L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte II.
Capitolo 7.
L'IDEALE DI DIO (continua)
Il concetto di molti dei è venuto da due fonti. Una era l'idea dei saggi di mettere ogni genere di potere e attributo nella forma della deità, e chiamarla un certo dio. Ciò fu fatto per dare alla mente comune il pensiero più necessario, che Dio è in ogni cosa e Dio è tutto il potere. In seguito tanti non capirono l'idea e la saggezza dietro questa ne fu oscurata, così alcuni saggi dovettero lottare contro le idee di altri saggi. Tuttavia non lottavano contro l'idea; lottavano contro il concetto sbagliato di essa. Ma ora, oggi, quando non esiste in Europa questa idea di tanti dei, tanti hanno perso la loro fede e dopo l'ultima guerra dicono: "Se Dio è tutto bontà, tutto giustizia, tutto potere, perché ha permesso che succedesse qualcosa di così brutto come la guerra?" Se le stesse persone fossero state abituate a vedere Kali, la dea della guerra, fra i loro tanti dei, come gli Indù hanno venerato per generazioni, non sarebbe stato qualcosa di nuovo per loro sapere che se tutto viene da Dio, non soltanto la pace, ma anche la guerra viene da Dio.
I mistici di tutti i tempi hanno perciò dato a Dio tanti nomi. Le scuole esoteriche Sufi hanno avuto i loro nomi diversi per Dio, con la loro natura ed il loro segreto e li hanno usati nelle varie meditazioni sul sentiero del raggiungimento spirituale. Perciò i Sufi non hanno tanti dei, ma tanti Nomi di Dio, ognuno espressivo di un certo attributo. Metti che questi Nomi che i Sufi hanno usato non fossero i Nomi di Dio - se avessero mantenuto nel loro pensiero delle parole quali misericordia, compassione e pazienza - questi sarebbero stati un merito e non una persona. Merito non è creativo, merito è soltanto qualcosa che è posseduto. Quindi l'attributo non è importante; ciò che è importante è colui che possiede l'attributo. Perciò invece di pensare al successo il Sufi si rivolge al Dio del successo. Per lui il Dio del successo non è un Dio diverso; esiste solo un Dio, ma soltanto rivolgendosi a questo Nome di Dio, che è espressivo del successo, egli collega la sua anima a questo spirito perfetto del successo.
L'altra fonte donde viene l'idea di tanti dei, è costituita dai pensatori profondi e dai filosofi, che hanno visto Dio in ogni anima e ogni anima crea un proprio Dio, secondo il suo stadio di evoluzione. Perciò c'è un detto fra gli indù; "Ci sono tanti dei quanti sono i temi musicali". In altre parole ci sono innumerevoli immaginazioni e innumerevoli dei. Se mai questa idea fu insegnata al popolo, fu per rompere quell'ignoranza di alcuni popoli che confinarono Dio nel Cielo e mantennero la terra libera dalla Sua presenza divina: aspettavano che arrivasse la morte, per essere portati alla Presenza di Dio, Che sedeva sul trono della giustizia nell'aldilà. Con ciò cercavano di mostrare al popolo che Dio è in ogni anima; e così ci sono così tante anime quanti dei; avanzate, alcune non avanzate ed altre ancora più avanzate e tuttavia tutti dei. Se c'è una lotta è una lotta fra gli dei; se c'è armonia è un'amicizia fra gli dei. Tramite questi termini desideravano fare realizzare all'uomo la verità più essenziale che Dio è tutto. Senza dubbio coloro che non capiscono continueranno sempre a non capire.
Questa idea creava anche corruzione e rese la gente che aveva tanti dei, interessata alle leggende del passato che narravano le guerre e i combattimenti fra gli dei. Quindi i saggi dovevano venire di nuovo in loro soccorso ed insegnare loro di nuovo l'Unico Dio così che tramite questo insegnamento potessero arrivare alla realizzazione dell'unicità della vita, che viene realizzata nel modo migliore nel Dio l'Ideale.