L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte II.

 

Capitolo 11

L'IDEALE DI DIO (Continua)

 

 

 

Dio viene chiamato Re del Cielo e della terra, e degli esseri visibili e invisibili, solo perché non abbiamo parole migliori delle parole che usiamo per tutte le cose di questo mondo. Chiamare Dio Re non Lo eleva in nessun modo più in alto della posizione che Egli ha; ci aiuta soltanto a rendere il Suo potere e gloria più intelligibili alla nostra mente. E tuttavia ci sono certi caratteri che sono dei caratteri regali; tali caratteri possono essere visti nella loro perfezione in Dio. Ciò non vuol dire che non abbiamo tutti questo carattere. Significa soltanto che da una posizione più alta un'anima irradia questo carattere forse di più che in una capacità comune. Questo carattere è amore nascosto dietro indifferenza. In termini Sufi questo carattere è denotato da una parola Persiana Binayaz, che vuol dire nascosto. Non vuol dire il Dio nascosto; significa bellezza nascosta. L'amore che viene espresso è una cosa, e l'amore nascosto è un'altra cosa. Sotto il velo dell'indifferenza l'amore è spesso nascosto, e i poeti Sufi lo hanno raffigurato nel modo più bello nei loro versi, che non sono altro che immagini della vita e della natura umana.

Ci sono degli esempi nelle storie dei re che mostrano questo carattere. Talvolta una persona che il re favoriva fra tutti, non veniva eletta primo ministro. Questo non vuol dire che ciò non fosse il desiderio del re; significa che il re considerava la simpatia e l'ammirazione che aveva per la persona, più importante dell'essere primo ministro. Si può vedere questo anche in altri aspetti. A volte il re non parlava ad una persona per un lungo periodo; questo non significava che non lo avesse in favore; significava soltanto che il re sapeva che egli avrebbe compreso. Ci sono stati dei momenti in cui la pazienza dei santi e dei saggi è stata messa alla prova all'estremo. Il dolore e la sofferenza che l'anima spirituale ogni tanto ha attraversato sono stati più grandi di quelli delle persone comuni. Dietro questa indifferenza ci sono tante ragioni.

Poi si vede un'altra parte della regalità - che talvolta coloro per cui il re aveva poca stima venivano ricevuti graziosamente e ricompensati profusamente. La mente comune non poteva concepirne la ragione. Colui che è responsabile dei suoi sudditi, come un re, capiva giustamente, proprio come un giardiniere che sa quale pianta curare e quale albero è meglio togliere dal giardino. Malgrado tutta l'opposizione di tutti coloro che gli stavano attorno, i re si sono attenuti alle loro idee consapevoli del loro dovere. Così è con Dio.

Ma a parte il re, perfino la maniera ed il metodo di una persona responsabile non sempre sono compresi da un altro la cui responsabilità non è la stessa, allora come può l'uomo capire sempre le vie di Dio - l'unico Re nel vero senso della parola, davanti a Cui tutti gli altri re non sono altro che delle imitazioni? E' la Regalità di Dio che si manifesta nel fiorire di ogni anima. Quando un'anima arriva alla sua piena fioritura, inizia a mostrare il colore e a diffondere la fragranza del Divino Spirito di Dio.

 

 

 

 

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