IL FUTURO DELLA SOCIETÀ
dal libro: Pensieri antichi, Pensieri nuovi. di Murshid Fazal Inayat Khan

LA NASCITA DELLA NUOVA ERA

"Nel processo di educazione la conoscenza dello scopo dell'anima, la sola cosa che ha valore nella vita, è trascurata. L'educazione autorizza un uomo a diventare egoista con il massimo impegno, ed a avere il meglio di un altro. L'arte ha perso la sua libertà di grazia e di bellezza da quando la gratificazione dipende dell'approvazione dei crudeli e dei ciechi. La scienza è degenerata proprio per la ragione che lo scienziato ha limitato la propria visione al mondo oggettivo e negato l'esistenza della vita che è oltre la percezione. Nell'assenza di un'ideale più elevato il lottare costantemente per ottenere invenzioni materiali ha portato l'uomo a tali congegni che hanno messo il mondo a ferro e fuoco. Coloro che subiscono il fascino della distruzione sono inconsapevoli di tutto questo; non possono saperlo finché le nuvole dell'oscurità non sono disperse, i loro cuori non sono chiari e le loro menti non si sono riprese da questa intossicazione che impedisce loro di pensare e di comprendere.

 

Nell'era futura le razze si mescoleranno ogni giorno sempre di più, sviluppandosi alla fine in una razza universale. Le nazioni svilupperanno uno spirito democratico e capovolgeranno ogni elemento che le rende ostili le une contro le altre. Ci saranno alleanze di nazioni, così che nessuna nazione possa essere oppressa da un'altra, ma lavoreranno tutte in armonia e libertà per la pace comune. La scienza cercherà i segreti della vita invisibile, e l'arte seguirà da vicino la natura. Le genti di tutte le classi saranno viste ovunque. Il sistema delle caste scomparirà e le comunità perderanno la loro esclusività, mescolandosi tutte insieme, e i loro seguaci saranno tolleranti gli uni verso gli altri. I seguaci di una religione saranno capaci di pregare le preghiere di un'altra, finché la verità essenziale diventerà la religione del mondo intero e la diversità delle religioni non ci sarà più. L'educazione culminerà nella studio della vita umana, e l'apprendimento si svilupperà su quella base. Il commercio diventerà più universale e sarà gestito sulla base di un profitto comune. Il lavoro si troverà fianco a fianco con il capitale su una posizione uguale.

 

I titoli avranno poca importanza. I segni d'onore diventeranno evidenti. Il settarismo nelle fedi e nelle credenze diventerà obsoleto. Rituali e cerimonie saranno un'opera teatrale. Le donne diventeranno ogni giorno più libere in ogni aspetto della vita, e le donne sposate saranno chiamate con i loro nomi. I figli e le figlie saranno chiamati con il nome della loro città, villaggio o nazione, invece che con il nome di famiglia. Nessun lavoro sarà considerato umile. Nessuna posizione nella vita sarà umiliante. Ognuno penserà ai fatti suoi, e tutti converseranno l'uno con l'altro senza chiedere interferenze. Marito e moglie saranno come dei compagni, indipendenti e distaccati. I figli seguiranno le loro proprie inclinazioni. Servo e padrone esisteranno così solamente durante le ore del lavoro, e il senso di superiorità e di inferiorità fra la gente scomparirà. La medicina porterà via il bisogno della chirurgia e la guarigione prenderà il posto della medicina. Nuovi modi di vivere si manifesteranno, la vita di albergo predominerà sulla vita di casa. I rancori verso parenti, le lamentele sui servi, il trovare mancanze nei vicini, tutto questo cesserà di accadere, ed il mondo continuerà a migliorare in ogni aspetto della vita fino al giorno di Gayamat, (Ultimo Giorno), in cui tutto il vano chiacchierare cesserà, e in cui sarà udito ovunque il grido: "Pace, pace, pace!"- "

Hazrat Inayat Khan (1882-1927) Sufi Message: La nascita di una Nuova Era, Volume VIII, pag. 216 e avanti.

Mi piace sempre leggere questo capitolo perché mi ricorda di nuovo che la visione del Sufismo sul futuro dell'umanità, una parte essenziale del suo insegnamento, non include certamente una struttura o una forma come quella che esiste oggigiorno. Non si può dire che quello che noi rappresentiamo ad un livello spirituale può essere separato da quello che rappresentiamo ad un livello sociale. In altre parole, il modo in cui si vive la vita nella società è il giudizio che include tutta la profondità di quella società, il valore esoterico, la ricchezza interiore di quella società. Non si può separare la gente, come si fa nell'Islam, col dire: "Queste persone che pregano più Rakats sono migliori di quelle persone che pregano meno Rakats." La vita è un intero, un impiego di ventiquattro ore.

 

Ci si meraviglia spesso. In altri capitoli discuto certi "miracoli", tipo da dove arrivano i problemi del mondo; parlo delle malattie mentali e del senso d'inferiorità. Il complesso d'inferiorità nel mondo, da dove arriva? - dal modo in cui è formata la struttura sociale, dal modo in cui cominciamo a crescere. Mi riferisco al senso d'inadeguatezza con cui le ragazze diventano donne e madri e il senso d'impotenza con cui i ragazzi diventano uomini e padri, e dimostro come questi due si perpetuino l'un l'altro in continue nevrosi. Parlo della ricerca del potere che impegna la gente in grandi imprese di commercio, in ambizioni politiche o materiali nella vita, del fatto che così larga parte della leadership mondiale sia causata dalla spinta di vincere il complesso d'inferiorità, e che pochissima gente realmente saggia non raggiunga quasi mai posizioni di leadership nel mondo.

 

Qual'è la causa di tutto ciò? Che cosa dovrebbe realmente cambiare? Non ho nessuna vera risposta, ma sembra che la causa debba essere collegata al modo in cui la mente si sviluppa quando comincia a prendere consapevolezza, identità, auto-coscienza nel mondo - e quello è un risultato della struttura della società, sia essa socialista, capitalista, comunista o qualsiasi altra cosa. Dal principio alla fine della storia del Sufismo è evidente che la leadership più profonda ha sempre la tendenza a rivoluzionare le norme sociali. Tanti grandi maestri Sufi furono persone che scappavano dalle posizioni di governo, di re, di sovrano, di condottiero o di leader, che diventavano disgustati del mondo e creavano un rifugio di pensiero più profondo su come le loro vite potessero creare un contributo significativo all'umanità. Questo processo continua e nel presente troviamo qui noi stessi; e vediamo una società fortemente in scisma tra insaziabili valori esteriori, scopi, bisogni e regole, che continua in una sempre imbarazzante esposizione di esibizionismo, ed i bisogni interiori, di cui è inconsapevole - Perché veramente vivo? Che cosa posso trovare nella vita?

 

Ci sono tanti aspetti della struttura sociale, alcuni dei quali saranno considerati nei capitoli seguenti, ma cominciando con il capitolo di Inayat Khan 'La nascita della Nuova Era', vorrei dire che il meccanismo della produzione dovrà essere organizzato sulla base del bene comune. Qualche tempo fa, leggevo una dichiarazione del presidente del comitato della Cooperazione della Banca Svizzera ai suoi azionisti durante la riunione annuale degli azionisti. Nel suo rapporto descrisse la posizione finanziaria della banca, e descrisse anche i problemi sociali in Svizzera. Parlava della condivisione del profitto e delle domande degli impiegati ed anche del pericolo che, tramite la ricostruzione della società, l'attivo della banca potesse essere dissipato, ed anche del dovere che lui e i direttori avevano di anticipare, di capire e di accettare, che la struttura sociale del presente stava arrivando alla fine. Sarebbe interessante che una banca come quella stampasse un tale rapporto per farlo vedere al mondo intero, e che l'aspetto maggiore di un tale rapporto è il riconoscere che alla fine ogni profitto deve essere condiviso per il bene comune dell'umanità. I soli attivi reali sono gli esseri umani, non la ricchezza materiale. (Scritto nel 1975 red.) .

 

Questa è una parte molto importante, una parte integrante della visione sul futuro che il Sufismo chiede che l'uomo sviluppi. Il solo modo per rompere l'egoismo - che in realtà è auto-commiserazione, impotenza, inferiorità ed ogni sorta di altri problemi - il solo modo di spiritualizzare, di eterizzare, di illuminare il mondo è accettare che il commercialismo come è strutturato ora, coltiva l'egoismo. Il profitto ottenuto da un uomo equivale alla perdita di un altro; non c'è un lavorare verso il bene comune. Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, i fondi per lo sviluppo internazionale e tanti altri, mostrano questo: stiamo arrivando alla fine, all'apogeo della possibilità di usare l'energia, le materie prime e la produttività per bisogni egoistici. Abbiamo una società talmente tanto complicata che dobbiamo cominciare a cooperare, oppure il mondo annegherà in un disastro economico e sociale. In un certo modo causiamo i nostri cambiamenti; l'uomo lo fa sempre.

 

Il secondo tema che è stato parte degli insegnamenti Sufi attraverso i secoli è la struttura della famiglia. La famiglia dell'uomo allo stato naturale era una struttura tribale, sia economicamente sia in termini di educazione e di tutela dei bambini, di modelli di sicurezza e fra altre cose della responsabilità sessuale. In qualche modo il sistema tribale è stato sostituito dal sistema delle quattro mura, che è il simbolo della nevrosi in cui, attraverso i secoli, la gente è cresciuta avendo paura di essere libera, di vivere, di amare, di lavorare, di condividere, di essere aperta. Adesso è evidente che il sistema di famiglia sta cominciando a degenerare. È anche evidente, nelle culture occidentali più avanzate, che le forme di matrimonio e di legami tra genitori stanno degenerando. L'insegnamento che il Messaggio Sufi porta è di libertà ed uguaglianza del maschio e della femmina, dell'essere compagni veramente indipendenti: un sistema di famiglia completamente nuovo e diverso. In un certo senso è di nuovo un sistema tribale - non il sistema tribale di sopravvivenza ma di un sistema tribale nuovo. È certo che arriverà, sta arrivando ovunque; che noi lo difendiamo o no, non fa nessuna differenza.

 

Anche l'intero sistema educativo ha certamente bisogno di essere ristrutturato. Perché vogliamo educare un bambino; che cosa vogliamo educare? Vogliamo che il bambino diventi un essere umano oppure un impiegato? Che cos'è un essere umano? Qual'è la nostra qualità umana? L'educazione dovrebbe portarci a comprendere noi stessi o dovrebbe portarci a capire una macchina? Possiamo conoscere la struttura molecolare dell'acqua, che è la maggior parte della consistenza e del peso del nostro corpo; ma sappiamo che cosa siamo? L'educazione deve essere completamente ristrutturata in modo da portare l'uomo, la donna, il bambino verso l'auto-realizzazione, l'auto-sviluppo, lo sviluppo di un bambino così che possa diventare un essere umano indipendente, integrato, intero.

 

Queste tre cose, il lavoro per il bene comune, l'organizzazione per il bene comune ed il condividere per il bene comune, coinvolge delle strutture. Sebbene crediamo in un certo senso in uno spirito democratico, non crediamo nella democrazia. La democrazia può essere, e normalmente è, la tirannia della mediocrità. Crediamo nella gerarchia, che pure ha dei problemi. Dobbiamo accettare che la Costituzione degli Stati Uniti, che ha largamente influenzato il pensiero dell'uomo, non è più valida nel suo precetto di base. Il suo precetto di base è che tutti gli uomini e tutte le donne sono stati creati uguali - ma non è così, e non lo sarà mai. C'è un'uguaglianza che va oltre, ma in questo momento c'è ineguaglianza; il nostro tentativo deve essere di ristrutturare per compensare l'ineguaglianza. Ma i sistemi di gestione, i sistemi di ordine, i sistemi di controllo, nel futuro, devono tentare di illuminare tutto, di condividere tutto, di lavorare per il bene comune e tuttavia di trovare un modo per risolvere il conflitto insito nel fatto che l'uomo non è uguale. In un sistema puramente democratico, la tirannia della democrazia è talvolta peggio della tirannia della dittatura. In un certo senso ci deve arrivare una croce, una linea orizzontale, una linea d'uguaglianza democratica e una linea verticale di leadership, e queste due devono incontrarsi da qualche parte e armonizzarsi.

 

Sul tema dei sistemi famigliari: Cos'è in realtà un matrimonio? Quando si dovrebbero realmente avere dei bambini? Non ha senso dire che si dovrebbero avere bambini solo quando si è sposati. Il controllo delle nascite c'è, altri modi di vivere insieme sono qui, i metodi di comunicazione stanno cambiando, la femmina è sempre più capace di vivere indipendentemente. Il matrimonio non dovrebbe essere una prigione; è già stato scassinato e si sta spezzando sempre di più. Come si può creare una culla d'amore, di calore e di sicurezza affinché un piccolo bambino cresca senza le quattro mura di paura, nevrosi e pregiudizio, rabbia, egoismo e possesso, così che l'anima possa crescere verso la vera sicurezza e libertà? Che cosa significa questo? Quali sono le responsabilità sessuali che abbiamo oggi confronto a ieri? Ieri era diverso perché se due persone andavano a letto insieme, prima c'era la verginità e poi c'era la gravidanza. Entrambe le cose sono cambiate, si sono sovrapposte, sono andate. Vuol dire che non c'è più responsabilità? Esiste una tale cosa come il libero amore? Può mai l'amore essere libero? Ci può essere libertà senza amore?

 

Poi c'è la questione dell'educazione. Diciamo che Dio ci ha creato secondo la Sua Immagine. E noi abbiamo creato Dio secondo la nostra immagine? Forse entrambe le affermazioni sono uguali. In noi risiede qualcosa che noi crediamo ci distingua dagli animali. Possiamo riconoscere che siamo un'evoluzione di consapevolezza. Possiamo vedere delle cose dentro di noi che riconosciamo negli animali e nelle piante; tutte le cose sono evolute per noi che siamo qui. Diciamo che siamo umani, siamo speciali - ma che cosa siamo e come dovremmo veramente essere? Migliaia di persone nel mondo, sia che vivano in una cultura o in un'altra, lottano fino la fine solo per comprendere se stessi. Chi siamo noi, perché siamo, qual è lo scopo di questa vita? Migliaia e migliaia di donne e di uomini hanno vissuto e sono morti, e per ognuno di loro, le loro piccole vite erano talmente importanti…. e la storia viene come un mare, come un oceano che assorbe tutto, e tutto ciò che sembrava essere talmente importante viene lavato e ripulito. Che scopo ha realmente tutto ciò? È verso quella visione che abbiamo bisogno di educare i nostri bambini, è verso quei valori che dobbiamo renderli consapevoli. Tuttavia come possiamo renderli consapevoli senza far loro un lavaggio del cervello, senza strutturarli, senza creare una nuova religiosità invece che una vibrante religione di vivere? I sistemi di educazione devono prendere in considerazione il fatto che la maggior parte dell'educazione si trova ad un livello subliminale: riflessione. I bambini riflettono la gente con cui sono in contatto, riflettono in qualche modo le loro menti. Come possiamo dare uno spazio abbastanza vasto perché una mente si rifletta? Come permettere ad ogni bambino di sviluppare il proprio ritmo, la propria velocità e lasciar entrare in lui le riflessioni per cui egli è pronto, senza che distruggano quella potenziale futura donna o quel futuro uomo? Pensa all'ultima affermazione nel capitolo di Inayat Khan: "Tutte le chiacchiere vane cesseranno un giorno…" Che cosa significa questo realmente? Quanta parte della giornata trascorriamo vanamente? Quanto della giornata spendiamo in vanità? Quanta energia sprechiamo veramente che potremmo invece usare creativamente per l'espansione del fiore della nostra consapevolezza? La visione del Sufismo del futuro, che in qualche modo è l'esperimento, una "reale realtà" che cerchiamo nella Khankah e nei workcamps, è una nuova struttura, una nuova struttura sociale, intellettuale e spirituale, che capovolga le cose del passato e tuttavia lasci l'intero come centro, il più importante, il valore dell'essere umano, cercando di sviluppare la qualità umana; e questo è molto difficile. (Nella Khankah questo è andato avanti per sette anni. Quante volte per delle ore esamino tramite la mia mente, cercando di arrivare a delle conclusioni, cercando di comprendere dall'esperimento della Khankah in quale maniera la leadership, la mia leadership e la leadership degli altri dovrebbe permettere, dovrebbe guidare quella comunità, quella tribù, a crescere, quella famiglia a svilupparsi.) Per quanto tu devi spingere e per quanto devi permettere alle cose di andare da sole? La natura può sostenere se stessa se tu la lasci? Posso fare una conclusione definitiva, solo una; e questa è che il più grande nemico dell'umanità è che l'uomo cerca in continuazione di ridurre ogni cosa al più basso comune denominatore. Nelle relazioni reciproche di lei o di lui, nelle nostre relazioni reciproche cerchiamo di trovare il comune livello più basso nelle nostre possibilità di incontrarci, e tendiamo sempre a ridurre ogni cosa a quello che noi pensiamo sia pratico; e proprio a quel livello, dove diventa pratico, non ha più profondità.

 

L'evasione da questa forza gravitazionale che si muove verso il basso è una cosa molto difficile. Nel 1967 scrivevo nel mio diario che la cosa più difficile da fare è ispirare continuamente la gente. Tanti anni più tardi trovo ancora che questa sia la cosa più difficile da fare: mantenere le menti in quella trance, in quella danza, a quel livello d'ispirazione dove la vita è tridimensionale, ha spazio, ha larghezza, ha lunghezza, ha brillantezza, in cui guardiamo attraverso occhiali che ci danno la possibilità di mettere in pratica l'abilità di sperimentare, di esprimerci. Prima di quanto si pensi, per quanto si sia ispirati, le mura ci sopprimono, lo spazio è schiacciato, le cose diventano monotone, l'ispirazione è portata via. E l'uomo si sente sepolcrale e vuoto dentro e rimpiazza la profondità con la brillantezza esteriore, che diventa il consumo, la società che consuma in continuazione che abbiamo oggigiorno.

 

Il futuro dell'uomo è tanto vicino, la nuova era è tanto vicina quanto il livello di ispirazione verso cui possiamo portare noi stessi. Quel livello, l'atteggiamento del poeta, la danza poetica, i passi della libertà, per elevarsi - non importa verso quale cosa, persino se non è nulla. È il movimento tra un vuoto ed un altro vuoto che è reale, il flusso che cambia. Qualche volta vai in un paese lontano e vedi qualche persona semplice che è proprio come un bambino, e ti meravigli. Potresti dire tante brutte cose della loro vita - è semplicistica, elementare - e tuttavia abbiamo noi, con tutte le nostre complicazioni, ottenuto qualcosa di meglio? È difficile dire sì oppure no. Sembra proprio che non sappiamo perché realmente viviamo. Spingiamo queste domande al di fuori delle nostre menti, ci circondiamo con delle cose che riempiano quel vuoto, che lo velino, e così continuiamo una struttura esteriore che mantiene sempre l'evasione dal vero punto cruciale della vita. Questa è la cosa che perseguiamo nella religione e questa è la cosa che perseguiamo ora che abbiamo buttato via la religione, in tutte le espansioni fantastiche dei gruppi spirituali e delle comunità e dei rituali che troviamo. Desideriamo in qualche modo riempire, in qualche modo rispondere ad una reale, tuttavia incomprensibile, esigenza dentro di noi. L'abbiamo strutturata tramite forme di pensiero, tramite l'educazione, tramite le forme sociali, tramite la morale, tramite le leggi, tramite le religioni; abbiamo cercato di strutturarla al di fuori delle nostre menti, tuttavia non possiamo.

 

Allora, questo piccolo movimento, questo piccolo messaggio è molto rivoluzionario, ma non vuol dire che dobbiamo uscire e cominciare una rivoluzione fisica o bruciare una città. In un certo senso la rivoluzione in Cina, per quel poco che ne sappiamo, potrebbe essere una rivoluzione molto più vera, perché ciò che deve ribellarsi realmente è qualcosa di interiore, dentro la consapevolezza di ogni singola persona così che l'intera consapevolezza sociale possa cambiare. Ma c'è una grande differenza tra il tipo di rivoluzione culturale dei Maoisti e la rivoluzione che gli insegnamenti Sufi prevedono, e questa è che nessuna rivoluzione può avere veramente successo tranne quando ciascuno ed ogni mente la fa, per se stessa. Non è utile cercare di cambiare il mondo. Non puoi cambiarlo, ma puoi cambiare te stesso - nessun altro può cambiarti tranne tu stesso. Alcuni trucchi possono darti delle esperienze: gruppi di incontro, ogni genere di attività può allargare il tuo campo psicologico, la tua profondità emotiva; ma in realtà tu solo puoi cambiare te stesso. Come puoi? Se vuoi. Come dovresti? In qualunque modo puoi. Perché dovresti? Perché senza cambiamento non c'è senso, c'è soltanto paura, crampo, trattenersi, perdita di vita, gravità, peso, morte… Ma in ogni modo, se c'è un cambiamento, se una persona, una consapevolezza, una donna, un uomo, è veramente cambiata, quella persona non può allora continuare a vivere la stessa vita, la stessa struttura, non può essere resa schiava negli stessi modelli di mediocrità. Il cambiamento è interiore ed esteriore - non puoi separare le due cose. Questa è la ragione per cui queste strutture esteriori sono definitamene indicazioni, non sono dei dogmi, sono indicazioni che possono mostrarti le reali ancore della consapevolezza umana. C'è l'intero sistema economico, il sistema famigliare/sessuale e il sistema educativo - tre ancore a cui devi guardare, tu dentro te stesso, per te stesso, da te stesso. Vedrai ciò che è realmente naturale, ciò che è divino dentro, ciò che è veramente supposto essere. La mente dell'uomo è stata creata per scappare dall'auto-conoscenza? Qual è lo stimolo di base della curiosità in un piccolo bèbè quando fa il suo primo movimento per afferrare?

 

È vero che conoscendo gli altri conoscerai te stesso. Ma se nel conoscere gli altri tu eviti la possibilità di conoscere te stesso, quanto è utile conoscere gli altri?

Qual'è la vera chiamata del tuo cuore? Penso che in ogni uomo, donna e bambino, in ogni consapevolezza, in ogni cuore la chiamata sia la stessa. Desideriamo avere un livello di pace che abbia valore. Vogliamo essere capaci di amare ed essere amati. Vogliamo avere calore, vogliamo appartenere, vogliamo essere stimolati, vogliamo essere accettati. Non possiamo comperare nessuna di queste cose in un negozio, fabbricarle in una fabbrica o impararle da un libro di testo. Queste cose possiamo solo viverle, imparare a viverle. Se dovessimo perseguire queste cose, pochi uomini o donne vivrebbero la vita che stanno vivendo oggi.

Luglio 6, 1974

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