
La Mente Umana e La Mente Divina
da "In un Roseto d'Oriente" di Hazrat Inayat Khan
La mente non é il "cervello", ma quella facoltà, quell'attività intangibile e impenetrabile, di cui il cervello é il veicolo. L'uomo limita le cose che sono illimitate e al di là della sua capacità di valutazione, perciò si é raffigurato Dio in forma umana o ha dato sacralità a forme di animali. Una persona di mente superiore ha più ampie vedute, e trova forse il bene di tutti, mentre un'altra la cui mente cerca sempre di vedere il male, troverà traccia di male anche in una persona buona. Ciò significa che l'uomo é abituato, fin dall'infanzia, a misurare e a capire le cose secondo un suo modo di intendere - e di esaminarle nel modo limitato che gli é proprio.
"Non c'é niente di nuovo sotto il sole", disse Salomone. Gli uomini sostengono di aver scoperto qualcosa di nuovo, ma queste novità possono essere già state scoperte migliaia di volte nei tempi passati.
I Vedanta, che rappresentano l'antica filosofia degli Indù, servendosi del sanscrito, la madre dei linguaggi, usavano la parola "Manu" o "manushi" per "uomo". "Mana" significa mente e la parola inglese "man" ha la stessa origine. Ciò significa che l'origine dell'essere umano é la sua mente. La forma esteriore dell'uomo é tanto manifesta ai suoi occhi, che gli nasconde l'altro aspetto del suo essere, che, in confronto a questo, sembra invisibile. Il suo corpo é presente, ma la sua mente può essere in Cina: il vero "Lui" non é qui.
Nella storia della vita del Profeta, si narra del suo viaggio in cielo. Si dice che un animale celeste scese sulla terra e portò il Profeta in cielo. Questo significa che il Profeta ha visitato il cielo, con la mente. E' lo stato mentale che é cielo, é lo stato mentale che é inferno, é lo stato mentale che ci rende che ci rende grandi o deboli o insignificanti, forti o fragili. Negli scritti Indù é detto: "Il tuo successo o il tuo fallimento dipendono interamente dalla tua mente. Se la tu mente ha sbagliato, nessuno può darti il successo - ma anche se tutto fosse andato male e la tu mente si mantiene ferma sull'idea del successo, il successo arriverà!".
Quanto più riflettiamo sulla mente, tanto più comprendiamo la natura dell'essere umano. La tendenza ai peccati o alle virtù, il temperamento, l'atteggiamento verso il bene e il male, il fallimento e il successo, tutti i cambiamenti nella vita dipendono completamente dalle condizioni della mente. Il sogni indica lo stato mentale del momento; la mente é in piena attività quando una persona dorme. La mente non é libera durante le ore della veglia, a causa delle occupazioni quotidiane. Il sogno indicherà lo stato mentale del paziente. La confusione mentale provoca il coma. Qualsiasi cosa una persona desideri, questo desiderio ci informa del suo stato mentale; coloro che hanno la capacità di comprendere bene la mente, conoscono la mente degli altri, studiando ed imparando a conoscere i desideri e le inclinazioni della vita. L'amore per una rosa, un giglio, un gelsomino, il desiderio del dolce, del salato o agro o saporito, indicano l'inclinazione particolare della mente di una persona e il suo amore. L'educazione moderna non ci insegna come l'unità risulti dalla natura del molteplice, mentre la sola aspirazione del mistico é quella di restare vicino all'idea dell'unità e di trovare il luogo dove ci uniamo.
C'é un detto arabo: "Se desideri conoscere Dio, devi conoscere te stesso". Quanto poco l'uomo può conoscere finché é imbevuto di individualismo! Egli pensa: "Io sono un essere a se stante: tu sei un'altro essere; non c'é relazione tra te e me, e tutti noi abbiamo le nostre proprie gioie e il nostro libero arbitrio". Se l'uomo sapesse quanto la sua vita dipende, non solo dagli oggetti e dalle cose che tengono in vita il suo corpo, ma anche all'attività di mille menti ogni giorno! Ogni volta che una persona ride, si tratta del riflesso della sua mente, controllata dalla forza della mente di un'altra. Perché talvolta si sente triste, talvolta gaia, talvolta ilare, talvolta entusiasta, talvolta stanca senza alcuna ragione, talvolta depressa ed esausta? Incontriamo tante menti, durante il giorno e la notte, che si riflettono nella nostra mente; così i pensieri cambiano, apparentemente senza ragione, eppure, tutta l'attività della vita dipende da questi pensieri e cambia di conseguenza.
Chi può dire: "Io sono un individuo, libero e indipendente; posso fare quello che voglio"? Noi non facciamo quello che vogliamo. Ci sono vari pensieri attorno a noi, sotto forma di uomini, animali ed entità, che influenzano la nostra mente, il nostro sentimento e il nostro pensiero: non possiamo sfuggirli. Nessuno può sfuggire all'influenza della mente di un'altra persona. C'é sempre qualcuno più forte di noi, c'è sempre qualcuno più debole di noi.. Siamo collegati l'uno all'altro. Le nostre vite sono legate insieme e c'è un vincolo, nel quale possiamo vedere una corrente che passa attraverso tutto.
Ci sono molte lampade e lampadine, eppure, una sola corrente le attraversa tutte. Il mistico cerca di riconoscere questo costantemente in qualunque cosa egli veda e di imprimerlo nella sua mente. Che cosa sono, per lui, le onde del mare? Non sono esse nel mare? La loro individualità esiste solo in quanto un'onda si alza e poi si abbassa, L'onda si alza e poi si abbassa, ma infine si fonde con il mare. La nuova onda é un'onda diversa. Che cos'é per lui l'Albero? C'é un tronco: vi spuntano le foglie, mutano di colore e cadono, ma nello stesso tempo la vita dell'intero albero dipende dalla radice e dal tronco - e danneggiando l'uno o l'altro si ledono tutti i rami e ramoscelli e ogni parte dell'albero.. Per il mistico, che cos'è il corpo? Gli occhi, il naso, la testa - quali di questi è il sé? La mano ha un nome distinto, le dita hanno dei nomi distinti, ogni parte ha un nome distinto. Miriadi di pensieri, di immagini, di sentimenti! Potremo mai contrarne la verità? Le differenti emozioni, i differenti tipi di dispiaceri, i differenti gradi di gioia - potremo mai distinguerli e classificarli? Il nostro essere ha tanti aspetti, ma qual è quello che chiama se stesso "Io" oppure "Me"? E' uno non molti. Soltanto che se non avessimo un corpo o una mente, non potremmo renderci conto che esistiamo. Attraverso tutta questa varietà ci rendiamo conto: "Io sono uno".
Le stesse idee continuano a lavorare nella mente, fino a quando l'uomo scopre l'unità che esiste dietro a tutte queste differenti forme e nomi, nelle quali egli si congiungerà al suo Signore. Ciò mostra che l'esperienza degli individui - i pensieri, i sentimenti e la conoscenza degli individui - così come l'esperienza della moltitudine delle nazioni , delle razze, in ogni epoca e periodo storico, non sono appartenute solo agli individui, alle moltitudini, alle nazioni e alle razze, ma si sono prolungate fino a ritornare nella profondità, in cui sono state assorbite da ciò che è chiamata mente divina.
Perciò i bramini insegnarono alle moltitudini fare il bagno dove i fiumi si incontrano: la purificazione della vita avveniva bagnandosi nel Sangam. Chi veramente capiva, sapeva che ciò rappresentava la Mente Divina e che la purificazione della vita consiste nel raggiungimento della profondità dell'oceano dell'esistenza, in cui le miriadi di forme e di nomi si uniscono. L'attività di tutti gli esseri viene guidata da questo centro. Nel Corano é detto che nessun atomo si muove senza la mano di Dio. Ciò significa che nessuna attività avviene, nè qui nè nello spazio stellare, senza l'impulso interno di quella profondità della vita, dove tutte le menti e gli effetti di tutta l'attività si uniscono.
Arrivando ora alla parte morale dell'argomento ci domandiamo: "In quale modo dovremmo condurre la nostra vita? Dovremmo accontentarci di dipendere dall'attività di un solo potere?". Ciò sarebbe simile alla paralisi di una parte del Corpo. La mano non si solleverebbe. Basta pensare: " Da dove sono venuti i nostri impulsi e i nostri pensieri?". Ci posssiamo chiedere: "Dovremmo allora rendere conto di ogni nostro impulso? Non dovremmo forse agire, in ogni caso, visto che gli impulsi vengono da Dio?". No, poichè è la percezione della mente che rende le cose giuste o errate, buone o cattive, spirituali o materiali. E' il vostro stesso pensiero, e non l'azione. Le cose sono così come voi le fate. Benchè l'impulso venga dall'interno, se è sbagliato, siete voi ad aver sbagliato, se è giusto, siete voi che lo avete fatto tale. La legge vi giustifica. Non c'è altra legge. È la vostra legge.
Ogni mente, stolta o saggia, malvagia o virtuosa, ama la bontà e la bellezza. Che cos'è buono? Buono è ciò che è bello, che ammirate, che non potete fare a meno di ammirare. Ammirate la bellezza nella cortesia di una persona, la bellezza nell'azione, nel sentimento, nel pensiero. Nessuno cerca di vedere la bruttezza o di seguire il sentiero del male. Esiste forse qualcuno che dica: "Per favore, non essere gentile con me; per favore ingannami"? A nessuno piace essere beffato. La malvagità desidera prendere e non dare; ma perfino il malvagio è sensibile alla bellezza.
Il mistico viene guidato dalla propria mente. Quel che cerchiamo ella vita, dobbiamo concederlo agli altri; se è la gentilezza, concedetela; se è la bontà, concedetela; se è la solidarietà, concedetela. Il segreto della felicità nella vita consiste in questo. Quando cerchiamo la felicità nella gentilezza di un'altro, significa che dipendiamo dalla gentilezza di un'altra persona per sentirci felici. Fino a quando facciamo dipendere la nostra felicità da un'altra persona, facciamo assegnamento q Su qualcosa che noi stessi avremmo dovuto dare. Fino a quel momento non sapremo cosa sia la giustizia.
Il mondo è come una cupola, in cui ogni azione è l'eco di un'altra. Fai del bene, ritornerà, se non da uno, da un altro. Questo è l'eco. Non sai da quale parte arriverà, ma quanto tu hai dato ritornerà centuplicato.
Date amore, riceverete forse indifferenza? Fate del bene, raccoglierete forse del male, se fate del bene? Non potete essere i giudici delle azioni altrui, fino a quando voi stessi non diventerete altruisti. Soltanto allora la giustizia si rivelerà a voi, soltanto allora ne comprenderete la natura. ' io è il muro tra voi e la giustizia. C'è solamente una cosa veramente giusta, ed è quella di dirsi "Io non devo fare questo". Ma quando lo dite ad un altro, potreste sbagliare.
Il mistico sviluppa la sua mente in questo modo: elevandola con pensieri, azioni e sentimenti puri ("puro" significa "libero dal senso di separazione") e seguendo solo quest'ultima linea di pensiero. Qualunque siano le differenze fra i principi del bene e del male indicate da una fede religiosa, non troverete mai due individui che sono in disaccordo su questo principio naturale. Ogni anima cercala bellezza; e ogni virtù, ogni merito, ogni azione buona non è altro che una scintilla di bellezza. Con questa morale, il Sufi non ha più bisogno di seguire una fede o un credo particolare, di attenersi ad un sentiero particolare. Egli può seguire il cammino dell'indù, il cammino dell'islamita, il cammino di qualsiasi fede o chiesa, purché percorra la via regale, che considera tutto l'universo nient'altro che un'immanenza della bellezza. Nascete con la tendenza di ammirarla in ogni sua forma e non potete essere così ciechi da rendervi dipendenti da una sola linea di bellezza. Non la otterrete dagli altri. Date la vostra! Rendete le vostre azioni, i vostri pensieri bellissimi e lasciate che gli altri ricevano la vostra bellezza. Come raggiungere la perfezione della mente? La si ottiene con la contemplazione, con la percezione e la comprensione, chè unica è la corrente che scorre attraverso l'intera vita. Cominciamo a contemplare questo. La mente che nel linguaggio religioso chiamiamo "L'Onnipotente" e in termini mistici "la Mente Divina", è la profondità della vita, la profondità dell'attività, con la quale tutta l'attività e ogni singola attività sono connesse.
E' questa l'integrità della religione. La preghiera del mistico è rivolta a questa bellezza e il suo impegno è quello di dimenticare se stesso, di dissolversi come una bolla nell'acqua.
L'onda comprende: " Io sono il mare" e cadendo nel mare si prostra davanti al suo Dio!
"Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli".
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"GEMME sul SENTIERO"
*(RIVISTA DEL MOVIMENTO SUFI INTERNAZIONALE IN ITALIA E TICINO)
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