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Di
chi sono quegli occhi simili a gioielli che penetrano le ombre della foresta?
Quelle corna splendenti come mezzelune d'argento? Guardate bambini miei
come quegli zoccoli perlacei passano rapidamente in mezzo ai cespugli!
Avete mai sentito parlare del cervo dorato, piccoli miei? "Banyan", il
Re dei cervi, cosi' chiamato.
Ma Banyan non era il solo monarca nella foresta di Benares. Egli regnava
su cinquecento cervi e un'altro re "Branch", governava su altri cinquecento.
Era abitudine del Re di Benares cacciare i cervi ogni giorno: Prima di
arrivare alla foresta c'erano numerosi campi da attraversare e il riso,
il grano e le piantine che i contadini coltivavano venivano calpestate
dai cavalli del Re e dai suoi nobili.
"Pieta' urlavano i contadini, ma le trombe suonavano e le loro povere
voci si perdevano nei campi.
"Come possiamo cambiare cio' ?" pensavano i contadini.
"Inseguiamo i cervi spingendoli nei giardini del re in modo che non passino
piu' in mezzo ai nostri campi per cacciare".
Allora i contadini, dopo aver seminato l'erba e dopo aver scavato pozze
nei boschi reali, chiamarono gli uomini della citta' e con bastoni e lance
andarono nella foresta a cacciare i cervi. Gli uomini dapprima circondarono
la foresta, in modo che i cervi non potessero fuggire da nessun lato e
poi con le lance ed altre armi spinsero i cervi nelle foreste reali e
chiusero i cancelli dietro di loro. Dopo andarono dal Re e dissero: "
Sire non potevamo piu' lavorare. Poveri noi! Quando voi e gli altri nobili
andavate a cacciare, i nostri campi venivano calpestati dai cavalli; percio'
abbiamo condotti i cervi nei boschi reali; abbiamo seminato l'erba e scavato
pozze perche' potessero mangiare e bere: Percio' non dovete piu' attraversare
i nostri campi."
Da quel momento, per cacciare il Re non si spinse mai oltre i suoi boschi.
Ogni giorno guardava il bellissimo branco, e vide che tra i cervi ve ne
erano due dorati. " I cervi dorati non devono essere uccisi," disse ai
suoi uomini; percio' il cervo Banyan ed il cervo Branch non furono mai
toccati dalle frecce. Ma degli altri ogni giorno uno ne veniva ucciso
per il banchetto del Re, dopo essere stati feriti piu' volte. E alcuni
cervi furono feriti migliaia di volte prima di cadere alla fine sotto
le frecce dei cacciatori.
Branch allora un giorno ando' da Banyan e disse: " Amico delle foreste,
ascolta le mie parole. I nostri sudditi non vengono soltanto uccisi ma
feriti inutilmente. Ahime'! Uno deve essere ucciso ogni giorni, tale e'
il desiderio del Re, ma perche' mai così tanti devono essere feriti prima
che ne venga preso uno soltanto? Non sarebbe piu' saggio se ogni giorno
uno dei nostri sudditi andasse al palazzo reale per essere ucciso?"
Banyan era d'accordo, e questo fu ordinato. Ogni giorno a turno un cervo
andava a palazzo e posava la sua bianchissima fronte sulla pietra davanti
alla porta. Un giorno uno del gruppo di Banyan e un giorno uno del gruppo
di Branch.
E cosi' un giorno ad una giovane cerbiatta del gruppo di Branh, madre
di un piccolo cervo, fu detto che era giunto il suo turno. Nell'apprendere
cio' corse da Branch e disse: " Signore, oggi e' arrivato il mio turno
di andare al palazzo, ma il mio piccolo è debole e ha ancora bisogno delle
cure della sua mamma. Non posso andare piu' in la' quando saro' piu' grande?"
" Va'," rispose Branch; un'altro non puo' prendere il tuo turno; va' al
palazzo come ti e' stato ordinato di fare."
Il suo piccolo cuore tremava dal dolore, la cerbiatta corse da Banyan
e disse: " O Re Banyan, e' arrivato il mio turno di andare al palazzo,
ma ho un piccolo che ha bisogno ancora di me. Non posso andare un po'
piu' in la' quando sara' piu' grande?
" Ritorna dal tuo piccolo," disse Banyan; Faro' in modo che un altro prenda
il tuo posto." E quando i fulmini squarciarono le nubi, egli corse in
mezzo agli alberi ed ai cespugli e piego' la sua fronte sulla pietra davanti
alla porta del palazzo.
"O cervo dorato! Qui sulla pietra per essere ucciso! Che significa?" esclamo'
l'uomo che ogni giorno uccideva un cervo per il banchetto del Re. Il suo
coltello cadde a terra e incantato corse dal Re per raccontargli cio'
che aveva visto. Proprio come tu, piccolo mio, correresti dal fratello
che ti e' caro, allora il Re , allora il Re corse da Banyan " Oh bellissimo,"
esclamo' "cosa ti ha portato su questa porta di dolore? Lo sai che ho
dato ordine di non farti uccidere? Cervo dorato, dimmi cosa ti ha portato
qui?". " Signore," rispose Banyan, "oggi era il turno di una bianca cerbiatta,
madre di un piccolo cervo; Sono venuto al suo posto perche' il suo piccolo
e' troppo giovane per restare orfano".
Sgorgarono lacrime sulle guance del re e caddero sulla testa dorata di
Banyan, che egli teneva tra le sue mani. E piegandosi su Banyan disse:
" La tua vita, o divino, e la vita della cerbiatta saranno risparmiati.
Alzati e ritorna nei boschi.
" Signore," rispose Banyan, "le nostre vite devono essere risparmiate
ma cosa ne sara' dei nostri familiari che corrono nei boschi!"
" Siano risparmiate anche le loro vite, " rispose il Re.
" Allora i cervi dei boschi reali sono salvi, ma cosa ne sara' degli altri
cervi dl vostro regno, Signore?" " Anche loro siano tutti risparmiati,"
rispose il re.
"O Re " disse Banyan, " voi risparmierete i cervi, ma che ne sara' della
vita di tutte le creature a quattro zampe?" " O misericordioso," disse
il Re, "tutti saranno liberi." "Signore, loro saranno liberi, ma gli uccelli
che volano nello spazio?" "Siano risparmiati anche loro," disse il re.
"Signore," disse Banyan, " voi risparmierete la vita delle creature a
quattro zampe e degli uccelli, ma i pesci che vivono nell'acqua?"
"Siano risparmiati anche essi," disse il re.
L'Amore era entrato nel cuore del Re. Ed egli regno' con amore sul suo
popolo e tutte le creature viventi del suo regno furono per sempre felici.
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