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Raccontate
da Noor Inayat Khan
E mentre Buddha era seduto, e tutti intorno
ascoltavano, Egli raccontava le seguenti storie.
“Figli miei”, disse, “Ora non sono venuto tra voi come la tua Guida per
la prima volta; sono venuto prima tante volte; talvolta come un bambino fra i
piccoli bambini, talvolta fra gli animali come uno di loro genere, e sempre
amavo loro come vi amo ora; talvolta nella Natura, tra i fiori, ho tracciato
una via per voi e voi non avete saputo.
Così il
vostro Buddha (Guida) venne una volta come una
scimmia in mezzo delle scimmie, come un cervo in mezzo dei cervi, ed Egli fu
loro capo e la loro Guida”,
IL
FUOCO DELLA FORESTA
“Fate i bravi, piccoli miei,” disse Mamma Quaglia alle sette piccole quaglie che
cinguettavano nel nido. “La mamma e il papà vi porteranno presto piccoli vermi
ed insetti e semi d’erba.”
Ma
ogni volta che Mamma quaglia e Papà quaglia tornavano
al nido, sei piccoli quaglie afferravano i vermi e gli insetti, mentre il
settimo mangiava soltanto i semi. E così, mentre le
ali dei suoi fratelli crebbero forti e solide, le ali del piccolo non crebbero
per niente.
Una
notte la piccola famiglia si stava accucciando comodamente nel nido, quando fu
svegliata da urli tristi provenienti dal cuore della foresta. Mamma Quaglia e Papà Quaglia e i sette piccoli spiarono dal nido.
Cos’erano
mai quelle rosse nubi fiammeggianti che si libravano sui lontani alberi?
Le piccole quaglie cominciarono a piangere, e la Mamma
ed il Papà li strinsero tra le loro ali
Crackle….crakle….bzz….bzz rumoreggiavano
le grandi nubi rosse.
“Vedi, Papà,” esclamò il
settimo piccolo, “c’è un fuoco nella foresta.”
Le fiamme ardenti avanzavano nella foresta alla
velocità del vento, bruciando ogni cespuglio ed ogni albero lungo la loro
traiettoria. Il rombo si faceva sempre più vicino e presto il
fuoco arrivò al nido. Non c’era tempo da perdere e balzando fuori, Mamma
quaglia e Papà quaglia e le sei piccole quaglie
volarono via. Ma la settima rimase sola, non aveva ali
con cui volare.
Bzz….bzz…
rumoreggiavano le grandi nubi rosse quando danzarono intorno al nido. Ma il piccolo non aveva paura; con fermezza i suoi piccoli
occhi scintillanti fissarono le fiamme e con la sua tenue voce cinguettante
parlò loro.
“Sono piccolo,” disse, “e non
ho le ali. Perché siete venute vicino a questo piccolo
nido dove sono stato abbandonato? Andate per la vostra strada, potenti fiamme;
qui non c’è niente per voi.”
Mentre parlava il fuoco violento muoveva furtivamente via e
scomparve in mezzo agli alberi e la foresta divenne silenziosa come dopo una
tempesta.
A poco a poco sottili voci uscivano dal muschio e le
rane segnalarono che tutto era a posto. Ad uno ad uno, le
testoline apparivano dai loro nascondigli. Le nubi di fumo furono soffiate
vie lontano e la Regina Luna sorrideva ancora una
volta fra gli alberi. La piccola quaglia sorrise
anche nel suo nido nel vedere che la foresta si svegliava di nuovo, e visse
lì sempre felice
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