L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte II.

 

Capitolo 8.

L'IDEALE DI DIO (continua)

Molto spesso tanti che sono pronti ad accettare Dio l'Ideale, mettono in discussione la personalità di Dio. Alcuni dicono: " Se tutto è Dio, allora Dio non è una persona"; perché "tutto" non è una persona: "tutto" è ciò che viene espresso dalla parola tutto. A questa questione si può rispondere che, nonostante il seme non mostri il fiore dentro di sé, tuttavia il seme culmina in un fiore, e quindi il fiore è già esistito nel seme. Se qualcuno dicesse che il fiore fu fatto ad immagine del seme, ciò non sarebbe sbagliato poiché la sola immagine del seme è il fiore. Se Dio non avesse personalità, come potremmo, noi esseri umani, avere una personalità, noi che veniamo da Lui, dal Suo Proprio Essere, e noi che possiamo esprimere il divino nella perfezione delle nostre anime? Se la goccia è acqua certamente il mare è acqua, come potrebbe la goccia essere acqua ed il mare non essere acqua? La sola differenza fra la personalità umana e la Personalità Divina, la Personalità di Dio, è che la personalità umana può essere paragonata; la Personalità di Dio non ha paragone. La personalità umana può essere paragonata perché ha il suo opposto; Dio non ha opposto; la Sua Personalità non può essere paragonata. Chiamare Dio tutto è come dire: un numero di oggetti che esistono tutti insieme da qualche parte. La parola tutto non esprime questo significato che spiega l'Ideale di Dio; la giusta espressione per Dio è Il Solo Essere.

L'Ideale di Dio è talmente enorme che l'uomo non lo può comprendere pienamente, quindi il metodo migliore che i saggi hanno adottato è di permettere ad ogni uomo di creare il proprio Dio. Con ciò egli crea soltanto quel concetto che è in grado di creare. L'uomo Lo rende il Re dei Cieli e della terra; Lo rende il Giudice più grande di tutti i giudici; Lo rende l'Onnipotente, Che ha tutto il potere; Lo rende il Possessore di tutta la grazia e la gloria; Lo rende il Dio amato, misericordioso e compassionevole; riconosce in Lui la provvidenza, l'appoggio, la protezione; e riconosce in Lui tutta la perfezione. Questo ideale diventa come un gradino verso la conoscenza più elevata di Dio. L'uomo che non ha immaginazione per creare un Dio e colui che non è aperto all'immagine di Dio che un altro uomo gli presenta, ne rimane senza, poiché egli non trova nessun gradino per raggiungere questa conoscenza che la sua anima brama, ma che il suo dubbio nega.

Tanti si domandano se creare un Dio dalla propria immaginazione non sia ingannare se stessi, Qualcuno Che non è visto nel mondo oggettivo. La risposta è che tutta la nostra vita è basata e costruita sull'immaginazione; e se c'è una cosa duratura in questo mondo oggettivo, questa è l'immaginazione. Colui che è incapace di ciò e che non dà valore all'immaginazione, è privo d'arte e di poesia, di musica, di buone maniere e di cultura. Egli può molto bene essere paragonato ad una roccia che mai si preoccupa di immaginare.

L'uomo non è capace d'immaginare Dio se non come una persona - una persona con tutte le migliori qualità, la persona ideale. Questo non vuol dire che tutto ciò che è brutto e malvagio non faccia parte dell'universo di Dio, o che in altre parole non sia in Dio Stesso. Ma l'acqua dell'oceano è sempre pura nonostante tutte le cose che vi possano essere state gettate dentro. L'Uno che è Puro consuma tutte le impurità e le cambia tutte in purità. Malvagità e bruttezza sono soltanto nel concetto limitato dell'uomo; nel grande Essere di Dio esse non hanno un'esistenza, perciò non si sbaglia colui che nella sua immaginazione rende Dio il Dio di tutta la bellezza, libero dalla bruttezza; il Dio di tutte le migliori qualità, libero da tutto il male, poiché tramite questa immagine egli è attirato ogni momento della sua vita sempre più vicino a questo ideale divino che è la ricerca della sua anima. E una volta che ha toccato la Perfezione Divina, troverà in ciò la realizzazione della sua vita.

 

 

 

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