cose. Questa é una grande virtù! E' il desiderio dell'anima di conoscere il mistero della vita. Poiché ogni cosa ha un velo, il bambino é annoiato da questo velo e vuole sapere cosa c'é dietro, rompendolo. Questo é naturalmente difficile per i genitori, il metodo con cui far smettere ad un bimbo di rompere tutto è quello delle suggestioni, non con l'essere annoiati, in quanto questo danneggerebbe il sistema nervoso del bambino.

I centri nervosi di un bambino sono delicati e dobbiamo sempre ricordarci che sono i centri intuitivi. In seguito aiuteranno l'anima a percepire la conoscenza più elevata, e quindi ora é il momento di proteggerli. Con pazienza si può suggerire: "Non rompere le cose ma guardale e vedi che cosa significano". Più pazienza avete meglio é, perché la volontà del bambino diventerà allora cooperativa e potente. Non pensare mai che il tuo bambino abbia degli aspetti cattivi nel suo carattere, ma pensa sempre che egli é buono, in modo che diventi buono. Questo gli fa crescere la stima di sé. La suggestione, usata nel modo giusto, é un potere enorme.

Un bambino può mostrare testardaggine e ostinazione: non bisogna mai rimproverarlo (ha un cattivo effetto), ma occorre richiamare ripetutamente la sua attenzione su qualcosa che gli toglierà quel pensiero ostinato. Così facendo lo porti su un ritmo giusto. Cerca di capire perché é ostinato.

E' importante sviluppare la sensibilità è per la musica. La musica dovrebbe essere chiara e semplice (quella che si chiama musica celeste) e non densa. La musica di buona qualità é un bene per l'anima. La mia esperienza personale é la musica "Barocca": Bach, Vivaldi, Purcell ed altri.

Vorrei concludere questi pensieri sull'infanzia ed i primi anni di età (dalla nascita fino ai tre anni).

Proteggi l'infante dalla densità del mondo materiale (il piano terrestre dell'esistenza), lascia che si sviluppi con il suo tempo. Non forzare lo sviluppo. Non permettere che esista un muro di malinteso tra il padre, la madre ed il bambino, non farlo andare in un nido (se possibile) dove viene messo insieme ad altri bambini che si trovano tutti in stadi diversi. Questo confronto lo allontana dal suo essere interiore e ne forza lo sviluppo. La differenza fra i bambini é molto più grande di quella fra gli aduli e tuttavia anche gli adulti soffrono di questo, ma hanno più scelta e possono prendersi cura di se stessi. Non permettere che l'individualità dell'anima e lo sviluppo della personalità diventino ottusi abituando gli infanti troppo presto alle condizioni sociali. Lascia che l'amore e la gentilezza si sveglino a casa, in una relazione armoniosa fra il bambino, i genitori ed i nonni (se possibile) così che la profondità del cuore possa essere aperta e toccata. Allora col tempo, esso sarà aperto al divino

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Da:“Riflessioni”  Ispirate dagli insegnamenti di Hazrat Inayat Khan sul tema . Costruzione del Carattere e l’Arte della Personalità  di Hidayat Inayat Khan

Essere un essere umano non significa necessariamente essere una persona. Essere una persona vuol dire avere una responsabilità, cioè caratteristiche sviluppate seguendo i propri ideali, accanto a quelle caratteristiche che si sono ereditate alla nascita e che possono essere modulate per il miglior profitto. La pratica che prepara la strada verso quest’ideale è chiamata costruzione del carattere, mentre l’ideale stesso è raggiunto tramite un’arte, l’Arte della Personalità          

 

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