L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte V Profeti e Religioni

 

Capitolo 1

RAMA

 

Rama, il grande Profeta e ideale degli Indù, fu allo stesso tempo un esempio di divinità. Si dice che il carattere di Rama sia stato predetto da Valmiki; allo stesso tempo l'educazione che fu data a Rama da un grande Rishi di nome Vashishta, fu un'educazione per portare alla luce quel Regno di Dio che è nascosto nel cuore dell'uomo. Rispetto a questo Rama non fu soltanto un ideale per gli Indù di quell'epoca particolare, ma fu un modello per formare il carattere di coloro che camminano sul sentiero spirituale di qualsiasi epoca.

Rama fu un principe di nascita, ma venne dato ad un saggio per essere educato, e visse la vita in solitudine, una vita di studio e gioco insieme. Non gli fu soltanto insegnato a leggere ed a scrivere, ma fu anche allenato in esercizi atletici, negli sport ed in ogni genere di combattimento. Ciò dimostra quale educazione aveva la gente antica, un'educazione in tutte le direzioni della vita. Ed essendo stato allenato in tal modo, Rama completò il suo corso di studi nel rigoglio della sua giovinezza.

La storia di Rama è sempre stata considerata come la scrittura più sacra per gli Indù. Viene chiamata Ramâyana. Il Brahman recita questa storia in una forma poetica che i devoti del Maestro ascoltano per ore senza stancarsene. Poiché lo accettano come un training religioso.

La parte più interessante nella vita di Rama è il suo matrimonio. Nei tempi antichi c'era l'usanza che il marito veniva scelto. Questa usanza derivò dalla tendenza al combattimento. Ad ogni piccolo disaccordo i principi del momento prendevano le armi perfino in occasioni come un matrimonio. Per evitare la guerra, il padre di Sîta invitò tutti i principi e i potenti del suo paese e diede il diritto di scelta alla figlia. Fu scelto un momento in cui tutti si riunirono nella galleria reale, addobbati con i loro ornamenti e decorazioni regali.

Rama visse una vita semplice; non aveva ancora conosciuto cosa significasse una vita principesca, perché era stato preparato presso un Santo, dove mangiava lo stesso cibo del Saggio. Si vestiva con gli stessi vestiti semplici come faceva il Saggio e viveva nella foresta in solitudine. Tuttavia la luminosità dell'anima si irradia perfino senza ornamenti. Quando Sîta entrò in questa assemblea con una ghirlanda di fiori nelle mani, il suo primo sguardo cadde su Rama, e non poté spostare il suo sguardo da questo ideale della sua anima verso nessun altro, poiché la sua anima riconobbe la perla nel suo cuore. Sîta, senza un momento di pausa, andò immediatamente da lui e mise la ghirlanda al collo di questo giovane così semplice e modesto, che stava con un'espressione innocente dietro tutti gli ospiti splendenti. Tanti si meravigliarono di questa scelta, ma tanti di più diventarono come un fuoco ardente con il pensiero d'invidia e gelosia. Fra di loro il più turbato era il Re di Lanka, Râvana. Perché Sîta non era soltanto conosciuta come la principessa più bella di quel tempo, ma era anche chiamata Patmãni, la Vergine Ideale.Come Rama fu un esempio nel suo carattere, così in Sîta fu innato il carattere ideale.

Poi venne la separazione dei due. Sîta, che aveva seguito Rama nel suo Vânavâsa di dodici anni, che significa scorrazzare nella foresta, una volta venne lasciata sola nella foresta mentre Rama era andato a prendere dell'acqua. In quel momento Sîta sparì e dopo una grande difficoltà ed un grande dolore le sue tracce furono trovate. Era stata fatta prigioniera da Râvana. Ella visse fermamente per Rama nella sua prigionia, e non cedette alle tentazioni e minacce di Râvana. Alla fine giunse la vittoria. Rama lottò con Râvana e portò Sîta a casa.

Questa storia ci dà un quadro della vita che è per ognuno una lotta, in piccola o grande misura. La natura esteriore della lotta può essere diversa per ognuno ma, allo stesso tempo, nessuno può vivere in mezzo a questo mondo senza lottare. Colui che alla fine vince questa lotta, ha realizzato lo scopo della sua vita; colui che alla fine perde ha perso.

La vita di Rama suggerisce che, a parte lo sforzo spirituale, la prima cosa da affrontare è la lotta nel mondo; e se ci si attiene al proprio ideale attraverso ogni test e prova nella vita, si arriverà senza dubbio allo stadio di essere vittoriosi. Non importa quanto piccola sia la lotta, ma la vittoria vinta alla fine di ogni lotta è la forza che conduce l'uomo avanti sulla strada verso lo scopo della vita. La vita dell'uomo, per quanto grande e spirituale, ha le sue limitazioni. Davanti alle condizioni della vita sulla terra, l'anima più forte sembrerà per un momento indifesa. Ma ciò che conta non è l'inizio; è la fine. È l'ultima nota che una grande anima suona che prova se quest'anima è reale e vera.

Forme di Culto Indù

La religione Indù è una delle religioni più antiche nel mondo, e da essa si possono rintracciare quasi tutte le religioni del passato. La religione più primitiva del mondo, l'adorazione del sole, che nel mondo venne e scomparve, esiste ancora fra i Brahmini. Salutano il sorgere del sole dopo essersi immersi nel fiume; e vengono purificati dai suoi raggi altamente ispiratori. Oltre al sole adorano la luna ed i pianeti vedendo ognuno di loro come un dio peculiare, che significa un potere particolare di Dio.

La religione mitica degli antichi Greci, degli dei e le dee degli antichi Egiziani - tutto questo vie-ne trovato oggi nella religione degli Indù. Hanno fra i loro dei quasi tutti gli animali e gli uccelli conosciuti all'uomo; e tutti gli aspetti diversi della vita sono spiegati nei loro miti, che insegnano all'uomo a vedere l'Essere Divino in tutto. I grandi poteri dell'Onnipotente sono raffigurati come vari dei e dee, a cui sono attribuiti dei poteri speciali. Alcuni venerano questi, perfino animali selvaggi come i leoni, gli elefanti, o il cobra sono considerati sacri. Con ciò viene insegnata la morale di amare i nostri nemici.

L'adorazione del fuoco dei Zoroastriani si può vedere nelle cerimonie Yãg e Yãgna degli Indù. L'idea della Trinità dei Cristiani può essere tracciata nelle idee di Trimurti della religione Indù. La prostrazione durante le preghiere, che esiste in Islam, può essere vista nella sua forma completa nelle forme di Prãnãm e Dandãvat del culto Indù.

Oltre a tutti questi oggetti di adorazione vengono insegnati la venerazione del Guru, il Maestro. Il primo Guru lo vedono nella madre e nel padre, dopo ogni persona con cui vengono in contatto, che gli insegni qualsiasi cosa, la considerano come un Guru; finché non hanno sviluppato in se stessi l'atteggiamento completo di venerazione, che alla fine mostrano al Guru reale che li aiuta nel loro risveglio spirituale. Il verso seguente degli Indi dà un idea di quello che il chela pensa del suo Guru:

"Ho goduto la mia vita sulla terra, o Guru, tramite la tua misericordia. Le tue parole mi hanno attirato più vicino a Dio. Come con il sorgere del sole svanisce l'oscurità, Così tu hai scacciato via il buio dell'ignoranza dalla mia anima. Alcuni adorano gli esseri terreni e alcuni adorano quelli celesti, Ma io venero te, o Guru santo."     (Sundar Dhãs)

La Base del Sistema delle Caste fra gli Indù.

Quando gli Aryani vennero e si stabilirono in Bharat Khand, che oggi é chiamata India, vollero farsi là una vita di solitudine e autosufficienza.

Quelli fra di loro che furono educati e pii, il cui modo di vivere fu in ogni aspetto migliore degli altri, si raggrupparono e si chiamarono Brahmini, il loro lavoro fu lo studio, la ricerca scientifica, la musica e la poesia; e la guida religiosa fu loro diritto. Insegnarono alla gente come maestri. Alle cerimonie di matrimonio, alle nascite e alle morti, si incaricarono delle cerimonie con i loro riti religiosi. La loro vita fu come la vita di un eremita. La differenza fu che essi si sposarono fra di loro; la loro vita quotidiana dipendeva solo dalle Bhiksha - offerte volontarie.

Ci furono altri fra loro che videro con riverenza i Bramini per la loro educazione ed il loro insegnamento religioso, ma si ritennero superiori per i loro meriti di guerrieri e per il controllo del paese che gli apparteneva. Furono chiamati Kshattriya (proprietari terrieri, o guerrieri).

Coloro che furono astuti nel commercio si rifugiarono sotto il potere ed il controllo dei Kshattriya, e presero in mano tutto ciò che concerneva i soldi. Loro furono chiamati Vaishyas. Trattarono ogni genere di affari.

Quello che rimasero furono gli operai e riguardo al loro lavoro si formarono fra di loro dei gradi. Essi si chiamarono Shûdras.Ci furono fra di loro alcuni il cui lavoro fu di una tale natura che entrare nelle case o toccare un'altra persona mentre lavorava sarebbe stato contro le regole sanitarie. Poiché il Bramanesimo era la religione più scientifica, creò la legge che questi non dovevano essere toccati. In quel modo furono formate queste quattro caste e andarono avanti in pace finché non arrivarono gli stranieri nel loro paese, che naturalmente interferirono nella loro armonia e l'intero piano divenne un fallimento.

Con tutta la saggezza nel formare queste quattro caste, si vede un egoismo da parte delle alte classi, come è sempre stato con la razza umana; e questo è stato un grande ostacolo al progresso degli Indù in generale, perché venne impedita ogni possibilità di progresso alle classi più basse. La sola consolazione fu di reincarnarsi e di nascere in una classe più alta. Altrimenti non c'era nessuna altra possibilità. Questa è la ragione principale che ha dato importanza nella razza Indù alla dottrina della reincarnazione.

 

 

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