L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte I. LA RELIGIONE
Capitolo 4.
LA FUTURA RELIGIONE MONDIALE
Ci sono tante profezie e parecchie credenze su questo argomento, ma ciò che è necessario più di tutto è capire cosa significa religione. La presente religione, la religione futura o la religione passata, esistono per coloro che dividono la Verità, che è unica, in tante verità. In realtà ciò che fu è, e ciò che è, sarà.
Non fu forse questa l'idea di Gesù Cristo che disse: "Non sono venuto a darvi una nuova legge; sono venuto a compiere la legge". Se Gesù Cristo diceva questo, chi altro potrebbe venire fuori e dire: "Io vi do una nuova religione". Non ci può essere una nuova religione; si potrebbe pure dire: "Desidero insegnare una nuova saggezza": Non ci può essere una nuova saggezza, la saggezza è la medesima, che fu ed è e sarà.
Nel cuore dei ricercatori si pone una domanda: "Allora cosa è questa varietà di religioni che ha tenuto in conflitto l'umanità per anni, gli uni contro gli altri, così che la maggior parte delle guerre e delle battaglie furono fatte nel nome della religione?"
Ciò dimostra soltanto il carattere infantile della natura umana. La religione che fu data e viene data, ovunque venga data, la religione che fu data per unità, armonia e fratellanza, fu usata dall'infantile natura umana per lottare, per disputare e per impegnarsi nei combattimenti per anni e anni. La cosa più curiosa per una persona riflessiva è pensare e vedere come nella storia del passato gli uomini abbiano dato un carattere molto sacro alla guerra, al combattimento, lo hanno chiamato guerra sacra o guerra santa. E la medesima tendenza di farsi guerra l'uno contro l'altro, che cominciò nella loro religione, continuò in tempi di materialismo; la medesima tendenza divenne la guerra tra le nazioni. E, allo stesso tempo, le differenze e le distinzioni che esistevano tra le diverse fedi e credenze esistono ancora, e quel pregiudizio, quella differenza e quella bigotteria che esisteva fra le nazioni, esistono ancora in un grado più o meno grande. Cosa dimostra questo? Dimostra che il significato della vera religione non è stato capito dalla maggioranza. E perciò questa missione che la religione avrebbe dovuto realizzare nei riguardi dell'umanità, rimane ancora da realizzare. E' a questa realizzazione che Gesù Cristo ha accen-nato: "Sono venuto a realizzare la legge, non a dare una nuova legge".
Si può vedere la religione sotto cinque punti di vista diversi. Il primo, la religione che conosciamo, come certi dogmi, leggi o insegnamenti. Se vediamo e pensiamo alla condizione del mondo, vediamo che ora la legge viene data dalla nazione. Ogni nazione è ora responsabile dell'ordine e della pace del popolo.
Inoltre, il secondo aspetto della religione è la chiesa e la forma del culto. In questo ci sono differenze e ci saranno sempre differenze; è una questione di temperamento, è una questione di tendenza, e dipende anche dai costumi e dalle credenze delle genti che hanno ereditato tale tenden-za dai loro antenati. Alcuni hanno nel loro luogo di preghiera delle forme diverse e delle cerimonie diverse che li aiutano a sentirsi elevati; altri hanno un culto semplice. L'uno è attratto dalla prima forma e all'altro piace l'ultima.
Indubbiamente il mondo si sta evolvendo nell'uniformità, e al momento non vediamo grande differenze fra le forme - la forma di tutte le cose, la maniera di salutarci, di vestirci e altro ancora - così la gente arriva ad una certa uniformità. Allo stesso tempo, se guardiamo l'argomento da un punto di vista diverso, troveremo che l'uniformità toglie molto spesso la bellezza della vita. Nei paesi tanto civilizzati ed avanzati, dove l'architettura e le case sono tutte secondo lo stesso piano, dove tutti sono vestiti allo stesso modo, la gente diventa talmente stanca che ha piacere d'andare in un paese diverso e vedere delle case diverse l'una dall'altra, e anche delle persone diverse. Per esempio, il metodo di scrivere musica e la forma di notazione è uguale in tutto il mondo Occidentale, ma la distinzione tra la musica dei Francesi, degli Italiani, dei Tedeschi, dei Russi, stimola l'amante della musica. E lo stesso è nelle distinzioni delle forme. Voler far sì che tutte le persone vivano e agiscano in modo uguale vuol dire mettere tutte le persone nella stessa forma e dare ad ognuno la stessa faccia, e cosa succederebbe poi? Il mondo diventerebbe poco interessante. E' come intonare tutte le chiavi del piano sulla stessa nota. Non c'è bisogno di cambiare le note del piano. Ciò che è necessario è conoscere la via dell'armonia, sapere come creare armonia fra le diverse note.
Il terzo aspetto della religione è l'ideale religioso, il Signore e il Maestro della religione, il Signore e il Maestro che l'anima stima come l'ideale. Questa è una cosa che non può essere discussa, qualcosa sulla quale non si può ragionare. Meno si dice di questo, meglio è. È il risultato della devozione di un cuore sincero che da nascita a quell'ideale che è troppo sacro per parlarne, un ideale che non ha paragone, un ideale che non può essere spiegato. E se i seguaci di religioni diverse arrivano a questo punto e discutono sui loro ideali, gli ideali sacri dei quali hanno soltanto alcune tradizioni - che loro non hanno conosciuto ma dei quali hanno soltanto avuto una tradizione - e desiderano provare che l'una è meglio dell'altra, perdono piuttosto tempo e distruggono quel sentimento sacro che può essere soltanto nel cuore. L'ideale religioso è il mezzo con cui si ci eleva verso la perfezione. Qualunque nome una persona dia al suo ideale, questo nome è per lui, e quel nome è per lui il più sacro. Ma ciò non vuol dire che questo nome limiti questo ideale. C'è solo un ideale, l'ideale divino. ChiamaLo Cristo, e lascia conoscere lo stesso Cristo con altri nomi, che gli sono stati dati da comunità diverse. Per esempio, una persona che ha una grande devozione, un grande amore e attaccamento per un suo amico, parla dell'amicizia con grandi parole, e dice come diventare amici sia una cosa sacra; ma allora c'è qualcun altro che dice: "Oh, io conosco il tuo amico, come è veramente; egli non è meglio di chiunque altro". La risposta è quella che fu data a tale idea da Majnun, nella storia narrata dagli antichi, quando qualcuno disse a Majnun: "Leila, la tua amata, non è così bella come tu pensi". Egli disse: "La mia Leila deve essere vista con i miei occhi. Se volete vedere quanto sia bella Leila, dovete prendere in prestito i miei occhi". Perciò se volete guardare l'oggetto di devozione di qualsiasi fede, di qualsiasi comunità, di qualsiasi popolo, dovete prendere in prestito i loro occhi, i loro cuori. Non è di alcuna utilità discutere i punti della storia, ogni tradizione nella storia; essi sono spesso creati dal pregiudizio. La devozione è una faccenda del cuore, essa è creata dal devoto.
Il quarto aspetto della religione è l'idea di Dio. Ci saranno sempre delle lotte e delle discussioni su di essa; si dice: "il Dio della nostra famiglia è uno, ed il Dio della tua famiglia è un altro". Ci sono sempre state delle battaglie. Nei tempi antichi c'erano delle liti tra le persone che dicevano che il Dio dal Beni Israele era un Dio speciale; e così ogni comunità e ogni Chiesa rese il proprio Dio un Dio speciale. Se esiste un Dio speciale, Egli non è soltanto un Dio speciale di una comunità, ma un Dio di tutti gli individui. E ciò perché l'uomo deve creare il proprio Dio prima di realizzare il Dio reale. Ma quel Dio che l'uomo fa dentro di sé, diventa alla fine una porta tramite la quale entra in quel tempio del suo essere più intimo, il Dio reale Che è nel cuore di tutti gli uomini. Allora si comincia a realizzare che Dio non è un Dio di una certa comunità o un certo popolo, ma che Dio è il Dio di tutto l'Essere.
E poi arriviamo ad un altro aspetto della religione, che non è necessariamente la legge, la cerimonia, l'ideale divino o Dio, ma che non è di tutti questi quattro. Cioè, qualcosa che vive nell'anima, nella mente e nel cuore dell'uomo, la cui assenza rende l'uomo come morto e la cui presenza gli dà vita. Se c'è qualche religione, è in questo senso particolare. E cosa è questo senso? Gli Indù lo hanno chiamato in Sanscrito Dharma, che nel senso comune della parola vuol dire dovere. Ma è una cosa molto più grande di ciò che nella vita quotidiana conosciamo come dovere. Non lo chiamo dovere, ma la vita stessa. Se una persona è attenta, se una persona ha considerazione, se una persona sente gli obblighi che ha verso il suo simile, verso il suo amico, verso suo padre e sua madre, o in qualsiasi relazione si trovi verso i suoi simili, ciò è una cosa viva, è qualcosa come l'acqua, che dà il senso dell'anima viva; l'anima non è morte. E' quest'anima viva che rende una persona viva. E la persona che non è consapevole di questo, di quella tenerezza, di quella santità di vita, vive, ma l'anima è nel cimitero. Non è necessario chiedere a quest'uomo quale sia la sua religione, quale è il suo credo, poiché egli lo vive; la vita stessa è la sua religione e questa è la vera religione. L'uomo conscio dell'onore, l'uomo che ha il senso della vergogna, che ha il sentimento della sincerità, la cui simpatia, la cui devozione è viva, quest'uomo vive, quest'uomo è religioso.
E questa religione, che è stata la religione del passato, sarà la religione del futuro. La religione, se fu mai insegnata da Cristo o da qualche altro grande essere, fu di risvegliare nell'uomo quel senso che viene risvegliato quando questa religione è viva.
Qual è il Messaggio del Sufismo? Il Sufismo è il Messaggio di scavare, portando fuori questa vita che è come acqua, che è stata sepolta dalle impressioni di questa vita materiale. C'è una frase inglese: "Un'anima persa". L'anima non è persa; l'anima è stata sepolta. Se la tiri fuori, allora la vita divina scaturisce come una fonte d'acqua. Cosa si scava dentro di sé? Non è vero, non è detto nelle scritture che Dio è amore? Allora, dove si può trovare Dio? Lo si può trovare nel settimo cielo o Lo si può trovare nel cuore umano? Egli si trova nel cuore umano, che è il Suo tempio. Ma se questo cuore è sepolto - il cuore che ha perso quella luce, quella vita, quel calore - cosa diventerebbe questo cuore? Diventa come una tomba. In una canzona popolare inglese c'è una frase bellissima che dice: "La luce di tutta la vita muore se l'amore è finito". Ciò che vive nel cuore è l'amore. Può mostrarsi come gentilezza, come amicizia, come simpatia, come tolleranza, come perdono - in qualsiasi forma questa acqua viva scorga dal cuore, dimostra che il cuore è una fonte divina. Una volta che questa fonte viene aperta e si solleva, ogni cosa che l'uomo fa come un'azione, come una parola, come un sentimento, tutto ciò è religione; quest'uomo diventa religioso.
Se ci fosse una qualche religione in arrivo, una nuova religione, questa religione sarà la religione del cuore. Dopo tutte le sofferenze che sono state causate all'umanità dall'ultima guerra (1914-1918), l'uomo comincia ad aprire gli occhi. E passando il tempo aprirà i suoi occhi per sapere e capire che la vera religione è nell'aprirsi del cuore, nell'allargare la visione, e nel vivere la religione che è l'unica religione.