L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte II.

 

 

Capitol 9.

IL SÉ E IL MERITO DI DIO

 

 

In termini Sufi il Sé di Dio viene chiamato Zat, e le Sue qualità, i Suoi meriti vengono chiamati Sifat. Gli indù chiamano il primo aspetto di Dio Purusha e l'altro Prakriti, che si possono tradurre con le parole spirito e materia. Zat, lo Spirito di Dio è incomprensibile. La ragione è che Ciò che comprende Se Stesso è Intelligenza, il vero Essere di Dio; così la comprensione non ha niente da comprendere nel suo proprio Essere. Senza dubbio nei nostri termini comuni è la facoltà comprensiva dentro di noi che chiamiamo comprensione; ma in questo caso non significa questo, poiché intelligenza non è necessariamente intelletto. Merito è qualcosa che è comprensibile; è qualcosa che è chiaro e distinto, così da potere essere reso intelligibile. Ma intelligenza non è intelligibile tranne per il suo proprio sé. L'intelligenza sa che io sono, ma non sa cosa sono. Tale è la Natura di Dio. L'intelligenza non avrebbe conosciuto la sua propria potenza ed esistenza, se non avesse conosciuto qualcosa all'infuori di sé. Così Dio conosce Se Stesso tramite la manifestazione. La manifestazione è il sé di Dio, ma un sé che è limitato, un sé che fa sì che Egli sa che Egli è perfetto quando Si paragona con il Suo Stesso Essere, con questo sé limitato che chiamiamo natura. Perciò lo scopo di tutta la creazione è la realizzazione che Dio Stesso ottiene scoprendo la Sua propria Perfezione attraverso questa manifestazione.

Poi l'idea che è esistita nella Cristianità, è anche un enigma da risolvere, per poter trovare la verità della vita. E' l'idea della Trinità. Ciò che mantiene l'anima nella perplessità è il triplice aspetto della manifestazione. Fintanto che l'anima rimane in questo enigma, non può arrivare alla conoscenza dell'Unico. Questi tre aspetti sono: Colui che vede, la Visione, e il Veduto; Colui che conosce, la Conoscenza, il Conosciuto. In parole semplici, io direi questi sono i tre aspetti della vita. Un aspetto è la persona che vede; l'altro aspetto è la visione, o gli occhi con il cui aiuto si vede; e il terzo aspetto è ciò che egli vede. Perciò non si può facilmente accettare l'idea che :"Ciò che vedo è uguale a me stesso"; né credere per un momento che : "Il mezzo con cui vedo sono io"; poiché i tre aspetti di cui sopra sembrano essere separati, guardandosi in faccia l'un l'altro, come la prima persona, la seconda persona, e la terza persona di Brahma. Quando questo enigma è risolto, conoscendo che i tre sono uno, allora lo scopo dell'Ideale di Dio è realizzato. Poiché i tre veli che coprono l'Unico sono sollevati. Allora non rimangono più tre; allora c'è l'Unico, Il Solo Essere. Come dice Hegel: "Se credi in un Dio sei giusto; se credi in due Dei, questo è vero; ma se tu credi in tre Dei, anche questo è giusto; poiché la natura dell'unità viene realizzata tramite la varietà.

 

 

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