L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte I. LA RELIGIONE

Capitolo 3.

CIÒ DI CUI IL MONDO DI OGGI HA BISOGNO

 

 

    Se osserviamo profondamente le condizioni d'oggi dell'umanità, nessuno con un po' di buon senso potrebbe negare il fatto che il mondo d'oggi ha bisogno del la religione. La ragione perché dico la e non una religione, è perché oggi ci sono tante religioni esistenti chiamate una religione, ma ciò di cui c'è bisogno oggi è la religione. Ora arriviamo alla domanda cosa dovrebbe essere la religione - dovrebbe essere una nuova religione? Se fosse una nuova religione non potrebbe essere chiamata la religione: sarebbe allora come tante altre religioni. Chiamo la religione quella religione che si può notare innalzandosi al di sopra delle sette e delle differenze che dividono l'umanità; e comprendendo la religione comprenderemo tutte le religioni che si chiamano religione.

Non voglio dire che tutte le religioni non siano religioni; sono delle note. Ma c'è la musica, e quella musica è la religione. Ogni religione dà una nota, una nota che risponde alla domanda dell'umanità in una certa epoca. Ma, allo stesso tempo, la fonte di ogni nota è la stessa musica che si manifesta quando le note vengono arrangiate insieme. Tutte le diverse religioni sono le diverse note, e quando sono arrangiate insieme creano la musica. Potreste chiedere perché in ogni epoca non sia stata data tutta la musica; ma soltanto una nota singola? La risposta è che nella vita di un bimbo c'è un periodo in cui basta un sonaglio; per il violino arriva un altro periodo nella vita. Nel tempo dei Caldei, degli Arabi, dei Romani, dei Greci, furono portati ideali religiosi diversi. A pochi venne portata la musica, a molti soltanto una nota. Ciò dimostra che quella musica è sempre esistita, solo che l'uomo generalmente non era pronto ad afferrarla, e perciò gli fu data soltanto una nota. Ma la conseguenza fu che la persona a cui era stata data la nota C e l'altra a cui era stata data la nota G, lottarono l'una contro l'altra; entrambi dicendo: "La nota che mi è stata data è la nota giusta"; e sono sempre esistite delle anime che hanno detto: "G è giusto", e altre che hanno detto: "C è giusto". Sono tutte note giuste, e se mescolate insieme, allora c'è musica. Ciò mostra che c'è una sostanza esteriore della religione che è la forma, e l'essenza interiore che è la saggezza. Se la saggezza ha benedetto l'anima, allora l'anima ha sentito la musica divina. Le parole di Cristo: "Io sono l'Alfa e l'Omega" - cosa significano? Questo era soltanto quando Egli veniva come Gesù? No; quella musica appartiene all'Alfa e all'Omega, L'Inizio e la Fine. Coloro che sintonizzavano i loro cuori alla musica, che innalzavano le loro anime abbastanza in alto, questi sentivano quella musica. Ma coloro che giocavano con il sonaglio, con la loro unica nota, lottavano l'uno contro l'altro. Avrebbero rifiutato il violino; non ne erano pronti; non avrebbero saputo come usarlo.

Al giorno d'oggi il mondo ha fame di religione più che mai. E quale ne è la ragione? La ragione è che alcune anime semplici, attaccate alla fede degli antenati, conservavano la loro fede con stima, considerando la religione necessaria nella vita; ma tante anime, con intelligenza, ragione e comprensione della vita, si ribellavano contro la religione, come il bimbo, una volta cresciuto, butta via il sonaglio; non gli interessa più.

Così, la condizione nel presente è che la religione rimane nelle mani di coloro che l'hanno mantenuta nella sua forma esteriore a causa della devozione e fedeltà alla fede dei loro antenati; e coloro che, per così dire, sono adulti nella mente e nello spirito e che desiderano qualcosa di meglio, non trovano nulla. Le loro anime hanno fame di musica, viene dato loro un sonaglio, e buttano via questo sonaglio, dicendo che a loro la musica non importa. E tuttavia c'è quell'interiore desiderio ardente per la musica, la musica dell'anima, e senza di essa la loro vita diventa vuota. Quanto poche sono le persone che riconoscono questo fatto, e ancora di meno quelle che lo ammettono.

La condizione psicologica dell'umanità è diventata tale che una persona intelligente rifiuta la musica. Non vuole la musica; vuole qualcosa, ma la chiama con un altro nome. Vi racconto la mia esperienza nel mondo Occidentale. Viaggiando per dieci anni, sono venuto in contatto con persone intelligenti, pensatori, scienziati; e in loro ho visto la più grande brama per quello spirito religioso. Lo desiderano ardentemente ogni momento della loro vita, perché con tutta la loro educazione e la loro scienza trovano che c'è qualche spazio vuoto dentro se stessi e lo vogliono riempire. Ma allo stesso tempo, se parli di religione, dicono: "No, no, parlami di qualcos'altro; non vogliamo religione". Ciò vuol dire che conoscono soltanto la parte sonaglio della religione e non la parte violino. Non pensano che esista una cosa che possa essere diversa dal sonaglio e tuttavia c'è dentro di loro una perplessità, una brama spirituale, a cui non viene data risposta neanche da tutte le loro ricerche e studi scientifici.

Perciò, quello di cui c'è bisogno oggi nel mondo è una riconciliazione fra l'uomo religioso e colui che fugge via dalla religione. Ma cosa possiamo fare quando vediamo perfino nella religione Cristiana così tante sette, l'una opposta all'altra; e inoltre i Cristiani, la religione Musulmana, Buddista, Ebraica e tante altre, ognuna considera la propria e pensa che le altre non abbiano alcun valore. Quindi per me queste diverse religioni sono come i diversi organi nel corpo, tagliati a pezzi e buttati separatamente. Perciò a me personalmente sembra come se un braccio della stessa persona sia stato tagliato e l'altro sia stato alzato per combattere. Entrambe le braccia appartengono alla stessa persona e se questa persona fosse completa, se tutte queste parti venissero messe assieme, allora la religione ci sarebbe.

Qual'è allora lo sforzo del Movimento Sufi? Creare una nuova religione? No; è il mettere insieme i diversi organi dell'unico corpo, che sono fatti per essere uniti e non per essere buttati separatamente. Potete chiedere qual è il nostro metodo. Come operiamo per ottenere una riconciliazione? Realizzando noi stessi che l'essenza è saggezza, e considerando che questa saggezza è la nostra religione, qualunque sia la nostra propria forma. Il Movimento Sufi ha fra i suoi membri gente che appartiene a tante fedi diverse. Pensate che abbiano abbandonato la loro religione? No. Al contrario, sono più forti nella loro fede comprendendo la fede degli altri. Da un limitato punto di vista si possono trovare dei difetti, perché essi non odiano, non diffidano, né criticano la religione degli altri. Hanno rispetto per le scritture che migliaia di persone hanno considerato sacre, nonostante queste scritture non appartengano alla loro religione. Desiderano studiare ed apprezzare le altre scritture, e così scoprire che tutta la saggezza deriva dalla stessa Fonte - la saggezza dell'Oriente e dell'Occidente. Perciò il Movimento Sufi non è una setta; può essere qualsiasi cosa ma non una setta. E se mai ne divenisse una, ciò sarebbe completamente contrario all'idea con cui è iniziato, perché l'idea principale è quella di rimuovere le differenze e le distin-zioni che dividono l'umanità. Questo ideale viene ottenuto tramite la realizzazione dell'unica Fonte di tutti gli esseri umani, e anche della Meta, che tutti noi chiamiamo Dio.

 

 

 

 

[indice]