L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte II.

 

Capitolo 18

KAZA E KADR: LA VOLONTÀ, UMANA E DIVINA

 

La questione della volontà, umana e divina, si può vedere sotto due punti di vista: dal punto di vista della saggezza e dal punto di vista della verità ultima. Se le parole possono spiegare qualcosa, è dal primo punto di vista; l'altro punto di vista non permette che venga detta alcuna parola al proposito, poiché nella verità assoluta non esiste due, non c'è una tale cosa come due; c'è Uno Solo. Dal punto di vista della saggezza si vede che uno è più debole, un altro più forte e che il primo deve sottomettersi al potere dell'altro. Questo si vede in tutti gli aspetti della creazione. Il pesce piccolo viene mangiato dal pesce più grande, ma il pesce piccolo vive dei pesci ancora più piccoli. Così non c'è in questo mondo qualcuno così forte che non ci sia qualcun altro ancora più forte di lui, e non c'è nessuno in questo mondo talmente debole che non ci sia un altro che è ancora più debole di lui. L'altra cosa su cui si può riflettere sono le condizioni e le situazioni opposte che per una mente volenterosa e una persona attiva sono come un muro di pietra, così che, con ogni desiderio di fare e di concludere qualcosa, non si trova la strada. È questa esperienza che fa sì che l'uomo dica: "L'uomo propone e Dio dispone". I filosofi Indù hanno chiamato questi due grandi poteri, uno dei quali è come un'intenzione e l'altro il potere di distruzione, con i nomi di Brahma, Il Creatore e Shiva, Il Distruttore. La parte più meravigliosa in questa creazione e distruzione è il fatto che ciò che Brahma crea in mille anni, Shiva lo distrugge in un attimo. Poiché Dio è onnipotente, i saggi vedono la Mano di Dio nel potere più grande, che si manifesta sia attraverso un individuo che tramite una certa condizione o situazione, e invece di lottare troppo forte contro le difficoltà nella vita, invece di lamentarsi delle perdite per le quali non si può far niente, loro sono rassegnati alla Volontà di Dio.

In breve, ogni piano che una persona fa, e il suo desiderio di compierlo, sono spesso il risultato della sua volontà personale; e se la sua volontà viene aiutata da ogni altra volontà con la quale viene in contatto sulla strada del compimento di un certo oggetto, egli è allora aiutato da Dio, e come ogni volontà va nella direzione della sua volontà, così la sua volontà diventerà più forte, ed allora una persona spesso compie qualcosa che forse mille persone non avrebbero potuto compiere. C'è poi un'altra persona che ha un pensiero, un desiderio e trova opposizione da ogni lato; ogni cosa sembra vada male e tuttavia ha una spinta interiore che lo incita ad andare avanti nella strada della realizzazione. Anche là c'è la Mano di Dio dietro la sua schiena e lo spinge in avanti su questo cammino anche se può sembrare che ci siano delle opposizioni all'inizio del suo sforzo - ma è bene tutto ciò che finisce bene. Le anime sante che considerano come la loro religione il cercare il piacere di Dio e l'essere rassegnati alla Sua volontà, sono veramente benedette, poiché la loro attitudine è far piacere a tutti, poiché stanno attenti a non ferire i sentimenti di nessuno, e se per sbaglio succede che feriscano i sentimenti di qualcuno, sentono che hanno ferito Dio il Cui piacere devono cercare continuamente, poiché la felicità nella loro vita consiste soltanto nel cercare il piacere di Dio. Osservano ogni persona, ogni situazione e condizione e il loro cuore diventa talmente allenato tramite l'osservare costantemente ed intensamente la vita, come un amante della musica il cui orecchio diventa col tempo così allenato, che egli distingue fra le note corrette e quelle false. Cominciano così ad osservare ogni desiderio che sorge nel loro cuore, per vedere se è in armonia con la Volontà di Dio. Talvolta lo sanno al momento in cui il desiderio è sorto; a volte quando sono arrivati a metà strada nel loro inseguimento; e talvolta lo sanno alla fine del loro sforzo. Ma perfino allora, alla fine di ciò, la loro volontà di rassegnarsi alla Volontà di Dio diventa la loro consolazione anche di fronte alla delusione. Il segreto del cercare la volontà di Dio sta nel coltivare la facoltà di sentire l'armonia, poiché armonia è bellezza, e bellezza è armonia. Colui che ama la bellezza nel suo progresso ulteriore diventa il ricercatore dell'armonia, e cercando sempre di mantenere l'armonia l'uomo sintonizzerà il suo cuore alla Volontà di Dio.

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