L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte V Profeti e Religioni

 

Capitolo 8

 

GESÙ

 

 

Lo spirito di Cristo è inspiegabile a parole. L'intelligenza onnipresente, che si trova nella roccia, nell'albero, nell'animale, nell'uomo, mostra la sua rivelazione gradualmente; è un fatto accettato sia sia dalla scienza che dalla Metafisica. Questa intelligenza mostra il suo culmine nello sviluppo completo della personalità umana, nella Personalità come quella di Gesù Cristo che fu riconosciuta come tale dai suoi seguaci.

I seguaci di Buddha riconobbero la stessa rivelazione dell'Oggetto di Creazione in Gautama Buddha, e gli Indù videro la stessa in Srî Krishna. In Mosé i seguaci di Mosé riconobbero ciò, e mantennero la loro fede per migliaia di anni. E lo stesso culmine dell'intelligenza che tutto pervade fu riconosciuto in Maometto dai suoi seguaci. Nessun uomo ha il diritto di pretendere questo stadio di sviluppo, né due persone possono essere ben paragonate dai loro seguaci allo Spirito perfetto di Dio. Per una persona irriflessiva è facile esprimere la sua opinione e paragonare due personaggi, ma una persona meditativa pensa prima se è arrivata a quello stadio dove è in grado di paragonare due tali personaggi.

Senza dubbio la questione della fede è diversa. Né la fede di un Musulmano può essere uguale alla fede di una persona Ebraica, né la fede Cristiana può essere uguale alla fede dei Buddhisti. Tuttavia l'uomo saggio capisce tutte le fedi, perché è unito con tutti.

Alla domanda se una persona fu destinata ad essere una personalità completa, si può rispondere che non esiste nessuna persona che non è destinata a qualcosa. Per ogni persona la sua vita è disegnata in anticipo, e la luce dello scopo per cui è nata, da compiere nella vita, è già stata accesa nella sua anima. Quindi, qualunque possa essere il grado dell'evoluzione di una persona, ella è senz'altro destinata ad essere questo. La discussione sulle vite che i diversi profeti hanno vissuto, per quanto riguarda la superiorità dell'uno sull'altro, sembra essere un tentativo primitivo da parte dell'uomo, che, non conoscendo la condizione di quest'epoca particolare in cui il profeta visse né la psicologia della gente al momento in cui il Profeta esisteva, è pronto a giudicare tale personalità con lo standard delle idee che conosce ora, e non dà una giustizia giusta a quella personalità. E anche quando si paragona un insegnamento particolare di un Profeta con l'insegnamento di un altro Profeta, si fa un grande sbaglio, perché gli insegnamenti dei Profeti non sono stati tutti dello stesso genere. Gli insegnamenti sono come la composizione di un compositore che compone la musica in tutte le diverse tonalità, e mette la nota più alta e la nota più bassa e tutte le note nella sua musica. Gli insegnamenti dei Profeti non sono altro che la risposta alle richieste delle anime individuali e collettive.

Talvolta un'anima infantile viene e chiede, e una risposta viene data adatta alla sua comprensione; e un'anima anziana viene e chiede, e le è data una risposta che concorda con la sua evoluzione. Se due insegnamenti sono messi insieme, non dà giustizia paragonare un insegnamento che Krishna diede ad un bambino e un insegnamento che Buddha diede ad un'anima anziana. È facile dire: "Non mi piace la musica di Wagner; la odio semplicemente". Ma penso sia meglio prima diventare come Wagner e poi odiare se si vuole. Per pesare, misurare, esaminare e pronunciare un'opinione su una grande personalità, ci si deve prima innalzare a quello sviluppo; altrimenti la cosa migliore è un'attitudine al rispetto. Il rispetto in qualsiasi forma è la via del saggio.

Poi c'è gente semplice che sente parlare dei miracoli, e dà forse tutta l'importanza a quello che ha letto nelle tradizioni sui miracoli eseguiti dalle grandi anime, ma questo è un modo che limita la grandezza di Dio ad un certo miracolo. Se Dio è eterno, allora il Suo miracolo è eterno; è sempre là. Non c'è una cosa che è innaturale, né qualcosa che sia impossibile. Le cose possono sembrare innaturali perché non sono comuni; le cose sembrano impossibili perché sono oltre la ragione limitata dell'uomo. La vita stessa è un fenomeno, un miracolo. Più si sa di essa, più si vive consapevoli della meraviglia della vita, più si realizza che se c'è qualche fenomeno o miracolo, questo è la primogenitura dell'uomo. Chi lo ha fatto? È l'uomo che può farlo e lo farà. Ma ciò che è più essenziale, non è il miracolo; la cosa più essenziale è la comprensione della vita.

L'anima che si realizzò, prima di reclamare di essere l'Alfa e l'Omega, è Cristo! Non basta sapere intellettualmente che la vita è eterna, o che tutta la vita è una, sebbene sia il primo passo verso la perfezione. La vera realizzazione di questa viene dalla personalità dell'anima consapevole di Dio come una fragranza nel suo pensiero, nella sua parlata e nella sua azione, e si prova nel mondo come l'incenso messo sul fuoco.

Ci sono delle credenze come quella della salvezza tramite Cristo: e l'uomo che è agitato contro la religione, chiude le porte del suo cuore prima di avere la pazienza di comprendere cosa ciò realmente vuol dire. Vuol soltanto dire che non c'è liberazione senza un'ideale davanti a sé. L'ideale è un gradino verso quel raggiungimento che è chiamato liberazione.

Ci sono altri che non possono concepire il pensiero della divinità di Cristo. È la verità che l'anima dell'uomo è divina, e quella scintilla divina che con lo svelare dell'anima raggiunge l'apice, allora merita di essere chiamata divina.

C'è una grande differenza nelle credenze delle persone che hanno diverse opinioni della nascita immacolata di Gesù. Ed è la verità che, quando l'anima arriva al punto di comprensione della verità della vita nel suo aspetto collettivo, realizza che esiste soltanto un Padre, che è Dio; e questo mondo da cui tutti i nomi e tutte le forme sono state create, è la Madre; e il Figlio, meritevole perché riconosce la Madre ed il Padre, e che risponde allo scopo della creazione, è il Figlio di Dio.

Poi è la questione del perdono del peccato. Non è vero che è l'uomo il creatore del peccato? Se lui lo crea, può anche distruggerlo. Se non lo può distruggere, suo fratello maggiore può. Colui che è in grado di fare, è capace di distruggere. Può scrivere qualcosa con la sua penna, e può cancellarlo con la sua gomma dalla superficie della carta. E se non è in grado di farlo, allora quella personalità non è ancora arrivata alla completezza, a quella perfezione verso la quale tutti devono andare. Non c'è fine agli sbagli nella vita dell'uomo, e se tutti fossero registrati e non ci fosse nessuna cancellazione, la vita sarebbe impossibile da vivere. L'impressione del peccato, può essere chiamata nella terminologia metafisica una malattia, una malattia mentale. E come il medico è capace di curare le malattie, così il medico dell'anima è capace di curare. E se la gente ha detto che tramite Cristo i peccati sono perdonati, si può capire ciò in questo modo, che l'amore è la doccia con la quale tutto è purificato. Nessuna macchia rimane. Cosa è Dio? Dio è amore. Quando la Sua misericordia, la Sua compassione, la Sua gentilezza sono espresse attraverso una personalità che ha realizzato Dio, allora le macchie dei propri sbagli, peccati e cattiverie sono lavati via, e l'anima diventa chiara come lo è sempre stata. Perché in realtà nessun peccato né virtù può essere inciso o impresso sull'anima; può soltanto coprire l'anima. L'anima stessa è l'Intelligenza Divina; e come potrebbe l'Intelligenza Divina essere incisa sia dal peccato che dalla virtù, o dalla felicità o l'infelicità? Per il momento viene coperta dalle impressioni di felicità e infelicità; e quando queste nuvole sono levate da lei, allora viene vista come divina nella sua essenza.

E la questione della crocifissione di Cristo, dal punto di vista del suo aspetto storico, può essere spiegata nel fatto che la vita del saggio è sulla croce tutto il tempo. Più saggia l'anima diventa, più realizzerà la croce. Perché è la mancanza di saggezza che spinge l'anima a fare tutte le azioni, il bene ed il male. Se diventa saggia, la prima cosa è che le sue azioni sono sospese. E l'immagine di quella sospensione d'azione diventa un'immagine dell'essere indifeso, le mani ed i piedi sono inchiodati; non si può andare avanti, né si può andare indietro, né si può agire, né ci si può muovere. E quell'inerzia esteriore può mostrare l'essere indifeso, ma invece è l'immagine della perfezione.

Ci sono due domande che vengono nella mente.

Cosa è, allora, il significato del Sacramento, che è, come si dice, simbolicamente la Carne e il Sangue di Cristo? Insegna che coloro che danno importanza alla Carne e al Sangue del Maestro, si sbagliano; il vero essere del Maestro fu pane e vino. Se avesse alcuna carne o alcun sangue, questi sarebbero pane e vino. E che cosa è pane e vino? Il pane è quello che è la sostanza dell'anima; la sostanza dell'anima è la conoscenza di Dio; è tramite questa conoscenza che l'anima vive una vita eterna. Ed il sangue di Cristo è l'elemento amore, l'intossicazione che è una beatitudine; e se c'è alcuna virtù, viene tutta da quel principio.

C'è un'altra domanda: perché Cristo diede la sua vita per salvare il mondo. Ciò che solo spiega il sacrificio è che nessun uomo in questo mondo, andando verso la meta, scapperà dalla prova che la vita gli procurerà. E quel test è il sacrificio. Ad ogni passo verso la meta gli sarà richiesto un sacrificio che sarà sempre più grande man mano che continuerà sul sentiero, dove arriverà ad un punto dove non c'è nulla - né il suo corpo, la mente, l'azione, il pensiero o il sentimento - che egli tratterrà dal sacrificio per gli altri. Ed è tramite ciò che l'uomo prova quella realizzazione della verità divina. In breve, L'ideale di Cristo è in altre parole l'immagine dell'Uomo Perfetto; e la spiegazione dell'Uomo Perfetto e la possibilità dell'Uomo Perfetto si può vedere nel verso della Bibbia: "Siate voi perfetti come Il vostro Padre nel Cielo è Perfetto".

La filosofia del Sacramento

L'uomo non è solo fatto di carne, pelle ed ossa, ma è composto da tante proprietà fini e grossolane, e quindi, al fine di poter vivere, tante proprietà diverse sono necessarie. Ma in generale l'uomo considera il cibo, che nutre il suo corpo fisico e cerca uno stimolo per lo stesso corpo, mentre non sa che oltre a questo c'è tanto del suo essere che ha fame di cibo durante tutta la vita, e l'ignoranza nell'uomo di questa sua altra parte dell'essere, permette a questa parte di essere morta alla sua coscienza. Le parole di Cristo: "Lo spirito suscita, la carne non profitta nulla", sono indicative per ciò.

Troviamo nella Bibbia che Cristo dice ai suoi seguaci: "Mangia la mia carne e bevi il mio sangue". Cosa questo vuol dire? Non vuol dire: "Mangia la carne del mio corpo fisico e bevi il suo sangue". Vuol dire: "L'essere in cui vivo (l'Essere di Dio), abbi ciò come il cibo per nutrire il tuo essere fine; bevi ciò per stimolare il tuo essere spirituale".

C'è una poesia di Abdul Kadr Ghilani di Bagdad: "Sono l'uccello delle sfere spirituali che dimora ora nelle sfere terrestri, ma il mio cibo è la conoscenza di Dio e la mia bevanda è la Sua bellezza nella manifestazione". Coloro che sono consapevoli delle sfere terrestri, vivono di cibo e stimoli terrestri; ma coloro che diventano consapevoli del mondo più elevato sono nutriti dal Pensiero di Dio, che è il loro pane; e ciò che li stimola come il vino, è la visione di Dio nella sublimità della natura, che è il vero sacramento, dato nelle chiese come un simbolo nel pane e vino.

Battesimo

Il costume del battesimo ha un significato mistico che dovrebbe essere studiato dall'ideale Sufi, e che egli chiama Fana. Sprofondare tutto il corpo nell'acqua vuol dire essere come non essere, o anche vivere come non vivere. In altre parole, si potrebbe dire: vivere, non come i morti vivono, ma come coloro che vivono veramente.

L'acqua è simbolica per l'oceano, nel quale ci sono così tante onde e tuttavia è un oceano. Il battesimo significa sprofondare in quell'oceano spirituale, che è lo Spirito di Dio, e nell'amore di Dio, nella conoscenza di Dio - e diventare nulla. Capire da quel momento che: "Non esisto più come me stesso, come un'entità separata; e tuttavia esisto, e quell'esistenza è l'Esistenza di Dio".

Questo è l'insegnamento principale del Sufismo; Sprofondare nella Coscienza di Dio, così che nessuna traccia del proprio essere possa essere trovata, almeno non nella propria coscienza. Questo è, parlando realmente, l'ideale, la via e la meta di tutto. C'è una poesia di Ghalib che dà un'immagine talmente bella di ciò: "Degradai me stesso negli occhi del mondo morendo. Come sarebbe stato meglio se fossi sprofondato nell'acqua! Nessuno avrebbe potuto vedere il mio funerale; nessuno avrebbe trovato la mia tomba!"

Le Beatitudini.

L'essenza di tutto ciò che può insegnare all'uomo a tirar fuori il bene che è nella sua anima, è nelle Beatitudini come sono insegnate da Gesù Cristo, il Murshid dei Murshids; e se qualcuno desidera vederle praticate, può andare ora e vedere nella vita che i Sufi vivono in Oriente. Sono loro che le hanno conosciute giustamente e le hanno praticate con la loro miglior abilità. Quindi il tesoro reale dell'insegnamento di Cristo è Sufismo, sebbene questo non sia chiamato Cristianesimo. Tuttavia il nome non fa differenza finché il senso è giusto.

"Beati i poveri in spirito, poiché di loro è il Regno dei Cieli". "Povero in spirito" vuol dire mansueto nell'ego, e l'ego è, come sua natura, tirannico, e tutta la tirannia nel mondo è causata soltanto dall'ego. Quando l'ego viene portato davanti a Dio - in altre parole, quando l'ego è illuminato con la conoscenza di Dio - diventa attenuato; poiché nega il suo essere limitato e realizza l'essere di Dio. Così perde tutta la sua tirannia e diventa mansueto, che è l'essere povero di spirito. Questo rende tutta la vita dell'uomo Celeste, qui e nell'aldilà.

"Beati coloro che si lamentano, perché saranno consolati". Tutte le cose vengono date a coloro che chiedono e soltanto loro le meritano, e soltanto loro possono godere. Il bambino piange quando ha fame, e a lui viene dato il cibo, ed è allora che lo gode di più. Così anche coloro che amano Dio, i cercatori della Verità, quando il loro desiderio diventa talmente profondo che gli causa di lamentarsi, è allora che sono consolati.

"Beati sono i mansueti, perché erediteranno la terra". C'è un detto in Persiano: "Se il tuo mondo è dolce, puoi vincere il mondo". Il mondo è troppo piccolo quando la mansuetudine può vincere perfino il cuore dell'uomo - il cuore che può contenere mille di tali mondi.

"Beati sono coloro che hanno fame e sete per la rettitudine, perché saranno riempiti". Ci sono soltanto due vie - la via della luce e la via della tenebre. La prima porta alla gioia, mentre l'altra porta alla miseria. E pure non ogni uomo lo capisce. Coloro che capiscono, cercano di ottenerlo nella loro ricerca, perché sanno che l'unica sostanza della loro anima è la rettitudine.

"Beati sono i misericordiosi, perché riceveranno misericordia". Il caldo del proprio sentimento tira fuori la freddezza dal cuore di un'altra persona. Quindi non si può ricevere pietà né dalla ter-a né dal Cielo, se non si è svegliato da sé la misericordia nella propria anima.

"Beati sono i puri nel cuore, perché vedranno Dio". Questa purezza del cuore non è soltanto nel pensiero, nel sentimento e nell'azione, ma è la purezza che nella lingua Orientale è chiamata Safai, da cui si dice che la parola 'Sufi' sia venuta - rendere il cuore puro da tutto ciò che è all'infuori di Dio. In altre parole, il cuore deve vedere e realizzare tutto come Dio, e Dio come tutto.

"Beati sono coloro che fanno la pace, perché saranno chiamati i figli di Dio". Soltanto coloro che fanno la pace, che sono obiettivi, altruisti o imparziali, e ciò è la Natura di Dio, davanti a Cui, tutti noi, ricchi e poveri, stupidi e saggi, siamo uguali; e la Sua misericordia è su tutti, e Egli dà i Suoi doni a tutti, che meritino o no. Quindi coloro che seguono la via del Padre Celeste sono realmente i Suoi figli meritevoli.

"Beati coloro che sono perseguitati a causa della rettitudine, perché per loro è il Regno del Cielo". È facile essere retti quando tutto va liscio nella vita, ma quando una persona è messa alla prova, è difficile mantenerlo, perché più retto sei, più perdite devi soffrire, e, nonostante non sembri esservi un guadagno dalla rettitudine, tuttora lo scopo dei retti è alla fine il Cielo.

"Beato sei quando gli uomini ti insultano e ti perseguitano e dicono falsamente ogni genere di male contro di te, a causa mia. Rallegrati e sii estremamente felice, perché grande è il tuo guadagno nel Cielo, perché in questo modo hanno perseguitato i Profeti che furono prima di te." Ciò è un consiglio, non solo ai seguaci di Cristo, ma ai Mureeds, il cui Murshid porta il Messaggio, che possono soltanto provare di essere degni quando la loro fede è talmente grande nell'insegnamento del loro Maestro, che stanno vicino a lui ed ai suoi insegnamenti sotto ogni condizione durante la vita, e soffrono con soddisfazione tutto ciò che viene dall'ignoranza dell'uomo, come è stato e sarà sempre, con ognuno, chiunque darà il Messaggio della Verità.

Il significato del Simbolo della croce.

Il simbolo della croce rappresenta tre grandi segreti. Quando si comprendono questi segreti si può comprendere l'intera Natura.

1. Il primo segreto è il segreto della forma - che ogni forma è stata costruita su una linea perpendicolare ed una linea orizzontale. Il frutto, il fiore, la foglia, in ogni cosa si può vedere la croce come la sua base. Diventa pienamente manifesta nella forma dell'uomo, che è la forma perfetta. È perfetta perché ogni forma del regno minerale, vegetale o animale si è gradualmente evoluta e sviluppata nella forma umana. Si può notare ciò studiando la forma umana indistinta perfino nei regni minerale e vegetale. Non soltanto gli animali hanno una somiglianza alla forma e alla faccia dell'uomo, ma persino nella rosa si può vedere in-distintamente la faccia dell'uomo. Nei sassi sulla spiaggia, nelle rocce, nelle montagne, si vede una indistinta forma umana. E se si distingue la forma umana nel suo aspetto reale, non è altro che una croce.

2. Ci sono due spazi, uno conosciuto a tutti, e l'altro conosciuto al mistico. Il primo spazio è quello che vediamo, che possiamo misurare; l'altro spazio è quello che contiene dentro se stesso questo spazio. Per esempio, uno spazio di dieci, venti o perfino cinquanta miglia può essere accomodato - può in altre parole essere riflesso - nell'occhio, che è appena largo un pollice misurato con quello spazio esteriore. Ciò mostra che lo spazio che ha l'occhio è uno spazio diverso dallo spazio che esso può accomodare dentro se stesso. L'occhio è il rappresentante dell'anima. Se l'occhio può accomodare così tanto spazio, quanto di più l'anima può accomodare! Può accomodare l'universo intero. Quindi quello spazio che chiamiamo spazio nei termini mistici è lo spazio orizzontale, ma quello spazio nel quale è riflesso è lo spazio perpendicolare. Sono questi due spazi che sono definiti, nella lingua della religione, questo mondo e quello prossimo, e sono queste due linee che mostrano la croce.

3. All'inizio, il viaggiatore sulla via della morale comprende che l'intera vita è una lotta contro la distruzione, una distruzione continua che si trova davanti alla sua vita. L'immagine dell'attività (costruzione) è la linea perpendicolare, e l'immagine della distruzione (impedimento) è la linea orizzontale. Ma quando una persona avanza dal piano morale al piano spirituale, allora vede due vie di raggiungimento, ed entrambe allo stesso tempo necessarie per la perfezione. L'una è l'espansione dello spirito da un essere singolare all'universo intero, che significa la linea orizzontale, e l'altra è il viaggio dall'uomo verso Dio, dallo stato limitato dell'essere all'Illimitato, che rappresenta la linea perpendicolare, e in questa croce il segreto della perfezione è nascosto.

"Sia fatta la Tua Volontà, in Terra come è in Cielo"

Nella preghiera della Chiesa Cristiana c'è una frase: "Sia fatta la Tua Volontà, in terra come è in Cielo". Ciò dà una chiave grande alla Metafisica. Dà un indizio a colui che vede che la Sua Volontà, che è facilmente fatta nel Cielo, ha delle difficoltà nell'essere fatta sulla terra. E chi sta contro la Sua Volontà? L'uomo. E dove si trova la Volontà di Dio? Nell'essere più intimo dell'uomo. E cosa c'è come ostacolo? La superficie del cuore dell'uomo. E ciò significa la lotta dentro l'uomo stesso. Dentro di sé è la Volontà di Dio, come nel Cielo, e dove c'è l'ostacolo per ciò, c'è la terra.

Con questa preghiera l'uomo è preparato a rimuovere l'ostacolo che si trova davanti alla Volontà di Dio.

Come possiamo distinguere fra quei due aspetti di volontà - la Volontà di Dio, e l'ostacolo, che è la volontà dell'uomo? Per una persona con una mente chiara ed un cuore aperto è facile distinguere, se soltanto sa il segreto di questo. Poiché per ciò che è la Volontà di Dio, il suo intero essere risponde, e facendo La Sua Volontà il suo intero essere diventa soddisfatto. Se è invece la sua volontà, soltanto una parte del suo essere è forse soddisfatta per un certo periodo di tempo, e poi avviene un conflitto dentro di sé. Lui stesso si trova difetto con la sua idea o la sua azione; lui stesso si sente insoddisfatto con il proprio essere. Più largo è lo scopo in cui vede la sua idea o la sua azione, più insoddisfatto diventerà. Quando in questo modo, con il raggio dell'intelligenza, vede la vita, comincia a distinguere fra la sua volontà e la Volontà di Dio. Allora, il Regno di Dio, che è il Cielo, viene sulla terra. Non vuol dire che sparisce dal Cielo, ma vuol soltanto dire che non solo il Cielo rimane come il Regno di Dio, ma persino la terra diventa il Regno di Dio. Lo scopo dietro tutta questa creazione è che il Cielo possa essere realizzato sulla terra; e se non lo si realizza sulla terra, non si può realizzarlo nel Cielo.

Si può chiedere: "Cosa voglio dire con il Cielo?" Il Cielo è questo posto dove tutto è scelta dell'uomo e tutte le cose si muovono secondo gli ordini suoi. Il Cielo è la condizione naturale della vita. Quando la vita sulla terra comincia ad essere talmente impigliata che perde la sua armonia originale, il Cielo cessa di esistere. Il motivo dell'anima è di ottenere durante la vita il Regno del Cielo che ha perduto. Non si ottiene nessuna cosa nella vita che dia quella soddisfazione che si può soltanto raggiungere portando il Cielo sulla terra.

 

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