
IN MEMORIA di GARUDA DOGNINI
“È la
morte che muore, non la vita”
“Entrambi
vita e morte sono aspetti contrari di una cosa: cambiamento.
La
morte è solo il trapasso dalla vita sulla terra alla vita ancora più grande”.
Hazrat
Inayat Khan
Uno dei nostri primi mureed oggi ha cambiato vita. Per più di venti anni ha camminato sulla strada spirituale come un uomo molto sincero e profondo, fedele alla Causa Sufi – diffondere del Messaggio di Dio.
Sincero anche quando era arrivato un periodo di dubbi e aveva interrotto ogni contatto per provare a lavorare in se stesso. Ma dopo questo periodo aveva capito cosa e come desiderava vivere veramente, ed è ritornato, ancora più profondo, più sincero e con il desiderio di dedicare tutto il tempo libero che poteva al lavoro Sufi.
Pur sapendo che Dio lo ha preso perché era il suo momento, mi manca moltissimo, come manca a sua moglie e a suo figlio. Lui era per me un fedele, gentile, profondo e forte aiuto, la mia “mano destra”. Saremo sempre grati per tutto il lavoro che lui ha fatto.
Dahnya
O Tu la Causa ed Effetto di tutto
l’Universo, la Sorgente da cui proveniamo ed il Fine verso cui tutti tendiamo;
accogli quest’anima che viene a Te nelle Tue paterne braccia.
Possa il Tuo sguardo misericordioso guarire
il suo cuore! Sollevalo dalla densità della terra, avvolgilo nella luce del Tuo Spirito, elevalo fino
al Cielo che è la sua vera dimora.
Ti preghiamo di accordargli la benedizione
della Tua anelata Presenza. Che la vita sulla terra possa divenire come un
sogno per l’anima che si risveglia e che, gli occhi suoi assetati trattengano
la gaudiosa visione del Tuo fulgore.
Amen
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(Sermone di Hazrat Inayat Khan)
“Non piangere la morte del tuo Caro Defunto. Non richiamare il viaggiatore che sta compiendo il viaggio verso la sua meta; tu non sai che cosa lui cerca! Tu sei sulla terra ma lui è in Cielo!
Le tue lacrime per la sua dipartite rattristano l’anima che non può tornare sulla terra; desiderando comunicare con lui tu non fai che addolorarlo. Egli è felice nel luogo dove è giunto; desiderando andare da lui tu non l’aiuti; lo scopo della tua vita ti trattiene ancora sulla terra. Nessuna creatura che sia venuta al mondo non ha mai realmente appartenuta ad alcun’altra; ogni anima è l’amato di Dio. Non ama forse Dio come noi esseri umani non siamo capace di amare? A chi in verità appartiene, l’anima in definitiva prima o poi ritorna.
In verità la morte è un velo dietro al quale si nasconde la vita che è al di là della comprensione umana sulla terra. Se tu conoscessi la libertà di quel mondo e come i tristi cuori vengono liberati del fardello; se tu sapessi come i malati vengono curati e come i feriti vengono guariti e che libertà sperimenti l’anima mentre si allontana da questa terra di limitazione, non piangeresti più coloro che l’hanno lasciata, ma pregheresti per la loro felicità nel viaggio a cui si accingono e per la pace della loro anima.”
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