DROGHE

Dal libro "Pensieri Antichi - Pensieri Nuovi" di Fazal Inayat-Khan

 

Talvolta la gente mi ha chiesto di dare qualche opinione o guida sul tema delle droghe. Ho più o meno evitato di fare qualsiasi dichiarazione aperta in pubblico, ma ci sono uno o due idee generali che potrei esprimere. La prima cosa, che è molto chiara, è, che la nostra società è totalmente attrezzata verso l'uso delle droghe; si potrebbe quasi dire che è costruita sulle droghe. Usiamo il nostro tempo cercando eccitazione, tensione - e quando la troviamo prendiamo subito un tranquillante, così che non dobbiamo veramente sentirla. Passiamo la giornata al lavoro, beviamo caffè per accelerare, poi andiamo a casa, ci buttiamo sulla poltrona e beviamo un aperitivo per rilassarci, guardiamo un po' di televisione per creare un altro po' di tensione e finalmente dobbiamo prendere un sonnifero per ottenere un po' di riposo. E' un'altalena continua fra l'eccitazione irreale e il rilassamento incompleto, finché siamo chiusi ermeticamente verso i sentimenti. Per alcune persone il lavoro stesso è una droga - forse per far morire la mente perché il loro matrimonio è morto. Per altri è il loro matrimonio una droga - non è più una vera relazione di coppia fra due persone, è un mezzo contro il dolore della solitudine. Ci sono molte persone che usano gran parte del loro tempo "per divertirsi tra amici" perché proprio non sopportano d'essere soli insieme e forse di andare più profondamente dentro se stessi e nella loro relazione.

Per me quando le droghe - qualsiasi forma di droga - diventano una fuga dalla vita, sono un abuso. La gente parla di "abuso di droga", ma io preferisco di pensare a ciò come un abuso di se stessi; l'uso continuo per fuggire è un abuso di sé, e questa è proprio la cosa che chiamerei immoralità. Ci sono così tante forme di fuga. La religione fornisce la fuga perfetta dal dover pensare se ciò che vediamo è veramente giusto o sbagliato. E' una fuga perché non siamo più responsabili - e quando facciamo del male agli occhi di Dio, Egli ci punirà, e se facciamo il giusto Egli ci ricompenserà - così non dobbiamo più neanche chiederci cosa noi stessi sentiamo. Oggi giorno così tanta gente giovane salta sul carro del vincitore spirituale, così che possa essere seduta e meditare e non dover affrontare l'occupazione di vivere la vita quotidiana - sarà illuminata, e così tutte queste cose noiose come il lavoro ed i soldi e fare qualcosa della vita non la toccherà. Ma che cosa sarebbe la maggior parte delle tecniche e dei trucchi di meditazione, se non trucchi, se non allucinazioni che ci aiutino a continuare a volare senza dover atterrare sulla terra?

Le nostre vite sono talmente dirette verso il conforto e l'esistenza senza dolore, talmente pieno di droghe per proteggerci dal vivere, che non possiamo vedere queste cose per ciò che esse sono, perfino non sappiamo più conoscere che cosa è la "vita reale". Addirittura la nascita di un bebè, che dovrebbe essere una vera esperienza nella vita, è talmente sminuita con l'uso delle droghe e degli anestetici che si può quasi avere un bebè senza accorgersene, ma questo potrebbe ancora essere una vera esperienza per coloro che hanno il coraggio di affrontarlo in quel modo. Quando la esaminiamo realmente, la sola cosa che rimane contro la quale la gente non può anestetizzarsi completamente è la morte improvvisa di un marito, di una moglie o di un bambino - ammesso che ci fosse un po' d'amore fra di loro. Pensate all'incredibile buco rimasto nella vita - tutto di un tratto ogni cosa che voi eravate avvezzi a fare perché era un'abitudine, genera dubbi, c'è una forte consapevolezza in qualsiasi cosa voi facciate: non due tazze di caffè, soltanto una; non è più importante ricordare il tuo compleanno… Mio Dio, perché non ho dato a lei la settimana scorsa ciò che lei voleva? Ma che diavolo di senso ha ora tutto questo?…….. Tutto di un tratto ci sono tutte queste domande, dubbi, dolori, paure, e questa cosa più inevitabile nella vita, diventa l'unica esperienza reale.

Ci sono, senza dubbio, coloro che usano droghe come hashish e LSD per aprire la mente invece di chiuderla. Fino ad un certo punto potrebbe essere possibile oltrepassare qualche barriera di pensieri con l'uso di tali cose, ma essa potrebbero anche chiudervi per altre aree nello stesso modo come la meditazione ed altre. Forse non si può dire quale mondo è il più reale ma si può facilmente vedere in quale mondo dobbiamo lavorare, vivere, funzionare, amare, partorire, crescere e morire. Può essere che Carlos Castaneda imparò tante cose tramite l'uso di droghe e oltrepassava tante barriere; ma potrebbe anche essere che era più l'attenzione data a lui dal suo maestro invece della droga presa, che realmente permettevano che questi cambiamenti avessero luogo. Ognuno di noi sente di essere in un certo qual modo molto importanti e che in generale non ci viene data l'attenzione di cui abbiamo bisogno, o che sentiamo di meritare; usando hashish o LSD noi siamo totalmente nell'universo del nostro proprio pensiero.

Questo è strettamente legato alla nostra ricerca per la divinità di uno stato spirituale - è uno stato di magia. In uno stato indotto da droghe possiamo sperimentare una condizione divina, o almeno una condizione che si avvicina al nostro concetto su ciò in cui Dio potrebbe esistere. Finalmente potete rilassarvi e guardare, non dovete pensare ed analizzare, la mente è attiva continuamente, ora - non cinque minuti fa o tre giorni fa - dei pensieri vanno e vengono ed è spesso impossibile richiamarli. C'è proprio ciò che sta succedendo, e ciò che sta succedendo proprio succede. La difficoltà è naturalmente che dovete di nuovo atterrare. Forse per un po' rimarrà qualche sentimento d'euforia ma alla fine siete arrivati al punto da cui siete partiti. Forse cominciate a realizzare in tale stato qualcosa che vi dà un gusto per una ricerca in una direzione particolare, ma non vi ha portato là. In realtà non c'è una scorciatoia, non si può essere portati, nessuno può farlo per voi. In questa ricerca si è soli. Ci sono carte stradali, indicazioni, ogni genere di segnali, ma ancora una volta siete voi che dovete vederli per voi stessi, dovete prendere delle decisioni, dovete arrivare lì tutti da soli.

Ci sono quelli che sono profondamente coinvolti in droghe più pericolose e quelli che sembrano essere le persone con il più gran dolore, il più gran vuoto interiore. Cercano di riempire il vuoto dentro se stessi ma sono come dei secchi bucati; il contenuto svanisce e devono riempire sempre di nuovo, fino a che distruggono se stessi. La cosa strana è che queste persone, nonostante non possano sopportare la loro propria vacuità, sono comunque incredibilmente riluttanti a cambiare. Ci sono tante cliniche sperimentali dove la gente può andare e vivere una vita relativamente normale in una situazione di comunità, così che tutti hanno una certa responsabilità per gli altri membri del gruppo. Ci sono riunioni regolari di gruppo in cui si usano tecniche di lavoro di gruppo, musica, massaggi - che permettono alle persone di far esprimere i loro sentimenti di se stesso e l'uno per l'altro. I gruppi sono abbastanza piccoli così che ognuno riceve notevoli attenzioni e per un po' ogni cosa è meravigliosa, la gente diventa più sana, sembra beneficiare del contatto con gli altri, e tuttavia forse il 90% di loro va via prima che il corso sia terminato e di coloro che vanno via, approssimati-vamente il 96% ritorna alla droga.

Queste persone sono coloro che ingannano se stesse più di tutti: continueranno a credere che non sono tossicodipendenti, continueranno a credere per sempre che sono inutili, e non serviranno, e qualsiasi cosa che noi cerchiamo di fare, per quanto tentiamo di convincerli che sono esseri umani amabili, nonostante sembrino accettare ciò per un breve periodo, alla fine andranno giù di nuovo e tutti i sentimenti negativi ritorneranno. C'è sempre qualcuno che può pensare meglio, lavorare meglio, suonare musica meglio, cucinare meglio di quanto loro non possano, semplicemente non possono accettare di essere veramente a posto, d'essere proprio perfetti o imperfetti come ogni altro al mondo. Forse per loro è questo il punto il più difficile da accettare: che non sono straordinari, che non sono abbastanza cattivi per essere famigerati, non abbastanza buoni per essere famosi, e così scavano se stessi nel pozzo dell'autodistruzione come una ribellione contro un mondo in cui non possono essere diversi. Si può anche guardarlo in un altro modo e dire che in qualche modo si sentono superiori al resto dell'universo - che sono troppo buoni, troppo perfetti per essere occupati con tutto questo piccolo trip della vita, e ciò può anche manifestarsi come un sentimento di inferiorità.

Forse dovremmo riportare nella società un qualche genere di cerimonia di iniziazione come quello che si facevano nelle tribù dell'Africa, dell'Australia e in altri di questi popoli - qualche genere di vera dura pro-va in cui si devono affrontare pericoli, morte, e usare la propria forza e volontà per sopravvivere. Forse questo aiuterebbe le persone ad avere un po' più rispetto per se stessi, un po' più di senso nella loro vita. Ci possono essere tante ragioni differenti per drogarsi e ci possono essere migliaia di scuse per spiegare quel comportamento in termini di società crudele, genitori cattivi e cosi via. Ma più vengo a contatto con quelli che cercano fuga, attenzione, ispirazione o rilassamento tramite alcool, LSD, cocaina o altre droghe, più trovo tre principali tipi. Uno, di cui possiamo dispensare, è semplicemente la personalità debole, una debole auto- identità, che lo fa per eguagliare gli altri e assoggettarsi alla mentalità della subcultura, sia essa la mentalità del bar o la mentalità del rock o di diventare fumato tramite l'erba. Per loro si tratta spesso una fase di una vita continuamente senza senso.

Ma l'altro tipo, che è dipendente a lungo termine, è un essere umano pieno di colpe. Il complesso di colpa è inciso talmente profondamente dentro quella persona, che lui o lei non può accettare d'essere sobrio con così tante colpe. Stranamente, la colpa è in un certo modo legata ad una paralisi strutturale nella loro personalità che sulla superficie sembra un completo rifiuto di prendere una qualsiasi azione correttiva per cambiare la colpa. La persona in questo stato sembra di rifiutarsi di superare gli errori di basi in lui o in lei, come un genere di stato schizofrenico, usando tutte le sue energie creative o mentali per confermare la sua incapacità di liberarsi dalla colpa o di riscattarsi. Perciò rappresenterà e valuterà di nuovo ogni cosa che succede o era successo per ritornare al punto di paralisi agonizzante dove soltanto la droga può sollevare la colpa, soprattutto perché questo causa la peggiore colpa - che è il fallimento nell'affrontare dell'assunzione di droghe. La paralisi apparente invece se la si esamina attentamente - cosa che spesso è molto difficile a causa del coinvolgimento personale dell'osservatore - può essere talvolta vista come uno schermo attivo, una deviazione auto creata. Perciò potrebbe non essere per niente una paralisi ma un'auto-delusione incisa profondamente che è naturalmente confermata ritualisticamente con gli aspetti simbolici del prendere droga o dell'alcool. È irritante che si può talvolta arrivare a sentire che questa personalità cerca, infatti, di fallire e sperimenta i suoi raggiungimenti tramite questo.

Quale può essere la ragione alla radice di questa situazione inaccettabile - come se un demone, uno spirito maligno, imponesse alla persona di farlo in una tragedia senza possibilità di fuga? Devo ammettere che in linea di massima non lo so. Ci potrebbe essere qualche indicazione del suo passato, nella sua struttura di carattere, nella sua personalità. Chiaramente quelle persone sono spesso profondamente inadeguatamente motivate, molto intelligenti e rapidamente annoiate. Chiaramente quelle persone sono sole e non sono capaci di accettare pressioni. Chiaramente hanno un alto livello di rabbia/frustrazione verso se stessi. Ma il solo indizio che sembra indicare una radice più profonda della causa è, che sperimentano la realtà di ciò che sta succedendo in modo tale che gli input di tutto ciò che è bene, l'amore, la sicurezza, e tutto ciò che sostiene la vita in modo positivo non può quasi toccarli, così come non possono identificare più se stessi o addirittura non vogliono perfino accettare se stessi in termini di essere buoni, amati o accettati. Sentono il fardello di tutti gli input che minacciano la vita e perfino cominciano ad accettare che la loro identità esiste nel termine di quella realtà. In breve, sembra che siano rinchiusi nel modello di una personalità per la quale devono ferire ciò che è prezioso per loro, distruggere chi li ama e rinnegano ciò a cui danno valore. Quando la vita arriva a questo livello di distruzione la droga non è una fuga ma una conferma. Queste personalità sono spesso in altri modi i più profondi, sensibili e capaci; sono intuitive e hanno delle esperienze profondamente religiose e sono capaci di una profondità tremendamente emozionale. Tuttavia, é come se non potessero mantenere tutto ciò, e tutto di un tratto si muovono per abortire la loro propria profondità.

Naturalmente ci si chiede: ma cosa possiamo fare? Qui posso soltanto rispondere che amore, fermezza e un sostegno veramente realmente comprensivo, può forse pian piano rinforzare l'altra realtà d'input così che col tempo possa imparare ad accettare questa parte positiva. Ma se una persna ama soltanto, naturalmente lui o lei distruggerà questo con le droghe. Fermezza e comprensione sono anche necessarie. Infine sento che queste auto distruttrici possono soltanto essere cambiati se arrivano ad accettare che amano, veramente amano qualcun altro che ama anche loro. E forse, se possono credere o accettare ciò che attualmente amano, il sospiro di sollievo dell'appartenenza può lentamente tirar fuori quella velenosa autodistruzione. La commiserazione non può aiutare quel drogato, probabilmente la psicologia non è ancora capace e forse non può mai essere capace di raggiungere questa mente.

Soltanto il mistero incredibile dell'amore che produce se stesso, dimostra di essere capace di arrivare lì.

Il terzo tipo - spesso qualcuno che è bloccato e ha difficoltà nel sentirsi libero e capace di auto-espressione e contatti con altri - prende delle droghe cercando modi di trovare un sè migliore. Spesso lui lo trova tramite le droghe, ma più spesso non è così. Ma generalmente lui o lei si muove verso strade più alte come quelle di 'gestallt' o meditazione spirituale o semplicemente sorpassano il bisogno casuale che generalmente era una casa oppressiva ed un'educazione autoritaria o un'infanzia senza vere attenzioni da parte dei genitori.

Ciò che mi sorprende in così tante conversazioni sulla droga è che una parte così grande della società condanna fortemente l'uso delle droghe pesanti e talvolta perfino delle droghe leggere senza riconoscere i problemi dell'alcolismo, cleptomania, terrore causato dalle armi e così tante altre malattie della società. In qualsiasi discussione come questa, l'individuo è esaminato, giudicato e/o commiserato, ma la società e il suo errore culturale non vengono considerati. E se guardiamo onestamente la nostra storia, non possiamo evitare la scoperta che il particolare individuale alcolismo o dipendenza dall'oppio, o il sottogruppo, è coinvolto con cocaina e terrorismo, riflette un consumo profondamente radicato nella società e nella sto-ria. Infatti - dato che questi problemi sono sempre stati con noi - coloro che sembrano inclini di guardare l'eredità come la causa, possono trovare innumerevoli indicazioni di un gene mutante che porta degenerazione dello spirito; e coloro che sembrano inclini ad una teoria ambientale possono essere capaci di indicare innumerevoli errori della società, della famiglia, dell'educazione, della religione e così via.

Naturalmente, dobbiamo avere una società che produca il migliore e perciò genererà anche il peggiore. La civilizzazione sviluppa la psiche al suo più alto livello e così conseguentemente alcuni saranno deragliati lungo la loro strada verso la perfezione. E i deragliamenti dell'alcolismo e dello stupro psicopatico saranno, come tante altre cose, sempre con noi e se alcuni sono risolti, la civilizzazione partorirà nuove forme di fallimenti. Questo è il punto che mi arriva sempre più chiaro: che le droghe tanto quanto l'alimentazione, che qualsiasi cosa può essere una causa di fallimento; e che il successo ha bisogno di un certo tasso di fallimento tramite cui alcune persone diventeranno sempre delle vittime nella loro parte del destino della civilizzazione. Quindi vedo che quando la possibilità del successo come un individuo sano è influenzata troppo dalla forma e dalla struttura generale della specifica norma sociale per avere successo significa che crescerà il tasso di fallimento, o in altre parole, il tasso di fuga. Una società può essere capace di produrre una più grande eccellenza in pochi ed un più grande fallimento in molti o il contrario, o qualunque siano i suoi veri scopi come una collettività. E così la cultura occidentale, proprio come la cultura cinese attorno al cambiamento di questo secolo, producono tramite i propri scopi il proprio momento del deragliamento, i loro propri bravi ragazzi e i propri drogati. Siamo tutti coinvolti in questo processo, noi che parliamo di ciò, noi che condanniamo questi drogati e perfino noi che aiutiamo loro per migliorare, sì anche noi e io che cerco di spiegare tutto …. Sì, fino ad un certo punto la personalità dipendente può essere diretta verso una cosa buona. Distrugge il buono, il prezioso, la gioia delle sue illusioni. Porta tutto giù ad una oscura dolorosa autoinflizione che contamina la verità e piega la corrente per ritornare. Toglie valore a tutto ciò in cui "crediamo" e nega che soltanto la vita ha veramente la possibilità di vivere.

E' un ripudiare della vostra/mia fede e porta le stelle ed espande il significato della totalità alla distruzione. Il negativo, il terrore dell'alcool, della droga o di qualsiasi cosa, che pervade tutto, prodotto anche dal bene che è il suo padre, ostacola il benigno osservando le sua conseguenza dolorosa, la sua creazione fallita. Forse questo è la ragione perché ti disdegniamo, il fallimento senza valore: hai tradito il mio zelo, la mia anima, il mio sé, il mio amore ….. per te.

E così devo ritornare al punto di vista individuale finale per affrontare i lui o lei perduti e autoingannati.

Forse ci può essere un modo per minacciare o di correggere l'equilibrio individuale. Io lo vedo soltanto, e questo può suonare crudele - invece è crudele - tramite il ferire, il punire e l'addomesticare colui che usa droga e creare un sistema di contro punizione continua così che il dolore dell'usare droghe è sempre ed immediatamente peggio del non usarle, e premiare e sostenere ogni esperienza che è realistica e creativa. Distruggendo viziosamente, fortemente distruggendo e ferendo in modo profondo, terribilmente profondo, ogni modello di pensiero, espressione, motivazione che autoinganna, che non è realistico e che ci rende dipendente, mentre allo stesso tempo permettendo e alimentando in modo talmente consistente la più piccola attuale realizzazione di sé, il vecchio modello è alla fine cancellato. Vorrei fare questo completamente tramite ogni forma di tormento mentale, fisico ed altri generi e con ogni sorta di premio immaginabile, così che forse lentamente la personalità che ha imparato questo atteggiamento, che trovava senso nell'inganno, nella droga, è annichilita e una nuova personalità è lentamente acquisita - forse la stessa personalità ma al contrario. Però attenzione, continuare questo per sempre e fino alla morte, perché uno sbaglio può portare il ritorno al vecchio modello. Tuttavia il vecchio non può essere mai distrutto senza creare il nuovo, e tutto il tempo tu devi essere talmente forte, tu il distruttore, il creatore, che tu non schiacci te stesso con ciò. Puoi soltanto farlo se veramente, realmente ami questa personalità tossicodipendente, ami questa persona, ami quest'anima tal-mente tanto che tu la puoi punire totalmente (e facendo questo, naturalmente, te stesso) e premiarla totalmente. Soltanto quando queste due cose lavorano insieme perché tu veramente desideri di essere, vivere e creare con quella persona, puoi forse avere successo. Io non conosco nessun altro modo.

Murshid Fazal Inayat-Khan

Murshid Fazal Inayat Khan

 

 

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