
LA VITA UN'OPPORTUNITA'
Hazrat Inayat Khan
Osservando il mondo di oggi e la condizione in cui si trova, cominciamo a chiederci se comprendiamo l'idea che la vita é un'opportunità, meglio di coloro che vissero prima di noi.
Nonostante il presente stadio di evoluzione e l'avanzamento scientifico del mondo, la guerra attraverso cui l'umanità è passata non tanto tempo fa (1915-1918*), mostra che non c'è mai stata nella storia del mondo una catastrofe così grande come quella causata dall'umanità. Sembra come se tutta l'evoluzione dell'umanità sia stata intesa a preparare ed a creare tali mezzi di distruzione tanto che la maggior parte dell'umanità ne è stata rovinata. E quando pensiamo alla sfiducia che esiste oggigiorno tra nazioni, e come una nazione abbia permesso che un'altra nazione fosse rovinata, cominciamo a sentire che comprendiamo molto meno di coloro che hanno vissuto prima di noi l'idea che la vita è un'opportunità.
Per quanto riguarda l'educazione, di anno in anno lo studio nelle scuole e nei collegi è diventato sempre più difficile; per passare gli esami, gli studenti devono lavorare così tanto da sembrare che al momento che ottengono la loro laurea i loro nervi e le loro forze più fini sono a pezzi, e sono così incapaci di usare pienamente le loro qualifiche. Se osserviamo il mondo politico vediamo la stessa cosa: ogni partito politico fa tutto per il suo bene così come ogni individuo sta cercando di ottenere il più possibile dagli altri; e le nazioni seguono lo stesso principio. Ogni giorno la vita domestica sembra essere sempre più in declino. La vita è diventata sempre più una vita d'albergo. sono pochi oggi nel mondo coloro che hanno l'esperienza e la gioia di una vita famigliare o che siano almeno in grado di apprezzarla e ciò perché non la conoscono. Coloro che vissero prima di noi erano molto più felici, poiché conoscevano la semplicità e l'affetto della vita di casa e la gioia ed il piacere di un focolare.
I piaceri di oggi non sono come i divertimenti degli intelligenti e saggi dei tempi antichi. Essi erano abituati a godere la poesia e la musica più elevata; oggi il jazz è diventato più popolare. Succede lo stesso con tutti gli altri divertimenti. Andando a teatro troviamo gli spettacoli sempre più limitati nella loro portata; non c'è profondità, né altezza, né ideale. Mostrano la vita come è in realtà, ma ciò non ispira né eleva l'umanità.
Quello di cui c'é bisogno è mostrare la vita meglio di quanto sia. in modo che l'uomo possa seguire questo esempio. Inoltre, la tendenza dello scrittore, del poeta, dell'artista, del musicista è ora di rivolgersi alla persona più comune, l'uomo di più bassa evoluzione: "l'uomo della strada".
Se le cose che dovrebbero educare l'uomo, il teatro, i libri, la poesia e l'arte; lo trascinano giù fino allo stadio più basso di evoluzione, ciò significa andare in giù piuttosto che in su. Quando qualcuno scrive della buona musica o della poesia con temi più elevati, non c'è mercato. Ogni volta che una persona produce qualcosa di più elevato gli si dice che non è quello che si vuole. Sembra che
l'educazione, gli ideali più elevati, ogni cosa siano diventati commerciabili, e con l'essere commercializzati, si siano abbassati. Ed allo stesso tempo, trovandosi in mezzo alla folla e guardando la gente affrettarsi qua e là, potremmo pensare che mai prima d'oggi la gente ha cercato così disperatamente di sfruttare al massimo l'opportunità della vita.
Ma l'opportunità della vita deve essere considerata da un punto di vista diverso. Più diventiamo saggi e più cambia la nostra visione. Nella vita ci sono quattro stadi diversi: l'infanzia, la gioventù,
la mezza età, e l'età avanzata; ed ognuno di questi stadi ci mostra una grande opportunità. Per esempio nell'infanzia la consapevolezza è nel paradiso. Il bambino che vive nello stesso mondo di dolore, tradimento e cattiveria degli adulti, è felice, perché non si è ancora risvegliato a questo aspetto della vita. Egli ne conosce soltanto il lato migliore: la bellezza della vita. E perciò lo stesso mondo é per il bambino il Giardino dell'Eden finché non cresce e viene esiliato dal Giardino. Prima di ciò gode del paradiso sulla terra; non è consapevole della cattiveria e della bruttezza della natura umana. Mantiene ancora dentro di se l'aria celeste, l'innocenza angelica, la tendenza ad apprezzare tutta la bellezza e ad amare tutti gli esseri.
Crescendo comincia a perdere quella tendenza; tuttavia il bambino mostra con le sue parole, le sue azioni e con ogni sua inclinazione, l'essenza angelica della sua anima. Questa è l'opportunità per ogni bambino di fare l'esperienza della regalità nella vita; e questa opportunità viene sciupata dai genitori quando mandano il bambino troppo presto a scuola e lo appesantiscono con lo studio. Non è necessario che prepariamo il bambino agli studi così che possa essere capace di rispondere a scuola. Facendo così, togliamo quella regalità che Dio gli ha dato, quella gioia e bellezza per cui è nato e a cui aspira. Questo periodo dovrebbe essere reso libero da paure e preoccupazioni. I Genitori appesantiscono il bambino con gli studi, ma dopo tutto dove portano questi studi? La forza e l'intelligenza vengono diminuiti quando il bambino viene gravato con studi inutili prima che la mente si sia sviluppata; e questa tendenza sta crescendo sempre di più.
La gente vuole insegnare ai bambini anche la concentrazione; ma ha dimenticato che il bambino è nato con la concentrazione. Sono gli adulti ad avere una debole concentrazione.
Ogni anima è nata con la concentrazione; crescendo perde questa facoltà.
Una volta viaggiavo in Inghilterra e qualcuno mi invitò a visitare una scuola dove insegnavano la concentrazione. Portarono davanti a me dieci o quindici bambini, e ad ogni bambino venne chiesto di guardare una tenda nera e di dire cosa vi vedesse. Un bambino guardò e guardò e disse:"Un giglio". Un altro bambino disse; "Una rosa". Il maestro chiese ad un terzo bambino di dire cosa ci fosse. Il bambino rispose:"Non vedo niente!". Pensai: "Questo è molto meglio; almeno egli dice cosa vede". E così il maestro domandò a dieci o dodici bambini cosa vedessero. Fu una lezione di ipocrisia, di eccitazione dell'immaginazione. Ciò non potrebbe mai aiutare un bambino, poiché la concentrazione del bambino è già là; se ai bambini fosse permesso di essere bambini, ciò sarebbe già sufficiente. Vogliamo trasformare il bambino in un adulto, ma il bimbo è felice soltanto quando lo si lascia correre ed essere felice. Il bambino non dovrebbe avere questo fardello. Noi lo abbiamo creato poiché esso non è nato con noi.
Se la vita non fosse così complessa non ci sarebbe stato alcun bisogno di guerre e di difficoltà come quelle che abbiamo oggigiorno. Poiché siamo viziati, vogliamo sempre di più; e tuttavia rendiamo così difficile l'ottenimento di ciò che desideriamo per noi, che alla fine non otteniamo più nulla. E allo stesso tempo, desiderando più di quanto sia necessario rendiamo la nostra vita e anche quella degli altri miserabile.
La quantità di studio con cui sovraccarichiamo i giovani è la più grande ingiustizia di oggi. E tuttavia i giovani sembrano non avere più cultura e mancano di ispirazione.
Non abbiamo realizzato ciò che è necessario per i giovani; non diamo loro l'ispirazione degli ideali più alti, né le impressioni che permetteranno loro di fare grandi cose. Sembra che oggi ci sia una certa uniformità in tutti i giovani. La gioventù non ha ammirazione per un eroe; al giovane non viene dato alcuno stimolo per diventare una persona veramente meravigliosa o ispirata, un grande poeta o un musicista. A causa di questa educazione uniforme il bambino non riceve il cibo di cui la sua anima ha bisogno per diventare quello per cui è nato.
D'altronde la gioventù é una opportunità e un periodo in cui si possono insegnare buone maniere, alte aspirazioni ed elevati ideali. Ed è proprio la gioventù che ha l'entusiasmo di prendere tutto ciò che viene, di assimilarlo e di esprimerlo. Ma quando si passa la gioventù lavorando sodo tutto il giorno e cercando di passare gli esami, rimane poco tempo per la ricreazione o per altre cose, e ciò non é sufficiente per lo scopo della vita. Coloro che capiscono queste idee realizzano che la gioventù é la più grande opportunità della vita; essa non ritorna mai più. La primavera della vita non
ritorna mai; viene soltanto una volta; e quando questa opportunità iene portata via e il giovane non é stato ispirato come dovuto, é proprio come avere una pianta senza innaffiarla. In quanto é proprio questo il tempo per innaffiare, é questo il tempo per essere coltivati; e questo tempo non dovrebbe essere trascurato.
Ci sono migliaia di giovani nei collegi a cui non si insegnano le buone maniere, e a cui non viene data alcuna ispirazione. Quando saranno diventati adulti potranno dimostrare che hanno passato gli esami, che sono diventati molto colti; tuttavia quella conoscenza che aiuta l'anima a svilupparsi é stata trascurata durante la loro gioventù, durante il periodo in cui la mente é ricettiva, in cui un bambino con tutto il suo entusiasmo e la sua capacità di concentrazione può comprendere ogni cosa buona e bella. L'ispirazione dei musicisti e dei poeti che hanno fatto un grande lavoro nel mondo fu creata durante la loro gioventù. O tramite un esempio, un esempio vivente che li impressionò, oppure fu qualcosa che venne loro raccontato o che studiarono e fu proprio come piantare il seme nel loro cuore. La gioventù é il solo periodo che destina il bambino a diventare grande nella vita; e quando questo periodo è passato non ritornerà mai più. Sia che una persona desideri essere un uomo d'affari, un uomo politico, un professionista, uno scienziato o un musicista, è durante la gioventù che egli dovrebbe iniziare e dovrebbe essere ispirato da quell'ideale. in quel momento la terra é fertile. Ma quando questo momento é passato quella possibilità non tornerà facilmente.
Oltre alla preparazione per varie professioni ed occupazioni, resta un'altra capacità che durante la gioventù é trascurata: la coltivazione della qualità del cuore. Al giorno d'oggi non esiste nemmeno una persona su cento la cui qualità del cuore sia stata coltivata. Sebbene la qualità del cuore sia istintivamente sempre là, viene fatto ogni sforzo per renderla inefficace. Cosa vogliamo dire per qualità del cuore? C'é intuizione, c'é ispirazione e c'é rivelazione. Esse vengono tutte dalla cultura del cuore, dalla qualità del cuore. Una persona può essere molto colta, può avere studiato tanto, e tuttavia non essere intuitiva. Una persona può imparare tutte le tecniche della musica e della poesia senza avere la qualità del cuore. La qualità del cuore é qualcosa che deve essere sviluppata dentro di sé; e quando durante il periodo della gioventù non si fa attenzione allo sviluppo di questa qualità, cosa succederà quando una persona diventa adulta? Sarà egoista, vanitosa, maleducata e non sarà pronta a sacrificarsi. Crederà che queste caratteristiche facciano veramente il suo interesse, ed una persona così verrà chiamata un uomo dotato di buon senso o un uomo pratico. Ma se fossero tutti così, cosa ci si potrebbe aspettare dalla vita se non quel conflitto costante che esiste oggi? Anche la religione o la parte devozionale della natura umana sta morendo perché manca la qualità del cuore. Perfino quando la gente va in chiesa o in un altro luogo di culto, la loro pietà é intellettuale. La gente può soltanto godere di qualcosa di intellettuale. Se qualcosa può essere spiegato matematicamente allora é meraviglioso; ma quando si tratta di sentirsi benedetti ed elevati, di sentire l'elevarsi della consapevolezza verso le sfere più alte, allora non possono fare l'esperienza perché vivono con il loro intelletto.
Ci sono due esperienze principali nella vita: un'esperienza si chiama sensazione e l'altra esaltazione. Ciò che oggi generalmente l'uomo comune conosce e di cui fa l'esperienza é ciò che si chiama sensazione; tutta la bellezza che si vede, nelle linee o nei colori, tutto ciò che si vede con gli occhi o che si gusta o si tocca. E' il vivere nella sensazione che rende l'uomo materiale, e dopo qualche tempo egli diventa ignorante dello spirito.
L'esaltazione che é una beatitudine più alta, una gioia più alta, e che rende l'uomo indipendente, per la sua felicità, dalla vita esteriore, non sembra essere conosciuta dalla maggioranza. Cos'é l'esaltazione? L'anima può attraversare quattro esperienze diverse che in realtà sono tutte la brama dell'anima. Erroneamente l'uomo non cerca queste quattro esperienze ma fa invece l'esperienza di qualcosa d'altro. Per esempio è una brama costante dell'anima provare la felicità, e invece questa viene collegata con ciò che si chiama piacere; ma il piacere fa parte della sensazione e la felicità dell'esaltazione. Il piacere è soltanto un suggerimento; la felicità é la realtà. Dopo di che viene la conoscenza. Ogni anima brama la conoscenza, quella conoscenza che darà l'esaltazione. Ma l'anima non può essere soddisfatta dalla conoscenza che si ottiene dai libri, dall'imparare, o dallo studiare le cose esteriori. Per esempio la conoscenza scientifica, la conoscenza dell'arte, sono conoscenze esteriori. Danno un certo genere di forza, un genere di soddisfazione, ma ciò non dura. E' un'altro genere di conoscenza che l'anima in realtà sta cercando. L'anima non potrà mai essere soddisfatta fin quando non troverà quella conoscenza, ma quella conoscenza non deriva dall'imparare nomi e forme. Al contrario viene dal disimparare. Non siate quindi sorpresi se leggete in qualche libro orientale che i Mahatma andavano nella montagna e stavano la seduti per tanti anni. Non dico che dovremmo seguire il loro esempio, ma possiamo apprezzare ciò che ci hanno portato da laggiù. Andarono lì per esplorare la vita, quell'aspetto della vita che è non-visto e rimane inesplorato. Sedettero in meditazione per anni. Vissero di foglie e di frutta, di ciò che potevano trovare nella foresta. Contemplavano. Ciò che accumularono in questo modo, non é una conoscenza di questo mondo, ma una conoscenza più grande che può essere appresa da dentro.
Ci sono dei disegni di Buddha, con gli occhi chiusi, le gambe incrociate. Cosa ci rivela questo simbolo? Che esiste una conoscenza che può essere acquisita chiudendo non soltanto gli occhi ma anche la mente al mondo esterno. Chiudere gli occhi non rende la concentrazione più profonda. La maggior parte della gente arriva fino a chiudere gli occhi e non di più; ma quando gli occhi sono chiusi e la mente sta ponderando sulle cose allora questa non è concentrazione. Coloro che possono concentrarsi, possono farlo senza dover chiudere gli occhi. Una volta, mentre viaggiavo in Oriente, vidi una persona che lavorava in un ufficio telegrafico; e per quanto fosse occupate, la sua concentrazione continuava. Gli dissi: "E' veramente meraviglioso che con tutto questo lavoro tu possa continuare a concentrarti". Sorrise e disse: "Questa è la via della concentrazione". La terza cosa di cui si fa l'esperienza nella vita re che l'anima desidera ardentemente è la felicità. Anche questa si può raggiungere mettendosi in contatto con se stessi. E la quarta cosa è la pace. Non può essere realizzata con mezzi esteriori, come la comodità o il riposo. Può essere realizzata soltanto quando la mente è quieta.
Dopo la gioventù viene lo stadio della mezza età. La mezza età è il periodo in cui si è accumulata la conoscenza, quando si è fatta l'esperienza della vita, quando si è passati attraverso la gioia ed il dolore, quando si sono imparate le lezioni dalla propria professione, dalla propria occupazione, dalla propria casa, da ogni aspetto della vita. E' l'opportunità di fare l'uso migliore di quello che si è accumulato con l'esperienza. Ma ciò che succede in generale è quello che Sa'di, il poeta persiano dice: "O mio io, sei arrivato alla mezza età, e tuttavia non sei meglio di un bambino". Se allora una persona non ha ancora imparato tutto quello che doveva imparare, ha in verità perduto l'opportunità della vita. perché questa è l'età in cui lui guadagna non solo soldi, ma anche esperienza e conoscenza; e più avrà imparato e più ricco sarà in quel momento, e meglio saprà come fare uso del potere che possiede, e più avrà successo più sarà fecondo.
Inoltre questa é l'età in cui si cominciano a conoscere gli obblighi della vita, e se non si arrivasse a conoscerli, allora non si sarebbe imparato nulla. Conoscere i nostri obblighi verso coloro che ci rispettano, che ci circondano, che si aspettano qualche aiuto, qualche consiglio, qualche servizio, questo é il momento in cui si deve essere consapevoli di queste cose. E' l'età meravigliosa di quando la pianta arriva alla piena maturità, quando incomincia a dare al mondo la frutta. Non soltanto in cui la voce del cantante é in piena fioritura, non soltanto in cui l'artista o il pensatore possono esprimere se stessi pienamente, ma per ogni persona questa età é la promessa della mente matura di esprimere se stessa con il miglior risultato; e quando questa opportunità non è stata afferrata allora l'uomo ha perso moltissimo nella vita.
Anche l'età avanzata ha le sue benedizioni. La gente non apprezza le benedizioni di ogni periodo della vita; perciò ne apprezza una e disprezza l'altra. In Oriente, specialmente in India, viene dato un grande rispetto all'età; e sarebbe una buona cosa se questo ideale fosse più diffuso. L'età avanzata è il periodo in cui l'uomo è la registrazione della sua intera vita; sia che sia stato simpatico, gentile, saggio, stupido o qualsiasi altra cosa, qualunque cosa abbia fatto, l'età avanzata porta la registrazione di tutto ciò. Si può leggere questo nella sua faccia, nei suoi lineamenti, nella sua atmosfera. Ha un'opportunità più grande di ispirare, di benedire e di servire coloro che vogliono il suo servizio e che vogliono essere indirizzati. Egli può mostrare loro un modo migliore di vedere la vita. Ma quando l'uomo non realizza le sue opportunità, si comporterà come un bambino nella mezza età, poiché durante l'infanzia gli era stato dato il lavoro di un anziano, e nella sua gioventù era stato appesantito come lo è qualcuno di mezza età. Se soltanto capissimo che ogni momento nella vita, ogni giorno, ogni mese ed ogni anno, ha la sua particolare benedizione; se soltanto conoscessimo l'opportunità della vita! Ma la più grande opportunità che si può realizzare nella vita è compiere quello scopo per cui l'uomo è stato mandato sulla terra. E se egli avesse perso quella opportunità, allora qualsiasi cosa abbia compiuto nel mondo, sia che abbi accumulato ricchezze, o che possieda molte proprietà, o che si sia fatto un grande nome, non sarà soddisfatto. Una volta che gli occhi dell'uomo sono aperti e che egli comincia a guardare il mondo, troverà che c'è un'opportunità più grande di quanto abbia mai pensato. L'uomo è povero, è limitato, è preoccupato; tuttavia non c'è niente in questo mondo che non possa essere compiuto dall'uomo se soltanto egli sapesse ciò che può fare il pensiero. E' l'ignoranza che lo trattiene da quello che dovrebbe fare.
L'uomo dovrebbe sapere come adoperare il pensiero, come compiere certe cose, come focalizzare la sua mente su ciò che dovrebbe essere compiuto. Se non lo sa, allora non ha fatto uso della sua mente, ma ha vissuto come una macchina. Se l'uomo conoscesse la potenza del sentimento, e realizzasse che la potenza del sentimento può raggiungere ovunque e penetrare qualunque cosa, potrebbe allora compiere qualunque cosa desiderasse.
C'è la storia persiana di Shirin e Farhad. Una volta Shirin la ragazza che Farhad ammirava, per provare il suo amore gli disse:"Farhad, mi ami? Se mi ami, dovrai fare una strada attraverso le montagne".Farhad disse:"Si, stavo aspettando questa prova". Andò nelle montagne piene di quel sentimento d'amore che provava per lei. Tutte le volte che rompeva la roccia con il suo martello pronunciava il nome di Shirin, e la forza del suo martello diventò mille volte più grande perché vi era stato aggiunto il sentimento del suo cuore. Oggi l'uomo ha dimenticato che quella grande forza che c'è nel sentimento può rompere le rocce. Non c'è nulla che non possa essere compiuto con la forza del sentimento. Ma generalmente non c'è sentimento; il sentimento è stato annegato, non esiste più. Realizzare la forza del sentimento ed esprimerla è una grande opportunità che la vita offre; ma un'opportunità ancora più grande della vita è di liberarsi dalla prigionia delle limitazioni. Ogni uomo è un prigioniero in una forma o nell'altra; la sua vita è limitata in una forma o in un'altra; ma ci si può sollevare al di sopra di queste limitazioni realizzando la potenza latente e l'ispirazione dell'anima.
Kabir, il grande poeta indiano disse:"La vita è un campo e sei nato per coltivarlo. E se sai come coltivare questo campo puoi produrre qualsiasi cosa ti piaccia. Tutto quello che la tua anima desidera e tutto ciò di cui hai bisogno potrebbe essere ottenuto dal campo, se tu sapessi come coltivarlo e come raccogliere i frutti". Ma quando si studia questa opportunità soltanto per sfruttare la vita prendendo tutto quello che si può prendere per vivere più comodamente, ciò non è soddisfacente. Dobbiamo arricchirci con il pensiero, con quella felicità che è la felicità spirituale, con quella pace che appartiene alla nostra anima, con quella libertà, quella franchezza, a cui la nostra anima brama; e raggiungere quella conoscenza elevata che rompe tutti i legami della vita e solleva la nostra consapevolezza fino a vedere la vita da un punto di vista diverso. Una volta che una persona ha realizzato questa opportunità egli ha compiuto lo scopo della vita.
* nota: non
detto da Murshid. Date aggiunte per chiarezza.