L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte II.

 

Capitolo 5.

L'IDEALE DI DIO (continua)

 

 

L'esistenza di Dio è una questione che sorge in ogni mente, sia nella mente di un credente in Dio, che nella mente di colui che non crede. Ci sono momenti in cui il più grande credente in Dio mette in questione la Sua esistenza - se c'è veramente un Dio. Pensandoci meglio, trova che sia un sacrilegio avere una tale nozione e cerca di sbarazzarsene. Ma spesso la questione sorge nel cuore di colui che non crede sia proprio vero; se esiste un qualcosa come Dio. L'idea di Dio è innata nell'uomo. L'Ideale che è Dio, è il fiore della razza umana; e questo fiore fiorisce nella realizzazione di Dio. Come ogni cosa nel mondo oggettivo ha la sua tendenza a sollevarsi verso l'alto, così la tendenza dell'anima può essere vista nell'aspirazione umana, che vola sempre in alto, qualunque sia la sfera della coscienza dell'uomo. Per l'uomo che è soltanto conscio della vita materiale le sue aspirazioni arrivano il più lontano possibile nei guadagni materiali, tuttavia egli procede sempre più in alto, e rimane scontento di tutto quanto consegue nella vita, a causa dell'immensità della vita in ogni stadio. Questo intenso desiderio di raggiungere quello che è ir-raggiungibile dà all'anima una brama di arrivare alle più grandi altezze della vita. E' la natura dell'anima il provare a scoprire cosa sta dietro il velo; è la brama costante dell'anima di salire a tali altezze che sono al di là del suo potere; è il desiderio dell'anima di vedere qualcosa che non ha mai visto; è la brama costante dell'anima di conoscere qualcosa che non ha mai conosciuto. Ma la cosa più meravigliosa in tutto ciò è che l'anima sa già che c'è qualcosa dietro questo velo, il velo della perplessità; che c'è qualcosa da cercare nelle sfere più alte della vita; che c'è della bellezza da vedere; che c'è Qualcuno da conoscere che è conoscibile. Questo desiderio, questa brama, non si acquisiscono; questo desiderio è una conoscenza sfumata dell'anima che l'ha in se stessa.

Perciò il non credere nel Dio l'ideale non è nient'altro che una condizione venuta fuori dalla foschia che si innalza dalla vita materiale di illusione, coprendo come delle nuvole la luce dell'anima, che è la sua vita. Questa è la ragione per cui il non credente non è soddisfatto con il suo non credere. Si, talvolta la sua vanità viene nutrita da ciò, pensando di essere saggio nel non credere in Qualcuno nella Cui esistenza innumerevoli esseri ciechi credono. Così comincia a pensare: "Dopo tutto credere in Dio non è difficile; qualsiasi sempliciotto può credere in Dio l'Ideale." Egli prende quindi la direzione opposta, di rifiutare di credere. E' onesto e tuttavia è come qualcuno che si trova davanti a un muro che gli impedisce di andare avanti nella sua strada. Se questo mondo offrisse ad una persona tutto ciò che possiede, perfino allora l'anima non sarebbe soddisfatta, poiché la sua soddisfazione è nella sua aspirazione più elevata, ed è questa aspirazione più elevata che conduce a Dio. Alla domanda: "Ha l'uomo un'aspirazione perché è nella sua natura, ma è possibile che alla fine del suo viaggio non la trovi?" si potrebbe rispondere : "Non esiste una domanda che non abbia una risposta, e non c'è un desiderio il cui oggetto manchi." C'è un appetito e c'è il cibo; c'è sete e c'è acqua; c'è la vista e c'è qualcosa da vedere. Così c'è l'aspirazione e c'è Dio. L'uomo non può conoscere ciò che non esiste. Non c'è una tale cosa che si conosce e che non esiste. Poiché non si può conoscere ciò che non esiste, qualcosa deve esistere prima perché si abbia la possibilità di conoscerla. Ma c'è una domanda: "Non tutti conoscono Dio; allora non è soltanto un'idea in cui si crede?" La risposta è: "Cos'è l'idea? L'idea è ciò da cui tutto è nato. La scienza, l'arte, la musica, la poesia, la religione e la nazionalità, tutto è nato dall'idea. Se l'idea è la fonte da cui tutto proviene, allora perché l'idea è ogni tanto insignificante, e perché Dio, Che è la Fonte e lo Scopo di tutto non viene trovato nell'idea?" La ricerca di Dio è un risultato naturale della maturità dell'anima. C'è un momento nella vita in cui nell'anima si sveglia una passione che le dà una brama per ciò che è irraggiungibile, e se l'anima non prende questa direzione allora le manca certamente quel qualcosa nella vita per cui la sua brama è innata e in cui trova la sua soddisfazione ultima.

 

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