L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte II.
Capitolo 6.
L'IDEALE DI DIO (continua)
In periodi diversi c'è un concetto di Dio diverso, in popoli diversi. I popoli in tutti i tempi cercando la deità, Lo hanno immaginato in una forma o in un'altra. Questo è naturale per l'uomo. Se egli parla di qualcuno che non ha mai visto o conosciuto, crea un concetto di questa persona e mantiene il suo concetto come la sua conoscenza di questa persona finché non la vede. Ci sono alcuni che creano nella loro mente un concetto di una persona che non hanno mai visto, quasi reale come la persona stessa. Il cuore umano è un ricettacolo che concepisce l'idea di Dio e Lo immagina secondo la propria mentalità di uomo. Il Buddha della Cina ha delle caratteristiche cinesi e quello del Giappone ha gli occhi giapponesi; il Buddha dell'India somiglia agli indiani. L'uomo non può concepire un essere angelico diverso da un essere umano, a parte il fatto che attacca all'angelo due ali per renderlo un po' diverso. Se l'angelo non fosse raffigurato come uomo non sarebbe un'attrazione per un essere umano, perciò è naturale che in ogni periodo la gente abbia concepito la Personalità di Dio come una personalità umana. Non avrebbero potuto dare un migliore concetto, poiché non esiste nulla nel mondo che sia una personalità più completa della personalità umana.
La gente ha chiamato Dio Lui, riconoscendo il potere e la potenza della Deità. La gente ha chiamato Dio Lei, riconoscendo nella Deità la qualità materna e la bellezza. È dalla differenza di concetto che sono venuti tutti questi dei e dee. È anche vero che ce ne sono così tanti quanti sono i concetti. E tuttavia tanti dei significano tanti concetti dell'Uno Unico Dio. A causa dell'ignoranza di questa verità tanti hanno lottato per i loro diversi dei; e tuttavia in ogni periodo del mondo l'uomo saggio ha capito che Dio è l'Uno e l'Unico Essere. Per la mente comune il sentire l'esistenza di qualcuno come un'idea non è sufficiente. È troppo vago. Desidera sentire l'esistenza di qualcuno con le sue proprie mani, soltanto allora può riconoscere che esiste qualcosa. Perciò il saggio ha dato diversi oggetti a tali mentalità, e li ha indicati alla gente come dei. Alcuni dissero: "Vedi Dio nel Sole"; e la gente capì. Non era soddisfatta nel pensare che Dio era un'idea; era molto più contenta di sapere ora che Dio poteva essere visto da loro e che Dio è in-comparabile perfino come il sole, e che Dio non è raggiungibile. Alcuni saggi hanno detto: "È nel fuoco". Alcuni dissero ad un uomo semplice che chiese di vedere Dio: "Va nella foresta e cerca un certo albero e quest'albero è Dio". La ricerca di questo albero diede all'uomo qualcosa da fare, il che fu la prima cosa essenziale. E la pazienza con cui egli cercò l'albero diede anche qualcosa alla sua anima. Il piacere di trovare un albero raro fu anche una gioia. E alla fine egli trovò poiché Dio è ovunque. Alcuni hanno fatto delle immagini di diverse idee, come l'amore, la giustizia, la conoscenza e il potere e le hanno chiamato dee con nome diversi, formandole in immagini diverse e le hanno date all'uomo da adorare. Alcuni saggi hanno detto che la vacca è sacra. Certamente è sacra per un contadino il cui lavoro dipende dalla vacca. Il sostentamento della sua vita viene, in ogni forma, dalla vacca; ella è sacra.
I saggi hanno indicato diversi oggetti all'uomo che attireranno la sua attenzione e diventeranno per lui oggetti di concentrazione per quietare la sua mente; poiché nella mente che è quieta Dio si manifesta. Allora, ancora, i saggi hanno presentato Dio l'Ideale al popolo sotto forma di simboli. Per gli esseri semplici Dio era un simbolo; e per le menti sveglie lo stesso simbolo di Dio era un fattore rivelatore del segreto della deità. Se si potesse soltanto vedere come meravigliosamente, nella diversità del concetto dell'ideale divino, la saggezza abbia avuto il suo ruolo, guidando le anime di tutti i gradi d'evoluzione verso la stessa meta, che alla fine diventa il raggiungimento spirituale!