L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte IV

 

 

Capitolo 2.

LA FORMA IN CUI IL MESSAGGIO VIENE RICEVUTO NELL'ANIMA PROFETICA.

 

 

Questa é una domanda che viene sempre fatta: come l'anima Profetica riceve il Messaggio di Dio: in quale forma? È l'Angelo Gabriele che lo porta come è detto nelle Scritture di Beni Israele? Viene come una voce? Viene in una forma visibile? La risposta è che ogni cosa che riguarda ciò che è stato detto nelle antiche Scritture, ha così tanta verità in se stessa, sebbene molto spesso alcune idee simboliche vengano incorrettamente interpretate dai non iniziati. Gabriele come Messaggero è, in parte, immaginazione. Il vero Gabriele è quello Spirito Guida che è l'anima dei Profeti. La sua voce è intuizione, ma per la mente attenta del Profeta questa voce é talvolta così distinta che diventa più forte di quello che si sente con le orecchie; perché nei loro cuori è stata creata una capacità; in altre parole, i loro cuori diventano come le cupole che riecheggiano ogni parola. Il cuore della persona comune non dà questa eco; così la voce interiore diventa impercettibile per la propria anima. Come la voce è necessaria, così anche l'udito è necessario; senza l'udito la voce è impercettibile. L'udito è la capacità dentro il cuore. Quando il cuore diventa come un orecchio, allora inizia a sentire la voce che viene dall'interno.

Ed ora viene la domanda se un Gabriele si sia manifestato ai Profeti in una certa forma. Questo è anche vero. Non c'è nulla al mondo che sia vuoto di forma, tranne Dio, Che è senza Forma. La forma di alcune cose è visibile, e di altre cose è invisibile. Perfino i pensieri e i sentimenti hanno delle forme. Potresti chiamarle risultati, ma la forma é sempre un risultato. Un cuore che può sentire la voce interiore più forte delle parole dette, può certamente vedere la forma, perfino la forma che non viene vista da ogni anima. Alla domanda: "Gli occhi dei Profeti vedono una forma?" si può rispondere: "Si"; poiché quello che il cuore vede pienamente è quello che diventa riflesso anche negli occhi. Non viene visto dall'esterno ma dall'interno, e tuttavia viene visto. Non ogni persona concepisce un'idea come questa: non quella persona che è abituato a vedere e a sentire tutto ciò che viene dall'esterno. Per il saggio è chiaro come il sole, sapere che gli occhi e le orecchie non sono soltanto gli organi in cui le impressioni della vita esteriore vengono riflesse, ma perfino anche le impressioni della vita interiore vi vengono riflesse.

Ha poca importanza per un Profeta se le orecchie sentano oppure sia il cuore che sente, se sono gli occhi che vedono oppure sia il suo cuore che vede. È consapevole che ode e sente e per lui quello è sufficiente evidenza di un Dio vivente. Si può chiedere: "Vuoi dire con questo che Dio è così personale da parlare e manifestarSi ad una certa anima come un fantasma? Se fosse così non sarebbe nient'altro che limitare Dio! In risposta a ciò vorrei dire che il Dio illimitato non può essere reso più intelligibile al nostro io limitato se non prima che Egli stesso sia stato reso limitato. Questo ideale limitato diventa come uno strumento, come un veicolo di Dio Che è perfetto e Che è senza limiti.

 

 

 

 

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