Storie di Nasrudin ........da Hayat

Nasrudin racconta ad un discepolo una parabola sull'austerita'. "Un giorno" - comincia Nasrudin - "stavo raccontando una barzelletta quando passo' un prete che indicandomi disse forte, in modo tutti sentissero, che ero uno stolto. Allora indicai una pietra e il prete penso' subito stessi per tirargliela, ma subito anch'io le feci notare che vantarsi della propria religione e' tirare pietre mentre l'austero va a mani vuote".

Nasrudin sta pensando intensamente ed e' cosi' da alcune ore. Un amico gli si avvicina e chiede a cosa stia pensando di tanto importante. "Sto cercando tra i vari problemi" - disse Nasrudin - "quello a cui dovrei pensare per primo, ma non riesco proprio a ricordarmelo".

Nasrudin trova un sacchetto di monete, le tiene con se' e alla prima occasione ne compra un cavallo e in piu' una bellissima sella. Tutti quelli che lo incontrano lo salutano con reverenza e qualcuno lo saluta con "uomo fortunato, beato te". Ad un certo punto il cavallo si imbizzarrisce e scaraventando Nasrudin per terra scappa. Nasrudin cosi' ha una gamba rotta ed e' senza cavallo e senza sella, in piu' nessuno pare volerlo salutare. Un giovane gentile e buono pero' si ferma soccorrerlo appena lo vede e chiede al Mulla dell'accaduto. "Vedi",- gli dice Nasrudin, - "la fortuna e la sfortuna sono punti di vista. Un'ora fa ero fortunato ed avere un cavallo e una sella, poi a causa dello stesso cavallo ero in disgrazia e impedita e ora grazie a quel cavallo ti ho conosciuto".

Nasrudin e' fermato da uno studente pedante che gli chiede: "Mulla mi puo' dire che cosa insegna la morte?" Lo studente si aspetta una grande filosofia e si prepara ad ascoltare un sermone, ma Nasrudin risponde subito sorridendo: "La morte ci rende gentili".

 

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