NON
ABBASTANZA
di
Hazrat Inayat Khan
C’era una volta
un giovane uomo che era il figlio di un famoso maestro. Questo maestro aveva un
gran numero di allievi da tutta l’India. Non solo era
egli stesso un grandissimo maestro, ma aveva formato molti altri maestri, infatti in quasi ogni villaggio e città c’era al momento un
maestro che era stato uno dei suoi discepoli. Naturalmente questo suo figlio
aveva ricevuto tutti i generi di attenzione.
Ebbene, il figlio
quando era ancora un ragazzo un giorno fece un sogno,
e in questo sogno si vide mentre faceva visita a tutti i santi. Egli sognò che
c’era un raduno di santi e insegnanti spirituali e
maestri. Lui stava accompagnando suo padre ma, mentre suo padre veniva ammesso al raduno, a lui non fu permesso entrare.
Sentì questa come
una severa umiliazione, così quando si svegliò la mattina successiva, andò da
suo padre e disse: “Ho avuto una visione molto infelice, dato che benché
andassi con te al raduno, a te venne permesso
partecipare e a me no!”
Suo padre rispose:
“Questo è un vero messaggio per te. Per intraprendere il sentiero spirituale
non è sufficiente essere mio figlio; è necessario che tu diventi il discepolo
di qualcuno. Tu devi imparare che cosa vuol dire essere discepolo”.
Ma il figlio
continuò a pensare tra sé, “Io sono il figlio di un grande
maestro; dall’infanzia ho imparato così tante cose. Ho ereditato la conoscenza
di mio padre. Per quanto grande fosse qualunque maestro quando incontrava mio
padre gli porgeva un così grande rispetto, un così
grande rispetto. Non ci può essere nulla di meglio in questi maestri che non ci
sia in me”.
Così penso che sarebbe dovuto rimanere con suo padre e disse: “ Ci può
essere qualcuno migliore di te, Padre, per cui io dovrei diventare il discepolo
di qualcun altro?.
Ma suo padre
replicò: “ No, io non sono di nessuna utilità per
questo. Tu devi avere qualche altra persona che sia
adatta per questo scopo”.
“ Chi? ” Chiese
il giovane uomo.
Il maestro
rispose: “ Quel mio discepolo che era un contadino e che insegnava tra i
contadini. Vai da lui e sii iniziato da lui”.
Il figlio rimase
molto stupito, poiché sapeva che questo maestro non era molto colto. Era illetterato, non era di nobile nascita; non aveva una fama
speciale; non era in alcun modo famoso. Egli semplicemente viveva in una villaggio in modo umile. Per tutto questo suo padre lo
mandò là.
Così viaggiò a
piedi, con non molta voglia, finché giunse al villaggio dove viveva questo
contadino. Così accadde che quest’uomo fosse sulla sua strada a dorso di
cavallo dalla sua fattoria a un’altra, e vide il
giovane uomo che andava verso di lui.
Quando il giovane
uomo fu vicino e si inchinò di fronte a lui, il
maestro guardò in basso verso di lui e disse: “Non abbastanza”.
Al chè il giovane uomo di inchinò
fino alle sue ginocchia.
Il maestro
contadino disse ancora: “Non abbastanza”.
Allora si inchinò giù fino ai suoi piedi, e il maestro disse
ancora: “Non abbastanza”.
Così si inchinò giù fino alle ginocchia del cavallo, ma il
maestro disse ancora: “Non abbastanza”.
Così il giovane
uomo si inchinò ancora una volta, questa volta fino ai
piedi del cavallo, toccando lo zoccolo del cavallo. Dopodiché il maestro
contadino gli disse: “Ora puoi tornare indietro, hai avuto la tua lezione”.
Quello era tutto!
Nessun esercizio, nessuna parola sacra da imparare, niente da
studiare, nessun corso di formazione. Aveva imparato la lezione che
doveva imparare. Era per questa che era venuto, una
lezione che suo padre non gli poteva dare. Così ora egli venne
ammesso nella cerchia dei mistici.