L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte V Profeti e Religioni

 

 

Capitolo 13

LA SIMBOLOGIA DELLE IDEE RELIGIOSE

 

 

I saggi hanno dato al mondo delle lezioni in diverse forme adatte all'evoluzione della gente di un tempo particolare; e la prima e più originale forma di educazione che i saggi diedero al mondo fu simbolica. Questo metodo di insegnamento è stato stimato in tutti i tempi, e avrà sempre la sua importanza. Non è bellezza quella che non è velata. Nel velare e svelare della bellezza c'è lo scopo della vita. Bellezza è ciò che è sempre al di là della possibilità di toccare. La si vede e non la si vede. La si tocca e non si può toccare. È vista e tuttavia velata; è conosciuta e tuttavia sconosciuta. Quindi le parole sono spesso inadeguate ad esprimere la bellezza della Verità. Perciò la simbologia viene adottata dai saggi.

Le religioni degli antichi Egiziani, degli antichi Greci, degli Indù e dei Parsi, tutti hanno simboli che esprimono la Verità essenziale nascosta sotto una religione. C'è un simbolismo nella Cristianità ed in molte altre antiche religioni del mondo. L'uomo si è spesso ribellato contro il simbolismo; ma ciò è naturale: l'uomo si è sempre rivoltato contro le cose che non può capire. C'è stata un'onda di opposizione al simbolismo in entrambe le parti del mondo, l'Occidente e l'Oriente. Nell'Oriente venne nel periodo dell'Islam, e nell'Occidente riecheggiò nella Riforma. Senza dubbio se i sacri simboli vengono resi come esclusivi dalle religioni che vogliono monopolizzare l'intera Verità per se stessi, allora ciò fa nascere quella tendenza della natura umana che è sempre pronta ad accettare o rifiutare delle cose. Comunque, si può dire senza esagerazione che la simbologia è sempre servita per mantenere la saggezza antica intatta per dei secoli. È la simbologia che può provare oggi il detto di Salomone: "Non c'è nulla di nuovo sotto il sole". Ci sono molti pensieri collegati alla natura umana, la natura della vita, collegati a Dio ed ai Suoi tanti attributi, e collegati al sentiero verso la meta, che sono espressi nel simbolismo.

Per una persona che vede soltanto la superficie della vita, i simboli non significano nulla. Il segreto dei simboli è rivelato a anime che vedono attraverso la vita, il cui sguardo penetra attraverso gli oggetti. In verità, davanti al veggente le cose del mondo si aprono. Ed è in questo svelarsi delle cose che la bellezza è nascosta. C'è una grande gioia nella comprensione, specialmente nel comprendere delle cose che per la maggior parte della gente non significano nulla. Richiede intuizione, persino qualcosa di più profondo dell'intuizione - la perspicacia - leggere i simboli. Per coloro a cui i simboli parlano della loro natura e del loro segreto, ogni simbolo è in se stesso un manoscritto vivente. La simbologia è il miglior mezzo per imparare i misteri della vita, ed uno dei modi migliori per conservare le idee che si manterranno per dei secoli dopo che il Maestro se ne è andato. È parlare senza parlare; è scrivere senza scrivere. Si può dire che sia un oceano in una goccia.

Il simbolo del Sole.

La luce ha la più grande attrazione per l'anima umana. L'uomo La ama nel fuoco e nelle cose che sono chiare e brillanti, e questo è perché considera preziosi l'oro ed i gioielli. Il Cosmo ha per lui un'attrazione più grande della terra, a causa della luce. Man mano che l'uomo si sviluppa, smette naturalmente di guardare in basso verso la terra, ma guarda in alto verso il Cosmo, i Cieli. L'oggetto più attraente che vede è il sole nei Cieli, il sole che è senza nessun supporto ed è più luminoso di qualsiasi altro nei Cieli. Quindi, dato che l'uomo è attratto verso la bellezza e si abbandona alla bellezza, egli si inchina verso il sole essendo la più grande bellezza nel Cielo, e l'uomo ha prese il sole come il Simbolo Naturale di Dio.

Questo simbolo egli lo disegna in diverse forme. In Persia, Cina, India, Egitto, ogni volta che Dio fu disegnato, era nella forma del sole. In tutti i tempi l'uomo ha disegnato il suo Profeta, Maestro, Salvatore, con un sole intorno alla sua testa. Nella Persia antica c'era un disco d'oro dietro la testa del re, disegnato come il sole, ed erano abituati a chiamare questo disco Zardash. Il nome Zarathustra ha la stessa origine; la parola significa semplicemente il disco d'oro. Nei templi Indù e nei templi Buddisti, si trova questo segno intorno all'immagine degli Avatars diversi, e questo simbolo fu usato sia nell'Oriente che nell'Occidente in turbanti e capelli. Ci sono ora in India delle persone che mettono sul loro turbante un nastro di ottone, che rappresenta il sole.

Uno studio più profondo del sole suggerisce le quattro direzioni delle linee che si formano intorno ad esso. Questo segno è l'origine del simbolo della croce. Le tradizioni antiche provano che l'idea della croce esisteva in Oriente molto tempo prima dell'arrivo di Cristo specialmente fra i Brahmini. Da quel disegno furono fatte le due armi segrete, Chakra e Trissoun. L'Islam, la religione che non permette i simboli, ha nella costruzione delle moschee lo stesso simbolo del sole. Il nome del sole sia scritto in Persiano che in Arabo, ha la forma della moschea.

L'uomo, come accade che sia la sua natura, ha rimproverato e deriso i devoti del sole, ma non è mai stato capace di sradicare il fascino, l'attrazione del sole per le anime umane.

La Forma Simbolica di Devozione dei Brahmini.

Puja è il nome della forma Bramina di devozione, che è, dall'inizio alla fine, un'espressione di ciò che il cercatore deve eseguire sulla strada del raggiungimento spirituale. Dopo essersi bagnato in un fiume d'acqua corrente, che gli Indù chiamano il Gange (qualsiasi sia il nome del fiume, in questo istante credono sia il Gange), egli procede con dei fiori verso il santuario della deità. Posa sulla deità i fiori e ripete il mantram, e rimane in piedi salutando la deità con le mani giunte, e si prostra davanti alla deità. Poi suona la campana e ripete la parola sacra. Poi prende del riso nelle sue mani e lo mette ai piedi della deità. Poi tocca con la punta delle dita la polvere rossa, cuocuo, e mette con essa un segno sul santuario della deità e poi sulla sua fronte. Poi tocca l'unguento con la punta delle dita, e, dopo aver toccato la deità, tocca la propria fronte con lo stesso unguento. Allora si prostra e fa tre cerchi intorno al santuario. Poi suona la campana e così il culto è finito. Dopo esce e si mette davanti al sole e fa i suoi esercizi di respirazione mentre si alza verso il sole, e ciò completa la prossima parte della sua devozione.

Per quanto sia primitiva questa forma di devozione, alla base di essa ci sembra essere un grande significato. Il significato del bagno nel Gange è essere purificato prima che si faccia qualsiasi sforzo per viaggiare sulla strada spirituale. La purificazione, del corpo e della mente, sono entrambi necessari prima di fare il primo passo verso l'Ideale di Dio. Non ci si deve avvicinare alla deità prima di una tale purificazione - sia la purificazione esteriore che quella interiore - perché soltanto allora, quando una persona è una volta pura, troverà facile ottenere la Presenza desiderata. Il significato dei fiori che prende, è che Dio è conpiaciuto con le offerte che sono delicate, belle e fragranti. La delicatezza significa tenerezza di cuore, la bellezza di colori è la finezza del carattere; la fragranza è la virtù dell'anima. Questa è l'offerta con cui Dio è compiaciuto. Poi rimane in piedi con il pensiero che il suo ego è devoto in perfetta disciplina alla Suprema Volontà di Dio. La sue mani giunte esprimono che non c'è nessuna azione da parte sua, ma una resa completa. Il significato della prostrazione è l'auto-negazione nel giusto senso della parola, che vuol dire: "Io non sono; Tu sei". Mormorare le parole e suonare la campana vuol dire che la stessa parola suona nella campana del proprio cuore. Il toccare della polvere rossa significa toccare la vita eterna; e quando tocca la deità con la polvere, vuol dire che da questa forma ha otte-nuto la vita eterna; quando tocca la sua fronte con questa, significa che l'ha ottenuta per se stesso. E l'unguento significa la saggezza, ed il toccare con questa la deità e poi la sua fronte significa che la vera Saggezza può essere ottenuta da Dio solo, e toccare la sua fronte con questa vuol dire che l'ha ottenuta. Poi fare tre cerchi intorno al santuario è il segno che la vita è un viaggio, e si fa il viaggio per raggiungere il suo scopo, che è Dio; il Bramino pensa: "Ogni passo che faccio nella mia vita sarà nella Sua direzione, alla ricerca di Dio". Nella seconda parte del culto, quando si mette davanti al sole, con ciò egli vuol dire che Dio dovrà essere cercato nella luce. E con gli esercizi di respirazione egli salda quel legame di comunicazione interiore fra Dio e se stesso.

Il Flauto di Krishna

Krishna viene disegnato nella simbologia Indù con una corona di piume di pavone, mentre suona il flauto. Krishna è l'ideale dell'Amore Divino, il Dio dell'Amore. E l'Amore Divino si esprime entrando nell'uomo e riempiendo tutto il suo essere. Quindi il flauto è il cuore umano, e un cuore che è reso vuoto, diventerà un flauto per il Dio d'Amore da suonare. Quando il cuore non è vuoto - in altre parole - quando non c'è libertà nel cuore - non c'è posto per amore. Rumi, il grande poeta di Persia, spiega l'idea più chiaramente. Egli dice che le pene ed i dolori che l'anima sperimenta durante la vita, sono come buche fatte in un flauto di bambù, ed è tramite il fare queste buche che un suonatore fa dal bambù un flauto. Ciò significa, il cuore umano è dapprima una canna di bambù, e la sofferenza ed i dolori che passano attraverso di esso lo trasformano in un flauto, che può allora essere usato da Dio come lo strumento per produrre la musica che Egli desidera costantemente produrre. Ma non ogni canna di bambù è un flauto, e così ogni cuore non è il Suo strumento. Come è necessario che la canna di bambù venga trasformata in un flauto, così il cuore umano può essere cambiato in un strumento, e può essere offerto al Dio d'Amore. È il cuore umano che diviene l'arpa degli angeli; è il cuore umano che è conosciuto come il liuto di Orfeo. È secondo il modello del cuore umano che il primo strumento musicale venne fatto, e nessun strumento terreno può produrre quella musica che il cuore produce, elevando l'anima mortale all'immortalità.

La corona di piume di pavone ci porta davanti ad un'altra rivelazione, che è la musica del cuore che può essere espressa tramite la testa; è la conoscenza della testa e l'amore del cuore che esprimono completamente il Messaggio Divino. Le piume del pavone sono state considerate in tutti i tempi come un segno di bellezza e come un segno di conoscenza. Bellezza perché è bella, conoscenza perché è nella forma di un occhio. Tramite l'osservazione acuta l'uomo acquisisce conoscenza. La conoscenza senza l'amore è senza vita. Così, con il flauto, la corona di piume di pavone rende il simbolo completo.

Acqua

Nelle Scritture antiche come la Vedanta e l'Antico Testamento, lo spirito viene simbolizzato come acqua. Ci si chiede perché qualcosa che è vicino alla terra, dovrebbe essere considerato come spirito. La natura dell'acqua è dare vita alla terra, e così la natura dell'anima è dare vita al corpo. Senza l'acqua la terra è morta; così è il corpo senza l'anima. L'acqua e la terra si amalgamano; così lo spirito si amalgama con la materia e la rinvigorisce. E tuttavia lo spirito sta al di sopra della materia, come l'acqua, col tempo, lascia andare la terra nella profondità, e rimane essa stessa sopra la terra. Ma si può chiedere: "È lo spirito nascosto sotto la materia, come l'anima nel corpo?" La risposta è: "Così rimane l'acqua sotto la terra". Non c'è posto dove l'acqua non esiste; ci sono posti dove non si può trovare terra; così in nessun posto nello spazio, lo spirito è assente; soltanto l'assenza della materia è possibile.

Il modo di esprimere idee elevate non viene dal cervello; è un risultato dell'intuizione. L'inizio dell'intuizione è capire il significato simbolico di diverse cose ed il prossimo passo è esprimere delle cose simbolicamente. È in se stesso un'Arte Divina; e la prova migliore di ciò si può trovare nel simbolo dell'acqua; che è così adatto per esprimere il significato dello spirito.

Il Vino

Il vino è considerato sacro, non solo nella fede Cristiana, ma anche in molte altre religioni. Nella religione antica degli Zoroastriani, Jami Jamsshyd, la coppa del vino da cui "Jamsshyd bevve profondamente", è un fatto storico. Fra gli Indù , Shiva considerò il vino sacro. E nell'Islam, nonostante il vino sia proibito sulla terra, tuttavia nel Cielo è permesso. Haussi Kaussar, la sacra fontana del Cielo, di cui viene detto così tanto nell'Islam, è una fontana di vino.

Il vino è simbolico per l'evoluzione dell'anima. Il vino viene dall'annullamento dell'uva; l'immortalità viene dall'annullamento del sé. La coppa di veleno che è conosciuta in tanti culti mistici suggerisce l'idea del vino - non un vino dolce, ma un vino amaro. Quando il sé cambia in qualcosa di diverso da ciò che era prima, è come se l'anima fosse nata di nuovo. Questo è visto nell'uva che cambia in vino. L'uva, tramite il cambiarsi in vino, vive; come uva sarebbe sparita col tempo. Soltanto cambiando in vino, l'uva perde la sua individualità e tuttavia non la sua vita. L'uva che è proprio la stessa vive come vino; e più vive a lungo, meglio il vino diviene. Quindi, per un Sufi, il vero sacramento è il cambiare la propria personalità somigliante all'uva, che ha un tempo limitato per vivere, in vino; che nulla del proprio sé possa essere perso, ma, al contrario, possa essere amplificato, persino perfezionato. Questa è l'essenza di tutta la Filosofia ed il segreto del misticismo.

 

La Storia della Moglie di Lot

Il metodo antico del dare il mistero della vita fu di darlo in forma di una leggenda. La leggenda della moglie di Lot è che egli era parente di Abramo, e fu tramite l'amore e l'aiuto di Abramo che i due angeli furono mandati da Lot, per avvertirlo della distruzione che stava per venire delle due città e per consigliarlo di andare sulle montagne. E Lot non era disposto a lasciare le città, ma alla fine fu d'accordo. I suoi generi lo lasciarono non accompagnandolo, ma sua moglie e le sue due figlie lo accompagnarono nel viaggio verso le montagne. Fu detto loro che la moglie non doveva guardare indietro; e quando lei lo fece, fu trasformata in una colonna di sale. Lot e le sue due figlie rimasero e raggiunsero la grotta della montagna, che era la destinazione di Lot.

Le due città che dovevano essere distrutte rappresentano il polo Nord e il polo Sud, i due poli del mondo. Poiché tutti i tesori della terra, tutti i beni, poteri e fama che fanno parte della terra, sono soggetti alla distruzione. Ed è questo che fu insegnato a Lot, l'anima umana, che è di Brahma, il Creatore. La relazione fra Lot e Abramo rappresenta la relazione dell'anima umana con il Creatore. I due angeli erano gli angeli di luce e di ragione. Quando la luce viene all'uomo il primo in-segnamento è di avvertire l'anima del disastro che attende tutto ciò che è soggetto alla morte ed alla distruzione. È questa lezione che viene chiamata in Sanscrito la lezione di Vairagya, - quando gli occhi dell'uomo si aprono per vedere che tutto ciò che ama, gli piace e desidera mantene-re e possedere sono soggetti alla distruzione e alla morte.

I mistici antichi considerano cinque corpi che sono il veicolo dell'anima, chiamati:

Anandanayakosh, il corpo di Gioia
Vignanamayakosh, il corpo della Saggezza
Manamayakosh, il corpo della Mente
Pranamayakosh, il corpo dell'Etere
Annamayakosh, il corpo della Terra.


Quest'ultimo è il ricettacolo del cibo. Vive sul cibo terreno; e se soffre la mancanza di ciò muore. Perché è fatto di terra, e vive sulla terra. Un altro è il ricettacolo dell'etere. Quella parte dell'essere umano vive con il respiro e con l'assorbire l'aria. Se soffre la mancanza d'aria non può vivere. Questi due corpi formano la parte materiale, la parte fisica, dell'essere umano. E sono questi due ricettacoli che nella leggenda vengono chiamati i generi.

Poi c'è Manamayakosh, che è la mente, il corpo mentale. E quel corpo ha le sue azioni e reazioni su ciascuna delle due parti; Agisce e reagisce sui corpi terreni, e agisce e reagisce sull'anima. Quindi quando Lot uscì dalle due città, che rappresentano il piano fisico, per viaggiare verso lo scopo dell'immortalità, sua moglie era ancora con lui. Perché non è necessario che il corpo mentale venga lasciato indietro quando il viaggio verso l'illuminazione è cominciato. È in grado di accompagnare l'anima verso l'eternità. E tuttavia, il suo attaccamento alla terra e al piano fisico è grande, perché è fatto, costituito, da impressioni fisiche, da tutte le impressioni che vengono dal mondo fisico; e di necessità esso vuole ritornare per vedere se l'essere fisico o l'essere spirituale lo sta guidando correttamente. La natura principale della mente è il dubbio, - se qualcuno stia facendo il bene oppure il male. E il dubbio e la fede sono nemici. Mentre la fede guida verso la destinazione, il dubbio tira indietro. Quando la mente fu così tirata indietro, attirata da tutte le impressioni della vita terrena, non poteva né appigliarsi alla terra né viaggiare con lo spirito, e rimase, né terra né acqua, ma sale.

Solo i due corpi che erano vicini all'anima seguirono l'anima. Naturalmente essi la vorrebbero seguire, perché hanno una relazione stretta con l'anima. Vignanamayakosh, il corpo della saggezza, e Anandanayakosh, il corpo della gioia. L'anima diretta verso la Fine Eterna, - come è chiamata la cima delle montagne, - allora procedette verso le montagne. E prima di raggiungere la cima delle montagne c'era una grotta, che è chiamata il Cielo, - nella capacità metafisica, e in sanscrito Akasha, - che ha il potere di trattenere l'anima dall'andare in cima e di usare l'anima per qualche scopo. E l'anima che era diretta verso la Fine Eterna rimase, così intossicata dall'estasi, che essa ricevette dal piano della gioia e dal piano della saggezza.

E come succede sempre che l'estasi produca uno scopo, così quella gioia risultò in un grande scopo, nella nascita del Messaggero, che in Sanscrito viene chiamato Boddhisattva. Il Messaggero era nato dalle esperienze dell'anima, la conoscenza e la felicità, per portare sulla terra buone notizie.

Può sorgere una domanda, perché Manamayakosh dovrebbe essere la madre e Anandanayakosh e Vignanamayakosh dovrebbero essere le figlie. E la risposta è che sono nate dalla mente, nate dalla mente e dall'anima. Se ci fosse soltanto l'anima non ci sarebbe né gioia né saggezza. Entrambi la mente e l'anima producono gioia e saggezza. Quindi le ultime sono le figlie, perché la mente è la madre. I due piani più bassi sono rappresentati dai generi perché non erano nati direttamente dalla mente e dall'anima; essi erano una sostanza separata che la mente e l'anima hanno preso nella loro vita.

Tramite questa storia viene insegnato il processo di come l'anima può viaggiare dalla mortalità all'immortalità e quali esperienze l'anima deve avere sulla sua strada. Ma quando il Messaggero è così creato allora il padre, l'anima, riposa in pace. È per questa ragione che il Messaggero viene chiamato il Figlio e l'Anima Originale del Padre.

Giacobbe che lotta con l'Angelo

La lotta di Giacobbe fu la lotta dell'anima con l'ego. L'anima risvegliata si guarda intorno e dice: "Chi è il mio nemico?" E mentre un'anima ignorante pensa: "Il mio nemico è il mio vicino, il mio parente", l'anima risvegliata dice: "Sono io stesso; il mio ego ignorante è il mio nemico; ed è la lotta con questo nemico che mi porterà luce e mi solleverà dalla densità della terra". Simbolicamente la notte è il tempo in cui l'oscurità dell'ignoranza causa confusione; si sente dolore, solitudine, depressione; non si trova modo di uscirne, ci si sente oppressi da tutte le parti; incatenati; sembra che non ci sia libertà per l'anima; perché è il tempo della notte. Ma quando l'anima può lottare con l'ego, allora si solleva al di sopra delle catene e degli attaccamenti di questo mondo. Come è detto nella Bibbia, prima Giacobbe lasciò tutti i suoi possessi; andò via da questi. Ciò significa che egli era indifferente a tutto ciò a cui una volta si sentiva attaccato. Il Sufi guarda a ciò da un altro punto di vista. Pensa che lasciare tutto ciò che possiede ed andare nel deserto o nelle montagne, non è un vero distacco; il vero distacco è nel cuore dell'uomo. Si può essere circondati da bellezza, comodità, ricchezza, posizione, amore - tutte queste cose - e tuttavia essere distaccati da esse; non essere schiavo di esse; sollevarsi al di sopra di esse.

Giacobbe lasciò tutto e andò nella solitudine, nel silenzio; e là voleva lottare con il suo sé ingannevole, l'ego, che acceca l'uomo per la Verità. E cosa fu il risultato? L'alba giunge e quell'uomo, o angelo che aveva lottato con Giacobbe, desiderava partire. Questo significa che l'ego voleva partire; non ci fu più ego, più nessun io; ma all'alba una luce nuova, una nuova ispirazione, una nuova rivelazione venne. Proprio l'ego che Giacobbe vide come il suo più grande nemico, nella luce del giorno egli lo riconobbe come Dio Stesso. A quello con Cui aveva lottato per tutta la notte, egli si inchinò davanti ad Lui, chiese la Sua benedizione; chiese il Suo Nome, perché allora vide: "Non più io, ma Tu". Ed il nome non poteva essere detto, perché questo era svelare l'Unità di Dio e dell'uomo, ed in questa relazione i nomi e le forme sono persi.

Gesù che cammina sull'acqua

Il fenomeno di Cristo che cammina sull'acqua è, dal punto di vista mistico, suggestivo di una Filosofia molto più grande del solo fenomeno. L'intero Universo in tutte le sue forme è un'unica visione di un'attività costante. Dall'inizio alla fine ogni aspetto della vita rappresenta movimento, ed è il movimento perpetuo dell'intero Universo che viene chiamato la vita. Quindi, l'Universo è, per modo di dire, un oceano di vibrazioni, ed ogni movimento rappresenta un'onda. Perciò i saggi lo hanno chiamato, in Sanscrito, Bhava Sagara, l'oceano della vita, ed i più grandi devoti hanno costantemente pregato di essere liberati, che non dovrebbero affondare in questo oceano, ma che potrebbero essere capaci di nuotare in esso - che è chiamato Tarana. Ed è lo Spirito Maestro che può sollevarsi al di sopra di queste onde dell'enorme oceano della vita, in cui, in generale, le anime annegano. Essere dentro ed essere capace di reggersi al di sopra e camminare su di esso, questo è il fenomeno di Cristo che cammina sull'acqua.

Cristo disse ai pescatori: "Vi renderò pescatori di uomini". Ciò vuol dire: "Come stendete la rete ed i pesci vengono dentro, così tramite la spiritualità la vostra personalità si espanderà nell'atmosfera, ed i cuori degli uomini affamati di amore saranno attratti a voi come i pesci". L'amore di Cristo per l'agnello esprime simbolicamente che, per il Maestro, l'anima che aveva un più grande richiamo era quella semplice e innocua come un agnello. E la corona di spine rappresenta la tolleranza verso le personalità che sono come spine che sono così tante nel mondo, che costantemente pungono con le loro spine, consapevolmente o no; ed è questo che rende i sensitivi seccati con questa vita nel mondo. Ma il Messaggero, il cui cuore rappresenta sia la Madre Divina che il Padre Divino, non può essere altro che tollerante, e può accettare volontariamente tutte le spine che vengono a lui; perché questa è la sua corona, il segno della sua So-vranità nel Reame dell'anima.

Cristo disse a Pietro: "Tu mi smentirai tre volte prima che il gallo canti". Ciò spiega la natura umana. La fede dell'uomo è generalmente dipendente dalla fede della moltitudine; se la moltitudine dicesse che il sasso è un diamante, ognuno comincerebbe a considerare che sia così e a dirlo. E se la moltitudine pensasse che il diamante è un sasso, allora ognuno seguirebbe il credo della moltitudine. L'anima del Messaggero, che viene dall'alto (rappresenta dalla colomba), che non è fatta dal mondo né conosciuta dal mondo, rimane sconosciuta finché il gallo canta ed il sole sorge. Allora le sue parole illuminano e diffondono la luce al mondo; e le anime privilegiate con un po' di riconoscenza, ma con una grande porzione di dubbio, possono credere per un momento, impressionate dal potere e dalla grazia della personalità del Maestro, e tuttavia possono smentire mille volte, e dubitare e sospettare, essere impressionate dall'influenza della moltitudine. Come è vero, il detto in Indostano che: "In generale l'anima segue la moltitudine". Ci sono delle rare anime che credono nella loro convinzione, e rimangono fermi persino se fosse che l'intero mondo è contro la loro propria convinzione. In verità ogni benedizione appartiene ai fedeli.

Il Simbolo della Croce

Il simbolo della croce ha molti significati. È detto nella Bibbia: prima fu il Verbo e poi venne la Luce, e poi il mondo fu creato. E come la luce è espressa nella forma della croce, così ogni forma la mostra nel segno originale. Ogni artista sa il valore della linea verticale e della linea orizzontale, che sono lo scheletro di ogni forma. Ciò mostra l'insegnamento del Corano, nel quale è detto che Dio creò il mondo dalla Sua Propria Luce. La croce è la figura che si adegua ad ogni forma ovunque.

Moralmente la croce significa dolore e tortura. Ciò significa che in ogni attività della vita, che può essere disegnata come una linea perpendicolare, arrivano degli ostacoli, rappresentati dalle linee orizzontali. Questo mostra la natura della vita, e, come viene detto, che l'uomo propone e Dio dispone. Qualcuno chiese al grande Maestro Ali, che cosa lo facesse credere in Dio, Che è oltre la comprensione umana. Ali disse: "Credo in Dio perché vedo quando solo desidero, le cose non si realizzano". Secondo il punto di vista metafisico, ciò mostra il disegno della limitazione nella vita.

Il simbolo della croce in connessione alla vita di Cristo non si riferisce soltanto alla crocifissione del Maestro, ma significa la crocifissione che si deve incontrare possedendo la Verità. L'idea della Filosofia Indù è che la vita nel mondo è un'illusione, e quindi ogni esperienza nella vita e conoscenza di questa vita è pure un'illusione. La parola Sanscrita per questa illusione è Maya; è anche chiamata Mithea, da cui viene la parola mito. Quando l'anima inizia a vedere la Verità, è, per modo di dire, nata di nuovo; e per quest'anima tutto ciò che sembra vero ad una persona comune, sembra falso, e tutto ciò che sembra vero a quest'anima non è nulla per quella persona comune; tutto ciò che sembra a quella persona comune importante e prezioso nella vita, non ha né valore né importanza per quest'anima; e ciò che sembra importante e prezioso a quest'anima, non ha né importanza né valore per una persona comune.

Quindi naturalmente essa si trova sola nella folla che vive un mondo completamente diverso da quello in cui essa vive. Immagina di vivere in un mondo dove nessuno usa la tua lingua. Tuttavia è capace di vivere nel mondo, perché conosce la sua lingua. E tuttavia per essa la vita nel mondo è senza vantaggio come per un adulto il mondo dei bambini che giocano con i loro giocattoli. Un essere umano che ha realizzato la Verità è soggetto ad ogni dolore e tortura allo stesso modo di tutte le altre persone, tranne che egli è capace di sopportare questi meglio degli altri. Ma, allo stesso tempo, mentre nella folla ognuno picchia l'altro e riceve anche delle botte, colui che conosce la Verità deve reggersi da solo e soltanto riceverle; questo è di per sé una grande tortura. La vita nel mondo è difficile per ogni persona, ricca o povera, forte o debole, ma per colui che conosce la Verità è ancora più difficile, e ciò è di per sé una croce. Quindi per il Messaggero spirituale la croce è un emblema naturale, per spiegare la sua condizione morale. Ma esiste un significato ancora più alto della croce che viene capito dai mistici. Questo significato è ciò che viene chiamato autonegazione; e, per insegnare questa gentilezza morale, viene insegnata come prima lezione l'umiltà e la modestia. L'autonegazione è un effetto di cui la modestia è la causa. E ciò che fa dire all'uomo: "Io non sono, Tu sei". Per esempio, un artista che guarda un suo disegno, dice: "È la Tua opera, non la mia", o un musicista, ascoltando la sua composizione dice: "È la Tua creazione; io non esisto". Allora in un certo modo quest'anima è crocifissa, e tramite quella crocifissione viene la resurrezione. Non c'è il minimo dubbio che quando l'uomo ha avuto abbastanza dolore nella sua vita, si solleva alla più alta consapevolezza. Ma non è necessario che soltanto il dolore ne sia il mezzo. È l'essere pronto da parte dell'uomo a negare la sua parte di consapevolezza e a cancellare la sua propria personalità, che alza il velo che nasconde lo Spirito di Dio alla vista dell'uomo.

Il Simbolo della Colomba

L'uccello rappresenta il viaggiatore del cielo, ed allo stesso tempo rappresenta un essere che appartiene alla terra ed è capace di vivere nei cieli. La prima spiegazione dell'uccello rappresenta l'idea di un'anima la cui abitazione è nel Cielo, e l'altra rappresenta l'abitante sulla terra che è capace di muoversi nelle sfere più alte, ed entrambi queste spiegazioni danno l'idea che l'uomo spirituale, abitando sulla terra, è del Cielo; spiegano anche che l'uomo spirituale è l'abitante dei Cieli e vive sulla terra per un momento.

La colomba fu usata come messaggero, per portare un messaggio da un posto ad un altro, e quindi il simbolo della colomba è quello naturale per rappresentare il Messaggero dall'alto. La gioia spirituale è una tale esperienza che se un uccello o un animale potesse averla, esso non ritornerebbe mai dai suoi simili. Ma è un credito dovuto all'uomo che dopo aver toccato quel punto di grande felicità e gioia, viene nel mondo di dolori e delusioni e consegna il suo Messaggio. Si può vedere questa qualità anche nella colomba; quando la colomba viene mandata, va, ma fedelmente ritorna al maestro che l'ha mandato. L'uomo spirituale esegue il suo dovere doppiamente: egli va più in alto del piano umano, tocca il piano divino, e porta il Messaggio dal piano divino a quello umano. In questo modo, invece di rimanere sul piano divino, torna fra i suoi simili, per il loro bene, il che non è un sacrificio piccolo. Ma allora esegue ancora un dovere verso Dio, di Cui porta il Suo Messaggio, che dà agli esseri umani. Egli vive come un essere umano, soggetto all'amore, all'odio, alla lode e al biasimo; passa la sua vita nel mondo degli at-taccamenti e la vita che acceca con mille legami da tutte le parti. Tuttavia non dimentica il posto da dove è venuto, e costantemente e ansiosamente è in attesa di raggiungere il posto da cui è diretto. Quindi in entrambi questi viaggi, dalla terra al Cielo e dal Cielo alla terra, l'idea della colomba prova di essere la più appropriata di qualsiasi altra idea nel mondo.

Le dieci Vergini

Nella Bibbia c'è una storia sulle dieci vergini, le cinque vergini sagge e le cinque sciocche. Fu detto che lo sposo stava per arrivare ed esse dovevano accendere le loro lampade; e le prime cinque fecero in tempo e portarono l'olio con sé e accesero le loro lampade, e le altre cinque aspettarono finché lo sposo giunse e quando lo sposo arrivò allora quelle cinque andarono dalle cinque che avevano acceso le loro lampade e gli chiesero dell'olio e furono rifiutate. Questa storia è un simbolo del ricevere il Messaggio di Dio. La vergine significa l'anima che aspetta l'illuminazione, innocente e responsiva alla luce; e il cinque vuol dire la moltitudine. Ci sono due classi di gente; una classe sono coloro che si sono preparati e resi pronti per ricevere il Messaggio di Dio, che viene raffigurato come lo sposo; e le cinque sciocche sono quella classe nell'umanità che aspettano e aspettano finché il Messaggio è venuto e andato. In tutte le epoche ci sono stati questi due generi di anime, un genere che viene chiamato nelle scritture i credenti e l'altro che è conosciuto come i noncredenti.

In ogni epoca c'è stata la profezia dal Messaggero di quel tempo per il prossimo avvento. Talvolta fu detto: "Arriverò", e talvolta : "Egli arriverà". 'Arriverò' fu detto a coloro che potevano riconoscere lo stesso Spirito Guida in ogni arrivo del Messaggero; 'Egli arriverà' fu detto a coloro a cui il nome e la forma fanno una differenza, e che non possono riconoscere lo stesso Spirito in un altro nome e in un'altra forma. Per esempio, l'arrivo di Gesù Cristo era l'arrivo di quello Spirito che fu espresso in questo mito come lo sposo, e quanto pochi Lo hanno riconosciuto a quel tempo e quanto pochi ricevettero illuminazione. Soltanto coloro le cui lampade erano pronte per essere accese. L'olio in questa parabola è l'amore e la luce della saggezza. E quando le loro lampade furono accese allora in tanti arrivarono dopo; ma quella benedizione e quel privilegio che erano venuti con la personalità del Maestro allora se ne erano andati. Dovevano prendere il vantaggio della luce che veniva dalle lampade di coloro le cui lampade erano accese, ma l'accendere le proprie lampade venne perso.

È lo stesso con ogni cosa nella vita. Ogni momento nella nostra vita è un'opportunità che porta un beneficio e una benedizione. E colui che sa come essere beneficiato da ciò e come essere benedetto da ciò riceve il beneficio e la benedizione. Tutti sembrano viventi e svegli, ma poche anime sono realmente vive e sveglie. Ci sono delle opportunità di beneficio e di benedizione ad ogni piano della propria vita, sul piano fisico, sul piano mentale , sul piano spirituale, ed ogni opportunità è inestimabile. Ma spesso si realizza la verità quando è troppo tardi. Non esiste un'opportunità migliore e più grande del momento che può dare un'illuminazione spirituale, un momento in cui si può ricevere la benedizione di Dio. È un momento prezioso. Colui che lo sa e capisce e cerca di essere beneficiato da ciò, è benedetto.

Le Lingue di Fuoco

Il significato simbolico della leggenda è che c'è un periodo in cui l'anima del cercatore since-ro sta cercando, quando non ha ancora trovato l'oggetto che sta cercando. Durante il periodo di vita di Gesù Cristo, la bellezza della meravigliosa Personalità del Maestro e la grande intossicazione della sua Presenza e l'effusione costante del Messaggio che doveva dare, fu talmente tanta per i suoi discepoli che si innalzò oltre ciò che può essere chiamato una gioia o una felicità, o qualcosa che è spiegabile; e tutta la benedizione che ricevettero e sperimentarono durante la sua Presenza fu coperta dalla personalità del Maestro. Ed il momento della realizzazione di ciò che avevano ottenuto costantemente arrivò nella loro vita dopo quel grande cambiamento in cui la Persona esteriore del Maestro ascese, e la capacità di realizzazione si aprì.

Ma, i cinquanta giorni seguenti la Crocifissione, quando avevano avuto abbastanza tempo per riprendersi dal sentimento che aveva sorpreso i loro cuori, la separazione apparente del loro amato Signore li preparò, per così dire, in tempo, e aprì la porta del loro cuore, dando quella capacità di ricevere l'illuminazione che costantemente effuse dallo Spirito Guida, l'Alfa e l'Omega, Che sempre fu ed è e sarà.

L'interpretazione delle lingue di fuoco che sorgono dalle fronti dei discepoli è la luce del Messaggio, i raggi dello Spirito Cristo nella forma di pensieri che furono espressi in parole. C'è un stadio nella vita di un veggente in cui la lingua di fuoco diventa, non soltanto un'interpretazione del mistero, ma come una realtà, come la sua propria esperienza. La testa è il centro della conoscenza, e, quando questo organo si apre, la luce che era coperta diventa manifesta, non soltanto nell'idea, ma perfino nella forma.

Ed il fenomeno che fu mostrato il giorno seguente, quando gli apostoli parlarono tutte lingue diverse, può giustamente essere interpretato in questo senso - che ogni anima ode nella propria lingua. Perché ogni anima ha la sua parola, come ogni anima ha la sua evoluzione peculiare. Ed è per questa ragione che una persona non può capire un'altra persona in questo mondo, e diventa più di un miracolo quando si trova forse una persona nel mondo che può capirsi pienamente, che vuol dire che in questo mondo la lingua di ognuno non viene capita da un'altro; e se qualcuno capisce un po', ci si sente un 'essere uno' con lui. Fu l'illuminazione dello Spirito Cristo che portò l'esaltazione nelle vite dei discepoli, così che iniziarono a rispondere ad ogni anima che incontrarono, e diventarono uno con ogni anima, ispirati dalla simpatia e dall'amore di Cristo. E capivano le anime quando le vedevano, e potevano parlare con le anime la cui lingua non fu mai capita prima. Parlando chiaro, sentirono il grido di ogni anima. Ogni Profeta e Maestro ha avuto nella sua vita tanti seguaci, attratti alla sua personalità, alle sue parole, alla sua gentilezza e amo-re; ma coloro i cui cuori diventarono come un flauto per il Maestro per suonare la sua musica, sono sempre stati alcuni pochi prescelti, come i dodici apostoli di Cristo.

Shakki Sadr: L'Aprire il Petto del Profeta

In Arabia si racconta una storia che gli angeli scesero dal Cielo sulla terra e tagliarono e aprirono il petto del Profeta; ne tolsero qualcosa che doveva essere levato di là, e poi il petto venne reso come era prima. Questa è un'espressione simbolica, che dà ad un Sufi una chiave al segreto della vita umana. Ciò che chiude le porte del cuore sono: la paura, la confusione, la depressione, il dispetto, lo scoraggiamento ed una coscienza preoccupata; e quando questi vengono tolti, le porte del cuore sono aperte. Aprire il petto è, parlando realmente, aprire il cuore. La sensazione di gioia viene sentita nel centro del petto, anche la pesantezza causata dalla depressione. Quindi finché il petto rimane ostruito da qualsiasi cosa, il cuore rimane chiuso. Quando il petto è liberato da ciò, il cuore è aperto. È il cuore aperto che riceve il riflesso di tutte le impressioni che vengono dall'esteriore. È il cuore aperto che può ricevere il riflesso dello Spirito Divino interiore. È, di nuovo, l'apertura del cuore che dà potere e bellezza per esprimere se stessi; e se è chiuso, un uomo, per quanto abbia studiato, non può esprimere la sua educazione agli altri.

Questa leggenda simbolica spiega anche cosa è necessario nella vita dell'uomo per dare la possibilità alla pianta dell'amore divino di crescere nel suo cuore. è rimuovere quell'elemento che dà il sentimento amaro. Proprio come c'è un veleno nella puntura dello scorpione, e come c'è veleno nel dente del serpente, così c'è veleno nel cuore dell'uomo, che è creato per essere il santuario di Dio. Ma Dio non può sorgere nel santuario che è come ucciso dal proprio veleno; deve prima essere purificato, e reso reale, perché Dio sorga. L'anima che doveva simpatizzare con l'intero mondo fu resa tale, che la goccia di quel veleno che sempre produce disprezzo, risentimento e rancore contro un altro, sarebbe stata distrutta prima. Così tanti parlano della purificazione del cuore, e così pochi sanno cos'è veramente. Alcuni dicono che essere puri vuol dire essere liberi da ogni pensiero maligno, ma non esiste il pensiero maligno. Chiamalo il male o chiamalo il diavolo, se ci fosse un tale pensiero, è il pensiero di amarezza contro un altro. A nessuno con buon senso e comprensione piacerebbe mantenere una goccia di veleno nel proprio corpo, e come è ignorante da parte dell'uomo mantenere e curare un pensiero amaro contro un altro nel suo cuore. Se una goccia di veleno può causare la morte del corpo, questo è uguale a mille morti quando il cuore trattiene il più piccolo pensiero di amarezza. In questa leggenda il tagliare e aprire il petto è il tagliare e aprirsi dell'ego, che è come un guscio sul cuore. E togliere quell'elemento vuol dire che ogni genere di pensiero o sentimento contro qualcuno nel mondo è stato tolto; e il petto, che significa il cuore, è riempito solo d'amore, che è la vera vita di Dio.

Meraz: Il Sogno del Profeta

Esiste una storia nell'Islam sul sogno del Profeta, un sogno che fu come un'Iniziazione nelle sfere più alte. Molti lo prendono letteralmente e lo discutono, a dopo escono dalla stessa porta da cui sono entrati. È dal punto di visto di un Mistico che si può scoprire il mistero.

Viene detto che il Profeta fu portato da Gerusalemme al Tempio di Pace, che vuol dire dal Tempio di Pace esteriore al Tempio di Pace interiore. Un Burrak fu portato davanti al Profeta perché lo cavalcasse. L'angelo Jebralel accompagnò il Profeta nel viaggio, e lo giudò sulla strada. Si dice che Burrak sia un animale del Cielo che ha delle ali, il corpo di un cavallo, e la faccia di una essere umano. Ciò significa il corpo connesso alla mente. Le ali rappresentano la mente, ed il corpo del Burrak rappresenta il corpo umano; la testa rappresenta la perfezione. È anche l'immagine del respiro. Il respiro è il Burrak che va dal mondo esteriore al mondo interiore in un attimo di tempo. Jebra-lel rappresenta in questo storia la ragione.

Viene detto che il Profeta vide Adamo sulla sua strada, che sorrise guardando da una parte, e versò lacrime dall'altra parte. Questo mostra che l'anima umana, quando sviluppa in se stessa il vero sentimento umano, si gode il progresso dell'umanità e rimpiange la degenerazione dell'umanità. Il Burrak non poteva andare oltre un certo punto, che vuol dire che il respiro ci porta ad una certa distanza nella realizzazione mistica, ma arriva uno stadio in cui il respiro non ci può più accompagnare. Quando arrivarono vicino alla destinazione, anche Jebra-lel si ritirò, che vuol dire che la ragione non può dare oltre il suo limite. Poi il Profeta si trovò fra l'umano e il Divino e chiamò ad alta voce il Nome di Dio, dicendo: "Nessuno esiste solo Tu", e la risposta venne: "Vero, Vero". Questa fu l'Iniziazione finale da cui risalì la fioritura del Messaggio profetico di Maometto.

[indice]