SEGUIRE UN SENTIERO SPIRITUALE

di Murshida Dahnya Bozzini

Per diventare un mureed non occorrono qualifiche speciali. Il maestro dà; l’allievo può prendere o lasciare. L’insegnamento è come un gioiello prezioso nascosto in un sasso; è l’allievo che deve rompere il sasso e trovare il gioiello. In Oriente l’insegnamento interiore fa parte della religione, mentre in Occidente spesso si guarda a ciò soltanto come a una forma di educazione. Dovrebbe essere una sacra educazione. In Oriente il murshid dà la lezione e l’allievo la pratica per un mese o per un anno; non può avere ogni settimana delle pratiche diverse. Mio nonno praticò una meditazione per quarant’anni, poi gli accadde un miracolo . Non si dovrebbe essere ambiziosi di fare altri esercizi prima di aver avuto un risultato dal primo.


L’iniziazione contiene diversi gradi. E’ una fiducia data dal maestro, ma la vera iniziazione è il lavoro di Dio. Nessun maestro può o vuole giudicare. Il vero allievo è colui in cui il maestro può avere fiducia, sebbene tutti sono benvenuti per lui. Spiritualmente lui è sia padre che madre per il mureed. La vita del maestro è spesso un sacrificio; egli è spesso perseguitato e soffre molto, ma quel poco aiuto che lui può darvi, ve lo darà.


Ci sono diversi gradi, ma questi non devono essere discussi su questa strada. Perché, dopo tutto, stadi diversi sono i concetti, le speculazioni di alcune persone sagge. E’ proprio come nella musica: ci sono sette note musicali, perché il musicista ha accettato che ce ne siano sette, ma una scala può essere fatta in modo da contenere più note o meno note se il musicista vuole che sia così. Distinguiamo degli stadi, nonostante in realtà sia impossibile farlo. E’ uno sviluppo spontaneo sulla strada spirituale che può essere chiamato camminare sulla strada dell’iniziazione.


Come si può spiegare il progresso spirituale? Cos’è? Come è? Progresso spirituale è il cambiamento del punto di vista. Esiste solo un modo di riconoscere questo progresso, e cioè vedere il progresso nella propria visione sulla vita, porsi la domanda: “Come guardo la vita?” Questo si può fare non giudicando gli altri, ma occupandosi solo della propria visione; finché una persona è occupata con gli errori degli altri, finché critica gli altri, non è ancora pronta a rendere la sua vista abbastanza chiara da vedere se la sua visione sulla vita è giusta.


Che cosa sono in realtà le diverse iniziazioni? L’una è meglio dell’altra, o più alta dell’altra? In quale modo si possono distinguere? Con la conoscenza di più misteri, o la conoscenza di alcuni segreti, o studiando qualcosa di molto miracoloso, o comunicando con qualcosa di invisibile? Niente di tutto ciò, nessuna di queste cose, può assicurarci un’iniziazione più alta, o un progresso più grande nella vita spirituale. In primo luogo non abbiamo bisogno di sforzarci per i misteri, perché la vita stessa è un mistero. Tutto ciò che ci sembra semplice, tutto ciò che non presenta alcun mistero diventa misterioso appena la visione sulla vita è cambiata. La segretezza si trova nella semplicità; è la vita semplice che è piena di segreti. Una persona può studiare un’intera biblioteca, può scrivere cinquanta libri e può leggerne mille, tuttavia tutto questo non lo porta da nessuna parte. Se fosse richiesto qualche studio, non bisognerebbe andare da nessun’altra parte; la nostra stessa vita è studio, se soltanto volessimo studiarla. A colui che studia, la vita offre tutte le opportunità; dalla mattina alla sera, in ogni momento della giornata, in casa, fuori, al lavoro, nel riposo, in ogni cosa, c’è qualcosa da studiare. Nessun libro può dare la gioia e il piacere che la natura umana stessa può dare.


La cosa più necessaria per un mureed è cercare di continuare gli esercizi spirituali che sono stati dati, senza interruzione.
L’effetto di certi esercizi viene persino dopo dieci o dodici anni. Una persona senza pazienza potrebbe pensare: “Non ho avuto risultati immediati dopo due, tre mesi”. Ma non dovrebbe pensare così. Se fossero semi che semina nella terra, essi farebbero radici e crescerebbe una pianta. Ma una pianta per diventare fruttifera, impiega dieci anni. Questo è il seminare spiritualmente. In alcuni casi può richiedere un periodo molto più lungo. In alcuni casi il giorno dopo potrebbe mostrare un risultato. Ci sono alcune piante che crescono più in fretta, altre che richiedono tempo per portare frutto. Ma comunque il seminare spiritualmente ha il suo risultato e un risultato sicuro. Perciò mai dubitare, essere scoraggiati, rinunciare ad avere speranza; ma continuare, perseverare su questa strada.


Ora la seconda necessità per il mureed è il ruolo dello studio. Non deve essere uno studio solo come leggere un libro: deve essere uno studio che incida sul proprio cuore le Gathas, le Gathekas, ogni lettura che è stata data, per quanto possa sembrare semplice da afferrare. Perché troverai che ciò è creativo in sé. Per il momento è una frase, dopo sei mesi la stessa frase fiorirà, verranno rami, fiori e frutti in quella frase. E’ una frase semplice, ma è una frase vivente. Più la studi e la capisci, più il tuo cuore sarà creativo. Perciò non considerarlo solo uno studio, ma una meditazione, persino nel tuo studio.


La terza cosa importante nella vita di un mureed è di vivere una vita d’equilibrio fra attività e riposo, di regolarità. Né troppo lavoro, né troppo riposo: un equilibrio fra attività e riposo. Perché se mettiamo un’idea davanti al mondo saremo responsabili di dimostrarla nella nostra vita. Perciò la nostra vita deve essere il più equilibrata possibile. Inoltre, nel mangiare e nel bere ci deve essere una certa moderazione, che sono sicuro tanti di noi hanno. E un tipo di considerazione dal punto di vista meditativo. Perché per la crescita spirituale un certo cibo è più raccomandato di un altro. Perciò sulla strada spirituale non possiamo sempre trascurare questa questione.
E ora arriviamo alla quarta questione, come deve essere il nostro atteggiamento verso altri? Verso i mureeds il nostro atteggiamento deve essere di simpatia affettuosa. Verso i non-mureeds il nostro atteggiamento deve essere di simpatia tollerante. La miglior cosa al mondo è non forzare sugli altri ciò che noi comprendiamo e in cui noi crediamo. Forzando ciò sugli altri li danneggiamo soltanto. Discutendo, disputando con loro, non concludiamo nulla.


Inoltre, per un mureed è fortemente consigliabile che debba mantenere la sua conversazione limitata cioè che non dica cose che potrebbero sembrare agli altri troppo occulte, troppo mistiche, troppo spirituali. La nostra conversazione deve essere come una conversazione comune. Cose riguardanti spiriti, fantasmi ed elementali, apparizioni ed ogni sorta di cose simili;alla gente piace parlare della loro passata, presente e prossima incarnazione, di ciò che erano e di ciò che saranno. Non dobbiamo comprometterci parlando di queste cose. Queste cose ogni individuo deve trovarle da sé. Parlando non facciamo bene né a noi stessi né agli altri. Se soltanto potessimo parlare di cose semplici della vita di ogni giorno, ci sarebbero così tante cose che avremmo abbastanza soggetti per conversare con gli altri. Le idee sul cielo devono rimanere nell’aria. Stando sulla terra dobbiamo parlare della vita quotidiana, lasciando libero ogni individuo come a noi stessi piace essere lasciati liberi.


Quando un mureed parla con il suo murshid, con un suo co-mureed, forse si parla di questo. Queste non sono cose di cui si parla prendendo il tè. Ciò renderebbe ridicole le leggi interiori della vita e della natura.Quando la natura, quando la vita stessa coprono le loro leggi, allora significa che stanno meglio coperte. Quando noi le sveliamo commettiamo certamente un errore contro la natura nascosta delle cose. Questa è la ragione per cui viene chiamato Sufismo. La parola Sufismo vuol dire mantenere la copertura sulle leggi nascoste della natura che sono destinate ad essere coperte. Nel momento in cui le si svela vuol dire innanzitutto che non si conosce il loro valore. Allora non si avanza, non si può avanzare per niente. Colui che conosce il loro valore andrà avanti. Colui che non le rispetta, che le porta sul mercato, non può avanzare; lui arretra. Perciò il nostro atteggiamento con gli altri deve essere umile, senza pretese e comune.
Le mie ultime parole per voi sono che difendiate i miei insegnamenti dall’ essere discussi da persone esterne. L’insegnamento segreto che vi è stato dato dai manoscritti sarà serbato nelle vostre menti finché porterà frutto, finché sarà pubblicato per iscritto. Dopo aver letto qualsiasi cosa non parlatene, non discutetene, finché potrete comprenderla completamente. Se il vantaggio non arriva presto, abbiate pazienza; arriverà, deve venire. Questo è la mia promessa a voi.


L’atteggiamento di un mureed verso la vita deve essere di speranza; verso i suoi motivi coraggioso, verso il suo murshid fedele; verso la causa sincero; verso quell’obiettivo che lui deve raggiungere fervente senza il minimo dubbio. In ogni aspetto della vita è il nostro atteggiamento che conta e che alla fine dimostra di essere creativo di ogni genere di fenomeni. Successo e fallimento dipendono entrambi da ciò, come in un detto Indù: “Se l’atteggiamento è giusto, tutto sarà giusto”.


Esiste una tendenza naturale in un cercatore sulla strada spirituale a chiedersi se sta veramente progredendo. E spesso comincia chiederselo dal giorno in cui fa il primo passo sulla strada. E’ come chiedere: “Sarò capace di digerire?”, mentre si sta ancora mangiando. La strada spirituale ci porta verso l’altruismo. Più ci preoccupiamo di noi stessi, meno progresso facciamo, perché tutto il nostro sforzo dovrebbe essere di dimenticare il sé; è soprattutto il sé che ostruisce la strada. La strada è fatta per l’anima, ed è naturale e facile per l’anima trovarla. Perciò quando una persona si interroga riguardo al suo progresso sta sprecando il suo tempo; è come fermarsi sulla strada sulla quale si deve andare avanti.


C’è qualcuno che è in grado di distinguere come la sua faccia e suo corpo cambiano giorno per giorno? No, perché non si possono indicare segni distinti di cambiamento da un giorno all’altro, e se non si può giustamente distinguere qualunque cambiamento nel sé esteriore, allora come ci si può aspettare di distinguere un cambiamento nel processo interiore? Non è qualcosa che può essere pesato su un bilancia come ci si pesa dopo il ritorno da una vacanza e si vede che si sono guadagnati o persi alcuni chili. Non esiste un tale guadagno nel progresso spirituale.


Poi ci sono alcuni che immaginano di essere progrediti per un certo periodo ma poi sono andati indietro. Sono scoraggiati e dicono: “Pensavo di aver fatto progressi, ma deve essere stata certamente un’illusione”. Ma la vita è come il mare, e il mare non è sempre calmo. Ci sono tempi in cui il mare è mosso e allora la barca si muove naturalmente su e giù, e pensare che quando la barca sta movendosi in giù affonderà, è uno sbaglio. Sta andando giù per andare su; è il suo movimento; è naturale. Un mureed è soggetto ad una simile esperienza sulla strada della vita. La vita prende il suo corso. Colui che sta navigando dovrà tante volte incontrare un mare mosso; deve essere preparato a ciò e non spaventarsi o essere scoraggiato. Deve andare avanti ancora nella vita. Deve avere il controllo del timone per essere capace di attraversare sia i mari calmi che le tempeste.


Talvolta il mureed si chiede che cosa dicono gli altri e se sono contenti o dispiaciuti, e se pensa che sono dispiaciuti pensa che non sta progredendo. Ma questo non ha nulla a che fare con il progresso. Coloro che sono dispiaciuti sarebbero persino dispiaciuti da Gesù Cristo, e nello stesso tempo potrebbero essere contenti della peggior persona. Lo scontento degli altri non vuol dire che non si sta progredendo.


Poi se le condizioni sono contrarie, ostili, il mureed pensa di non essere sulla strada giusta. Ma, se incontra una tempesta, ciò significa che la barca è fuori rotta? Né il murshid né Dio sono responsabili se le condizioni sono ostili, e la miglior cosa da fare è incontrarle, essere più coraggiosi e creare la propria strada attraverso di esse. Ghazali, il grande autore Sufi persiano, dice che il progresso spirituale è come mirare ad un bersaglio nel buio. Non sappiamo dove è il bersaglio, non lo vediamo, ma tiriamo lo stesso.


Il vero ideale di una persona spirituale non è un grande potere o tantissima conoscenza. Il suo vero ideale si trova oltre il potere e la conoscenza; è quello che è senza limiti, incomprensibile, senza nome e senza forma. Non ci sono pietre miliari da contare; non si può dire: “Sono andato avanti molte miglia e ce ne sono ancora molte davanti a me”. Questo non fa parte del viaggio spirituale. L’inseguimento dell’illimitato è illimitato, del senza forma non ha forma; non si può renderlo tangibile. Ma allora che cosa è ciò che assicura il progresso, su quale prova possiamo basarci? Esiste solo una prova e cioè la nostra fede; esiste una sola assicurazione e cioè la nostra fiducia. Se crediamo possiamo andare avanti, se siamo convinti vorremo, dovremo raggiungere il nostro scopo.


Ci sono innumerevoli segni esteriori del proprio progresso, ma non si deve pensare in assenza di questi segni che non si sta progredendo. Quali sono questi segni di progresso? Il primo è che ci si sente ispirati, e che le cose che non si potevano capire ieri sono facili oggi. Tuttavia se ci sono delle cose che non si è pronti a capire si dovrebbe avere pazienza fino domani. Agitarsi per la mancanza d’ispirazione vuol dire chiudere le porte all’ispirazione. Su questa strada l’agitazione non è ammessa; l’agitazione disturba il nostro ritmo e ci paralizza, e così dimostriamo alla fine di essere noi i nemici di noi stessi. Ma la gente in genere non vuole ammettere questo e addossa invece la colpa su qualcun altro; o se ha certi sentimenti verso gli altri allora incolpa le circostanze, sebbene molto spesso sia piuttosto la sua mancanza di pazienza invece che le altre persone o le condizioni.


Il terzo segno di progresso è che si comincia a sentire gioia, felicità. Ma nonostante questo sentimento è possibile che nuvole di depressione e disperazione possano venire dall’esterno, e si potrebbe pensare in quel momento che tutta la felicità e la gioia che si erano guadagnate spiritualmente siano state strappate via. Ma non è così. Se la gioia spirituale si potesse strappare via non sarebbe gioia spirituale. Non è come gli agi materiali, che quando ci vengono portati via noi li perdiamo; la gioia spirituale è nostra, è una nostra proprietà; né morte né declino possono togliercele. Nuvole mutevoli come quelle che circondano il sole, potrebbero circondare la nostra gioia, ma quando sono disperse troveremo la nostra proprietà ancora là nel nostro cuore. E’ qualcosa su cui possiamo contare, qualcosa che nessuno può toglierci.
Un altro segno di progresso ancora è che a volte si comincia a sentirci pieni di pace. Questa può aumentare a tal punto che un senso di pace arriva nel cuore. Si potrebbe essere in solitudine, ma persino se si fosse in mezzo a una folla, ci si sentirebbe ancora tranquilli. La vita nel mondo è molto eccitante; ha un effetto forte su una persona sensibile. Quando si è inquieti le condizioni nella vita possono far sì che si sperimenti il più grande sconforto, perché non esiste dolore più forte dell’ agitazione. E se c’è un rimedio per la mancanza di pace, è il progresso spirituale. Una volta che la pace è sviluppata in un’anima, quell’anima sente un potere talmente grande e ha un‘influenza talmente forte su coloro che le si avvicinano e su tutte le condizioni disturbanti e le influenze irritanti che arrivano da tutte le parti, che proprio come l’acqua fa cadere la polvere, così ogni influenza irritante si placa sotto il piede di una persona in pace.


Ma se questo potere non arriva immediatamente ad un mureed, lui non deve essere deluso. Ci si può aspettare che questo intero viaggio sia fattibile in una settimana? Non sarei sorpreso se tanti mureeds si aspettassero questo, ma è un viaggio che dura tutta la vita e coloro che l’hanno veramente compiuto sono quelli che non hanno mai dubitato che sarebbero progrediti. Non hanno mai permesso a questo dubbio di entrare nella loro mente per ostacolarli. Non si preoccupano neanche di questa questione. Sanno solo che devono raggiungere lo scopo, che raggiungeranno lo scopo, e se non lo raggiungeranno oggi lo raggiungeranno domani. Il giusto atteggiamento è di non lasciar mai sentire alla propria mente, dopo aver fatto qualche passo, che si deve andare a destra o a sinistra. Se un uomo ha quell’unica forza che è la fede, questo è tutto il potere di cui ha bisogno sulla strada. Lui può avanzare e nulla lo ostacolerà, e alla fine lui compirà il suo scopo.


 

 

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