LIETI NEL PREGARE - Balaustra di Brezza di Claudio Laim, sacerdote

(dal quotidiano "La regione Ticino")

 

Sono tornato dal mio recente viaggio in Indocina con una piacevole conferma nel cuore: nelle terre dove oramai da secoli lontani sono arrivate pacificamente le saggie dottrine del Budda (senza crociate, senza la deleteria volontà di imporre qualcosa o qualcuno, senza lotte di supremazia o di prestigio da parte di qualsiasi casta sacerdotale intenzionata a monipolizzare i vantaggi del "sacro"), l'esperienza della preghiera non é solo visibile e ricorrente nella quotidianità del vivere, ma lascia trasparire una naturalezza, una immediatezza, una serena gioiosità in Occidente mi sembra sia andata del tutto persa.

 

Naturalmente anche da noi si prega, ma si ha la netta sensazione che nella nostra "lex orandi" (e non a caso é stata chiamata proprio così!) prevalga il meccanismo mentale di un dovere da compiere, di un rito da assolvere (nel caso, ad esempio, di una celebrazione comunitaria come la messa domenicale), non di un atto creativo e spontaneo da assecondare, non di una attività libera e gratuita che sgorga facilmente e senza forzature da una sapenziale chiave d'interpretazione della vita che é tutta all'insegna della gratitudine, della riconoscenza, della gioia partecipativa della bellezza di un mondo in cui ci si scopre come ospiti incantati.

 

Questo saper pregare perché si vuol semplicemente comunicare a tutti che si é contenti di vivere, che si é capaci di gustare l'ebrezza dell'attività presente, che si é vivi e partecipi di fronte al  mutare delle forme, dei colori dei gusti e dei sapori, insomma questo sapersi fare "tutto a tutti" - come direbbe l'apostolo Paolo - io l'ho visto proporre come serena scuola d'iniziazione alla vita in non pochi conventi della tradizione buddista.

 

Lì ho incontrato vecchi monaci che portavano, scolpito nel volto, il luminoso capolavoro della loro diuturna preghiera: immortalati per sempre in quell'enigmatico sorriso che si scorge sempre anche nelle immagini del Budda. Ma lì ho incontrato anche freschi bimbi, affidati precocemente dalle famiglie alle cure di "padri" che si preoccupano di generare l'uomo non solo nella carne ma in Spirito e Verità; e il messaggio che colpisce immediatamente, fin dal primo contatto, é il loro sorriso così naturale e composto da lasciar indovinare un richiamo forte proprio per noi:

 

"Io prego perché voglio dire

a tutti che "esserci" é bello!

Non capisco ancora

I pensieri dei grandi,

ma i miei occhi mi dicono

che attorno a me

c'é tanta bellezza!

Le mie mani sono piccole, servono a poco,

ma quando le unisco

mi sembra di abbracciare

e di voler bene

a tutto il mondo.

Costa poco pregare: é gratis,

io posso fare tutti...

tutti coloro che non vogliono

dimenticarsi che la vita

é solo dono, tutto dono,

per sempre dono!

 

Indice "Gemme" #54                             Indice "Articoli"