BANYAN

(Dal libro di Noorunnisa Inayat Khan)

 

 

           Di chi sono quegli occhi simili a gioielli che penetrano le ombre della foresta? Quelle corna splendenti come mezzelune d'argento? Guardate bambini miei come quegli zoccoli perlacei passano rapidamente in mezzo ai cespugli! Avete mai sentito parlare del cervo dorato, piccoli miei? "Banyan", il Re dei cervi, cosi' chiamato.
Ma Banyan non era il solo monarca nella foresta di Benares. Egli regnava su cinquecento cervi e un'altro re "Branch", governava su altri cinquecento.


Era abitudine del Re di Benares cacciare i cervi ogni giorno: Prima di arrivare alla foresta c'erano numerosi campi da attraversare e il riso, il grano e le piantine che i contadini coltivavano venivano calpestate dai cavalli del Re e dai suoi nobili.
"Pieta' urlavano i contadini, ma le trombe suonavano e le loro povere voci si perdevano nei campi.
"Come possiamo cambiare cio' ?" pensavano i contadini.
"Inseguiamo i cervi spingendoli nei giardini del re in modo che non passino piu' in mezzo ai nostri campi per cacciare".


Allora i contadini, dopo aver seminato l'erba e dopo aver scavato pozze nei boschi reali, chiamarono gli uomini della citta' e con bastoni e lance andarono nella foresta a cacciare i cervi. Gli uomini dapprima circondarono la foresta, in modo che i cervi non potessero fuggire da nessun lato e poi con le lance ed altre armi spinsero i cervi nelle foreste reali e chiusero i cancelli dietro di loro. Dopo andarono dal Re e dissero: " Sire non potevamo piu' lavorare. Poveri noi! Quando voi e gli altri nobili andavate a cacciare, i nostri campi venivano calpestati dai cavalli; percio' abbiamo condotti i cervi nei boschi reali; abbiamo seminato l'erba e scavato pozze perche' potessero mangiare e bere: Percio' non dovete piu' attraversare i nostri campi."


Da quel momento, per cacciare il Re non si spinse mai oltre i suoi boschi. Ogni giorno guardava il bellissimo branco, e vide che tra i cervi ve ne erano due dorati. " I cervi dorati non devono essere uccisi," disse ai suoi uomini; percio' il cervo Banyan ed il cervo Branch non furono mai toccati dalle frecce. Ma degli altri ogni giorno uno ne veniva ucciso per il banchetto del Re, dopo essere stati feriti piu' volte. E alcuni cervi furono feriti migliaia di volte prima di cadere alla fine sotto le frecce dei cacciatori
.


Branch allora un giorno ando' da Banyan e disse: " Amico delle foreste, ascolta le mie parole. I nostri sudditi non vengono soltanto uccisi ma feriti inutilmente. Ahime'! Uno deve essere ucciso ogni giorni, tale e' il desiderio del Re, ma perche' mai così tanti devono essere feriti prima che ne venga preso uno soltanto? Non sarebbe piu' saggio se ogni giorno uno dei nostri sudditi andasse al palazzo reale per essere ucciso?"
Banyan era d'accordo, e questo fu ordinato. Ogni giorno a turno un cervo andava a palazzo e posava la sua bianchissima fronte sulla pietra davanti alla porta. Un giorno uno del gruppo di Banyan e un giorno uno del gruppo di Branch.


E cosi' un giorno ad una giovane cerbiatta del gruppo di Branh, madre di un piccolo cervo, fu detto che era giunto il suo turno. Nell'apprendere cio' corse da Branch e disse: " Signore, oggi e' arrivato il mio turno di andare al palazzo, ma il mio piccolo è debole e ha ancora bisogno delle cure della sua mamma. Non posso andare piu' in la' quando saro' piu' grande?"
" Va'," rispose Branch; un'altro non puo' prendere il tuo turno; va' al palazzo come ti e' stato ordinato di fare."
Il suo piccolo cuore tremava dal dolore, la cerbiatta corse da Banyan e disse: " O Re Banyan, e' arrivato il mio turno di andare al palazzo, ma ho un piccolo che ha bisogno ancora di me. Non posso andare un po' piu' in la' quando sara' piu' grande?
" Ritorna dal tuo piccolo," disse Banyan; Faro' in modo che un altro prenda il tuo posto." E quando i fulmini squarciarono le nubi, egli corse in mezzo agli alberi ed ai cespugli e piego' la sua fronte sulla pietra davanti alla porta del palazzo.
"O cervo dorato! Qui sulla pietra per essere ucciso! Che significa?" esclamo' l'uomo che ogni giorno uccideva un cervo per il banchetto del Re. Il suo coltello cadde a terra e incantato corse dal Re per raccontargli cio' che aveva visto. Proprio come tu, piccolo mio, correresti dal fratello che ti e' caro, allora il Re , allora il Re corse da Banyan " Oh bellissimo," esclamo' "cosa ti ha portato su questa porta di dolore? Lo sai che ho dato ordine di non farti uccidere? Cervo dorato, dimmi cosa ti ha portato qui?". " Signore," rispose Banyan, "oggi era il turno di una bianca cerbiatta, madre di un piccolo cervo; Sono venuto al suo posto perche' il suo piccolo e' troppo giovane per restare orfano".

Sgorgarono lacrime sulle guance del re e caddero sulla testa dorata di Banyan, che egli teneva tra le sue mani. E piegandosi su Banyan disse: " La tua vita, o divino, e la vita della cerbiatta saranno risparmiati. Alzati e ritorna nei boschi.
" Signore," rispose Banyan, "le nostre vite devono essere risparmiate ma cosa ne sara' dei nostri familiari che corrono nei boschi!"
" Siano risparmiate anche le loro vite, " rispose il Re.
" Allora i cervi dei boschi reali sono salvi, ma cosa ne sara' degli altri cervi dl vostro regno, Signore?" " Anche loro siano tutti risparmiati," rispose il re.
"O Re " disse Banyan, " voi risparmierete i cervi, ma che ne sara' della vita di tutte le creature a quattro zampe?" " O misericordioso," disse il Re, "tutti saranno liberi." "Signore, loro saranno liberi, ma gli uccelli che volano nello spazio?" "Siano risparmiati anche loro," disse il re. "Signore," disse Banyan, " voi risparmierete la vita delle creature a quattro zampe e degli uccelli, ma i pesci che vivono nell'acqua?"
"Siano risparmiati anche essi," disse il re.


L'Amore era entrato nel cuore del Re. Ed egli regno' con amore sul suo popolo e tutte le creature viventi del suo regno furono per sempre felici.

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