LA CORDA AL COLLO

(Racconti Sufi – Rumi)

Un uomo proclamò un giorno di essere un profeta superiore a tutti quelli esistiti.
Gli fu messa una corda al collo e fu condotto davanti al sultano.
Curiosa di conoscere la storia di quel personaggio strano, la folla si radunò come in un formicaio.
“Se la povertà fosse segno di profezia,” diceva la gente, “allora saremmo tutti profeti. Noi ci assomigliamo tutti e siamo tutti ugualmente venuti dall’altro mondo. Che cosa c’è di straordinario in tutto questo?”
“C’è una cosa che voi ignorate”, rispose l’uomo. “Voi siete giunti su questa terra per volere del destino ma avete viaggiato nell’ignoranza, come un bimbo che dorme, incosciente delle tappe. Voi avete attraversato molte contrade, nell’ebbrezza e nel sonno. Non avete saputo nulla della strada inferiore. Noi abbiamo percorso l’universo con i nostri cinque sensi e nelle sei direzioni, desti e felici. Noi abbiamo visto l’origine e la fine perchè le nostre guide conoscevano bene la strada.”
Il popolo chiese al sultano di far torturare quell’uomo per dare l’esempio, ma il sultano fece notare che l’uomo era così magro che un semplice schiaffo l’avrebbe ucciso. Il suo corpo era quasi trasparente.
Il sultano pensò allora che era meglio provare con la dolcezza perchè un linguaggio gentile fa uscire il serpente dalla tana.
Il popolo venne allontanato e il sultano, con grande pazienza e dolcezza, chiese all’uomo da dove venisse e si informò sulle sue condizioni di vita.
“Oh sultano!”rispose l’uomo. “La mia casa è il paese della salvezza e la mia direzione è il paese del biasimo.
Io non ho nè casa nè amici. Come potrebbe un pesce abitare sulla terra?”
Per stuzzicarlo, il sultano gli chiese: “Qual’è il tuo piatto preferito? E cos’hai bevuto per essere così ubriaco di primo mattino?”
“Se avessi del pane,” replicò l’uomo, “non pretenderei di essere un profeta!”
Profetizzare al cospetto di un simile sultano è come aspettarsi che una montagna s’intenerisca. La sola cosa che la montagna può fare è quella di rimandare le parole che le vengono rivolte. Facendo così essa si beffa di tutto. Non serve nulla parlare della vita a un cadavere. Ma parla di oro o di donne e tutti ti ascolteranno senza più prestare attenzione a null’altro. Dì loro: “Una bella donna è innamorata di te.. Vai, ti sta aspettando”. Immediatamente, essi correranno nella direzione che tu indichi loro. Ma se tu parlerai la lingua della verità e dirai: “In questo universo effimero, prepariamoci all’universo della verità! Che cosa ci importa dell’effimero visto che l’eternità è possibile!”. sappi allora che vorranno ucciderti e non credere che facciamo così per difendere la loro religione!
Il sultano chiese:
“Qual’è la rivelazione? Che vantaggio trae dalla sua attività un profeta?”
“Tutto ciò che un profeta dice, prima o poi s’avvera”, rispose l’uomo. “Può forse esistere un regno che non desideri riunirsi a lui? La rivelazione di un profeta, senza voler parlare di me, vale ben l’ispirazione nel cuore di un’ape! La rivelazione che Dio ha fatto ha riempito la sua dimora di miele: Grazie alla sua rivelazione, Dio ha riempito l’universo di miele! E, siccome l’uomo possiede la luce del cuore, la sua rivelazione non varrà meno di quella di un’ape.


 

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