L'UNITÀ DEGLI IDEALI RELIGIOSI Da HAZRAT INAYAT KHAN
Parte VI. IL MESSAGGIO
Capitolo 6
L'IDEALE DEL MOVIMENTO SUFI
Qual'è l'ideale Sufi? Il Dio del Sufi è il Dio di tutte le persone; Dio Che è la meta, per la più grande comprensione della vita, l'ideale più alto che l'uomo possa percepire, ed allo stesso tempo il suo proprio essere.
Il Maestro del Sufi, il suo Salvatore, è quello Spirito che viene riconosciuto come il perfetto nell'umanità. Egli, dietro tutti i nomi e le forme diverse idealizzate da popoli diversi, vede l'Uno e Lo Stesso Spirito che reclama: "Sono l'Alfa e l'Omega".
Qual'è la morale del Sufi? Ogni credo, ha suo certo insegnamento morale che questo principio particolare è giusto, quel principio particolare è errato. Nessun principio o azione viene etichettato da un Sufi come questo o quello. È la sua applicazione che lo rende giusto o errato. Quella luce che guida il Sufi sul suo sentiero è la sua propria coscienza. E l'armonia è la giustificazione che lo guida passo per passo verso la sua meta idealizzata. Armonizzarsi con se stessi; e ciò non è sufficiente; anche armonizzarsi con gli altri in pensieri, parole ed azioni, quello è l'atteggiamento del Sufi. Il cielo più alto del Sufi è il suo proprio cuore, e quell'amore che l'uomo conosce solo come amore, è Dio per un Sufi. Diverse persone hanno pensato alla Deità come al Creatore, come al Giudice, come al Re, come all'Essere supremo, ma il Sufi lo chiama Amato. Ci sono alcuni dogmi, ci sono alcuni rituali o cerimonie che possono essere chiamati Sufi? Non esiste una tale cosa che sia riservata ad un Sufi, che solo tramite il seguire quella si può essere un Sufi. Allo stesso tempo egli è libero di fare qualsiasi rituale, qualsiasi cerimonia, che pensa adatta per il suo scopo.
Ma ora si potrebbe dire: "Cosa potete raccontarci per renderci l'idea Sufi intelligibile?" In risposta a ciò vorrei dire che la Verità è quella che non può essere mai detta in parole, e ciò che può essere detto in parole non è la Verità. L'oceano è l'oceano; l'oceano non è qualche piccola acqua che si mette in una bottiglia. Così le parole non possono limitare la Verità. La Verità deve essere conosciuta, come è naturale che la conoscenza della Verità arrivi ad un certo momento o ad un altro. Le dispute, le discussioni e gli argomenti che la gente di una comunità ha con un'altra comunità, i credi diversi, queste cose non interessano tanto al Sufi, perché vede il giusto in tutte le cose e anche l'errato di diverse cose. Non esiste un tale giusto che non abbia un aspetto errato in sé, né c'è un tale errore che non abbia un aspetto giusto in sé. Molto spesso un errore capovolto può sembrare giusto, e molto spesso il giusto capovolto può apparire sbagliato. Quindi, come Cristo disse: "Non giudicare". Invece di giudicare gli altri, se un Sufi giudica, egli giudica se stesso; se agisce in modo giusto, quello è ciò in cui è interessato. Perché, se l'uomo giudica un altro, è proprio dove l'uomo si sbaglia. È dove che ciascuno giudica un altro; raramente qualcuno giudica se stesso. Colui che veramente giudica se stesso, non ha tempo per giudicare un altro. Egli ha talmente tante cose da giudicare dentro se stesso che non ha tempo per giudicare un altro. Questa è la sua occupazione.
Ma si potrebbe dire: "È un credo, il Sufismo è una comunità?" Non è mai stato un credo o una comunità, e mai lo sarà, perché il suo unico motivo è riconoscere la comunità dell'intera umanità. Il suo obbiettivo è riconoscere il credo universale. Ma si potrebbe dire che ha un nome. Ma se non avessimo un nome, la gente ce ne darebbe uno. Va ugualmente bene che ne abbiamo uno.
Ed ora arriviamo alla questione: in che cosa si impegna il Sufi? Lo sforzo del Sufi è verso l'autorealizzazione. Arriva a questa autorealizzazione tramite il suo Ideale Divino, il suo Dio. Con ciò egli tocca quella Verità che è lo scopo ultimo, e che è la brama di ogni anima.
Non è soltanto una realizzazione; è una felicità che le parole non possono spiegare. È una pace, la pace che è la brama di ogni anima. E come si può ottenere questo? Praticando la Presenza di Dio; realizzando l'unicità dell'intero essere; lavorando ogni momento del giorno consapevolmente o nel suo subconscio per mantenere continuamente la Verità davanti alla sua visione, nonostante le onde dell'illusione vengano ogni momento del giorno, distraendo lo sguardo dell'uomo dalla Verità assoluta. Non importa quale nome abbia qualsiasi setta, culto o credo, finché le anime si stanno sforzando verso quell'obiettivo, per un Sufi tutti quanti sono dei Sufi. L'atteggiamento del Sufi verso tutte le diverse religioni è di rispetto. La sua religione è il servizio all'umanità, e il suo unico raggiungimento è la realizzazione della Verità.