L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte IV
Capitolo 5
IL PROFETA
Cosa viene chiesto da un Profeta? L'anima Profetica deve necessariamente elevarsi così in alto da poter sentire la Voce di Dio, ed allo stesso tempo deve inchinarsi così in basso da poter sentire ogni piccolo sussurro degli esseri umani. Ogni piccola mancanza di considerazione o riguardo per tutti coloro che vogliono richiamare l'attenzione dei Profeti è stata notata e rimarcata nelle vite dei Profeti. Questo vuol dire vivere nel Cielo e vivere sulla terra allo stesso tempo. Il cuore del Profeta è destinato ad essere un'arpa, ogni sua corda ad essere intonata al suo giusto diapason, così che Dio può suonare su di essa la Sua musica. Ed è questa musica celestiale che viene chiamata il Messaggio Divino. È per questa ragione che tutte le Scritture antiche furono chiamate Githas o Gathas, che significano la stessa cosa - Musica -. La Canzone Celestiale di Krishna è chiamata Bhagavad Gita, che vuol dire la Canzone di Dio; e i Parsi chiamano la loro sacra scrittura Gatha. Le Scritture Ebraiche vengono recitate come una cantilena; anche il Corano è recitato nella forma di canto.
Ogni musicista sa quanto sia difficile mantenere il suo violino intonato, specialmente quando viene scosso quando deve muoversi nella folla. Il cuore quindi è imparagonabilmente più suscettibile a scordarsi. È per questa ragione che i Veggenti ed i Mistici cercavano la solitudine e si tenevano lontani dalla folla; ma il Profeta, a causa della sua missione naturale, è messo nel mezzo della folla. È il problema della vita nella folla che deve risolvere, e tuttavia non risolverlo intellettualmente, come tutti desiderano fare, ma spiritualmente, mantenendo quello strumento, il cuore, intonato giustamente all'Infinito, così che egli può ricevere la risposta a tutte le domande che sorgono ad ogni momento del giorno.
È quindi perfino la presenza del Profeta che è la risposta ad ogni domanda; senza avere detto una parola, il Profeta dà la risposta; ma se una mente è inquieta e confusa, essa non può sentirla, allora quella mente riceve la risposta in parole. La risposta del Profeta sradica ogni domanda; ma la risposta viene sempre dal cuore del Profeta senza che gli sia stata fatta la domanda; perché il Profeta è soltanto un intermediario fra Dio e l'uomo; perciò la risposta viene da Dio. Non è vero che il Profeta risponde alla domanda perché legge la mente; è la mente di colui che fa la domanda che fa risuonare, nel piano interiore , la campana divina, che è il cuore del Profeta, e Dio, sentendo la campana, risponde. La risposta arriva in una maniera come se le parole fossero messe nella bocca del Profeta. Il Profeta quindi non ha bisogno di pensare alla domanda che gli viene fatta; è tutto automatico, così che la domanda tira fuori da lui la risposta. Questa regola non è applicata solamente agli individui, ma alla moltitudine. Mille persone che ascoltino un Profeta nello stesso tempo ed ognuno con una diversa domanda nella mente, alla domanda di ognuno viene data una risposta. E così il vero carattere delle sacre Scritture è che perfino il Libro risponde alla domanda, se una persona lo apre automaticamente per scoprire una soluzione ad un certo problema. Immagina, se il Libro risponde, allora ci si potrebbe aspettare ancora di più dal Profeta; poiché l'anima del Profeta è il Libro vivente: il suo cuore è la sacra Scrittura.
Cos'è la religione? È il senso esteriore della parola, una forma data per adorare Dio e una legge data ad una comunità per vivere armoniosamente. E cosa vuol dire religione nel senso interiore della parola? Vuol dire una scala fatta per l'anima per salire e raggiungere quel piano dove la Verità è realizzata. Entrambi questi aspetti della religione possono essere trovati nelle parole e nell'anima del Profeta: le sue parole, la legge; il suo Messaggio, la saggezza; il suo essere, quella pace che è la ricerca di ogni anima. Dio non si è mai manifestato come Se Stesso in questo mondo di molteplicità, dove ogni cosa ed ogni essere è un'espressione divina, sebbene con le sue limitazioni. E se il mondo è stato capace di credere in Dio e di riconoscere Dio in un essere, é proprio nel divino essere e nell'anima che riflette Dio. Con tutti gli argomenti pro e contro la divinità di Cristo, nessun credente sincero in Dio può negare che Dio si riflette nella Personalità del Maestro.