INTERESSE IN OGNI COSA

 

da Murshid Fazal Inayat Khan

 

 

 

   Andando un po’ più profondamente nella disciplina della mente riguardo l’essere continuamente interessati in ogni cosa, non dovremmo perdere di vista il fatto che nell’esistenza illusoria nella quale lo scopo non è realmente separato dalla vita, ogni cosa che l’uomo fa è fatta o invano o in vanità. Il saggio sceglie, piuttosto che fare delle cose in vanità, piuttosto che agire inutilmente, sceglie, piuttosto che reputare che nulla è interessante, di essere interessato in ogni cosa, pur sapendo che non c’è nulla da sapere. Questo è un punto molto importante e potente: che la vita, l’esistenza, lo scopo, il significato, la logica, il progresso, l’evoluzione, tutte queste e tante altre cose, esistono soltanto soggettivamente nella nostra mente, nell’esperienza della nostra vita, nella struttura di valutazione. Sebbene non ci sia nulla da sapere, sebbene la più grande purità sia nel non sapere, il mistico cerca di sapere tutto. Questa può sembrare una contraddizione, ma è invece la prima chiave concreta indicativa per il nostro atteggiamento nella vita.

  

Vivere inutilmente è un genere di atteggiamento nuovo; ha a che fare con ciò di cui ci rendiamo conto delle esperienze che la vita ci ha portato, oppure con quello che noi, di queste, ne abbiamo fatto. Quando una candela è accesa, emana calore e luce, dà da se stessa. La sua stessa esistenza è trasmessa mentre brucia, e dopo che la candela è finita viene subito dimenticata. Possiamo dire che sta compiendo uno scopo nel suo essere accesa, ma se il sole stesse brillando o la luce fosse accesa, la candela brucerebbe inutilmente. Ci porterebbe luce, ma la luce è sempre là, proprio come il buio è sempre là, e noi bruciamo la candela per contrastare il buio, per renderci capaci di vedere. Ma dovremmo vedere? Ci dovrebbe essere veramente luce quando la luce c’è già? Ci dovrebbe essere luce quando noi le chiediamo di contrastare il buio? Se pensaste in un modo sottile, accettando che succede ogni cosa che è supposta succedere, incomincereste a chiedervi se accendere quella candela, intraprendere quell’azione, vivere la vostra vita.

   

A tutte queste domande ci sono tante risposte quante sono le menti e le persone. Ci sono tante risposte in ogni persona quanti sono gli umori e gli atteggiamenti, tuttavia la persona che ha abbastanza interesse a guardare ogni cosa, a guardare l’interrelazione fra se stesso e tutto ciò che è intorno, troverà e scoprirà continuamente sempre più significato e sempre più mancanza di significato.

  

Il contadino comune, pronto a seminare qualche seme, non penserà molto attivamente a qualcosa o, se lo facesse, si chiederebbe se i semi cresceranno nel modo giusto, se il tempo sarà favorevole e se il mercato offrirà il giusto prezzo. La maggior parte di noi non pensa molto in avanti nelle cose che fa, e molto pochi di noi pensano molto indietro. Quale contadino sarà interessato se i semi saranno seminati oppure no, oppure al significato che sta dietro il suo seminare i semi? Il presente e il futuro sono correlati. I semi che lui semina cresceranno in una pianta che occuperà uno spazio vuoto e pacifico. Pochi penseranno che questa pianta darà a differenti insetti la possibilità di andare da lei e di soffrire per l’essere catturati o intrappolati da altri. Pochi penseranno all’incredibile sofferenza, alla vita e alla sopravvivenza oltre la piccola pianta che seminano.   

 

   Pochi penseranno con interesse se le persone che mangeranno il grano ne riceveranno guarigione. Pochi penseranno che forse sarebbe meglio non far crescere cibo, così che la terra possa ritornare alla pace o che il lungo tirato vuoto delle vite di milioni di persone potrebbe essere cambiato in un altro modo. Ben poche persone sono interessate a quello che stanno realmente facendo, perciò vivono una vita molto superficiale. In generale facciamo quello che è più facile, ciò che ci piace fare, il ché vuol dire che limitiamo noi stessi a ciò che conosciamo e non ci apriamo alle cose nuove, che potrebbero piacerci molto di più. Vuol dire che spesso non ci apriamo all’esperienza, alla soddisfazione, alla crocifissione dell’aver fatto quello che non ci piace fare. Poiché non siamo veramente interessati alla correlazione, al significato, alla funzione della nostra esistenza nell’universo, essa non ha significato. Il significato arriva nella coscienza che è consapevole, che può vedere; il significato viene al cuore che ha sanguinato, che ha dato; il significato viene alla mente che ha pensato, che si è fatta delle domande, e alla maggior parte di noi giunge ben poco.

  

Si potrebbe chiedere in che modo l’accrescere il nostro interesse in ogni cosa potrebbe aiutarci a sviluppare una conoscenza più vasta, una più grande saggezza. E’ importante comprendere il significato della parola ‘sviluppo’. L’erba, tramite l’interesse dell’uomo, venne sviluppata in grano, e l’unico modo di vedere che venne sviluppato il grano è con il paragonarlo non al grano, ma all’erba. Così puoi comprendere che lo sviluppo non ha significato in una cellula isolata; ha significato soltanto in una scala di esistenza, sebbene illusoria.

   Una volta conoscevo un’anziana donna, una saggia ma comune Americana. Lei aveva incontrato e lavorato per tanti santi e saggi che erano venuti in America, persone che, nel loro modo di pensare, erano maestri. Tutti loro avevano vissuto in monasteri e seguito delle pratiche e delle discipline rigorose e avevano sviluppato forte magnetismo e influenza. Tuttavia, quando visitavano l’America, ognuno di loro prima o poi cadde – sia a causa improvvisa ricchezza, di improvvisa libertà sessuale, dell’incredibile potere che avevano sulle persone, oppure, partendo di nuovo, non avevano capito il vero bisogno di una ricerca, non avendo mai visto realmente che cosa significasse la cultura Americana. La conclusione di questa donna fu che era facile essere un santo nell’Himalaya. Fino ad un certo punto queste persone si erano sviluppate perché erano estremamente interessate, focalizzavano la loro intera mente, pensieri, concentrazione, energia vitale su uno o due punti, in totale noncuranza di e in isolamento dal reale mondo illusorio. Quando si sono trapiantati dal Kashmir o dal Rishikesh a Los Angeles o New York City, furono confrontati con persone, con pensieri, emozioni e idee, che non avevano mai incontrato, con cui non erano mai stati messi alla prova, e mai sviluppate dentro di loro. Alla fine lei vedeva che una persona buona che vive nel mondo è più sviluppata e ha più significato e profondità che tutti quei “maestri”.

  

E’ vero che fino ad un certo punto ti puoi sviluppare tramite l’isolarti e meditando, ma questo è vivere senza nessun paragone, non è sviluppandoti verso quell’altezza, quel livello di pensiero, che l’abilità di concepire ciò diventa possibile, come un’evoluzione mondiale. Tante persone sono interessate alla meditazione, ma non così tante sono interessate alla programmazione del computer. Tuttavia la programmazione del computer è talmente simile che potresti chiamarla meditazione. La maggior parte delle persone potrebbe pensare che sembri artificiale, poche capirebbero l’incredibile miracolo dell’essere stati capaci di captare coscienza che, almeno in parte, funziona separatamente da noi stessi. Siamo tutti interessati ai mantrams, ma pochi di noi si rendono conto che le parole con un logaritmo estremamente potente e altri effetti funzionali usati dai programmatori sono esattamente uguali ai mantrams. Siamo tutti interessati allo yoga, ma pochi di noi si rendono conto che gli esercizi semplici della Forza Aerea Canadese hanno eseguito le stesse sintonizzazione fisiologiche e psicologiche sul meccanismo della nostra psiche. Molto pochi di noi si sono resi conto che mentre ci moviamo da una cultura ad un’altra, da una specializzazione ad un’altra, gradualmente sempre più funzioni normali della nostra vita devono essere sostituite da cose artificiali. Pochi di noi vedono che nonostante sappiamo forse di più, nonostante possiamo percepire ad una scala più elevata del pensare astratto, allo stesso tempo l’interesse, la passione, l’esperienza dell'essere uniti con le cose con cui si deve essere uniti, sta diminuendo.

   Non sappiamo come funzionano la maggior parte delle cose nella nostra vita. Accendiamo la radio o la televisione e funzionano, giriamo il rubinetto e funziona. Un esempio tipico è la pillola per controllare le nascite. Meno della metà delle persone che usano la pillola sanno come funziona. Migliaia di persone nel mondo stanno cercando qualcuno che dia un significato alla loro vita, mentre tutto ciò che deve realmente succedere è che loro si devono interessare a tutto ciò che gli arriva. Quando una macchina ti sorpassa, guardi mai la targa e non ti chiedi mai perché ha quel numero? Se qualcuno ti taglia la strada, ti chiedi il perché? Lo guardi? Ci sono tre generi di persone che tagliano la strada: quelli che ti tagliano la strada bruscamente e guardano da un’altra parte, quelli che guardano e si girano, guardano e si girano di nuovo, e ci sono quelli che ti tagliano la strada e ti guardano direttamente in faccia. Qual’è la differenza? Quando tu tagli loro la strada, a quale categoria appartieni?   

  

L’intero punto cruciale dello sviluppo è che nessuno lo può fare per te; devi farlo tu stesso; ma ci sono certe regole che ti aiuteranno ad essere più capace di funzionare con interesse nella vita. La prima regola è che ogni cosa è ugualmente insignificante, perciò puoi essere interessato in ogni cosa. Se ci fosse una cosa che, di per sé o in se stessa, avesse un significato assoluto, allora quella sarebbe la sola cosa in cui dovresti avere interesse, ma se ogni cosa è insignificante tu puoi facilmente e con completa indifferenza essere interessato in ogni cosa. Se fossi talmente interessato in qualcosa così da non poter più avere interesse in qualcos’altro, allora incomincia il conservatorismo, l’inizio del chiudere la mente alla sola permanenza, che è il cambiamento.

   Ogni cosa è come una nuvola di migliaia di farfalle che vola lungo la tua strada; guardale, balla insieme a loro e lasciale andare per la loro strada. Altrimenti diventerai un collezionista di farfalle.

  

La seconda regola è che nell’esperienza dell’essere interessato, ci deve essere passione. Se tu stai per odiare qualcuno, odialo con passione, perché l’insignificante significato che sperimenterai sarà molto più grande. Se tu stai per amare qualcuno, lascia che il tuo cuore si rompa, che sanguini fino la morte – perché la totalità di questa esperienza ti darà, alla fine, un valore molto più grande di quello che potresti avere dandoti in modo condizionale.

  

La terza regola è che ogni cosa ha un ciclo di sonno. La vita è una danza e ogni persona ha un ritmo particolare che a lui o a lei meglio si addice. Ogni giorno attraversiamo dei cicli di attività e passività, attraversiamo dei cicli in cui sarebbe meglio leggere un libro o discutere di filosofia, ed altri cicli in cui sarebbe meglio giocare a calcio o scavare fosse. Attraversiamo dei cicli di forte espressione e di forte impressione. Sembra che ci siano quattro cicli di base: uno è di alzarsi alle cinque e mezzo e andare a letto alle otto e mezzo; uno è di alzarsi alle sette e andare a letto alle dieci; uno è di alzarsi tra le otto e mezzo e le dieci e andare a letto circa a mezzanotte; e poi ce ne sono tanti che sono più forti dopo la mezzanotte, circa alle due. E’ Infatti una tradizione, qualunque maestro tu segua, che il momento migliore per la meditazione è alle due di mattina. Se puoi imparare ad essere più in armonia con questi cicli come scorrono dentro di te, ogni genere di cosa diventerà all’improvviso dolce e trasparente, nuova bellezza e sottigliezza si presenteranno. Vogliamo tutti sentirci in forma e bene. Possiamo prendere delle droghe o meditare, ma uno dei modi migliori per sentirsi in forma è quello di essere stanchi, una certa stanchezza soddisfatta, quando non c’è troppo cibo nello stomaco e non c’è ancora troppo attività da fare – una stanchezza piuttosto fisica che una mentale. Devi essere in grado di aver abbastanza attività chimica nel tuo ciclo di vita, così che due volte alla settimana tu possa essere stato veramente, miracolosamente stanco; non aver lavorato troppo o essere depresso, soltanto soddisfatto, sentire fin dentro le tue ossa che hai vissuto.

 

  La quarta regola è che non c’è nulla che non si possa imparare. Quando smettiamo di imparare non siamo più bambini; non c’è veramente alcun periodo tra l’essere un bambino ed essere un vecchio o una vecchia. Un bambino impara il linguaggio, la coordinazione dei muscoli, la psicologia, come cavarsela, come fare delle cose, come comportarsi, e impara queste cose in pratica, non in teoria. All’improvviso arriviamo ad un punto in cui non possiamo più imparare, per primo perché non abbiamo più interesse e non facciamo più sforzi, ma anche perché i metodi dell’educazione che abbiamo attraversato ci hanno forzato ad imparare con la mente attiva ed il corpo fermo. Il corpo deve sedersi fermo quando è stanco, così c’è una dissociazione nella nostra educazione, un’alienazione e, alla fine, l’imparare si ferma. Essere interessato in realtà vuol dire meravigliarsi, essere pronti ad imparare, e la vita è l’insegnante più grande. Fino ad un certo punto possiamo imparare dai libri, dipende dal modo in cui leggiamo e come impariamo, ma il vero imparare è nel farlo, nel contatto diretto con ciò (che si legge). Non c’è nulla che non si possa imparare. Non esiste una persona normale che non possa imparare e comprendere qualcosa, ci deve essere l’imparare per poter disimparare. Imparare è stabilire dei nodi di relazione e disimparare è disfare questi nodi e vedere che cosa hanno collegato. Imparare e disimparare sono entrambi sviluppi spirituali; più se in grado di svilupparti, più devi disimparare; più devi disimparare, più devi imparare.

  

L’ultima regola è di essere interessato nella cosa che vedi che interagiscono con te. Non si può essere interessati in assolutamente tutto allo stesso tempo, ma se segui la regola di avere un atteggiamento interrogativo, perché sei qui, qual’è la relazione con quello che stai facendo, questo ricercare e valutare continuamente porterà sempre qualche risposta. Quando diventi interessato in ciò che non si riferisce a te non c’è nessuna risposta, semplicemente perché non c’è ancora nessuna rilevante interazione con te. La risposta è ciò che tu puoi vedere, e perciò, per ogni persona la risposta è diversa.

 

Questi sono tutti punti semplici ma importanti. Accetta la libertà di vedere che nulla è importante, avvicinati ad ogni cosa che non è importante con passione. L’importante è la passione che ci metti tu, ma questa funziona solo se tu ti ricordi che nulla è importante, altrimenti non è passione ma possessione. Esamina il tuo ritmo, il tuo ciclo di vita. La maggior parte delle persone dorme troppo perché dorme al momento sbagliato; se potessi dormire esattamente al momento in cui dovresti dormire, non avresti bisogno di dormire così a lungo. Se non puoi fare abbastanza da esserne sanamente stanco, allora la tua vita non è sana alla sua stessa base. Le persone senza vitalità, che viene dalla mancanza di esercizio, non sono vive, stanno indugiando, e sono quelle che stanno cercando qualcosa di fantastico al di fuori di sé - ma dove? Interesse è ogni cosa che il vivere porta sullo schermo della coscienza, passione e indifferenza portano significato nell’insignificanza dell’illusione che passa. Questo è il significato che io chiamo indipendenza.             .