Sentiamo spesso parlare di fratellanza nei più svariati contesti: razziali, religiosi, politici e perfino negli
affari.
Ma cosa sono queste forme di fratellanza e cosa le differenzia ?
L’associarsi negli affari ed in politica è di fatto
l’unione di individui per un comune interesse di tipo materiale.
Sono vere e proprie unioni che hanno lo scopo di proteggere e far
sviluppare i loro affari, in genere a spese di qualcun altro.
Si tratta di vere e proprie
alleanze opportunistiche che al variare delle situazioni e delle condizioni si
possono sciogliere molto facilmente, proprio perché si basano su interessi
materiali, quindi transitori.
In questo contesto il termine “fratello “ ha
soltanto lo scopo di rafforzare il concetto di unione.
L’ideale di fratellanza religiosa, invece, è più elevato ed unisce gli
individui di un certo credo in una certa pratica religiosa e nel nome di Dio.
Seppur con un ideale più elevato, tuttavia anche questa, mentre unisce alcuni,
allo stesso tempo esclude coloro che non seguono
quella specifica pratica religiosa. Questo ha creato molte sette in lotta fra
loro.
Quindi,
anche questa è una fratellanza che in un modo o in un altro divide.
Ma possono essere definite, visto che in qualche modo dividono
gli individui, una vera fratellanza?
La vera fratellanza è una fratellanza universale
che unisce, senza distinzioni di sorta, tutti gli
esseri umani nella paternità di Dio.
Tutti i messaggeri che sono venuti sulla terra hanno portato il
messaggio di fratellanza universale di tutti gli esseri umani nella paternità
di Dio, senza distinzioni di religione, casta, ecc. e questo è anche il tema
centrale di tutte le grandi religioni.
Questo perché la Fratellanza è un’inclinazione naturale del cuore umano
e quindi di tutti gli esseri umani. Ed è presente nel nostro cuore fin dalla
nascita,però è un sentimento che deve essere
coltivato, curato affinché possa produrre i suoi frutti. Perché
in questo sta lo scopo della nostra. vita.
Non vi è dubbio che la prima forma di fratellanza sia quella di unirsi
con un’altra persona per formare una famiglia. Ma
questo è soltanto il primo passo.
In una famiglia è bene che i
figli riconoscano nei loro familiari i loro fratelli, ma poi dovremmo invitarli
ad immaginare la loro città, la loro nazione ed il mondo intero come una grande famiglia.
Nei secoli il concetto di fratellanza ha sicuramente subito
un’evoluzione da una dimensione familiare, ad una feudale per arrivare ad un
livello nazionale e di gruppi di nazioni. Però questo,
purtroppo, non ha certo diminuito i conflitti, anzi! Perché
è stata mantenuta la tendenza di creare differenze e di guardarsi l’un l’altro
dall’alto in basso con diffidenza e distacco.
I conflitti, purtroppo, sono addirittura peggiorati passando dalla
dimensione della “ vendetta familiare” a vere e proprie catastrofi mondiali.
Proprio nei nostri tempi è di fondamentale importanza comprendere che le
basi per uno sviluppo continuo del concetto di fratellanza sono all’interno della nostra. famiglia. Dove è opportuno insegnare ai nostri
figli che siamo tutti fratelli nella paternità di Dio,
senza distinzioni di razza, credo e casta. Infatti, il
miglioramento del mondo dipende in gran parte dallo sviluppo delle generazioni
a venire e l’ideale di fratellanza dovrebbe essere insegnato prima di tutto in
casa.
Qual è il modo migliore per insegnarlo?
E’ quello di viverlo noi stessi, diventando esempi per i figli vivendo
la fratellanza fra noi genitori e poi fra genitori e figli, in modo che si crei
un sincero sentimento d’amicizia.
Il rischio oggi è che vivendo in una società così frenetica, complessa e
competitiva, essendosi quindi allentati i legami di famiglia non si possa più
decidere autonomamente ma ci si comporti secondo dei modelli che vengono decisi, e somministrati come modelli di riferimento,
da altri. Arrivando così ad agire quindi come degli automi, dei meccanismi nei
rapporti familiari senza essere consapevoli degli effetti che si possono
generare a livello individuale ma anche sociale.
E’ importante quindi creare un rapporto di amicizia
vera fra i familiari, che ci unisca in un vero rapporto umano di amicizia,
solidarietà e comprensione, sia nei momenti di gioia che di dispiacere.
Ma
da cosa nasce quindi la fratellanza?
Nasce dall’amicizia e rappresenta l’Amicizia perfetta.
Abbiamo sentito dalle scritture Buddiste: “ Riconosci
come amici veri coloro che sono sempre servizievoli, eguali nella gioia e nel
dolore, coloro che ti indicano ciò che è profittevole,
coloro che sono compassionevoli.”
Questo dovrebbe essere il Ns. atteggiamento verso gli altri in ogni
situazione della vita.
La natura ci fornisce continui esempi di quello che è lo spirito di
fratellanza.
Un esempio sono gli stormi di uccelli che
volano assieme nel cielo, oppure le mandrie di animali nei campi che vivono e
si muovono insieme, vivendo la realtà dell’essere uniti e quindi della
dimensione collettiva.
Questa tendenza è ovviamente presente da sempre in tutti gli esseri
umani, anche se vediamo nella nostra società molto spesso
l’affermazione e la diffusione del contrario cioè dell’individualismo e della
competizione, cercando di prendere il meglio degli altri in ogni situazione.
Dovremmo invece comportarci lealmente in ogni situazione o contesto,
non soltanto negli affari.
Soltanto nella fratellanza universale l’uomo può essere felice,
accettando ed amando completamente il suo vicino, i suoi simili in una
dimensione globale, completa. Questa dimensione porta
soddisfazione a noi e felicità al nostro vicino. A tal proposito le scritture
Ebraiche ci indicano: “ Ama il tuo
prossimo come te stesso:”
In altre parole la fratellanza crea felicità.
Quando guardiamo la fratellanza da un punto di vista più profondo ci possiamo rendere conto che nello spirito di
fratellanza è nascosta una via verso l’illuminazione ed è la via per sviluppare
la spiritualità. E’ nell’essere utile agli altri che trova
un senso la nostra vita, cominciando a considerare i propri obblighi,
mantenendo la propria parola ed essendo sinceri con ognuno.
Le scritture Indù ci indicano infatti che : “ l’essere che Mi vede ovunque e vede tutto in Me non è mai separato da
Me, come Io non sono mai separato da lui.”
Ecco quindi perché la
tendenza alla fratellanza sorge dal cuore che è sintonizzato con il proprio
diapason, che è quindi in armonia con se stesso. Abbiamo sentito dalla Divina
Sinfonia che: “ quando il cuore umano prende coscienza di
Dio diventa come il mare: estende le sue onde agli amici e nemici.”
In questo modo il messaggio di fratellanza diventa un messaggio di
simpatia e di armonia verso se stessi e gli altri.
Ecco perché il misticismo promuove la fratellanza universale, ama ogni
essere umano e non chiede quale sia la sua religione o
credo, razza o casta. Il Sufi, quindi, riconosce Dio in ogni essere umano ed in
ogni essere vivente; e vedendo Dio vede se stesso in ogni altro essere.
Quando
questo sentimento di fratellanza è sorto non si vedono più i difetti e gli
errori delle altre persone e si diventa
tolleranti anche verso noi stessi.
Tutti coloro che sono sulla strada spirituale
dovrebbero lavorare per diffondere con il proprio esempio l’ideale ed il
messaggio di fratellanza nella Paternità di Dio, che è la strada per il
raggiungimento spirituale.
E’ un processo che si sviluppa progressivamente nel tempo e che richiede
la Ns. massima attenzione, cura ed energia perché possa produrre i suoi frutti.
Abbiamo letto prima dalla Divina Sinfonia:” considero le mie azioni nei riguardi di ogni uomo come azioni verso Dio
ed accetto le azioni di ogni persona nei miei confronti come azioni di Dio”.
Dobbiamo infine anche essere consapevoli che ciò che conta è soltanto
ciò che diamo agli altri e quindi la focalizzazione dei nostri pensieri e delle nostra attività deve essere sul “Tu non io”.
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Parole a un amico
“Chi non conosce se stesso é perduto.”
“Non cercare a tutti i costi di conoscere
l’opinione degli altri, né su
di essa fonda la tua.
Pensare con la propria testa, senza lasciarsi
condizionare, é indice di coraggio.”
se stesso é immensamente
superiore
alla sua capacità d’ingannare il
prossimo.”
“La violenza é l’arma del debole;
la non-violenza, quella del
forte.”
“Chi non lavora eppure mangia é un ladro.”
“Un tale commette un furto, un’altro
lo copre,, un terza accarezza
l’idea.
Tutti e tre sono ladri.”
L’uomo vive dove abita la sua anima,
non dove si trova il suo corpo.”
Mahatma Gandhi