L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte V Profeti e Religioni
Cap. 10
IDOLATRIA
Sembra che l'idolatria sia stata comune attraverso tutti i secoli come una forma principale della religione, nonostante i nomi degli Dei fossero diversi fra i popoli diversi. L'idea di dei e dee veniva da due aspetti della natura umana - l'uno l'idealismo e l'altro la venerazione. L'uomo, per quanto primitivo nella sua evoluzione, aveva, come sembra, un desiderio di alzare lo sguardo a qualche oggetto o a qualche essere più alto e meglio di lui. Talvolta creò un'ideale della sua propria natura, e talvolta fu aiutato in un tale ideale da qualcun'altra. Non esiste nessuna razza al mondo che possa dire: "Non abbiamo mai avuto idolatria nella nostra razza"- nonostante ci siano tanti che oggigiorno guardano con disprezzo a ciò.
L'uomo ha conosciuto Dio piuttosto dalla sua bontà e non dalla sua grandezza perché nessun uomo ammira il potere. L'uomo si arrende al potere - questo è tutto a ciò che è dovuto - ma l'uomo ammira la bontà. Quindi ci sono due cose che hanno creato l'ideale della devozione: lode della bontà e la resa ad un potere più grande. Fu considerato come bontà il sostegno, la protezione, la provvidenza, la compassione, la misericordia, il perdono. Come potere si considerava la creazione e distruzione di ogni cosa e tutte le cose. Combinando questi due aspetti, bontà e grandezza, l'uomo completava l'idea di Dio, e, dato che Dio è Uno, non si possa dire Egli è due; sebbene per quanto uomini ci sono, tanti dei ci sono, visto che l'ideale di ogni uomo è peculiare per se stesso.
L'uomo, che non poteva completare l'ideale senza formarsi un'idea della personalità, poteva soltanto essere soddisfatto da alcune forme, che naturalmente preferì rendere piuttosto somigliante alla sua propria, oppure fare al meno una combinazione da somiglianze diverse, o qualsiasi somiglianza che la sua mente possa afferrare. Come ogni uomo è stato diverso dagli altri nelle sue idea e nei suoi pensieri, così ognuno ha differita dal suo simile nella sua scelta d'uno idolo ideale. Perciò, se qualcuno chiamava un suo idolo particolare "il mio dio", e i suoi amici e seguaci e parenti accettavano anche questo dio, allora colui che era contrario a quella persona diceva: "Il mio dio è diverso del tuo", e creava un altro dio. Se ne veniva fuori un svantaggio nell'idolatria, era soltanto questo - che invece d'inchinarsi davanti ad un Dio, e unendosi con i propri simili nella devozione di un Dio, l'uomo prese strade diverse e separate nel nome dei diversi idolo-dei, e molte idolatri voltarsero la spalla l'uno all'altro.
L'idolatria è stata insegnata all'umanità così che l'uomo potesse imparare ad idealizzare Dio persino se non era abbastanza sviluppato per capire l'ideale di Dio nel suo vero senso. Questo era un'istruzione, come una piccola bambina riceve la sua prima istruzione nella vita domestica giocando con delle bambole. L'uomo è soltanto in grado di idealizzare Dio come uomo, poiché, in primo luogo, ogni essere vede in un altro se stesso. Un furfante ha paura della furfanteria di un altro, e una persona gentile si aspetta gentilezza dal suo simile. L'uomo ha sempre pensato a fantasmi, spiriti, geni, fate ed angeli come a esseri in forme umane! Anche talvolta, per renderli diversi, ha aggiunto loro delle ali, o dei corni o una coda, tuttavia li ha tenuti il più stretti possibile alla forma umana. Quindi non c'è da meravigliarsi se ha disegnato l'ideale più alto nella forma d'uomo, e l'ha chiamato l'opposto; invece di dire: "Ho creato Dio nella mia propria immagine", egli dice: Noi abbiamo creato l'uomo a Nostra somiglianza." Perfino idoli come quello dell'idea della libertà sono configurata dall'uomo di oggi nella forma di una donna o di un uomo, il cui segno esiste nel porto di Nuova York e sui francobolli della Francia.
L'uomo è stato drammatico in tutti i tempi. Egli è per natura un attore, ed è il suo più grande piacere rendere la sua vita un dramma e lui stesso rappresentare una parte in questa. È lo stesso spirito che è nascosto sotto la chiesa e la nazione, ed è questo spirito che porta una corona e accetta le veste rabberciate di un Derviscio. E quando questo stesso atteggiamento rappresenta una parte nella religione o nella vita spirituale, la sua prima tendenza è postare davanti a sé un Signore, un Re, un Maestro, davanti a cui si inchina; ed è questo che ha dato all'uomo una tendenza ad idealizzare Dio in una forma umana o ad idealizzare un nome o una forma umana come Dio.
Nonostante esiste, è esistita e esisterà la diversità delle religioni, della fede e delle credenze, tuttavia la natura umana rimarrà sempre la stessa ovunque, in ogni parte del mondo e in tutti i tempi; e colui che conosce questa natura capirà la religione di tutti, e si considererà come appartenente alla sua religione, la sola Religione della Saggezza.
L'uomo è abituato a credere nella realtà delle cose che può toccare e percepire, e qualsiasi ideale che sia al di là del suo tocco e della sua percezione, egli ci crede e tuttavia non può essere sicuro della sua esistenza. Non soltanto quello, ma l'assenza di quell'ideale impedisce la sua espressione di devozione. Ha dei dubbi e si chiede a chi sta pregando, se esiste un tale essere come Dio; e, se esiste un tale essere come Dio, cosa è la Sua somiglianza. E dato che non ogni persona è capace di un'immaginazione bella che potrebbe piacerlo, così non tutti sono capaci di disegnare nella propria mente l'ideale della sua devozione. Quindi sono i musicisti che hanno composto della musica, sebbene ognuno possa cantare o canticchiare un po' per divertirsi; ed è il pittore che dipinge un quadro, sebbene ognuno può disegnare un po' per divertirsi; ed è così l'immaginazione - coloro le cui immaginazione si sollevava al di sopra dell'altezza dell'immaginazione comune - davano un disegno della loro immaginazione al mondo nella forma di un Mito che era riprodotto dall'arte e reso un idolo. Questo fu la sola maniera che nei tempi antichi sembrò la migliore da adottare per il sollevamento dell'umanità.
Gli Indù furono i primi al mondo a formare il concetto dei tre aspetti della Divinità, che chiamarono Trimurti: Brahma, Vishnu e Shiva - il Creatore, il Sostenitore e il Distruttore. Come è vero che quei tre poteri nella vita sembrano mantenere l'equilibrio di tutto l'universo, e questi tre aspetti operano in ogni cosa al mondo! Il disegno di Brahma fu fatto con quattro bracci, il che significa che, oltre le braccia fisiche, ci sono braccia mentali, che sono necessari nella schema della creazione. E Vishnu è disegnato seduto su un cobra; ciò significa che il potere della distruzione sta spettando come un cobra per ingoiare ogni attività - per togliere la fama dai famosi, per togliere la ricchezza dai ricchi, per togliere il potere dai potenti - colui che possa respirassi su quello, egli è il Sostenitore di ogni attività e interesse nella vita. Il disegno di Shiva è quello di un asceta, dalla cui testa sorgono i fiumi, il cui collo è un cobra, e ha cenere sul suo corpo, un toro come suo veicolo. In questo disegno il cobra significa la distruzione accettata - tutto ciò di cui l'uomo ha paura è avvolto intorno al propria collo; le cenere significano l'annientamento - ogni cosa che è andata attraverso la perfetta distruzione diventa cenere; i fiumi della testa mostrano una corrente costante di ispirazione, dato che l'ispirazione del Mistico è illimitata; il toro significa uno con una fede semplice, che, senza ragionamento, accetta la verità, la quale non può essere facilmente accettata dall'intelletto. Ci sono tre dee che mostrano l'altro aspetto di queste nature: Saraswathi, la dea di Brahma, che cavalca un pavone, con quattro mani, due portano una vina, in una mano un tashbi, nell'altra un libro; che significa che la musica è creativa, l'imparare è creativo, la contemplazione è creativa, e nell'arte si trova la bellezza che il pavone rappresenta. La dea di Vishnu è Lakshmi, che sta su un loto, con una corona d'oro, con quattro mani, in una un chakra, un'arma antica, in un'altra kawel, un giglio, che rappresenta la ricchezza che ha tutta la bellezza ai suoi piedi, e delicatezza e tenerezza nelle sue mani. L'arma rappresenta il potere necessario per mantenere la ricchezza; due braccia, una per prendere, l'altra per dare; la corona d'oro significa l'onore dei ricchi è la loro ricchezza. Queste sono delle lezioni date all'umanità per studiare i diversi aspetti della vita con il pensiero della sacralità.
Negli occhi dei saggi di tutti i tempi, l'Universo è diventato una singola Immanenza dell'Essere Divino; e ciò che non può essere paragonato, o che non ha paragone, è difficile da spiegare nella lingua umana. Quindi, l'idea dei saggi in tutti i tempi è stata di permettere all'umanità di venerare Dio in qualsiasi aspetto in cui fossero stati capaci di vedereLo. Si può rintracciare nella storia e nelle tradizioni che gli alberi furono adorati; gli animali e gli uccelli; i fiumi e i mari; i pianeti, il sole e la luna, furono adorati; eroi di ogni genere furono adorati; c'è state l'adorazione degli antenati, degli spiriti, sia benevoli e maligni; Ed il Signore dei Cieli fu adorato da alcuni come il Creatore; da alcuni come il Sostenitore; da alcuni come il Distruttore; da alcuni come il Re di tutto. E i saggi hanno tollerato ogni aspetto di adorazione, vedendo che tutti hanno adorato lo stesso Dio in forme e nomi diversi, e tuttavia non sapendo che il dio di un'altra persona è lo stesso Dio Che ognuno ha adorato. Quindi la religione degli Indù fu di vedere questi molti dei in un Dio, e di riconoscere quell'unico Dio in tutte le Sue miriadi di forme.
Fu un tempo quando, dall'idolo all'ideale, Dio Ci fu innalzato, ed era senza dubbio un miglioramento. E tuttavia persino nell'ideale Egli era ancora un idolo, e finché a che la questione della vita e della sua perfezione non sarà risolta con l'ideale di Dio, con il proprio amore e la propria devozione per Lui, non si sarà ancora giunto all'obbiettivo che la religione rappresenta.
Il bisogno di un Ideale di Dio è come il bisogno di una barca per navigare attraverso l'Oceano dell'Eternità; e dato che c'è il pericolo di sprofondare nel mare senza una barca, così c'è il pericolo per l'uomo di cadere la preda alla mortalità senza l'Ideale di Dio.
La difficoltà del credente è sempre stata niente di meno della difficoltà del miscredente. Perché un semplice credente, di regola, conosce Dio dal disegno che il suo prete gli ha dato - Dio il Benevolo, o Colui Che ha cura, o il Misericordioso; e quando il credente nel Giusto Dio vede ingiustizia nella vita, e il credente nel Gentile Dio vede crudeltà intorno a sé, e quando il credente in Dio Che ha cura deve affrontare l'inedia, allora arriva il momento in cui la corda del suo credere si rompe. Quanti nell'ultima guerra hanno cominciato a dubitare e farsi domande sull'esistenza di Dio, e alcuni diventarono di fatto miscredenti.
In un certo senso, l'idolatria è stata una lezione per praticare la propria fede e credo pazientemente davanti a incuranti dei di pietra, e per prostrarsi e inchinarsi davanti al dio-idolo fatto con le mani dell'uomo stesso. Nessuna risposta da questo nella miseria dell'uomo, nessun allungare la mano nella povertà dell'uomo; nessuna carezza o abbraccio di simpatia viene da questo incurante dio; e tuttavia la fede ed il credo sono rimasti sotto tutte le circostanze, ed è tale credo che è fondato sulla fondazione di rocce, trovandosi, non scosso e non rotto, nelle piogge e nelle tempeste. E, dopo tutto, quale è la dimora di Dio? Lo è il credere dell'uomo. E su cosa Egli è seduto? Il Suo trono è la fede dell'uomo. Così l'idolatria fu il primo stadio di rafforzamento della fede e del credere in Dio, l'ideale che solo è la fonte della realizzazione della Verità.
Una forma Avanzata di Idolatria.
Quando il mondo si sviluppò ad un tale stadio che un credente in Dio fu capace perfino di vedere Dio nel suo idolo, e di comunicare con Lui tramite il potere della sua fede, allora arrivò la prossima lezione per i fedeli, ciò che si vede nella catena dei Profeti venuti l'uno dopo l'altro a Beni Israele. D'Abramo al Cristo, la lezione veniva, culminando nel Messaggio di Maometto. Fu l'idea di imparare la prossima lezione - quella di cambiare l'idolo nell'ideale; elevandosi dalla devozione di forma alla forma dell'astratto. Tramite il pregare, il lodare del Signore, tramite il glorificare il Suo nome, tramite il contemplare sui Suoi attributi, tramite l'ammirazione della Sua Rettitudine, e tramite la realizzazione della Sua Bontà, l'uomo creò il suo Dio nel suo cuore. L'idolatria fu intesa per questo, ma fu la prima lezione; la seconda fu di liberare la propria mente dalla forma; visto che ci sono innumerevoli forme, e quando Dio viene riconosciuto in una for-ma, allora tutte le altre forme sono escluse, essendo riconosciute anche come le Sue forme.
L'uomo ha nella sua natura una debolezza; cioè, quando qualsiasi cosa gli viene data per il suo bene, e quando questa li piace, egli si attacca ad esso finché riceve i suoi brutti risultati; una volta attaccato, non desidera mai lasciarlo. Se un medico dà una droga al suo paziente e questa piace al paziente, si indulge in questa, e desidera continuarla, finché, invece di una medicina per la sua cura, cambia in un vizio per la propria distruzione. Così l'idolatria diventò un vizio, finché i Messaggeri lo dovettero combattere e rompere con il martello. Ma nei casi dove è rimasta come una prima lezione, ha porteto un grande miglioramento, ed ha reso la gente molto più capace di ricevere la seconda lezione dell'Ideale di Dio, che per tanti è difficile da imparare.
La Forma più Alta d'Idolatria.
È senza dubbio vero che Dio non può essere venerato senza idolatria in una forma o altra, nonostante tanta gente lo pensi assurdo. Dio è come l'uomo Lo costruisce, sebbene il Suo Vero Essere è al di là della capacità dell'uomo di costruire, o persino di percepire. Perciò il reale credere in Dio è inintelligibile; soltanto quella parte di Dio che l'uomo costruisce è intelligibile. L'uomo lo costruisce nella forma umana, o negli attributi che a lui sembrano bene nell'uomo; e questo è il solo modo di modellare Dio, se l'uomo mai lo ha fatto. Costruire una statua di pietra in qualche forma ed adorarla come Dio è lo stadio primitivo dell'adorazione; ma il designo in una forma umana, nella forma di qualche Eroe, Profeta o Salvatore, è un genere avanzato di devozione. Ma quando l'uomo adora Dio per la Sua Bontà - in altre parole, impresso dalla sublimazione della Sua Natura - quando l'uomo mantiene la visione della Bellezza Divina, riconoscendo la bellezza nel merito, nel potere o nella virtù; e quando vede questo nella sua perfezione, e lo chiama Dio, Colui che egli venera, allora questo è un genere più elevato di devozione. Questo stadio di realizzazione di Dio è un passo avanti nella realizzazione della Deità nella forma umana.
Questa influenza fu portata nella religione Indù per lo più durante l'epoca di Shankara Charya, che non interferì con gli altri che erano nello stadio primitivo e adoravano gli idoli, ma cercò durante tutta la sua vita, in un modo molto intelligente e gentile, di rendere saggiamente conosciuta la Verità nel suo paese, dove si diffusa lentamente; tuttavia la sua influenza è stata d'aiuto. Si sa che nelle razze Semitiche la forma più alta di adorazione è stata introdotta da Abramo ed è questa idea che fu chiamata Islam, che talvolta spariva e talvolta appariva durante l'epoca di diversi Profeti menzionati nella Bibbia, e diventò materializzato di più durante il periodo di Maometto, quando una nazione fu formata e fu fatta il custode di una religione, di cui spirito principale era questa idea; e fu chiamata con lo stesso nome della sua origine, Islam. Non ci può essere una più grande prova di questo fatto se non il nome della città santa, Dar-as-Salaam (che in Occidente, è in una forma corrotta, Gerusalemme), Porta di Salaam, o Islam, Pace. Questo nome esisteva molto tempo prima venisse Maometto. Quindi la parola Islam ha la sua origine in questo ideale, nonostante poi sia diventato il nome della nazione che manteneva questo ideale.