DESIDERIO

(Sermone del 9/12 ’01 Cascina Cotella)

 


Carissimi,

Quando parliamo di desiderare, si deve per forza definire che cosa si desidera; quindi desiderare così da solo, non vuol dire nulla. Allora, dai testi delle sacre scritture, abbiamo potuto sentire chiaramente la differenza fra il desiderio per le cose terrene, temporanee, e il desiderio per la verità, del Sé, che, come dice la scrittura Indù: per loro in tutti i mondi c’è la libertà.

La scrittura Buddista parla ovviamente del primo tipo di desiderio, e pure dall’ingordigia, che crea dolore, e dal dolore viene la paura, seguendo: colui che è libero dal dolore, dall’ingordigia, non conosce né dolore né paura.

Penso che non è molto difficile a discernere per noi stessi quando desideriamo qualcosa se ciò è qualcosa terrena e temporanea o non, però spesso non vogliamo saperne, non abbiamo il coraggio di ammettere, perché al momento sembra la sola cosa importante nella vita, come Esaù, essendo affamato, vendeva la sua primogenitura per …un piatto di lenticchie! Leggendo l’intera questa storia nella Bibbia si vede che invece Esaù ha venduto la grande benedizione divina di essere il Padre del popolo Ebreo.

Ma ora vorrei guardare l’altro modo di desiderare. Trovare cosa è il desiderio per la verità, del Sé. Murshid dice: "Beato colui che, durante la sua vita, ha trovato lo Scopo della vita". Forse a prima vista non sembra così difficile, ma se si veramente comincia a riflettere, si trova che è la cosa più difficile al mondo, perché immediatamente vengono in mente tante cose che si ‘vorrebbe’, per esempio soldi, fama, potere, amicizia, ….., ma tutto ciò non è della terra? Momentaneo?

Qualcuno può dire: "Io desidero solo Dio", ma allo stesso tempo tiene la mano aperta per il caso che viene dato qualche soldo; allora sarebbe meglio desiderare tutto il soldo del mondo e dirlo, perché colui che desidera soldi e lo dice francamente è almeno aperto davanti al mondo. La prima cosa è: essere deciso completamente è talmente importante!

"Quando un desiderio diventa un pensiero costante, la sua realizzazione è assicurata", e questo implica già che più di un pensiero, desiderio, non assicura successo.

Un'altra cosa è quando cominciamo avere dei dubbi e mancanza di fiducia in noi stessi, perché ciò indebolisce la nostra volontà. Se una persona vuol visitare un amico e pensa: "Forse troverò lui, forse è andato fuori",- spesso il solo pensiero, psicologicamente, causa l’amico di uscire da casa, mentre altrimenti sarebbe rimasta a casa. Se si comincia ragionare: "Sarà o non sarà? Come potrebbe essere…" si va da dieci ragioni a cento ragioni, e si perde lo scopo nelle ragioni.

La ragione è un dono che è stato dato a noi come ogni altra facoltà della mente, come la memoria, l’immaginazione. Ma è soltanto una parte della mente: se diviene tutta la mente, confonde tutto. In uno stato ci sono così tante diverse parti; la parte militare, amministrativa, giuridica…. Se una parte diventa tutto lo stato, non è più equilibrato. Perfino in una casa ci sono diverse stanze, se tutta la casa diventasse una cucina, sarebbe orribile.

La terza cosa che impedisce di raggiungere al nostro desiderio è la mancanza della PAZIENZA. La pazienza rinforza la volontà e rende così possibile ogni raggiungimento. In ogni relazione nella vita si ha bisogno della pazienza, nella relazione con il partner, con gli amici, colleghi, con i nostri figli; possiamo sperare che migliorino col tempo e diventino più perfetti.

La pazienza è nutrita dalla speranza, e la nostra costante speranza crea ciò che desideriamo. La pazienza ci lascia dire: "Alloro non ho ottenuto ancora ciò che desideravo, ma otterrò senz’altro". La speranza è vita, e senza speranza la vita finisce.

La storia delle dieci vergini dalle scritture Cristiane è un bell’esempio.

Un’altra storia che vorrei raccontare, e vi consiglio di raccontare ai vostri bambini, è quella dei tre desideri.

C’era una volta un semplice pescatore che viveva con sua moglie in una piccola cassetta vicino al mare. Un giorno, dopo che aveva pescato tutta la giornata prendendo nulla, nell’ultima rete c’era un piccolo pesce. L’uomo lo voleva prendere, ma il pesce diceva: "Buon uomo, se tu mi lasci libero, tu puoi dire tre desideri e saranno compiuti". Il pescatore, in sua semplicità, credeva e lasciò libero il pesce. Corre a casa e abbraccia sua moglie e grida: "Ora possiamo avere tutto ciò che abbiamo sempre voluto!" La donna chiede cos’era successo e l’uomo racconta tutto. Allora, calmati un po’, si mettono al tavolo e cominciano a discutere che cosa chiedere. Mille diverse cose vengono fuori, era difficile trovare cosa desideravano veramente. Ad un certo momento la donna, non abituata a così tante chiacchiere, aveva una fame enorme e disse: "Io vorrei un piatto pieno di ciambelle"…. E…boom, sulla tavola era un grande piatto pieno di ciambelle. "Stupida, ignorante, senza cervello!" grida l’uomo, "ora abbiamo solo due desideri, vorrei che le ciambelle crescano al tuo naso!"….. e… boom, al naso della donna era una bella ciambella. Cadde un terribile silenzio. Ancora un desiderio! L’uomo impugna un coltello e taglia la ciambella dal naso, ma all’istante c’è un’altra. Taglia e taglia finché tutto il tavolo è pieno di ciambelle e realizzano entrambi che non fa senso. La donna dice, piangendo: "Caro, tutta la tua vita hai desideravo una bella barca, chiedi per questo". L’uomo guarda negli occhi di sua moglie e dice: "La più bella cosa nella vita sei stata tu, vorrei che il tuo naso sia libero". E…boom, la donna era di nuovo se stessa. Ed furono talmente felici, che ballavano e ridevano!

Avevano alla fine ricevuto la cosa più importante: Amore!

E che cosa noi desideriamo? Perché siamo mureeds? (o vogliamo diventare? )

Il raggiungimento spirituale.

Questo si può ottenere nello stesso modo come l’ottenimento delle cose materiali: essere deciso, non avere dei dubbi, e avere tanta PAZIENZA.

La differenza è che l’ottenimento materiale si trova nel prendere in possesso delle cose, di essere conscio d’avere, mentre quello spirituale è nel lasciar andare, nel perdere, tutto! Perfino se stesso. Alla fine un uomo ricco materialmente, che perde tutto, non ha più nulla, mentre un uomo spirituale, che più perde, che meno ha, più ricco è. Per ottenere qualcosa materiale si deve prendere, per l’ottenimento spirituale si deve dare. La conoscenza spirituale non si ottiene tramite imparare qualcosa; si trova nel scoprire qualcosa tramite il rompere le barriere della falsa consapevolezza e permettere l’anima
a svelare la sua luce e il suo potere.

Che cosa vuol invece dire la parola spirituale? Significa: essere consapevole dello Spirito. Quindi se qualcuno è conscio del suo corpo, non può essere spirituale!

È come un re che non conosce il suo regno. Ogni anima è stata nata con la possibilità d’essere re – ma dal questo brutto mondo la è tolta. Ogni anima deve lottare per raggiungere di nuovo suo regno spirituale. Nessuno lotterà per te, né la tua guida, né nessun altro. Sì, coloro che sono più avanzati di te possono aiutarti, ma tu devi lottare le tua battaglie, la tua strada verso quello scopo di raggiungimento spirituale.

Una persona intelligente pensa che accumulando conoscenza, potrebbe anche ottenere conoscenza spirituale. Ma non è così. Il segreto della vita non ha fine, la conoscenza ha limiti. Con i nostri occhi possiamo vedere fino ad una certa distanza, e proprio così è limitata la mente umana.

La strada per il raggiungimento spirituale è l’opposta di quella materiale. Per raggiungere un obiettivo materiale si deve prendere; per il raggiungimento spirituale si deve dare. Per il raggiungimento materiale si deve studiare, imparare; per quello spirituale si deve disimparare.

Se una persona si identifica con, pensa di essere, il suo corpo, la sua anima è coperta, oscurata. C’è un detto: "Lui ha perso l’anima", ma ciò non è giusto, l’anima è soltanto coperta. lo scoprire, svelare, dell’anima è come salire una montagna. Questa strada richiede sacrifici continui. Però ciò non è diverso di qualsiasi strada terrena che si deve seguire per aver successo. Spesso la gente dice: "Guarda quell’uomo, così ricco, cosi pieno di successo, lui ha così tante cose che io non posso avere…" Ma noi non vediamo i sacrifici che lui ha fatto e ancora fa.

E per essere onesti, non si pensa mai: "perché lui o lei ha un "yellow robe", una posizione, e io sto solo ancora all’inizio"? Non si può sapere i sacrifici fatti in continuazione. Specialmente quello del io. L’uomo non è facilmente incline a dare se stesso – ogni altra cosa ma non me stesso -!

E così possiamo capire che, se veramente si desidera andare sulla strada spirituale per raggiungere spiritualmente, i sacrifici sono grandi; dipende dalla capacità di sacrificare che si va avanti lentamente o più veloce.

E come si può dire in parole più semplici cosa è il nostro scopo nella vita, nostro raggiungimento spirituale? Proprio come è scritto nella Bibbia: "In Lui viviamo, ci muoviamo e abbiamo il nostro essere". E mantenendo in mente l’aforismo di Hazrat Inayat Khan: "Quando un desiderio diventa un pensiero costante, la sua realizzazione è assicurata."

Shaikha Dahnya Bozzini-van Gelder

 

Shaikha Dahnya Bozzini-van Gelder

 

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