
Il CUORE
Sermone 12/9’04 di Murshida Dahnya Bozzini Van Gelder
Che cos’ è il Sufismo?
Il Sufismo è la religione del Cuore.
E dove si trova il Santuario di Dio?
Nel cuore umano, che vuol dire nel cuore d’ogni uomo, d’ogni persona
sulla terra: non dobbiamo mai dimenticarci che in ogni uomo vi è il santuario
di Dio e anche questo è nostro compito cioè di cercare sempre
Dio nel cuore d’ogni uomo
.
Nel testo Indù mi è piaciuto molto il detto: “Il cuore è
simile ad un calice di loto, vuoto verso il basso, sta sotto la nuca ed a dodici
pollici sopra l’ombelico. Nella sua estremità è una cavità
minuscola in cui l’universo ha trovato fondamento. Nel suo centro brucia
un gran fuoco, fiamma universale che irradia in tutte le direzioni ed è
al centro stesso di questa fiamma che l’Atman, Dio Supremo, ha stabilito
la Sua dimora”.
Non c’è niente di nuovo e l’Induismo è
la religione più antica che conosciamo.
Guardiamo il simbolo Sufi: cosa c’è? Il cuore. Il cuore che sulla
terra è il ricettacolo dello Spirito di Dio, però le ali ci dicono
che vola verso il cielo. La luna crescente nel cuore simbolizza che il cuore
risponde allo Spirito Divino e quando la luna è piena irradia verso tutto
ciò che è intorno a noi. “Dio è amore” si sente
dire, penso, in ogni religione. Ma dove si trova l’amore? Nel cuore. Quando
ci si sente pieni d’amore, si sente il cuore battere, ma il cuore fisico
è solo un muscolo, un luogo simbolico. Il cuore è un simbolo perché
il cuore non è solo dentro il corpo; come abbiamo detto il cuore è
il santuario di Dio e non è così piccolo come questo muscolo,
perché la vita interiore, che ognuno ha non è solo all’interno
del corpo ma all’interno di noi e noi non siamo il nostro corpo. Il corpo
è soltanto lo strumento, è la veste del nostro vero Sé.
Hazrat Inayat Khan spesso parla anche della lingua del cuore. Io penso che la
lingua del cuore è quella che si usa quando si è innamorati ed
è molto facile parlare senza parole, anzi proprio senza parole si può
esprimere l’amore molto di più. Le parole possono essere capite
male, possono causare malintesi, ma quando ci si guarda negli occhi con amore
questo non può mai essere frainteso. E’ così con tutti.
Quando incontro un bambino ad esempio e lo guardo negli occhi lui vede che io
gli voglio molto bene, l’uso delle parole in quel caso non è necessario
perché lui vede nei miei occhi l’amore, e quando guardiamo negli
occhi dell’altro con l’amore che c’è dentro di noi,
l’altro risponde, e questo accade sempre e dappertutto, per strada, nei
negozi, ovunque andiamo perché questo esprime le qualità del cuore,
un altro aspetto del cuore.
Le qualità del cuore sono sincerità, gentilezza, rispetto, considerazione,
apprezzamento, gratitudine. Gratitudine è una parola molto importante
perché quando si è grati si sente ciò nel cuore: quando
per esempio si va in un negozio per pagare quello che si è comprato e
alla commessa si dice ‘grazie’, quando davvero si sente gratitudine
e si dice ‘grazie’ allora questo esprime la propria gratitudine.
Quando sentiamo nel cuore questa gratitudine per la vita, per il sole, per la
pioggia, per l’aria, per la bellezza, non è neanche necessario
usare le parole e la gratitudine va verso Dio, cioè verso il cuore perché
quando il cuore batte di gratitudine noi diciamo la nostra gratitudine a Dio
senza parole.
L’amore non si può sviluppare, non si può
imparare, non si può studiare sui libri, non è intellettuale come
spesso capita che siano la pietà e la carità, e in questo caso
è esteriorità. L’amore si può lasciar crescere come
un bambino cresce nel grembo materno: così l’amore può crescere
nel nostro cuore quando noi vogliamo, lo desideriamo, quando siamo consapevoli
dell’amore di Dio e, ogni volta che pensiamo a questo, l’amore nel
cuore cresce. Perché soltanto quando il cuore ha dentro di sé
l’amore, è vivo, altrimenti è morto. E come possiamo lasciarlo
crescere?
Purificando il nostro cuore dalle cose indesiderabili, dalle irritazioni, dalla
rabbia, dalle antipatie che abbiamo avuto ieri, l’altro ieri, vent’anni
fa’, purificando il cuore da tutto questo, perché così ci
sarà posto in esso per l’amore. Come dice Rumi: “Nel cuore
dell’uomo c’è posto solo per uno, o per l’io, o per
Dio”. Anche nel Nuovo Testamento è scritto: “Là dove
è il tuo tesoro, là è il tuo cuore”. Perciò
quando il tuo tesoro, le cose a cui tu dai valore sono le cose materiali, il
mangiare, i vestiti,la casa, la macchina ecc.. questo è il tuo tesoro
e il tuo cuore è sulla terra. Ma quando il nostro tesoro è: amare
il nostro simile, amarci l’un l’altro, il nostro cuore è
nel cielo. Perché il cielo non è lassù anche se automaticamente
quando se ne parla si indica l’alto, ma lo creiamo anche qui sulla terra,
e più l’amore cresce nel cuore più grande diventa il cielo
in cui viviamo ora.
Nella Divina Sinfonia abbiamo letto: “L’uomo apprende la sua prima
lezione d’amore amando un essere umano, ma in realtà l’amore
è dovuto solamente a Dio” , a Dio in ogni uomo. Ma se non si comincia
ad amare un essere umano come si può imparare ad amare altre persone?
Ci sono cinque peccati contro l’amore, che rendono il
nettare dell’amore veleno, cioè quando colui che ama priva l’amata
di libertà e felicità contro la sua volontà; ma anche gelosia,
amarezza, dubbi, diffidenza, sospetto, fuga dalla sofferenza e dal dolore che
l’amore può portare, e solo seguire la propria volontà e
non il desiderio dell’amato. L’amore è un sacrificio continuo,
ma un sacrificio non è una rinuncia, sacrificio è quando noi dimentichiamo
noi stessi, questo è sacrificio.
La rinuncia è quando ci si impone di fare o non fare qualcosa, ma col
sacrificio, proprio a causa del nostro amore noi dimentichiamo noi stessi e
facciamo ciò che l’altro vuole.
La parola amore viene usata per così tante cose e quasi tutte le cose
che noi pensiamo che siano amore sono in realtà: dare per ricevere, e
questo non è amore, è un affare perché l’amore è
TU non io.
Ci si dovrebbe rendere conto che il cuore è come una lampadina, quando c’è polvere sulla lampadina la luce non brilla e la polvere sono tutti questi peccati contro l’amore che offuscano la luce dell’amore. Ed a questo proposito vi rileggo il testo Buddista: “ Con animo amorevole, dimorando, egli irradia verso una direzione, poi verso la seconda poi verso la terza, poi verso la quarta, così verso sopra e verso sotto, dappertutto, in tutto riconoscendosi, egli irradia il mondo intero con cuore amorevole, con ampio, illimitato animo schiarito di rabbia e rancore”.
C’è una storia che permette di vedere cosa può
fare l’amore, perché l’amore vede soltanto la bellezza. C’era
un re che stava parlando con dei filosofi di argomenti molto elevati e mentre
stavano sul terrazzo a parlare, potevano vedere i bambini che giocavano nel
giardino. Ad un certo punto il re prende un bellissimo cappello, decorato con
splendidi gioielli, e chiama un servo dicendogli: “Tieni, questo è
un cappello che è come una corona, tu devi mettere questa corona sulla
testa del bambino che tu ritieni più idoneo, che ti sembra cioè
così bello da poter star bene con un cappello simile”. Lo schiavo
va, onorato di essere lui a poter scegliere. Prova subito a mettere il cappello
al figlio del re e guardandolo si dice che sì, sta bene, ma manca qualcosa
per esser perfetto.
Allora lo prova su un altro bambino, e su un altro, e su un altro ancora e alla
fine lo mette sulla testa di uno dei bambini e dice:” Sì, veramente
questo cappello è fatto per questo bambino!”.
Prende allora il bambino per mano e va timidamente verso il re e dice: “
Oh re, deve scusarmi ma questo cappello è perfetto soltanto per questo
bambino, ma…. è mio figlio.”
Il re disse allora:” Tu hai ragione, puoi tenere questo cappello”.
Il bambino del servo in realtà non era per niente bello, anzi, ma agli
occhi del padre era bellissimo e per l’amore del padre, il cappello su
di lui era perfetto.
Voglio finire anche col simbolo del flauto. Possiamo vedere
il nostro cuore come un pezzo di canna. Ogni sofferenza, se la si accetta, bruciando
fa un buco, e quando ci sono abbastanza buchi nella canna essa è pronta,
affinché Dio la possa usare per suonare la Sua Musica.
Quando l’uomo vede la sua anima come una scintilla della Luce di Dio,
lui è capace di amare non solo il mondo ma mille mondi, poiché
il cuore dell’uomo è più vasto dell’intero Universo.
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